Lastre Campana

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Le lastre Campana sono dei rilievi in terracotta, anticamente dipinti, utilizzate come rivestimenti per la decorazione di edifici pubblici e privati, a partire dal secondo quarto del I secolo a.C.

Il loro nome riprende quello del marchese Giampietro Campana che nella prima metà dell'Ottocento ne aveva raccolta una ricca collezione, di cui pubblicò il catalogo nel 1842, poi venduta nel 1861 e dispersa tra diversi musei.

Uso e fabbricazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli esemplari di maggiore qualità sono generalmente di epoca augustea, ma il loro uso continuò in epoca giulio-claudia e si prolungò fino al II secolo d.C.

Le lastre erano fabbricate in serie, nello stesso modo delle tegole e dei laterizi e realizzate a matrice.

L'uso risale probabilmente alle decorazioni in terracotta presenti nell'architettura degli Etruschi e riflette forse le decorazioni in bronzo applicate su basi e altari o come rivestimento di pareti.

Raffigurazioni[modifica | modifica wikitesto]

Raffigurano scene o motivi decorativi figurati prevalentemente in stile neoattico, in modo simile alla ceramica aretina e a rilievi marmorei decorativi, con i quali condividono numerosi temi iconografici. Sono raffigurate scene mitologiche, scene di culto, temi dionisiaci, scene delle corse nel circo, scene di ambiente teatrale, allegorie di vittorie; sono anche presenti motivi di più marcato carattere decorativo, con figure in schemi araldici, animali, motivi vegetali, variamente combinati.

Pubblicazioni e studi[modifica | modifica wikitesto]

Giampietro Campana pubblicò il catalogo della propria collezione nel 1842, con il titolo di Antiche opere in plastica discoperte, raccolte, e dichiarate, occupandosi in particolare dell'interpretazione mitologica delle raffigurazioni.

La pubblicazione sistematica dei rilievi in terracotta si ebbe agli inizi del XX secolo, ad opera degli studiosi tedeschi H von Rohden e H. Winnefeld, ai quali si deve una suddivisione in tipi e l'individuazione di una linea di evoluzione dal punto di vista stilistico. Un successivo impulso agli studi di questo materiale si ebbe in seguito al ritrovamento delle lastre della decorazione del tempio di Apollo Palatino, di particolare qualità e in alcuni casi conservanti ancora tracce della originaria dipintura. Gli studi successivi si sono occupati dei tipi di edifici in cui erano state impiegate (templi, edifici pubblici, case private), della loro distribuzione cronologica e geografica e del significato delle raffigurazioni in relazione, in particolare, alla propaganda augustea.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • H. Von Rohden, H. Winnefeld, Die Antiken Terrakotten im Auftrag des Archäologischen Instituts des Deutschen Reichs, Band IV, 1. "Architektonische römische Tonreliefs der Kaiserzeit", Berlin and Stuttgart, 1911.
  • A. H. Borbein, Campanareliefs. Typologische und stilkritische Untersuchungen (Römische Mitteilungen Ergänzungsheft 14), Heidelberg 1968
  • G. Carettoni, "Terracotta Campana dallo scavo del tempio di Ampollo Palatino, in Rendiconti della Pontificia Accademia, 14, 1971-72, pp.123-140
  • A. Calderone, "Sulle terrecotte «Campana»", in Bollettino d'Arte, 60, 1975, pp.65-74
  • M.A. Rizzo, "Su alcuni nuclei di lastre «Campana» di provenienza nota", in Rivista dell'Isituto Nazionale d'Archeologia e Storia dell'Arte, 23-24, 1976-1977, pp. 5-93
  • M.J. Strazzulla, "Iconografia e propaganda imperiale in età augustea: le lastre Campana", in E. Herring, R. Whitehouse and J.B. Wilkins (a cura di), in Papers of the Fourth Conference of Italian Archaeology 1, The Archaeology of Power, 1, 1991, pp. 241-52
  • S. Tortorella, "Le lastre Campana. Problemi di produzione e di iconografia", in L'art décoratif à Rome, à la fin de la République et au début du Principat (Collection de l'École Française de Rome 55), Roma 1981, pp.61-80.

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