Lago di Chiusi

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Lago di Chiusi
Lago di chiusi1.jpg
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Provincia Siena Siena
Comune Chiusi
Coordinate 43°03′22.11″N 11°57′55.79″E / 43.056142°N 11.965497°E43.056142; 11.965497Coordinate: 43°03′22.11″N 11°57′55.79″E / 43.056142°N 11.965497°E43.056142; 11.965497
Altitudine 251 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 3,87 km²
Profondità massima m
Idrografia
Immissari principali Tresa, Montelungo
Emissari principali Canale di comunicazione tra i laghi di Chiusi e Montepulciano o condotto preliminare del Canale Maestro della Chiana (la val di Chiana Toscana principia con il torrente Montelungo di Chiusi Scalo)
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Chiusi
Lago di Chiusi

Il lago di Chiusi è un bacino lacustre della Toscana situato nella val di Chiana senese, pochi chilometri a nord-est della località da cui prende il nome, non lontano dal lago di Montepulciano rispetto al quale si trova pochi chilometri a sud-est, a cui è idricamente collegato da un Canale di Collegamento dentro il quale, nei pressi di Passo alla Querce e di Poggio Falcone, si trova una diga meccanizzata a ghigliottina.

Il lago è formato da vari immissari, tra cui i torrenti toscani Gragnano, Rielle, Marino e Montelungo, il fiume umbro Tresa (che veicola anche le acque dei torrenti Maranzano, Moiano e Rio Maggiore, le cui acque di piena sono spesso deviate meccanicamente verso il lago di Chiusi, riducendo così l'interramento del lago Trasimeno nonché il rischio di esondazione del canale Anguillara) e fossi di origine umbra (fosso del Pianone che riceve le acque del Fosso del Recinto, Rio della Suora, Fosso del Saponaio che riceve le acque dei Fosso dei Puntoni, dei Ballottoli e della Battilana, Fosso della Bacocchia che riceve le acque del Fosso del Poggio Sacco, e altri fossi minori).

Esso è collegato, a nord-ovest, con il vicino lago di Montepulciano che alimenta il canale maestro della Chiana (quando la diga posta nel Canale di Collegamento tra i laghi di Chiusi e di Montepulciano è lasciata aperta).

Il principale immissario del lago di Montepulciano (torrente Parce [che riceve le acque del torrente Monaco]) attraversa costantemente una cassa di laminazione e decantazione, di recente realizzazione. Tale cassa è utile per salvaguardare il lago di Montepulciano dall'interramento e per proteggere la qualità delle sue acque.

Attualmente le acque degli immissari del lago di Chiusi non attraversano analoge casse di costante laminazione e decantazione.

