La vispa Teresa (Sailer)

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La vispa Teresa è una poesia di Luigi Sailer, scritta intorno al 1850.[1] La vispa Teresa nasce come protagonista de La farfalletta, poesia presente nella raccolta per bambini L'arpa della fanciullezza (1865); è forse una tra le filastrocche per bambini più note in Italia.[2]

Testo[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

«Alacris Theresia in herbis venustum
dum volat deprehenderat
papilionem
Laetitia capta
cum, usque clamabat,
constringeret vivum
comprehendi! comprehendi!
Cum eam obsecraret
supplex clamavit
vivens atque volans
quid mali facio?
Malum facis alis
constringendis tu!
Quaeso laxa me
sum etiam Dei filia!
Theresiam paenituit
remittit tentionem
in herbas venustum
i papilionem!
Erubuit Theresia
confusa maerensque
manus reclusit
et ille fugit.»

(IT)

«La vispa Teresa avea tra l'erbetta
A volo sorpresa
gentil farfalletta
E tutta giuliva
stringendola viva
gridava a distesa:
“L'ho presa! L'ho presa!”.
A lei supplicando
l'afflitta gridò:
“Vivendo, volando
che male ti fò?
Tu sì mi fai male
stringendomi l'ale!
Deh, lasciami! Anch'io
son figlia di Dio!”.
Teresa pentita
allenta le dita:
“Va', torna all'erbetta,
gentil farfalletta”.
Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La vispa Teresa | Noi parliamo italiano, su parliamoitaliano.altervista.org. URL consultato il 22 febbraio 2016.
  2. ^ La vispa Teresa http://www.museodellascuola.it/la-vispa-teresa/

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