La maschera del demonio (film 1960)

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La maschera del demonio
La maschera del demonio (film 1960).jpg
Paese di produzioneItalia
Anno1960
Durata87 min
Dati tecniciB/N
Genereorrore
RegiaMario Bava
SoggettoNikolaj Vasil'evič Gogol'
SceneggiaturaEnnio De Concini, Mario Bava, Mario Serandrei
ProduttoreMassimo De Rita, Lionello Santi
Casa di produzioneGalatea Film
FotografiaMario Bava
MontaggioMario Serandrei
Effetti specialiMario Bava
MusicheRoberto Nicolosi
ScenografiaGiorgio Giovannini
CostumiTina Loriedo Grani
TruccoFrancesco Freda
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

La maschera del demonio è un film diretto da Mario Bava.

È considerata un'opera fondamentale nell'ambito del cinema horror italiano.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel XVII secolo, in Moldavia, la principessa Asa è condannata a morte per stregoneria.

Duecento anni dopo, il dottor Choma Kruvajan e il suo assistente Andrej Gorobec penetrano nella cripta dove è stata sepolta la donna. A causa di un incidente, viene riportata in vita. La megera inizia, così, ad attuare la sua vendetta. A scontarne le conseguenza sarà la principessa Katia. Asa, infatti, cerca di impossessarsi del suo corpo, notando le incredibili somiglianze fisiche della nobile.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Soggetto e sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

L'idea del film nacque dal produttore Santi, dopo il notevole successo mediatico de Le fatiche di Ercole, diretto da Pietro Francisci.

Per realizzare il copione, De Concini e Bava si ispirarono alla novella Vij di Nikolaj Vasil'evič Gogol', testo a cui il cineasta era particolarmente legato.[2]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

É l'esordio di Mario Bava. Con un budget ridotto, il cineasta è riuscito a ricreare atmosfere gotiche e tenebrose negli studi Titanus di Roma, curando gli effetti speciali e la fotografia. Da sottolineare, inoltre, l'elaborata tecnica registica dell'autore. Nella pellicola sono presenti numerosi piani sequenza, dettati da movimenti scorrevoli e precisi della macchina da presa.[3]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Grazie a questo film, Barbara Steele prese parte, successivamente, a tantissime pellicole horror italiane, spesso nella parte dell'antagonista. É, per questo motivo, considerata come la "regina del gotico".[4]

Nonostante ci furono numerosi scontri tra il cineasta e la Steele durante il set, l'attrice ricorda Mario Bava come uno dei migliori registi con cui ha collaborato.[5]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese iniziarono il 28 marzo 1960 e terminarono il 10 maggio 1960.

Girato tra Roma e la provincia, la dimora della principessa Katia è, in realtà, il Castello Massimo di Arsoli.[6]

Colonna Sonora[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione musicale italiana è stata curata da Roberto Nicolosi. A dirigere l'orchestra fu, invece, il Maestro Pierluigi Urbini.

Esiste una versione americana, completamente differente, composta da Les Baxter.[7]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

L'opera fu esportata all'estero e ottenne un ottimo successo di pubblico. In particolare, riscosse buoni incassi negli USA tanto che, ancora oggi, il film è considerato un cult. Quando uscì in America, venne inserito come double feature insieme a La piccola bottega degli orrori di Roger Corman.

In Italia, La maschera del demonio passò inosservato. Venne vietato ai minori a causa di alcune scene particolarmente violente per l'epoca. Nel Regno Unito, fino al 1968, fu addirittura bandito.[8]

La Cineteca Nazionale ha curato il restauro del film.[9]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

«É l'esordio nella regia di Bava, grande direttore della fotografia e geniale mago di trucchi che qui, appoggiandosi a un suggestivo apparato scenografico, esaltato da una fotografia virtuosistica che determina l'atmosfera, gli spazi, le emozioni, si cimenta in un esercizio di delirante necrofilia»

(Morando Morandini, Il Morandini, Bologna, Zanichelli, 2014)

«Acclamato dai cinefili inglesi e francesi (...) resta ancora oggi semisconosciuto nel suo Paese (...) Fu un modello per molti registi italiani di horror»

(Paolo Mereghetti, Il Mereghetti, Milano, Baldini+Castoldi, 2014)

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il lungometraggio è stato apertamente apprezzato da registi come Quentin Tarantino, Francis Ford Coppola[10] e Tim Burton, che ne ha tratto ispirazione per Il mistero di Sleepy Hollow.[11]

Altri cineasti hanno omaggiato alcune scene del film: secondo l'Internet Movie Database vi sarebbero, tra questi, Michael Reeves ne Il grande inquisitore e Rob Zombie ne Le streghe di Salem.[12]

Il figlio di Mario, Lamberto Bava, ne ha realizzato un remake televisivo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La maschera del demonio, su ecodelcinema.com. URL consultato il 13/4/21.
  2. ^ La maschera del demonio, su treccani.it. URL consultato il 31/3/21.
  3. ^ La maschera del demonio, su ondacinema.it. URL consultato il 31/3/21.
  4. ^ Barabara Steele, la regina del gotico, su fondazionecsc.it. URL consultato il 14/4/21.
  5. ^ Barabara Steele a Torino 2019: "Mario Bava era un vero gentiluomo", su movieplayer.it. URL consultato il 31/3/21.
  6. ^ Filming and production, su imdb.com. URL consultato il 31/3/21.
  7. ^ Trivia, su imdb.com. URL consultato il 31/3/21.
  8. ^ Trivia, su imdb.com. URL consultato il 31/3/21.
  9. ^ 20 film, 5 restauri: i classici del cinema italiano protagonisti al IX Festival del Film di Roma, su fondazionecsc.it. URL consultato il 31/3/21.
  10. ^ Mario Bava, l’horror cult che spaventò anche Tarantino, su corriere.it. URL consultato il 14/4/21.
  11. ^ Mario Bava - La maschera del demonio, su sentieriselvaggi.it. URL consultato il 31/3/21.
  12. ^ Connections, su imdb.com. URL consultato il 31/3/21.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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