Lauru

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Il lauru o laurieddu è una creatura maligna dell'immaginario folkloristico del Salento, della Valle d'Itria e della Murgia. Simile creatura fantastica è chiamata aùra nella zona di Taranto.

Origini della leggenda[modifica | modifica wikitesto]

L'incubo.

Le prime testimonianze si possono far risalire a quello dello spirito incubo citato da Petronio Arbitro, Plinio, Sant'Agostino e altri, ma anche, per altri aspetti, alle figure dei penati. Disturba con scherzi coloro che non rispettano i propri familiari o semplicemente le persone a lui antipatiche letteralmente saltando loro sulla pancia durante il sonno. Una antica favola nata nel periodo medioevale sotto la dominazione araba, la leggenda narra l'avventura di un folletto chiamato appunto "Tummà u sgummà" della tribù degli sgummà, che allontanatosi dalla sua casa nel paese dei ladisi (si suppone che la zona sia l'antica stazione di Bari) alla ricerca del tesoro perduto dei "giacomini" (cioè gli arabi), si perse nella piana pugliese. Preso dalla disperazione il folletto iniziò a piangere e grazie al fazzoletto che portava sempre con sé, donato dalla fata Dusica (dal dialetto pugliese, meretrice) inondò con il suo pianto la valle e dalle sue pignate nacquero gli ulivi. Recenti ricerche hanno dimostrato che ormai la favola è in disuso. In altre storie si dice che cavalchi i cani da pastore nella notte, lasciandoli stremati e sporchi la mattina dopo o che si diverta ad intrecciare i capelli dei cavalli e delle ragazze vergini, e che protegge le contadine dalle angherie dei padroni. All'occasione sanno essere subdoli e scaltri, con una mente acuta: molti racconti presentano storie di umani superati in arguzia da queste creature.

I tesori[modifica | modifica wikitesto]

Un laurieddu conta il suo oro incisione del 1880.

I Lauri nascondono o rompono piccoli oggetti della casa, ma possono anche far trovare soldi. Si dice che custodiscano numerosi tesori seppelliti durante le guerre. Se catturati, spesso acconsentono a rivelare l'ubicazione delle loro ricchezze, ma in seguito trovano il modo di confondere chi ha ottenuto questa informazione e salvare il proprio oro in extremis. Un racconto molto diffuso è che un contadino (o un ragazzo) lo cattura e lo obbliga a rivelargli la posizione di un tesoro nascosto. Il lauru lo assicura che il tesoro è seppellito in un campo dietro una particolare pianta. Il contadino lega un nastro rosso alla pianta e strappa alla creatura la promessa che non toglierà il nastro, poi va a prendere un badile. Al suo ritorno, vede che ogni albero nel campo ha un nastro identico. Si racconta che se si riesce a prenderlo dal naso o a rubargli il fazzoletto o il cappello si potrà diventare ricchissimi.

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