Il lago di Chiusi ha origine probabilmente tettonica ed esiste da lungo tempo, essendo testimoniato anche in epoca etrusca e romana. In origine esso era collocato lungo il corso del fiume "Clanis" che sgorgava dal colle Clanis (Chiani), a ovest di Arezzo, e scendeva verso il Tevere fluendo attraverso i laghi di Montepulciano e di Chiusi il cui "zero idrometrico" era collocato in quota più bassa (rispetto a oggi). Poi, a seguito dell'allagmaneto (per causa antropica) della Valle del Clanis, dalla metà secolo XI (1052-1055) lo "zero idrometrico" si elevò notevolmente, formandosi un unico gigantesco lago artificiale, che partiva dalla diga del Muro Grosso presso Carnaiola-Olevole e risaliva in direzione di Arezzo. Successivamente, con l'escavazione presso Arezzo (ai piedi del colle di Chiani) di un canale artificiale nel 1338 (fossatum novum), per deviare le acque esondate del Clanis verso l'Arno, in area aretina furono eretti sbarramenti (dighe) per alimentare l'industria molitoria (Chiusa dei Monaci) e ulteriori sbarramenti per limitare il grande bacino (Ponti di Arezzo, Ponte alla Nave, ecc.) che non migliorarono la situazione (impaludamento e malaria) nel resto della valle. Intorno al 1500 le acque del bacino cominciarono a scorrere lentamente verso l'Arno a partire da Foiano della Chiana e verso il Tevere a partire da Sinalunga-Torrita, essendosi spostato a sud il "displuvio" (che dal 1338 era vicino ad Arezzo). Con Cosimo I de' Medici iniziò la bonifica della valle (in territorio toscano), bonifica che ebbe un contemporaneo impulso (seconda metà del secolo XVI) quando, in territorio pontificio, fu abbattuta la diga del Muro Grosso dall'ing. Bombelli, il quale mise in pratica un progetto del papa toscano Ciocchi del Monte (Giulio III). Tuttavia papa Clemente VIII, grande nemico dei Medici, dopo l'alluvione di Roma del 1598 (per la quale furono incolpate pretestuoasamente le acque della Val di Chiana, anziché i grandi battelli fluviali [mulini natanti] incastrati nei ponti romani) fece ricostruire il Muro Grosso ed eresse altre due dighe al confine con i Toscani (diga di Clemente VIII e diga del Buterone), alzando notevolmente il livello del grande bacino artificiale. Dal 1600 fu creata da papa Clemente VIII la diocesi di Città della Pieve, lungo il confine pontificio con il Granducato (dei nemici Medici). Sia nella parte aretina sia nella parte pontificia le principali dighe erano sfruttate dal'industria molitoria (specie la Chiusa dei Monaci e il Muro Grosso), mentre "in mezzo" alla valle impaludata artificialmente si moriva di malaria. Successivamente cominciarono a diffondersi variopinte tesi sull'origine dell'impaludamento (innalzamenti tettonici e/o terremoti del 1055, "Muro Grosso detto de' Romani" e/o costruito dall'imperatore Nerone [interpretando estensivamente le fonti], "abbandono" della valle dopo la caduta dell'impero romano, "mancanza di pressione", ecc.), seguite da vari studiosi. La situazione, nell'area chiusina, peggiorò sul finire del secolo XVIII con l'erezione di un'altra mastodontica diga pontificia (Campo alla Volta, dove fu inserito il Callone Pontificio che controllava dei regolatori sul Fosso delle Cannucce [oggi "Chianetta"], limitrofo al lago artificiale), a cui si contrappose una diga toscana nei pressi di Valiano (Callone di Valiano); e così la quota (zero idrometrico) della gigantesca "piscina a cielo aperto" (Chiana), ovverosia degli esondati laghi di Montepulciano e di Chiusi (e di ciò che rimaneva del Clanis), fu ulteriormente elevata. Dalla fine del settecento in avanti furono siglati vari trattati tra Stato Pontificio e Granducato di Toscana, che portarono all'accelerazione della bonifica della Val di Chiana, sia toscana sia romana, iniziata nel secolo XVI. Con il primo Trattato del 1780 furono definiti i confini e fu concordato, tra l'altro, che il fiume Astrone sarebbe andato verso il Tevere mentre il fiume Tresa sarebbe stato deviato in Arno (in direzione del Chiaro di Chiusi), colmando le Bozze di Chiusi (palude compresa tra l'odierna Chiusi Scalo e il Chiaro di Chiusi). Tuttavia la bonifica della parte centrale della Valle (che va da Arezzo ad Orvieto), cioè tra Foiano della Chiana e Chiusi, fu ritardata di circa un secolo a causa della strategia del giurista e bonificatore Vittorio Fossombroni, aretino, che aveva cominciato a bonificare l'area aretina con il solo metodo delle colmante, peggiorando la situazione a sud di Foiano della Chiana, fino a Chiusi, dove imperversava la malaria (dal 1191) e dove le acque erano ferme. Per fortuna il geniale Alessandro Manetti, toscano, architetto e ingegnere idraulico che aveva studiato all'École nationale des ponts et chaussées di Parigi, per conto del Granduca di Toscana realizzò gli allaccianti di Destra e di Sinistra e altre ingegnose opere idrauliche, ancor oggi esistenti e funzionanti; egli inoltre, non senza difficoltà (a causa di defatiganti opposizioni politiche e campanilistiche), ridusse la soglia della Chiusa dei Monaci e del Callone di Valiano, dando impulso alla grande bonifica dell'alta Val di Chiana Toscana (dall'odierna Chiusi Scalo verso nord). Parallelamente, la val di Chiana Romana era bonificata dalla Prefettura delle Acque con sede a Città della Pieve (nell'attuale palazzo muncipale), trasformatasi in Consorzio di Bonifica della Val di Chiana Romana, con sede in Chiusi Scalo dal 1929. L'encomiabile operato e un'accurata pubblicazione di Alessandro Manetti misero in probabile difficoltà il Fossombroni (rimosso dall'incarico di bonificatore e portato a Firenze, nella Segreteria di Stato, dal Granduca Leopoldo II). Fossombroni tentò di giustificare il proprio operato, anche per mezzo di influenti amicizie e di nuove edizioni, rivedute e corrette, di una sua precedente pubblicazione. L'importante opera di bonifica di Alessandro Manetti fu portata avanti da altri, tra cui l'ottimo Ing. Possenti del Genio Civile di Arezzo, fino a quando, nel secolo XX, i laghi di Montepulciano e di Chiusi sono tornati alle dimensioni pressapoco (e verosimilmente) originarie (sussistenti verosimilmente fino al 1052, quando per motivi bellici fu iniziata la costruzione di una diga in terrabattuta presso Carnaiola-Olevole, poi sormontata da un'ulteriore diga in muratura [Muro Grosso] completata nel 1055 [alte complessivamente circa 20-22 metri]), seppure con quota (zero idrometrico) elevata di una ventina di metri rispetto all'epoca immediatmaente anteriore all'erezione della diga del Muro Grosso (sec. XI). A causa della citata "Guerra delle Acque", oggi in località Mar Nero (Chiusi Scalo) si trova il punto più elevato del fondovalle dell'intera Val di Chiana dove, in corrispondenza dell'argine di separazione (che va dall'argine destro del torrente Montelungo a Po' Bandino), le acque si dividono, tal ché in parte (da lì) scorrono verso l'Arno (dighe a ghigliottina permettendo) e in parte verso il Tevere attraverso il canale Chianetta che diventa "Fiume Chiani" dopo avere ricevuto le acque del torrente Piazze. Per realizzare la ferrovia granducale (Siena-Chiusi), nel secolo XIX, l'argine di separazione fu parzialmente rimosso. Successivamente, caduti gli stati preunitari, sotto il Regno d'Italia fu abbattuta un'altra sezione dell'argine di separazione per consentire la realizzazione della linea ferroviaria Chiusi-Tuoro sul Trasimeno; dopodiché fu aperta una piccola finestra, nell'argine di separazione, per consentire il deflusso verso la Chianetta (che va verso il Tevere [con pendenza "zero" fino alle dighe pontifice]) delle acque ferme tra l'argine sinistro del fiume Tresa (in prossimità dell'odierna località Mar Nero) e l'argine di separazione tra i due bacini idrografici, non essendovi altre soluzioni per la bonifica di tale esigua ma importante area, posta a ridosso della ferrovia e dell'argine del Tresa nei pressi di Chiusi Scalo (località sorta dopo la bonifica, di fronte alla Stazione Ferroviaria).

