La sacra famiglia

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La sacra famiglia
Titolo originale Die heilige Familie, oder Kritik der kritischen Kritik. Gegen Bruno Bauer und Consorten
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Copertina dell'edizione originale
Autore Friedrich Engels e Karl Marx
1ª ed. originale 1845
Genere saggio
Sottogenere filosofia
Lingua originale tedesco

La sacra famiglia ovvero Critica della critica critica. Contro Bruno Bauer e soci (Die heilige Familie, oder Kritik der kritischen Kritik. Gegen Bruno Bauer und Consorten) è la prima opera scritta congiuntamente da Friedrich Engels e Karl Marx, pubblicata in prima edizione nel febbraio 1845.

Si tratta principalmente di una critica alle tesi dei fratelli Bauer, Bruno e Edgar, e dei "giovani hegeliani", e si presenta pertanto sotto forma di un pamphlet.

Più in generale le critiche di Marx ed Engels si rivolgono agli articoli pubblicati dai fratelli Bauer sulla "Allgemeine Literatur-Zeitung" ("Gazzetta universale di letteratura"), un periodico tedesco che uscì fra il dicembre 1843 e l'estate 1844[1], di cui i Bauer erano i principali redattori.

Engels e Marx denunciano il carattere speculativo della filosofia dei giovani hegeliani e ne stigmatizzano le contraddizioni, contrapponendo ogni volta, al punto di vista sedicente "critico" dei neohegeliani, il proprio punto di vista "reale", ossia materialistico. La critica promossa da Marx ed Engels pone le premesse del metodo che essi svilupperanno nelle opere della maturità.

Annoverata fra gli scritti giovanili dei due autori, ne La sacra famiglia appare la forte influenza esercitata all'epoca su Engels e Marx da Ludwig Feuerbach. La critica dell'idealismo hegeliano sarà continuata ne L'ideologia tedesca. Marx ed Engels si mostrano d'altronde consapevoli del carattere occasionale del loro pamphlet:

« Noi premettiamo [...] questa polemica agli scritti a sé stanti, nei quali esporremo - evidentemente ciascuno di noi per conto proprio - la nostra considerazione positiva e quindi il nostro rapporto positivo verso le dottrine filosofiche e sociali moderne[2]. »
(Engels e Marx)

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

In una lettera a Ludwig Feuerbach dell'11 agosto 1844, Marx annunciava il proposito di pubblicare un «opuscoletto» contro la rivista di Bruno Bauer, e ne anticipava i contenuti:

« Il carattere di questa "Literatur-Zeitung" può ridursi a questo: la "critica" viene trasformata in un'essenza trascendente. Quei berlinesi non ritengono di essere degli uomini che criticano, ma dei critici che, oltre ad essere dei critici, hanno la sfortuna di essere degli uomini [...]. Questa critica finisce [...] col tramutarsi in uno spiritualismo squallido e pretenzioso. La coscienza o autocoscienza viene considerata come l'unica qualità umana [...]. Questa critica si reputa quindi l'unico elemento attivo della storia. Di fronte ad essa sta l'intera umanità come massa, come massa inerte che ha valore solo nella contrapposizione allo spirito[3] »
(Marx)

Alla fine di agosto 1844 Engels, in viaggio da Manchester per la Germania, si fermò una decina di giorni a Parigi, dove abitava Marx. Durante lo stesso soggiorno parigino i due filosofi riscontrarono il proprio totale accordo su tutte le questioni teoriche; Engels si associò alla stesura del libro contro Bauer, redigendo un contributo che ammonta a un foglio di stampa e mezzo sui ventidue fogli di stampa totali dell'opera (pari a 18 pagine su un totale di 211 della prima edizione). Il resto del libro fu scritto da Marx, che vi lavorò anche dopo la partenza di Engels, fino a tutto novembre[4]. Forse Marx ampliò di parecchio l'opera anche allo scopo di sfuggire alla censura prussiana, la quale lasciava passare i libri che superavano i venti fogli a stampa, in quanto li considerava non suscettibili di avere una diffusione popolare[5].

Il libro fu pubblicato alla fine di febbraio del 1845 dalla "Literarische Anstalt", una casa editrice di Francoforte sul Meno. La dicitura Die heilige Familie (La sacra famiglia) fu suggerita dall'editore a scopo commerciale (e accettata da Marx); il titolo originale proposto dai due autori era soltanto Kritik der kritischen Kritik (Critica della critica critica)[6].

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

I primi due capitoli, scritti da Engels, mettono in ridicolo (evidenziandone gli errori fattuali) una serie di articoli usciti sulla rivista dei Bauer, aventi ad oggetto la storia e l'attualità dell'Inghilterra industriale. Il terzo capitolo, sempre di Engels, schernisce i seguaci di Bruno Bauer per aver attribuito esagerata importanza al licenziamento di quest'ultimo dall'università di Berlino[7].

