La pazza gioia

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La pazza gioia
La pazza gioia.jpg
Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti in una scena del film
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2016
Durata 118 min
Rapporto 2.35 : 1
Genere drammatico, commedia
Regia Paolo Virzì
Soggetto Paolo Virzì
Sceneggiatura Francesca Archibugi, Paolo Virzì
Produttore Marco Belardi
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Vladan Radovic
Montaggio Cecilia Zanuso
Musiche Carlo Virzì
Scenografia Tonino Zera
Costumi Catia Dottori
Interpreti e personaggi

La pazza gioia è un film del 2016 diretto da Paolo Virzì, con protagoniste Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti.

Il film è stato presentato nella sezione Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 2016.[1][2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Villa Biondi, nei dintorni di Pistoia, è una comunità per donne affette da disturbi mentali. Qui si incontrano Beatrice, una donna che si atteggia a gran signora finita lì come per caso, e Donatella, una giovane introversa e diffidente. Le due donne stringono un'inaspettata amicizia, che spinge i responsabili a sceglierle per un programma rieducativo, permettendo loro di lavorare alcuni giorni a settimana in un vivaio della zona.

Proprio lì, un giorno che il pulmino che dovrebbe riaccompagnarle ritarda, Beatrice vorrebbe prendere un autobus di linea, il primo che passa, e l'unica che la segue è Donatella. Si ritrovano presso un centro commerciale, dove le due donne si danno allo shopping. Gli operatori però si mettono subito sulle loro tracce. Trovatele, durante l'inseguimento Beatrice e Donatella ricevono aiuto da un passante che dà loro un passaggio. L'uomo le aveva adocchiate perché si ricordava in particolare di aver visto Donatella lavorare, anni prima, in una discoteca. Arrivati a un albergo, dove l'uomo scende a contrattare una stanza per avere magari un rapporto sessuale, Donatella, che ha capito le sue intenzioni, scivola sul sedile di guida e scappa con l'amica rubando la macchina.

Donatella allora si ricorda di avere un ritaglio di giornale di un articolo su una veggente che, a Uzzano, dà risposte a qualsiasi domanda. Arrivate a casa della donna, Donatella chiede notizie del figlio e Beatrice di un certo Renato, una sua vecchia fiamma, che, secondo la veggente, la pensa ancora. Beatrice prova allora a chiamare Renato col cellulare, ma lui le risponde in malo modo. Svanito presto l'entusiasmo iniziale della fuga, le due donne si ritrovano senza meta, senza soldi e senza medicinali, e hanno una crisi. Lo spirito positivo di Beatrice però riporta la calma, invitando l'amica ad andare a divertirsi a Montecatini Terme.

Dopo una scenata in una banca, dove Beatrice si presenta come una contessa a cui hanno rubato la borsa e chiede senza successo un prestito, le due donne vanno a mangiare, sempre su idea di Beatrice, nel ristorante esclusivo delle Terme Tettuccio. Al momento di saldare il conto scappano, ma trovano alla macchina il legittimo proprietario, che se la riprende, senza però denunciarle perché le ritiene due disgraziate da far pena.

Senza meta, arrivano alla stazione, dove le viene a prendere la madre di Donatella, che ha rintracciato la figlia col telefono dopo essere stata sollecitata dagli operatori di villa Biondi. La donna, che fa da badante a un vecchio "generale", ospita le due donne in casa per la notte, essendo ormai tardi, con l'intenzione di farle poi venire a riprendere il mattino successivo. Beatrice però scappa di nuovo con Donatella, dopo aver rubato farmaci e soldi.