Apparentemente la sponda settentrionale e quella posta sud-ovest del bacino lacustre chiusino sembrerebbero segnare il confine tra Toscana e Umbria, ma in realtà il territorio toscano (quindi anche la provincia di Siena e il Comune di Chiusi) comprende l'intero lago di Chiusi nonché la battigia che circonda il lago a 360°.

A circa 10 km a nord-est del lago di Chiusi, in territorio umbro, è situato il lago Trasimeno che, tra l'altro, riceve le acque del canale artificiale Anguillara. Sull'Anguillara sono altresì convogliati i corpi idrici del fiume Tresa e dei torrenti Rio Maggiore, Moiano e Maranzano, deviati verso il lago di Chiusi attraverso quattro dighe che spesso fanno fluire le acque torbide, durante le piene, lungo un tratto del Tresa che dal 1490 è deviato verso l'odierna Chiusi Scalo (girato verso l'Arno dopo il Trattato del 1780) e che oggi è inalveato tra poderosi argini, nonché munito di una recente cassa di esondazione nei pressi di Moiano (in Umbria). L'ultimo tratto del fiume Tresa è stato modificato negli anni ottanta del secolo XX (da allora le sue acque decantano nell'area di colmata [in sinistra idraulica] soltanto in caso di piene eccezionali, cioè molto raramente). Le dighe a ghigliottina nel fiume Tresa e nel torrente Rio Maggiore, in luogo non distante da Sanfatucchio, dividono il bacino idrografico del Tevere da quello dell'Arno. Nell'argine sinistro del Fiume Tresa, in Toscana, è inglobata la torre di "Beccati Questo" del secolo XIII (costruita sopra un ponte romano [sul Clanis] e che si ergeva in mezzo alla Chiana), ristrutturata dalla Repubblica di Siena nel secolo XV. Ad essa, in Umbria (ex Stato Pontificio), si contrappone la Torre di Beccati Quest'altro.

Da lungo tempo le acque del lago di Chiusi sono usate per il Servizio Idrico Integrato, a beneficio del Comune della Città di Chiusi, potabilizzate grazie all'impianto di Pian dei Ponti, da lì sollevate in cisterne (poste in quota più elevata) e infine distribuite alla popolazione attraverso la rete idrica comunale attualmente gestita da Nuove Acque S.p.A. con sede ad Arezzo, sotto l'egida dell'Autorità Idrica Toscana (A.I.T.) Conferenza Territoriale A.T.O. 4 Alto Valdarno (già Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale [o A.A.T.O. 4] Alto Valdarno), anch'essa con sede ad Arezzo.

La fauna[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda gli uccelli, il lago ospita numerose specie di ardeidi, come, ad esempio, la garzetta, l'airone rosso e, dal 1999, il rarissimo mignattaio. La zona è anche punto di sosta per gli uccelli migratori come il falco pescatore o il cavaliere d'Italia. Altre specie nidificanti sono lo svasso maggiore, il pendolino ed il raro basettino.

