Lamborghini LM 002

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Lamborghini LM 002
Lamborghini LM002 Gen1 1986-1992 frontleft 2012-03-22 A.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Lamborghini
Tipo principale Fuoristrada
Produzione dal 1986 al 1993
Sostituisce la Lamborghini Cheetah
Sostituita da Lamborghini Urus
Esemplari prodotti 301[senza fonte]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4900 mm
Larghezza 2000 mm
Altezza 1815 mm
Massa 2600 kg
Lamborghini LM002 Gen1 1986-1992 backright 2012-03-22 A.jpg

LM002 è un veicolo fuoristrada prodotto dalla Lamborghini dal 1986 al 1993, derivato dal prototipo Lamborghini LMA-002[1], a sua volta nato dalle ceneri del progetto Lamborghini LM 001[2], e del precedente Cheetah, del 1977 (quest'ultimo era un veicolo costruito per rispettare specifiche tecniche dell'esercito statunitense).

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un fuoristrada di grandi dimensioni (4900×2000×1815 mm), prodotto in 301 pezzi; visto il successo negli Stati Uniti, gli ultimi 60 vennero prodotti in versione speciale per quel mercato. L'LM002 montava il motore V12 da 5167 cm³ e 420 CV., accoppiato ad un cambio manuale a 6 rapporti più 'riduttore', e alla trazione integrale permanente con tre differenziali.

Aggravato dal peso notevole (2600 kg a vuoto) e dall'elevato CX, i consumi rappresentavano il punto debole del veicolo, a causa della 'limitata' capacità del serbatoio (160 l.). La percorrenza media si attestava intorno ai 5 km con un litro, ma si poteva scendere sotto il l/km nel fuoristrada estremo. La vettura aveva prestazioni da berlina veloce, con una velocità di punta di 208 km/h, e una accelerazione da 0 a 100 in 7,8 secondi.

Nelle intenzioni della casa era prevista anche la partecipazione alla Parigi-Dakar. Allo scopo, venne prodotto un esemplare opportunamente modificato che, tuttavia, affidato a Sandro Munari, proprio per problemi di consumo carburante, riuscì solo a partecipare a un paio di rally in Grecia ed Egitto, prima di essere ritirata dalle competizioni.

Essendo un veicolo 'limite', unico nel panorama automobilistico, la Pirelli dovette progettare degli pneumatici ad-hoc, chiamati 'Skorpion', che, anche sgonfi, consentivano al mezzo di poter avanzare fino a una velocità di 100 km/h. La carrozzeria fu costruita dalla ditta basca Irizar, specializzata nell'allestimento di autobus. Tra gli optional vi era il verricello da montare sul frontale anteriore.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Dalla LM002 furono derivate la LM003, un prototipo rimasto esemplare unico che differiva per l'unità propulsiva, un motore turbodiesel 5 cilindri da 3,6 litri e 150 CV prodotto dalla VM Motori di Cento (FE) (rivelatosi inadatto alla massa di 2.700 kg del veicolo)[3] e la LM004, un altro prototipo costruito per l'interessamento dell'Arabia saudita a usarlo come veicolo veloce per il controllo delle frontiere desertiche; era equipaggiato dal V12 da 7.2 litri (circa 700 cv) che la Lamborghini usava sulle imbarcazioni vincitrici di numerosi titoli mondiali nelle competizioni "off-shore"[4]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La LM002 durante dimostrazioni per la stampa si dimostrò in grado di trainare un carro armato Leopard con la trasmissione inserita; inoltre, durante le prove nel deserto si dimostrò in grado di fare inversione a U sulle dune. Il primo esemplare di serie fu consegnato a Re Hassan II° del Marocco.
  • La vettura, soprannominata Lambo Rambo (uno dei proprietari è stato proprio Sylvester Stallone), è stata inserita nella lista delle 50 peggiori automobili di sempre redatta dalla rivista Time, a causa della sua "pessima clientela"[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Lamborghini Off Road line up at LamboCARS.com, su lambocars.com. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  2. ^ (EN) LM001 - the STORY, su lambocars.com. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  3. ^ (EN) LM002 - the STORY, su lambocars.com. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  4. ^ (EN) LM004 7000 - the STORY, su lambocars.com. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  5. ^ (EN) The 50 Worst Cars of All Time, su Time. URL consultato il 28 gennaio 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  Portale Automobili: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di automobili