Laura Imai Messina

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Laura Imai Messina (Roma, 16 agosto 1981) è una scrittrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatasi in Lettere all'Università "La Sapienza", a ventitré anni si trasferisce in Giappone, a Tokyo, per studiare la lingua; dopo essere tornata in Italia per un anno, nel 2006 si trasferisce stabilmente vicino a Tokyo[1]. Qui consegue un master biennale in Culture Comparate presso l'International Christian University con una tesi su Yōko Ogawa e successivamente un PhD presso la Tokyo University of Foreign Studies con una tesi sul tema della materialità nella letteratura europea e giapponese. Attualmente è docente a contratto di lingua italiana in alcune università della capitale. Insieme al marito Ryōsuke ha avuto due figli, Sōsuke ed Emilio[2][3].

Nel marzo 2011 ha fondato il suo blog, Giappone Mon Amour, dove racconta il Paese del Sol Levante e sprazzi della sua vita.

Nel 2014 esordisce con il romanzo Tokyo Orizzontale, pubblicato per Piemme, in cui descrive la metropoli giapponese attraverso le vite dei protagonisti.

Nel 2018 pubblica due libri: per Piemme il suo secondo romanzo, Non oso dire la gioia, mentre per Vallardi il saggio WA. La via giapponese all'armonia.

Nel 2020 esce per Piemme il romanzo Quel che affidiamo al vento, pubblicato in oltre venti paesi e diventato bestseller internazionale. I diritti cinematografici del libro sono stati acquisiti dalla casa di produzione Cattleya[4]. Il romanzo racconta la storia di una donna che, persa la famiglia a causa dello tsunami del Tōhoku, si reca al Telefono del vento per cercare di superare il dolore della perdita[5].

Sempre nel 2020 esce per Einaudi il libro Tokyo tutto l'anno – Viaggio sentimentale nella grande metropoli, dove la scrittrice racconta la città nei diversi mesi dell'anno attraverso esperienze autobiografiche. Il libro presenta alcune illustrazioni del fumettista Igort.

Nel 2021 esordisce nella letteratura per ragazzi pubblicando per Salani la raccolta di fiabe e racconti Goro Goro – La pesca della stella, il viaggio di Daruma e altre storie giapponesi, illustrato dall’artista Philip Giordano e ispirato alla mitologia giapponese; il libro è stato candidato per il Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2021[6]. Il suo ultimo romanzo, Le vite nascoste dei colori, è uscito a giugno 2021 per Einaudi, portando in Italia la cultura giapponese dei colori e delle tradizioni.

Collabora con diverse testate giornalistiche italiane, come La Stampa e Repubblica. Dal 2021 insegna presso la Scuola Holden[7]. Durante le Olimpiadi di Tokyo ha curato una rubrica per il programma Rai Il circolo degli anelli e una per La Repubblica, A spasso per Tokyo[8].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

Altre pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La malattia come epifania del corpo e come parola: Il caso Ogawa Yōko, 東京外国語大学大学院総合国際学研究科, 2014[9]
  • Voce senza parola. Voce con parola. Il suono della voce umana nella produzione di Ogawa Yōko, 東京外国語大学大学院総合国際学研究科, 2015[10]
  • Ciò che sparisce, ciò che rimane: memoria e materialità in Ogawa Yōko, 東京外国語大学大学院総合国際学研究科, 2016[11]
  • Pratica del racconto e immaginazione della storia: il Diario di Anne Frank nella produzione di Ogawa Yōko, 東京外国語大学大学院総合国際学研究科, 2017[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giappone Mon Amour: intervista a Laura Imai Messina, su giovanigenitori.it, 9 ottobre 2020. URL consultato il 28 agosto 2021.
  2. ^ L'autrice, su lauraimaimessina.com. URL consultato il 23 agosto 2021.
  3. ^ Un amore lungo 10 anni. La scrittrice Laura Imai Messina racconta il Giappone, su lecodelsud.it. URL consultato il 23 agosto 2021.
  4. ^ Un film per Quel che affidiamo al vento della Imai Messina, su ansa.it, ANSA. URL consultato il 23 agosto 2021.
  5. ^ Il telefono dell’aldilà, i bimbi di Svevia vite da ricordare su «la Lettura», su corriere.it, Corriere della Sera. URL consultato il 23 agosto 2021.
  6. ^ ANNUNCIO DELLA VINCITRICE DEL MIGLIOR LIBRO D’ESORDIO, su premiostrega.it, Premio Strega. URL consultato il 23 agosto 2021.
  7. ^ Raccontare l'altrove, su scuolaholden.it, Scuola Holden. URL consultato il 23 agosto 2021.
  8. ^ Laura Imai Messina su La Repubblica, su repubblica.it, La Repubblica. URL consultato il 23 agosto 2021.
  9. ^ (JA) Laura Imai Messina, La malattia come epifania del corpo e come parola: Il caso Ogawa Yoko, su hdl.handle.net, 東京外国語大学. URL consultato il 28 agosto 2021.
  10. ^ (JA) Laura Imai Messina, Voce senza parola. Voce con parola. Il suono della voce umana nella produzione di Ogawa Yōko, su hdl.handle.net, 東京外国語大学. URL consultato il 28 agosto 2021.
  11. ^ (JA) Laura Imai Messina, Ciò che sparisce, ciò che rimane: memoria e materialità in Ogawa Yōko, su hdl.handle.net, 東京外国語大学. URL consultato il 28 agosto 2021.
  12. ^ (JA) Laura Imai Messina, Pratica del racconto e immaginazione della storia: il Diario di Anne Frank nella produzione di Ogawa Yōko, su hdl.handle.net, 東京外国語大学. URL consultato il 28 agosto 2021.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]