La merlettaia (film)

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La merlettaia
La merlettaia.jpg
François e Pomme
Titolo originale La Dentellière
Paese di produzione Svizzera, Francia, Germania Ovest
Anno 1977
Durata 107 min
Genere commedia, drammatico
Regia Claude Goretta
Soggetto Pascal Lainé
Sceneggiatura Claude Goretta e Pascal Lainé
Fotografia Jean Boffety
Montaggio Joële Van Effenterre
Musiche Pierre Jansen
Scenografia Claude Chevant e Serge Etter
Interpreti e personaggi
Premi

La merlettaia (La Dentellière) è un film del 1977 diretto da Claude Goretta, ispirato dall'omonimo dipinto di Vermeer. Il film è tratto dal romanzo di Pascal Lainé La Dentelliere.

Presentato in concorso al 30º Festival di Cannes, il film è stato candidato per la Palma d'oro e ha vinto il Prize of the Ecumenical Jury.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La giovane Beatrice (detta Pomme), timida e molto sensibile, vive con la madre e lavora come apprendista parrucchiera a Parigi. Durante un soggiorno estivo nella cittadina di Cabourg, Pomme conosce François, studente e appartenente a una ricca e facoltosa famiglia; tra i due ragazzi sboccia l'amore e trascorrono insieme il resto delle vacanze. Ritornati alla vita di tutti i giorni, decidono di andare a convivere e si trasferiscono, nonostante il disappunto dei loro familiari, in un piccolo appartamento a Parigi. All'inizio la convivenza sembra dar loro ragione, ma presto il divario sociale e culturale che li divide ha la meglio sul loro amore. L' "intellettuale" François, dopo l'infatuamento iniziale, si stufa di essere oggetto della silenziosa devozione di Pomme - incapace di confrontarsi con i suoi nebulosi proclami ideologici - e decide di troncare la loro relazione; lei accetta la decisione del fidanzato ed abbandona l'appartamento, facendo ritorno da sua madre. Ma la fine del loro rapporto avrà gravi ripercussioni sulla psiche di Pomme che dapprima si ammala di anoressia nervosa e infine viene internata in un ospedale psichiatrico. Tempo dopo, la notizia del suo ricovero giunge anche a François che decide di farle visita, ma il loro incontro è drammatico: Beatrice si è chiusa in se stessa e, vittima di uno stato depressivo che l'ha resa definitivamente incapace di confrontarsi con il mondo, non sembra più riconoscerlo.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Una delle più belle storie d'amore degli anni '70 per delicatezza e profondità. Una metafora del modo in cui la ricca borghesia sfrutta la classe lavoratrice. Commento del dizionario Morandini che assegna al film quattro stelle su cinque di giudizio.[1]
  • Il dizionario Farinotti assegna al film tre stelle su cinque[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Commento de Il Morandini su Mymovies.it
  2. ^ Pino Farinotti, Il Farinotti 2009, Newton Compton Editori 2008 - pag 1190,1191

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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