Il quarto capitolo, scritto quasi per intero da Marx, contesta l'interpretazione del pensiero di Proudhon proposta da Edgar Bauer: secondo Marx, Bauer ha travisato il programma socialista di Proudhon, dandone una lettura esclusivamente idealistico-speculativa[7].

Il quinto capitolo è interamente di Marx e polemizza contro una lunga recensione, uscita sulla rivista dei Bauer, del romanzo Les Mystères de Paris di Eugène Sue. Questo capitolo contiene anche un importante paragrafo in cui Marx espone la sua prima critica pubblica contro la dialettica di Hegel[7]:

« Se io, dalle mele, pere, fragole, mandorle, reali, mi formo la rappresentazione generale "frutto", se vado oltre e immagino che "il frutto", la mia rappresentazione astratta, ricavata dalle frutta reali, sia un'essenza esistente fuori di me, sia anzi l'essenza vera della pera, della mela, ecc., io dichiaro - con espressione speculativa - che "il frutto" è la "sostanza" della pera, della mela, della mandorla ecc. Io dico quindi che per la pera non è essenziale essere pera, che per la mela non è essenziale essere mela. L'essenziale, in queste cose, non sarebbe la loro esistenza reale, sensibilmente intuibile, ma l'essenza che io ho astratto da esse e ad esse ho attribuito, l'essenza della mia rappresentazione "il frutto". Io dichiaro allora, che mela, pera, mandorla, ecc. sono semplici modi di esistenza, modi "del frutto". Il mio intelletto finito, sorretto dai sensi, distingue certamente una mela da una pera e una pera da una mandorla, ma la mia ragione speculativa dichiara questa diversità sensibile inessenziale e indifferente. Essa vede nella mela la stessa cosa che nella pera, e nella pera la stessa cosa che nella mandorla, cioè "il frutto". Le particolari frutta reali non valgono più che come frutta parventi, la cui vera essenza è "la sostanza", "il frutto". [...] - Il minerologo la cui scienza si limitasse a dire che tutti i minerali sono in verità il minerale, sarebbe un minerologo - nella sua immaginazione[8] »

Secondo Marx, mentre l'uomo comune sa di non dire nulla di straordinario dicendo che ci sono mele e pere, «il filosofo, quando esprime queste esistenze in modo speculativo, ha detto qualche cosa di straordinario. Egli ha compiuto un miracolo, ha prodotto, dall'essere intellettuale irreale "il frutto", gli esseri naturali reali, la mela, la pera, ecc.; cioè, dal suo proprio intelletto astratto, che egli si rappresenta come un soggetto assoluto esistente fuori di sé, che egli si rappresenta qui come "il frutto", ha creato queste frutta, ed in ogni esistenza che esprime, egli compie un atto creativo [...] dichiara la sua propria attività, mediante la quale egli passa dalla rappresentazione mela alla rappresentazione pera, essere l’autoattività del soggetto assoluto, "del frutto". - Questa operazione si chiama, con espressione speculativa: concepire la sostanza come soggetto, come processo interno, come persona assoluta, e questo concepire forma il carattere essenziale del metodo hegeliano»[9].

Il sesto capitolo, notevolmente lungo, è scritto quasi per intero da Marx, eccetto poche pagine di Engels. Marx critica vari scritti di Bruno Bauer, accusando quest'ultimo di non saper comprendere le forze motrici della storia: per Bauer le idee astratte sono l'elemento che causa la dinamica storica, mentre secondo Marx le forze che operano reali mutamenti nella storia e nella politica sono i movimenti di massa e in particolare (nell'epoca industriale) le classi operaie inglesi e francesi[10].

« In generale, le idee non possono attuare niente. Per l'attuazione delle idee c'è bisogno degli uomini, i quali impiegano una forza pratica.[11] »
(Marx)

Una parte importante della polemica di Marx verte su alcuni articoli che Bruno Bauer aveva dedicato a quella che lo stesso Bauer aveva definito "questione ebraica" (Judenfrage), i quali avevano per argomento la posizione che gli ebrei avrebbero dovuto avere nella società tedesca del diciannovesimo secolo. Marx (che su questo argomento aveva già polemizzato contro Bauer nel 1844) espone nuovamente la sua critica, accusando fra l'altro Bauer di aver considerato la questione da un punto di vista solo religioso, trascurandone le implicazioni sociali e politiche, e di avere fatto confusione tra l'emancipazione politica e l'emancipazione umana[12].

Sempre nel sesto capitolo Marx contesta le interpretazioni che Bruno Bauer aveva proposto del materialismo filosofico e della Rivoluzione francese, interpretazioni che Marx critica perché idealistiche e fattualmente erronee, ed alle quali contrappone le proprie ricostruzioni[13].