Con l'autostop arrivano a Viareggio e trascinate dall'irrefrenabile voglia di Beatrice di darsi alla pazza gioia, si fanno rimorchiare da alcuni ragazzi, che le portano in discoteca. Arrivano proprio in una discoteca di Marina di Pietrasanta, dove Donatella ha una visione di sé stessa anni prima, mentre balla sul cubo bellissima e desiderata da tutti. Incontra poi Maurizio, il suo ex-datore di lavoro. Dopo averci litigato, va a prendere Beatrice per andarsene, scoprendo però che l'amica si è giocata tutti i soldi al tavolo di una roulette. Le due donne hanno una colluttazione fuori dal locale, e Donatella ferisce Beatrice con una bottiglia, prima di venire fermata dai carabinieri. Le due si separano quindi: Donatella sarà presa in custodia e, dopo essere stata scaricata dal padre che nel frattempo è arrivato al pronto soccorso, viene destinata a un OPG, poiché socialmente pericolosa, nonostante l'opposizione dei responsabili di villa Biondi.

L'altra nel frattempo si è dileguata e, coi soldi che le rimangono, si fa portare in taxi nella casa all'Argentario dell'ex-marito, un famoso avvocato. Qui irrompe, a giornata ormai fatta, in una festa, dove si mischia agli ospiti come se niente fosse. La nuova compagna del marito è indispettita da questa presenza ingombrante, ma l'uomo si vede costretto a dare una stanza a Beatrice per non rischiare di provocarle una crisi che potrebbe avere conseguenze ben più gravi. Le dicerie sulla sua vita nell'alta società sono dunque vere. Accolta dalla servitù, Beatrice si ripresenta alla festa, non lasciando alla rivale altra scelta che allontanarsi coi figli piccoli, nell'attesa che la situazione si chiarisca. Rimasta sola con l'ex-marito, che la desidera ancora nonostante lei l'abbia lasciato inguaiandosi con il fantomatico Renato, va a letto con lui e, dopo averlo sedato, si sveglia più tardi, con tutto il tempo di cercare su internet notizie dell'amica: scopre così che qualche anno prima ha tentato di suicidarsi col figlio di un anno, Elia, avuto dal suo ex-datore di lavoro che non l'ha riconosciuto, e che adesso è in custodia presso l'OPG di Castiglione delle Stiviere (Mantova). Dopo aver preso tutto quello che poteva nella cassaforte di casa, oltre al cellulare e al tablet del marito, se ne va in taxi, decisa a riscattare l'amica.

Fingendosi l'avvocato, Beatrice riesce a ottenere documenti riservati sul caso di Donatella dai colleghi dell'ex-marito, tra cui un atto con il nome e l'indirizzo della famiglia affidataria del suo bambino. Fa sosta a casa di Renato, il suo ex-amante, che è agli arresti domiciliari e che nonostante inveisca contro di lei appena la vede, starebbe per riuscire a farsi consegnare di nuovo dei soldi, se non fosse per il tassista che, vista la situazione, decide di proteggere la donna portandola subito via. Arrivata all'OPG in provincia di Mantova, Beatrice riesce rocambolescamente a corrompere un'infermiera e a far recapitare a Donatella, che nel frattempo è ricaduta nella depressione più nera, una busta con un indirizzo e un bracciale del valore di 35.000 euro.

Grazie a questo aiuto Donatella riesce a fuggire, e riparare a Capannori, dove l'aspetta da qualche giorno Beatrice, nella bella villa di sua madre. Qui, mentre una troupe sta girando un film[3], Donatella scopre dalla madre di Beatrice le vicissitudini che l'hanno portata a inguaiare sé stessa e la sua famiglia, dilapidandone il patrimonio per un folle sogno d'amore con Renato, un uomo volgare e di bassa estrazione, che si è approfittato di lei per alcuni illeciti. In ogni caso Donatella ritrova l'amica e poco dopo vengono confuse con le comparse del film. Truccate e abbigliate con costumi d'epoca, finiscono al sedile di una decappottabile storica, ma appena girata la scena, invece di fermarsi, scappano sull'auto, riuscendo a dirigersi verso la casa dei genitori adottivi del figlio di Donatella. Qui Beatrice, incontra questi ultimi, mentre Donatella, di nascosto, può spiare dalla siepe il figlio, che ormai non la riconosce nemmeno più.

