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Lara Cardella

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Graziella Lara Cardella (Licata, 13 novembre 1969) è una scrittrice e docente italiana.

Nasce a Licata, ove cresce con una sorella; di carattere libero in un ambiente chiuso permeato da pregiudizi, legge molto, soprattutto Alberto Moravia, e ha il sogno di fare la giornalista.

Nel 1988, all'età di 19 anni, per scommessa con un'amica decide di partecipare al concorso "Cercasi scrittore" della rivista mensile 100 cose, della Arnoldo Mondadori Editore. Ispirandosi a un'altra amica e leggendo i capitoli alla sorella, in una ventina di notti scrive il romanzo Volevo i pantaloni, in cui descrive appunto le vicende di una ragazza nella Sicilia maschilista di fine anni ottanta, in tono ironico. Il romanzo vince il concorso, esce a marzo 1989 e ha successo, venendo tradotto in inglese (Good Girls Don't Wear Trousers), francese (Je voulais des pantalons), tedesco (Ich wollte Hosen), spagnolo (Quería los pantalones), portoghese (Eu querìa usar calças) e catalano (Volia dur pantalons). Il libro è tradotto e pubblicato anche nei paesi scandinavi, in Polonia, Repubblica Ceca, Grecia, Turchia, Brasile e Corea, e vende circa due milioni e mezzo di copie. L'autrice, additata e insultata a Licata, con persino una marcia sotto casa per toglierle la cittadinanza licatese e la sorella ritirata da scuola per sicurezza, sposa il fidanzato Marco Minardi e si trasferisce a Gela, vivendo però da reclusa in un rapporto di gelosia reciproca.[1][2][3]

A seguito del successo del romanzo, nello stesso anno viene tratto anche un film omonimo, con la regia di Maurizio Ponzi, che esce a marzo 1990.

Nel 1991 ad aprile nasce l'unico figlio Junior Marco Minardi, e successivamente Lara Cardella pubblica, sempre per Arnoldo Mondadori Editore, Intorno a Laura (1991), opera a metà tra il romanzo e il dramma teatrale, e Fedra se ne va (1992). Nel 1992 lascia il marito, divenuto violento ed eroinomane, e si trasferisce a Roma, vivendo in modo libero e libertino, e lottando in tribunale per la custodia del figlio. Partecipa al Maurizio Costanzo Show, divenendo presenza nota anche in televisione. Nel 1994 pubblica Una ragazza normale, e nel 1995 il seguito del suo primo romanzo: Volevo i pantaloni 2.

Cambia in seguito casa editrice e passa alla Rizzoli, con la quale pubblica nel 1997 Detesto il soft. Nel 1997-98 è opinionista fissa a Il processo di Biscardi, celebre trasmissione calcistica di Telemontecarlo, ma non viene confermata, a suo dire per avere una volta riso in faccia al dirigente della Juventus Luciano Moggi.[4]

Decide quindi di cambiare vita e nello stesso 1998 torna in Sicilia per studiare: si iscrive a Lettere moderne, presso l'Università degli Studi di Palermo. Nel 2000 pubblica Finestre accese, in cui le vicende parallele delle due protagoniste vengono seguite nel corso degli anni attraverso i loro diari e in cui la Cardella tratta tra gli altri il tema della mafia. Nel 2004 si laurea; in seguito inizia a fare l'insegnante di scuole medie e superiori, usando il suo primo nome Graziella e negando di essere la famosa scrittrice Lara. Nel 2007 è a Bergamo, all'Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato "Cesare Pesenti", per il quale scrive inoltre opere teatrali per rappresentazioni studentesche.

Nel 2009, in occasione del ventesimo anniversario della sua prima pubblicazione, esce negli Oscar Mondadori una nuova edizione di Volevo i pantaloni, con in appendice un'intervista inedita all'autrice. Insegna poi a Seriate e di nuovo a Bergamo, all'Istituto Statale di Istruzione Superiore Paolina Secco Suardo.

Col nuovo decennio ritorna ai romanzi, aiutata dal figlio nelle vesti di dattilografo: con la Casa Editrice Barbèra pubblica nel 2012 131 km/h e nel febbraio 2013 Io non farò rumore. Insegna all'Istituto Statale di Istruzione Superiore Guido Galli. Nel 2016 viene operata per carcinoma del polmone e aneurisma cerebrale. Passa all'Istituto Tecnico Statale per Geometri "Arch. G. Quarenghi", poi alla Scuola Secondaria di Primo Grado Aldo Moro, di Seriate, e nuovamente a Bergamo all'Istituto Tecnico Commerciale V. E. II. Dal 2019 scrive saltuariamente per L'Espresso, e dal 2020 lavora anche come consulente editoriale.[5][3][6]

Il 9 marzo 2021 rivela in un articolo su L'Espresso che, da anni, si è "aggiunto un ospite non gradito in casa, il cancro", parlando della sua esperienza in modo diretto e senza veli.[7]

  1. Emanuela E. Abbadessa, Lara Cardella, su ricerca.repubblica.it, la Repubblica, 6 novembre 2011. URL consultato il 25 maggio 2019 (archiviato il 15 gennaio 2013).
  2. Maria Novella De Luca, Lara Cardella "Io volevo i pantaloni ma per le mie alunne oggi niente è cambiato", in la Repubblica, 30 aprile 2023, p. 17.
  3. 1 2 Letto per voi / Lara Cardella (“Volevo i pantaloni”), vive a Bergamo da 4 anni. “Insegno al Pesenti, ma ogni anno ho il terrore di dover cambiare” – La Rassegna, su www.larassegna.it. URL consultato l'11 maggio 2026.
  4. Lara Cardella: «Epurata su ordine di Moggi» - Corriere della Sera, su www.corriere.it. URL consultato l'11 maggio 2026.
  5. La ragazza che voleva i pantalonioggi "si mette a nudo" su Facebook, su La Stampa, 14 agosto 2011. URL consultato l'11 maggio 2026.
  6. Ricevimento settimanale delle famiglie – Istituto Tecnico Commerciale e Turistico Statale Vittorio Emanuele II, su lnx.vittorioemanuele.edu.it. URL consultato il 12 maggio 2026.
  7. «Io, il cancro e un altro giorno da sopravvissuta» (di Lara Cardella), su L'Espresso, 9 marzo 2021. URL consultato il 10 marzo 2021.

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