In polemica con Bauer e i suoi seguaci (che vedevano nel romanticismo l'esito obbligato dell'Illuminismo[14]), Marx ricostruisce la genesi del moderno materialismo, riconoscendo in esso il precursore sia della moderna scienza naturale, sia del socialismo e del comunismo[15]. Nei confronti della Rivoluzione francese Marx manifesta invece, in quest'opera, un atteggiamento piuttosto critico. Secondo Marx, i giacobini francesi hanno, senza volerlo, istituito un nuovo tipo di schiavitù da parte della borghesia: «Robespierre, Saint-Just ed il loro partito sono caduti perché hanno scambiato la comunità antica, realisticamente democratica, che poggiava sul fondamento della schiavitù reale, con lo Stato moderno rappresentativo, spiritualmente democratico, che poggia sulla schiavitù emancipata, sulla società civile. Che colossale illusione essere costretti a rinoscere e sanzionare nei diritti dell'uomo la società civile moderna, la società dell'industria, della concorrenza generale, degli interessi privati perseguenti liberamente i loro fini, dell'anarchia, dell'individualità naturale e spirituale alienata a se stessa»[16].

Nel settimo capitolo vengono esaminati alcuni contributi apparsi sulla rivista dei Bauer in cui appare l'elitarismo cui è improntata la filosofia baueriana, basata - secondo Marx e Engels - sul disprezzo per la "massa" e sull'esaltazione dello "spirito" idealisticamente astratto e vuoto[17][18].

L'ottavo capitolo, come già il quinto, è ancora dedicato a I misteri di Parigi. Qui Marx critica il romanzo di Sue per il suo moralismo di matrice clericale e per il semplicismo delle soluzioni che propone ai mali sociali[17].

Il nono e ultimo capitolo, brevissimo, ha carattere satirico e schernisce la fine ingloriosa della rivista dei Bauer[17][19].

Fortuna del testo[modifica | modifica wikitesto]

Appena ricevuta copia del libro, Engels scrisse a Marx:

« La Critica critica [...] è proprio una cosa formidabile. Le tue discussioni relative alla questione ebraica, alla storia del materialismo e ai Mystères sono splendide e avranno un'efficacia notevole. Ma con tutto ciò la cosa è troppo ampia. Il disprezzo sovrano con cui noi due attacchiamo la "Literatur-Zeitung", contrasta eccessivamente con i ventuno fogli che le dedichiamo. Inoltre, la maggior parte di ciò che riguarda la critica della speculazione e dell'essenza astratta resterà incomprensibile soprattutto per il gran pubblico, né potrà trovare un interesse generale. Ma altrimenti tutto il libro è scritto magnificamente e fa morire dal ridere. [...] È in ogni modo buffo il fatto che di mio ci sia forse un foglio e mezzo e di tuo più di venti fogli.[20] »
(Engels)

La sacra famiglia ebbe scarsa eco all'epoca della sua uscita[21]. Bruno Bauer rispose con una propria recensione in cui, riducendo Engels e Marx a meri epigoni di Feuerbach, li accusò di non avere compreso nulla della sua (di Bauer) filosofia e di avere anzi scientemente distorto il suo pensiero[22]. A questa recensione di Bauer rispose a sua volta un articolo anonimo, che uscì sulla rivista diretta da Moses Hess: l'anonimo accusava Bauer di non aver letto La sacra famiglia e di essersi basato in realtà solo su di una precedente recensione di tale libro[23]. Vi furono alcune recensioni favorevoli da parte di esponenti della sinistra hegeliana e di socialisti. Un hegeliano ortodosso, Alexis Schmidt, recensì il libro condannando sia la posizione di Bauer sia quella di Engels e Marx[24].

Nel 1885 Karl Kautsky fece ristampare su "Die Neue Zeit" (la rivista teorica della SPD) il paragrafo del sesto capitolo in cui Marx ricostruiva la storia del materialismo francese e inglese; nel 1892 lo stesso paragrafo fu pubblicato in traduzione russa da Georgij Plechanov[25].

Nel 1895 Lenin lesse l'opera e ne redasse un lungo riassunto manoscritto (che fu pubblicato postumo nel 1932). In esso Lenin osserva che la polemica contro Bauer è spesso inutilmente pedantesca e prolissa, ma che comunque nella Sacra famiglia si registra il passaggio di Marx dalla filosofia hegeliana al socialismo[26].