Sconsolate, le due si ritrovano di nuovo senza meta, arrivando a tarda serata in piazza Mazzini a Viareggio. Qui Donatella racconta finalmente la sua storia, fatta di violenze, depressione e miserie, che l'hanno portata a tentare il suicidio col figlio avuto da Maurizio, uomo sposato che non ha mai nemmeno voluto vedere il bambino. Quando il personale di villa Biondi riesce infine a ritrovarle, Beatrice viene riacciuffata, ma Donatella scappa di nuovo: viene investita da uno scooter, ma prima che riescano a prenderla, ha la forza di scappare ancora e nascondersi in spiaggia dove si sveglia la mattina dopo, stanca, sporca e livida.

Il caso però vuole che quel giorno la famiglia adottiva di suo figlio sia andata al mare e che la donna si ritrovi, per qualche minuto, faccia a faccia col suo bambino, sorvegliata dagli occhi dei genitori adottivi che non intervengono, per evitare discussioni e un potenziale trauma per il piccolo. La donna, dopo aver fatto il bagno col bambino, gli parla e prende con lui l'impegno di rivederlo dopo che si sarà fatta curare, quindi va via, ormai pacificata, perché ora ha un progetto di vita. Con uno sforzo estremo riesce ad arrivare a piedi ai cancelli di villa Biondi, dove da una finestra l'amica la sta ormai aspettando.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

L'idea del film è nata a Paolo Virzì mentre stava girando una scena tra Fabrizio Bentivoglio e Fabrizio Gifuni sul set de Il capitale umano, osservando la moglie Micaela Ramazzotti incinta della loro secondogenita, venuta a trovarlo per il suo compleanno, camminare insicura nel fango e nella neve per mano di Valeria Bruni Tedeschi «con un misto di paura e di fiducia. Ecco, i due personaggi sono nati lì in quella immagine che avrei voluto inseguire con la macchina da presa» ha affermato il regista.[4]

Il personaggio di Beatrice Morandini Valdirana si è delineato nella mente del regista durante le riprese della scena finale non prevista de Il capitale umano, tagliata durante il montaggio, raffigurante Carla Bernaschi che fugge dalla sua casa correndo a piedi nudi nel parco della villa, che Valeria Bruni Tedeschi ha ripetuto entusiasta più volte nonostante non fosse necessario: «Credo che in quel momento ho visto per la prima volta Beatrice Morandini Valdirana ovvero la signora Bernaschi che si era tolta la maschera della buona educazione e finalmente manifestava la sua follia», ha dichiarato Virzì.[5]

Dal soggetto del regista toscano è nata una sceneggiatura scritta in collaborazione con Francesca Archibugi, sua grande amica, che aveva già trattato il tema del disturbo mentale e delle strutture psichiatriche successive alla legge Basaglia nel film Il grande cocomero: «se c’è una cosa che da sempre accomuna [me e Paolo]» ha dichiarato la cosceneggiatrice, «è quella di considerare naturale maneggiare i personaggi come dei casi clinici; entrambi raccontiamo sempre un po’ casi umani».[6]

Virzì ha affermato di essere stato influenzato da Qualcuno volò sul nido del cuculo di Miloš Forman e dalla pièce teatrale Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams (e dall'omonimo film di Elia Kazan) da cui ha rubato «intere battute di Blanche Dubois, mettendole in bocca a Beatrice».[4][7]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 e il 23 febbraio 2015 il regista ha filmato delle scene con protagonista Micaela Ramazzotti ambientate durante il carnevale di Viareggio[8] e a Livorno. L'inizio ufficiale delle riprese è avvenuto però il 18 maggio seguente, con una durata di otto settimane.[9]

Il film è stato girato tra Livorno (Calafuria), Viareggio (passeggiata, anche durante il carnevale, piazza Mazzini, piazza Puccini, la pineta, l'ospedale), Montecatini Terme (le Terme Tettuccio trasformate in un ristorante lussuoso[10]), Campi Bisenzio (il centro commerciale i Gigli), Capannori (villa Mansi), Ansedonia e la provincia di Pistoia[11].

