La locanda della felicità

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La locanda della felicità
La locanda della fеlicità.png
una scena del film
Titolo originale Xingfu shiguang
Lingua originale cinese
Paese di produzione Cina
Anno 2000
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Zhang Yimou
Soggetto Yan Mo (romanzo)
Sceneggiatura Gai Zi
Produttore Terrence Malick
Fotografia Yong Hou
Montaggio Ru Zhai
Musiche Bao San
Scenografia Juiping Cao e Ying Ma
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

La locanda della felicità è un film del 2000 diretto da Zhang Yimou.

Col tono di una commedia, Zhang Yimou racconta una storia nella quale si intrecciano le contraddizioni della società moderna e della Cina in particolare. Esordio cinematografico per la ballerina Jie Dong nel ruolo molto delicato di una ragazza cieca e abbandonata. Il film ha preso parte alla selezione ufficiale del Festival di Berlino del 2002.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Zhao è un uomo di mezza età, con scarsi mezzi finanziari, che trova una fidanzata a cui nasconde la sua situazione economica. Deciso a sposarla, chiede un prestito all'amico Li che non può aiutarlo ma gli suggerisce di sistemare un vecchio autobus abbandonato in un parco cittadino e affittarlo alle coppie di fidanzati in cerca di intimità. Zhao segue il consiglio e l'idea dell'autobus, ribattezzato "La locanda della felicità", ha successo. Zhao risolve i suoi problemi finanziari, raccontando alla fidanzata e futura moglie di esser diventato direttore e socio di un albergo per giustificare la sua nuova agiatezza. La futura moglie allora gli chiede di trovare un alloggio e un lavoro per la figliastra diciottenne cieca, Wu Ying, con cui ha un rapporto conflittuale. Nel frattempo gli addetti comunali hanno smantellato e rimosso l'autobus di Zhao, che si vede costretto a riportare la ragazza a casa e finisce per ospitarla nella sua modesta abitazione. Per non deluderla ulteriormente, le propone un finto lavoro come massaggiatrice, usando come sede la vecchia fabbrica dismessa dove Zhao lavorava un tempo, facendosi reggere il gioco dai suoi amici che si prestano a fare da finti clienti e lo aiutano dando mance alla ragazza. Quando i soldi finiscono, Zhao paga la ragazza con pezzi di carta della stessa consistenza e dimensione delle banconote.

Andando dalla fidanzata per esporle la situazione, Zhao scopre che lei lo tradisce e, alla richiesta di spiegazioni, la donna gli dice di aver scoperto come stanno in realtà le cose e di ritenere finito il loro rapporto. Zhao si ubriaca e, nel tornare a casa, viene investito da un camion che lo ferisce gravemente. Gli amici di Zhao vanno ad avvistare Wu Ying ma scoprono che questa è partita, lasciando un nastro registrato in cui rivela di aver capito la finzione della sala massaggi, ma ringrazia comunque Zhao per averle in ogni caso donato i giorni migliori della sua vita, considerando la messinscena un gesto di affetto e attenzione nei suoi confronti.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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