Lavoro temporaneo

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Il lavoro temporaneo è una tipologia di rapporto di lavoro il cui il contratto, definito "a tempo determinato", prevede che il rapporto abbia un termine finale ed una durata prestabilita.

I lavoratori temporanei sono talvolta chiamati "contrattuali", "stagionali", "ad interim", "personale avventizio". In Italia, tale tipologia di somministrazione del lavoro viene denominata lavoro interinale ed è stata introdotta nel 1997.

I lavoratori temporanei possono lavorare full-time o part-time, a seconda del caso. In alcuni casi, i lavoratori temporanei ricevono alcuni benefici (come l'assicurazione sanitaria) di solito riservati solo ai dipendenti a tempo indeterminato. Ai dipendenti temporanei tramite uffici di collocamento specializzati definiti agenzie di lavoro temporaneo. Le aziende che hanno bisogno di lavoratori a breve termine vengono contattate dall'agenzia che propone i candidati. A seconda dei paesi in cui vige questa tipologia di lavoro, il contratto può assumere diverse connotazioni e il datore di lavoro può fare capo all'azienda o alla stessa agenzia di lavoro. Una fornitura di lavoro temporaneo può essere distinta da una società di collocamento, che cerca di inserire in azienda dipendenti a tempo indeterminato, ma c'è spesso una grande sovrapposizione: un dipendente può iniziare con un periodo di prova e poi terminare il periodo di lavoro temporaneo con la stipula di un nuovo contratto a tempo indeterminato.[1]

Vi è unanime consenso[2] sul fatto che il lavoro temporaneo si discosti dalla tradizionale formula del contratto di subordinazione a tempo indeterminato (Standard Employment Relationship - SER) in alcune dimensioni:

  1. la SER è caratterizzata dalla permanenza e dalla continuità dell’impiego. La nozione di continuità è invece assente nei contratti temporanei, la cui durata è limitata nel tempo ed è fissata una data di fine rapporto;
  2. nell’ambito della SER, i lavoratori operano in azienda, alle dirette dipendenze del datore di lavoro e sotto il suo controllo. Al contrario, vi sono accordi di lavoro temporaneo che sono mediati, come nel caso dei lavoratori delle Agenzie per il Lavoro;
  3. nella maggior parte dei paesi, la SER è associata con ampie prestazioni e diritti previsti dalla legge come il minimo salariale, indennità di disoccupazione, la tutela contro il licenziamento ingiusto, le ferie, i permessi ed i congedi retribuiti; il lavoro temporaneo invece non offre tutte queste garanzie.
  4. negli USA il self employment con carattere contingente, come nel caso dell’independent contracting, è considerato lavoro temporaneo[3], mentre in Australia ed in Europa il lavoro autonomo è regolato dalla legge in modo distinto.

Nel 1996, Eurostat[4] ha suggerito che si può parlare di lavoro temporaneo quando è noto alle parti che vi è un termine oggettivo del rapporto di lavoro (una data, il completamento di un compito o il ritorno di un altro dipendente temporaneamente sostituito). Nello stesso anno, l’OECD ha raccolto le definizioni di lavoro temporaneo utilizzate nelle indagini sulle forze lavoro dei principali paesi europei, Australia, Canada e USA, arrivando negli anni[5] a sintetizzarle in una definizione generale di “lavoro dipendente di durata limitata”. Essa si dimostra utile ad orientare il confronto internazionale sulla grande eterogeneità della forza lavoro temporanea, in merito al livello delle tutele contrattuali, il tipo di assunzione e la stabilità di impiego.

Storia del lavoro temporaneo[modifica | modifica wikitesto]

Il lavoro temporaneo nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia l'impiego di lavoratori temporanei prevede la stipula di un contratto di lavoro diverso dal contratto a tempo determinato (contrat à durée déterminée, CDD). Legalizzato dalla legge 72-1 del 3 gennaio 1972, il lavoro temporaneo (intérim) è inizialmente stato progettato per garantire la sostituzione eccezionale dei dipendenti di una società. Durante gli ultimi tre decenni del XX secolo, i livelli di assunzione di lavoratori temporanei nelle risorse umane delle aziende sono cresciuti costantemente fino a diventare all'inizio di XXI secolo uno dei metodi principali per il collocamento dei lavoratori. Le agenzie specializzate nella somministrazione di lavoro temporaneo prendono il nome di société de travail temporaire (società di lavoro temporaneo) e sono spesso filiali locali di aziende internazionali che hanno uffici in tutte le principali città del paese.

