La regina dei castelli di carta (film)

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La regina dei castelli di carta
La regina dei castelli di carta.png
Una scena del film
Titolo originale Luftslottet som sprängdes
Paese di produzione Svezia, Danimarca, Germania
Anno 2009
Durata 148 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller
Regia Daniel Alfredson
Sceneggiatura Jonas Frykberg e Ulf Ryberg
Produttore Susann Billberg-Rydholm
Produttore esecutivo Peter Nadermann
Distribuzione (Italia) BiM Distribuzione
Fotografia Peter Mokrosinski
Musiche Jacob Groth
Costumi Cilla Rörby
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La regina dei castelli di carta (Luftslottet som sprängdes) è un film svedese-danese che è uscito nelle sale svedesi il 29 novembre 2009 e in quelle italiane il 28 maggio 2010, diretto da Daniel Alfredson, tratto dall'omonimo best-seller di Stieg Larsson e seguito di La ragazza che giocava con il fuoco, che a sua volta costituisce la continuazione del primo film della trilogia Millennium, dal titolo Uomini che odiano le donne.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Lisbeth Salander, sopravvissuta al confronto col padre e alla furia del fratellastro, viene ricoverata in ospedale con un proiettile in testa, in fin di vita. Anche suo padre, Alexander Zalachenko, è ricoverato nello stesso ospedale. A un passo dalla morte e a due camere dalla stanza di Zalachenko, la ragazza rappresenta una grave minaccia per la Sezione, ramo deviato e criminale della SÄPO (i servizi segreti svedesi). Sfinita dagli abusi e dai soprusi, Lisbeth è decisa a rivelare al mondo le mostruosità commesse dal padre e dallo spregevole dottor Peter Teleborian, lo psichiatra che l'ha avuta sotto controllo durante l'internamento subìto nel corso della sua adolescenza dopo aver dato fuoco al padre, e ora disposto, di concerto con gli esponenti della Sezione, a redigere a suo danno una falsa perizia da produrre nel corso del processo che Lisbeth dovrà subire, e che ha lo scopo di farla internare nuovamente sotto la sua sorveglianza medica. Per salvaguardare Zalachenko, preziosa fonte di informazioni, e il loro circolo corrotto operativo dagli anni settanta i “servizi” organizzeranno una violenta rappresaglia. A difesa della verità e della vita di Lisbeth ancora una volta sarà Mikael Blomkvist a correre in suo aiuto per difenderla sia dagli attentati verso di lei sia dalle accuse di tentato omicidio verso suo padre che le vengono mosse dalla polizia. La sua inchiesta denuncerà i colpevoli, riportando al centro dell'attenzione e del suo cuore la problematica Lisbeth.

Pubblicità indiretta[modifica | modifica sorgente]

Anche in questo terzo film, come nei primi due della trilogia di cui fa parte, si ha un esempio di pubblicità indiretta in favore di una nota marca di computer, il cui logo è sempre inquadrato, in varie circostanze, in modo da risultare ben visibile e in primo piano.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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