La comunità terapeutica di Villa Biondi, che nel lungometraggio si trova nei dintorni di Pistoia, in realtà è una villa appartenente a Roberto Mezzaroma sulla via Tiberina; i murales sono stati creati per il set.[12]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il brano musicale portante del film è la canzone Senza fine nella versione di Gino Paoli presente nelle scene più toccanti e nel finale del film.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer è stato diffuso il 29 gennaio 2016.[13] Dal 10 maggio al 5 giugno 2016 è stata organizzata con le foto di scena una mostra alla Casa del Cinema di Roma.[14]

La locandina francese raffigurante la fuga in Spider rossa delle due protagoniste, doveva inizialmente essere il poster italiano.[15]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato presentato in anteprima nella sezione Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 2016, per poi essere distribuito in 400 copie nelle sale italiane a partire dal 17 maggio 2016.[16]

Le date di uscita internazionali sono state:

  • 17 maggio 2016 in Italia
  • 8 giugno 2016 in Francia (Folles de joie)

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo weekend di programmazione ha guadagnato € 1.335.000. Al 28 agosto 2016, la pellicola ha incassato in Italia € 6.060.000.[17]

Il film è stato distribuito dalla casa di distribuzione Bac Films in vari paesi esteri sia europei (tra cui Francia, Benelux, Germania, Spagna, Portogallo) che extraeuropei (come Taiwan, Brasile, Argentina, Australia, Israele).[18]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato accolto in maniera principalmente positiva dalla critica italiana. «Uno dei più bei film italiani della stagione (e non solo)» scrive Fabio Ferzetti su Il Messaggero, elogiando sia la «straordinaria alchimia delle protagoniste» che si danno «senza riserve ai personaggi, ma mantenendo sempre un controllo perfetto» sia la sceneggiatura «che condensa mondi interi in una battuta e spunti non banali nei continui equivoci fra queste donne che rappresentano due Italie inconciliabili», definendo il film «un esempio di buon uso della tradizione e delle risorse ancora disponibili. Umane, espressive e produttive».[19]

Maurizio Acerbi de Il Giornale afferma che il film sarà ricordato «solamente per la bravura delle due protagoniste [...] Valeria Bruni Tedeschi (soprattutto) e di Micaela Ramazzotti (l'attrice più brava, in Italia)» a cui la pellicola «deve tutto». Il giornalista critica la sceneggiatura che «analizza indirettamente (non sarebbe il solito Virzì), il ventennio berlusconiano» e dichiara che l'obiettivo del regista di raccontare «uno spaccato d'Italia» è rimasto «solo nelle intenzioni».[20]

