Lagenaria longissima

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Zucca da pergola
Iozucchine.jpg
Due frutti di Lagenaria longissima
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Violales
Famiglia Cucurbitaceae
Genere Lagenaria
Specie L. longissima
Classificazione APG
Regno Plantae
Ordine Cucurbitales
Famiglia Cucurbitaceae
Nomenclatura binomiale
Lagenaria longissima

La zucca o zucchetta da pergola (Lagenaria longissima) nota anche come zucca serpente di Sicilia è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee. Produce dei frutti allungati, che nella coltivazione a pergola pendono in basso per gravità, mentre nella coltivazione spontanea sul terreno si ricurva e prende la tipica forma di un serpentello. In genere, i frutti (zucchine) sono stretti (pochi centimetri di diametro) e lunghi (anche oltre 1 metro).

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

È una pianta rampicante che viene coltivata in climi temperati a partire dal mese di aprile e raggiunge in breve tempo dimensioni ragguardevoli.

La raccolta delle zucchine avviene generalmente da giugno a settembre, mentre la raccolta delle cime per la cottura come tenerumi può avvenire già dal mese di maggio, ma è preferibile raccoglierle a fine estate per non intaccare la produzione delle zucchine.

La velocità di crescita della zucchina è molto rapida rispetto alle zucche comuni. Infatti può raggiungere e superare il metro di lunghezza in pochissimi giorni. Si adatta bene a vari tipi di suolo, con preferenza a quelli sabbiosi e leggeri ricchi di sostanza organica, dove sviluppa un imponente apparato radicale che deve essere supportato da abondanti irrigazioni, meglio se a scorrimento poiché i sistemi a goccia sono insufficienti a coprire l'intero diametro dell'apparato radicale. [1] [2]

Impieghi in cucina[modifica | modifica wikitesto]

Ha impieghi culinari ed è tipica della cucina meridionale, dove è nota come cucuzzèlla 'e pèrgola o come cucuzza longa. È possibile con la zucchetta da pergola preparare delle zuppe (ad esempio, la zuppa verde del Cilento) o mangiarle con la pasta, tradizione della cucina siciliana, cilentana e napoletana.

Le foglie hanno una caratteristica consistenza vellutata, e le cime con le foglie più tenere vengono anch'esse consumate come minestra e come contorno, ad esempio saltati in padella. Esse sono note come tenerumi; questo uso è particolarmente diffuso in Sicilia, dove i tenerumi vengono anche utilizzati nella cucina creativa insieme ai ricci di mare e in varie altre zuppe miste di verdure. I tenerumi vengono utilizzati anche per accompagnare la pasta anche all'interno di un pesto particolare, fatto con i pomodori secchi che per il suo colore prende il nome di pesto rosso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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