Le sue acque sono però infestate da numerosi crostacei alloctoni come il gambero rosso della Louisiana e il gambero americano.

L’attività ittica nel lago di Chiusi è disciplinata dal decreto del Presidente della Giunta regionale della Toscana del 7 febbraio 2018, n. 6/R (Regolamento di attuazione della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 7 [Gestione delle risorse ittiche e regolamentazione della pesca nelle acque interne], il cui allegato A è stato modificato dal Regolamento adottato con d.p.g.r. 5 giugno 2019, n. 30/R (Limiti di cattura dei salmonidi).[1]

Sulla sponda sud-occidentale del lago di Chiusi sorgono due ristoranti "storici", specializzati nella cucina del pesce di lago; tra i piatti tipici si annovera il brustico, ricetta di origine etrusca che sopravvive ai giorni nostri.

In località Sbarchino, nella sponda sud-occidentale del lago di Chiusi, ha sede "LENZA ETRUSCA", associazione sportiva dilettantistica senza fini di lucro che riunisce numerosi appassionati di pesca e di natura. Essa nasce come associazione di pescatori del lago di Chiusi negli anni cinquanta del secolo XX con il nome di "Società dei pescatori di Chiusi". Nel 1969 prende il nome di "Società pesca sportiva di Chiusi" e aderisce alla F.I.P.S. (Federazione Italiana di Pesca Sportiva); successivamente prende il nome (attuale) di "Società Pesca Sportiva Lenza Etrusca". Tale ente assume una rilevante importanza, anche sotto l'aspetto ittico, visto che monitora la conservazione di specie caratteristiche dell'habitat faunistico locale, come il luccio tramite l'incubatoio "Mauro Mancini" (previa autorizzazione del Responsabile del Servizio dell'ente locale di competenza).

I diritti di pesca nel lago di Chiusi, appartenente al Demanio Statale, erano di competenza della Provincia di Siena in forza del d.P.R. 616/77 (art. 137), ma con la legge 56/2014 la competenza delle province (sui diritti di pesca nelle acque interne) è venuta meno. Pertanto, dopo l'entrata in vigore della legge regionale toscana n. 20/2016, per mezzo di atti amministrativi dei Comuni di Chiusi e di Montepulciano, della Provincia di Siena e della Regione Toscana le concessioni di pesca sia professionale sia sportiva nei laghi di Chiusi e di Montepulciano sono gestiti rispettivamente dal Comune della Città di Chiusi e dal Comune di Montepulciano.

Nei laghi di Chiusi e di Montepulciano è tuttóra in vigore il "Regolamento per la disciplina del diritto esclusivo di pesca nei laghi di Chiusi e Montepulciano" adottato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 55/2002, modificato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 102 del 13.12.2004.

Area protetta[modifica | modifica wikitesto]

Lago di Chiusi
Lago di chiusi1.jpg
Tipo di areaArea naturale protetta di interesse locale
Class. internaz.SIC-ZPS IT5190009
StatoItalia Italia
RegioniToscana
ProvinceSiena
ComuniChiusi
Superficie a terra805 ha
Provvedimenti istitutiviDGC 108 29/04/1999 - DCC 10 15/03/04
GestoreComune di Chiusi
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Chiusi
Lago di Chiusi
Sito istituzionale

Il lago di Chiusi è un'area naturale protetta di interesse locale (ANPIL) in gestione al Comune di Chiusi di 805,00 ettari. È stata istituita con DGC 108 29/04/1999 - DCC 10 15/03/04. Il lago di Chiusi è anche sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale (codice SIC-ZPS: IT5190009): vi è presente una delle maggiori garzaie del Centro Italia. Nella parte meridionale del lago si trova anche un'oasi WWF di 8 ettari.[2][3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nuova normativa per la pesca acque interne
  2. ^ Oasi Lago di Chiusi Archiviato il 30 dicembre 2012 in Internet Archive. sul sito di WWF Italia
  3. ^ ftp://ftp.dpn.minambiente.it/Cartografie/Natura2000/schede_e_mappe/Toscana/SIC_schede/IT5190009.pdf[collegamento interrotto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Favilli L., Pezzo F., Manganelli G., La fauna dei laghi di Chiusi e Montepulciano, in Barbagli F., Manganelli G., Spadini V., Giacomo Arrighi Griffoli un ornitologo lucignanese di fine Ottocento, Atti del Convegno, Lucignano della Chiana, 27 settembre 1997, Tipografia Rossi, Sinalunga (Siena), 1998.
  • Manganelli G., Pezzo F., Piazzini S., Micromys minutus (Mammalia, Rodentia, Muridae) nel comprensorio dei laghi di Chiusi e di Montepulciano (Toscana-Umbria), Atti della Società Toscana di Scienze Naturali Residente in Pisa Memorie, Serie B, n. 108, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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