«Vero che al film avrebbe giovato qualche piccolo taglio», dichiara Alessandra Levantesi Kezich de La Stampa, «ma è un peccato veniale, perché lo spessore umano delle protagoniste è più forte di tutto [e il regista], ben coadiuvato dal direttore di fotografia Vladan Radovic, le pedina con uno sguardo amoroso che trascina con sé lo spettatore».[21] «Strepitosa Valeria Bruni Tedeschi, fa la matta aristocratica come riesce solo alle attrici americane» afferma Mariarosa Mancuso de Il Foglio, che critica tuttavia definendola «di maniera» sia l'interpretazione di Micaela Ramazzotti sia quelle «molto di maniera» degli psichiatri e assistenti sociali, ma anche «la retorica sulla follia che irrompe a scardinare questo mondo omologato si poteva togliere di mezzo».[22]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «La pazza gioia» di Cannes per Virzì - VanityFair.it, su vanityfair.it. URL consultato il 14 maggio 2016.
  2. ^ 10 minuti di applausi per Virzì, attrici commosse, su ansa.it. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  3. ^ Si assiste ad un ciak, e vi è scritto il nome della regista Francesca Archibugi che qui ha un cameo. Gli attori coinvolti sono Jasmine Trinca e Corrado Fortuna.
  4. ^ a b Chiara Ugolini, "La pazza gioia", la fuga di due donne in cerca d'amore e di libertà, su repubblica.it, 6 maggio 2016. URL consultato il 24 ottobre 2016.
  5. ^ La prima volta che ho visto Beatrice Morandini Valdirana, su youtube.it, 20 maggio 2016. URL consultato il 24 ottobre 2016.
  6. ^ Diamoci alla Pazza gioia, su cinematografo.it, 6 maggio 2016. URL consultato il 26 ottobre 2016.
  7. ^ Beatrice Bertuccioli, 'La pazza gioia' delle donne di Virzì. "Le mie lunatiche Thelma e Louise", su quotidiano.net, 7 maggio 2016. URL consultato il 26 ottobre 2016.
  8. ^ Virzì 'gira' al Carnevale di Viareggio, ansa.it. URL consultato il 24 ottobre 2016.
  9. ^ Virzì, nuovo film si girerà in Toscana, ansa.it. URL consultato il 24 ottobre 2016.
  10. ^ Road-movie Viareggio-Pistoia nuovo Virzì, ansa.it. URL consultato il 24 ottobre 2016.
  11. ^ Virzì, la mia Toscana della Pazza Gioia, articolo del Corriere Fiorentino
  12. ^ Malcom Pagani, Sul set della Pazza gioia di Virzì..., ilfattoquotidano.it. URL consultato il 24 ottobre 2016.
  13. ^ La Pazza Gioia, il trailer del nuovo film di Paolo Virzì, badtaste.it. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  14. ^ "La pazza gioia" di Paolo Virzì, le foto di scena vanno in mostra, repubblica.it. URL consultato il 24 ottobre 2016.
  15. ^ Ciak n.08 agosto 2016, p. 128
  16. ^ Giuseppe Fantasia, La Pazza Gioia, di Paolo Virzì. Applausi all'anteprima stampa, il 14 maggio la presentazione a Cannes, huffingtonpost.it, 6 maggio 2016. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  17. ^ Scheda del film su MyMovies, mymovies.it. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  18. ^ La pazza gioia: il film di Virzì richiestissimo all’estero, spettacolo.newsgo.it/, 17 maggio 2016. URL consultato il 24 ottobre 2016.
  19. ^ La pazza gioia: Recensioni, cinematografo.it. URL consultato il 26 ottobre 2016.
  20. ^ Maurizio Acerbi, Un viaggio «folle» in cerca della pazza gioia, ilgiornale.it, 19 maggio 2016. URL consultato il 26 ottobre 2016.
  21. ^ La pazza gioia - Critica, ilsole24ore.com. URL consultato il 26 ottobre 2016.
  22. ^ Mariarosa Mancuso, LA PAZZA GIOIA, ilfoglio.it, 20 maggio 2016. URL consultato il 27 ottobre 2016.
  23. ^ NOMINATIONS FOR THE EUROPEAN FILM AWARDS 2016, europeanfilmacademy.org, 5 novembre 2016. URL consultato il 5 novembre 2016.
  24. ^ Valeria Bruni Tedeschi è l'attrice dell'anno all'Ischia Global, giornaledellospettacolo.globalist.it, 18 luglio 2016. URL consultato il 24 ottobre 2016.
  25. ^ Premi FICE, tutti i vincitori, rbcasting.com, 7 ottobre 2016. URL consultato il 7 ottobre 2016.
  26. ^ La Pazza Gioia, Espiga de Oro de la 61ª Seminci, seminci.es, 29 ottobre 2016. URL consultato il 7 novembre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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