Latoplatecarpus

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Latoplatecarpus
Latoplatecarpus NT.jpg
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Ordine Squamata
Sottordine Lacertilia
Famiglia Mosasauridae
Genere Latoplatecarpus
Specie
  • L. willistoni
  • L. nichollsae

Il latoplatecarpo (gen. Latoplatecarpus) è un rettile marino estinto, appartenente ai mosasauri. Visse nel Cretaceo superiore (Campaniano, circa 75 milioni di anni fa). I suoi resti fossili sono stati ritrovati in Nordamerica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questo animale era molto simile a Platecarpus, un altro genere di mosasauro più noto e diffuso. Anche le dimensioni erano simili, e la forma del cranio ricordava molto quella del suo parente più famoso. Alcune caratteristiche, però, distinguevano i due generi: ad esempio Latoplatecarpus possedeva un paio di processi ossei divergenti appena dietro le orbite. Come tutti i suoi stretti parenti, Latoplatecarpus possedeva un corpo allungato e una testa relativamente corta; le zampe erano trasformate in pinne, come in tutti i mosasauri.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Latoplatecarpus è stato descritto per la prima volta nel 2011: la specie tipo, L. willistoni, è conosciuta per alcuni scheletri provenienti dalla formazione Pierre Shale in Manitoba (Canada) e Wyoming, così come dalla formazione Ozan in Texas. Un'altra specie, L. nichollsae, era stata precedentemente ascritta al genere Platecarpus ed è nota per resti ritrovati in Manitoba, Wyoming, Dakota del Sud e Alabama. Latoplatecarpus è considerato una forma avanzata di plioplatecarpini, una sottofamiglia di mosasauri dai crani corti e di dimensioni medie. In particolare, sembra che Latoplatecarpus fosse più derivato rispetto a Platecarpus, di età leggermente più antica.

Significato del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Latoplatecarpus deriva dalla parola latina latus ("largo"), con riferimento all'ampio spazio tra i processi ossei sopra menzionati. L'epiteto specifico, willistoni, è in onore di Samuel Williston, un paleontologo americano i cui studi sui mosasauri oltre un secolo prima gettarono le basi per la classificazione di questi rettili. L'altra specie, L. nichollsae, è in onore di Betsy Nicholls, un'altra paleontologa che si occupò dei rettili marini.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Konishi, Takuya. Systematics of Plioplatecarpinae (Squamata: Mosasauridae) Ph.D., UNIVERSITY OF ALBERTA , 2009, 396 pages; NR52449
  • Konishi, T.; and Caldwell, M.W. (2011). "Two new plioplatecarpine (Squamata, Mosasauridae) genera from the Upper Cretaceous of North America, and a global phylogenetic analysis of plioplatecarpines". Journal of Vertebrate Paleontology 31 (4): 754–783. doi:10.1080/02724634.2011.579023.
  • Cuthbertson, R.S.; Mallon, J.C.; Campione, N.E.; and Holmes, R.B. (2007). "A new species of mosasaur (Squamata: Mosasauridae) from the Pierre Shale (lower Campanian) of Manitoba". Canadian Journal of Earth Sciences 44 (5): 593–606. doi:10.1139/e07-006