Fu solo nel 1902 che La sacra famiglia venne ripubblicata integralmente a cura di Franz Mehring, nel secondo dei tre volumi in cui egli raccolse alcune opere di Marx ed Engels del periodo 1841-1850[26]. Nella sua introduzione, Mehring scrive: «La "Allgemeine Literatur-Zeitung" visse solo un anno, ed era già morta da qualche mese quando apparve La sacra famiglia. Contro questo libro perciò, già all'inizio, fu sollevata l'obiezione di sparare con i cannoni contro i passeri, e noi abbiamo appunto visto che lo stesso Engels pendeva un po' verso questa opinione. [...] Ma, combattendo la critica pura come un prolungamento caricaturato dell'idealismo speculativo, Marx faceva contemporaneamente i conti con questo idealismo, faceva i conti con il proprio passato filosofico, e andava perfino al di là dell'umanismo reale di Feuerbach [...]. Così si spiega l'appassionato e profondo interesse che Marx dedicò a una cosa che in sé e per sé tale interesse non poteva avere, e si spiega insieme anche perché, proprio ciò che ai contemporanei poté sembrare noioso e prolisso, può procurare ai posteri un godimento considerevole: il godimento di guardare direttamente nell'officina intellettuale di un pensatore geniale e di sorprendere una grande visione del mondo nell'ora della sua nascita[27]».

Il libro fu poi ripubblicato nel 1932, a cura dello studioso marxista russo Adoratskij, nel quadro delle opere complete di Marx ed Engels. Ne esistono due traduzioni italiane integrali: la prima a cura di Giovanni De Caria (Edizioni Rinascita, Roma 1954), e la seconda a cura di Aldo Zanardo (Editori Riuniti, Roma 1967)[28].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicolao Merker, Introduzione, in Engels-Marx 1986, p. 17.
  2. ^ Engels-Marx 1972, p. 4.
  3. ^ K. Marx, lettera a Feuerbach dell'11 agosto 1844, citata nella Introduzione di Nicolao Merker, in Engels-Marx 1986, p. 10 (le omissioni fra parentesi quadre sono così nel testo di Merker).
  4. ^ Nicolao Merker, Introduzione, in Engels-Marx 1986, pp. 7, 10-1 e 13.
  5. ^ Nicolao Merker, Introduzione, in Engels-Marx 1986, p. 13.
  6. ^ Nicolao Merker, Introduzione, in Engels-Marx 1986, pp. 7-8.
  7. ^ a b c Nicolao Merker, Introduzione, in Engels-Marx 1986, p. 18.
  8. ^ Engels-Marx 1972, pp. 71-2.
  9. ^ Engels-Marx 1972, p. 74.
  10. ^ Nicolao Merker, Introduzione, in Engels-Marx 1986, pp. 18-9.
  11. ^ Engels-Marx 1972, p. 155.
  12. ^ Engels-Marx 1986, p. 105. Cfr. le note in calce di N. Merker, n. 40, ibid., e n. 47, p. 112.
  13. ^ Nicolao Merker, Introduzione, in Engels-Marx 1986, p. 19.
  14. ^ Engels-Marx 1972, p. 163.
  15. ^ Engels-Marx 1972, p. 172.
  16. ^ Engels-Marx 1972, p. 160.
  17. ^ a b c Nicolao Merker, Introduzione, in Engels-Marx 1986, p. 20.
  18. ^ Engels-Marx 1986, p. 141.
  19. ^ Engels-Marx 1986, pp. 158-9.
  20. ^ Lettera di Engels a Marx, 17 marzo 1845, citata da Franz Mehring nella sua Introduzione a "La sacra famiglia", in Engels-Marx 1972, p. 330.
  21. ^ Nicolao Merker, Introduzione, in Engels-Marx 1986, p. 17.
  22. ^ Bruno Bauer, Caratterizzazione di Ludwig Feuerbach, in Engels-Marx 1972, pp. 313-7.
  23. ^ Anonimo, San Bruno contro gli autori della "Sacra famiglia", in Engels-Marx 1972, pp. 323-5.
  24. ^ Nicolao Merker, Introduzione, in Engels-Marx 1986, pp. 17-8.
  25. ^ Nicolao Merker, Introduzione, in Engels-Marx 1986, pp. 20-1.
  26. ^ a b Nicolao Merker, Introduzione, in Engels-Marx 1986, p. 21.
  27. ^ Franz Mehring, Introduzione a "La sacra famiglia", in Engels-Marx 1972, p. 335.
  28. ^ Aldo Zanardo, Avvertenza, in Engels-Marx 1972, p. LXXI.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Friedrich Engels - Karl Marx, La sacra famiglia ovvero Critica della critica critica. Contro Bruno Bauer e soci, a cura di Aldo Zanardo, traduzione di Aldo Zanardo, Roma, Editori Riuniti, 1972 [1967].
  • Friedrich Engels - Karl Marx, La sacra famiglia. Guida alla lettura, a cura di Nicolao Merker, traduzione di Aldo Zanardo, Roma, Editori Riuniti, 1986, ISBN 88-359-2937-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]