Germania[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: lavoro interinale e somministrazione di lavoro.

In Italia il lavoro temporaneo fu istituito nel 1997 dal cosiddetto pacchetto Treu e prese il nome di "lavoro interinle". Tale tipologia venne poi abrogata e sostituita dalla nuova figura della somministrazione di lavoro, introdotta dalla legge Biagi.

Il Pacchetto Treu (L. 196/1997), introdusse la riforma dei Servizi per l’Impiego (SPI), il lavoro interinale (precedentemente vietato), le prime tipologie professionali parasubordinate (il contratto di lavoro occasionale e le collaborazioni coordinate e continuativa “co.co.co.”) ed innovazioni al contratto a tempo determinato.

Il D. Lgs. 469/97, attuativo della L 59/97 (nota come Legge Bassanini), ha abolito il principio del monopolio pubblico sui servizi di collocamento, decentralizzando i precedenti servizi per l'impiego nazionali alle regioni e alle province e riconoscendo le agenzie di lavoro temporaneo private come le imprese legittime.

La Legge Biagi (L. 30/2003 ed il decreto attuativo D. Lgs. n. 276/2003), sancì la fine del monopolio pubblico del collocamento dei SPI ed istituì la Borsa Continua Nazionale del Lavoro. L’obiettivo era di raggiungere lo standard richiesto dall’UE, dando vita ad una rete di servizi sul territorio che integrasse le funzioni tradizionali di collocamento con nuove politiche a favore degli individui e delle imprese, articolandone l’attività su servizi di informazione, orientamento professionale e formativo, assistenza personalizzata oltre che all’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Vennero così disciplinate le Agenzie per il Lavoro, in luogo delle agenzie interinali, quali soggetti che possono operare la somministrazione di lavoro nelle diverse modalità contrattuali previste dalla normativa. Vennero introdotti contratti come il lavoro ripartito e il lavoro intermittente (a chiamata), lo staff leasing e riformati il contratto di apprendistato ed i contratti di lavoro parasubordinato (occasionale e “co.co.co.” che divenne contratto di collaborazione a progetto “co.pro.”).

Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Il settore della ricerca del personale negli Stati Uniti ha avuto avvio dopo la seconda guerra mondiale, con la nascita di piccole agenzie nelle aree urbane che impiegavano casalinghe per lavori part-time. Nel corso degli anni i vantaggi della tipologia di lavoro temporanea, in cui i lavoratori lasciano l'occupazione dopo un certo periodo di tempo e in cui il contratto e l'assunzione prevedono pratiche burocratiche e requisiti normativi molto meno onerosi, hanno determinato una graduale ma sostanziale diffusione dei lavoratori temporanei, con oltre 3,5 milioni di lavoratori temporanei impiegati negli Stati Uniti nel 2000.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) What is an employment agency or temp agency?.
  2. ^ De Cuyper, N., de Jong, J., De Witte, H., Isaksson, K., Rigotti, T., & Schalk, R. (2008), Literature review of theory and research on the psychological impact of temporary employment: Towards a conceptual model in International Journal of Management Reviews, vol. 10, nº 1.
  3. ^ Connelly, C. E., & Gallagher, D. G. (2006), Independent and dependent contracting: meaning and implications in Human Resource Management Review, vol. 16.
  4. ^ EUROSTAT, The EU Labour Force Survey, Methods and Definitions in Luxembourg: Publications Office of the European Union.
  5. ^ OECD. (2002), Employment Outlook in Paris: Organization for Economic Co-operation and Development.
  6. ^ Erin Hatton, The Rise of the Permanent Temp Economy in The New York Times, 26 gennaio 2013. URL consultato il 28 gennaio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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