La legione perduta

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La legione perduta
Titolo originaleThe Misplaced Legion
AutoreHarry Turtledove
1ª ed. originale1987
1ª ed. italiana1989
Genereromanzo
Sottogenerefantasy, ucronia
Lingua originale inglese

La legione perduta (The Misplaced Legion) è un romanzo pubblicato nel 1987 da Harry Turtledove. È il libro con cui convenzionalmente viene fatta iniziare la saga di Videssos.

Il romanzo può rientrare nei generi del fantasy e dell'ucronia. L'inizio del racconto è ambientato sullo sfondo storico dell'antica Gallia. La vicenda approda poi nell'impero videssiano di pura fantasia, che altri non è che l'impero bizantino: non a caso Turtledove è laureato in storia e specializzato in quella bizantina.

In tutto il libro vengono fatti riferimenti a popoli e costumi realmente esistiti nel Medioevo: ad esempio, gli Yezda sono i Turchi - che nella vicenda letteraria hanno da una cinquantina di anni conquistato il Makuran, cioè l'Impero persiano - poi vi sono i Namdaleni, ovvero i Normanni, gli Halogai equivalenti ai Vichinghi, ecc. La stessa mappa dell'impero di Videssos è la mappa dell'impero bizantino allo specchio, ossia l'Occidente videssiano è l'Asia Minore, mentre l'Oriente sono i Balcani. Al centro dei domini videssiani si trova la capitale, Videssos, che come Costantinopoli è un porto, che si affaccia sul mare dei naviganti - ossia il Bosforo - che divide le terre occidentali da quelle orientali.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Tutto inizia in Gallia, al tempo della conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare. Un distaccamento di tre coorti di una legione romana si deve unire al grosso delle forze armate di Cesare, che si stanno preparando ad un attacco contro i Galli. La legione è capitanata da un giovane tribuno, Marcus Aemilius Scaurus, originario di Mediolanum, le cui caratteristiche fisiche di essere alto e biondo lo fanno più assomigliare a un celta che ad un romano. Il comandante in seconda è un invece anziano centurione di nome Gaius Philippus, veterano della guerra civile dell'82 a.C. tra Gaio Mario e Lucio Cornelio Silla, nella quale uscì sconfitto visto che prese le parti del primo. Gaius Philippus si unì poi ai rivoltosi iberici di Quinto Sertorio, uscendo quindi nuovamente sconfitto.

Nel corso del viaggio, passando per una radura, la legione viene assalita da un grosso esercito gallico. Inizia così una sanguinosa battaglia. Il capo dei galli, Viridovix, vedendo le numerose perdite nel suo schieramento, e rendendosi conto che la vittoria sarebbe potuta giungere solo a costo di perdite ancor più gravi, sfida a duello Scaurus. Gli uomini dell'esercito del generale perdente sarebbero divenuti schiavi del vincitore. Marcus si vede costretto ad accettare, per il bene dei suoi legionari. Ambedue i duellanti possiedono, l'uno all'insaputa dell'altro, delle spade druidiche, le cui lame sono istoriate di simboli druidici. Quando le spade vengono a contatto, i simboli iniziano ad emettere luce. Si crea così un alone, che ricopre i due duellanti, e tutta la legione. Questo alone trasporta in un posto sconosciuto la legione, ed il capo gallo.

Ritrovatisi la mattina successiva in un luogo sconosciuto, i romani avvistano un gruppo di soldati che parlano una lingua che nessun romano riesce a decifrare. Dopo un po' apprendono di essere stati trasportati nello sconosciuto antico impero videssiano, lacerato dalle guerre, i cui capi sono sempre in cerca di mercenari. Arrivati in una città di nome Imbros, i romani apprendono che in quella terra viene usata con molta perizia l'arte della guarigione da dei preti guaritori, e riescono a risanare le ferite incurabili riportate nella ormai lontana Gallia. La cosa interessa particolarmente il dottore della legione, il greco Gorgidas, che inizierà a studiare tale arte, ma con scarsi risultati a causa della sua diffidenza verso la magia, visto il suo modo di pensare secondo la ragione. A Imbros la legione trascorre tutto l'inverno, imparandone la lingua, gli usi ed i costumi. I Videssiani adorano un solo Dio, Phos, che è in lotta contro un Dio malvagio, adorato dagli Yezda, cioè Skotos.

All'arrivo della primavera i romani vengono accompagnati nella capitale, Videssos. Marcus, insieme agli altri ufficiali romani, viene invitato ad un banchetto organizzato in suo onore dall'imperatore videssiano, Mavrikios Gavras. Al banchetto Marcus conosce il fratello dell'imperatore, Thorisin, la figlia dell'imperatore Alypia e il primo ministro di corte, Vardanes Sphrantzes, appartenente alla fazione burocratica di Videssos, in contrapposizione con quella militare rappresentata dalla famiglia dei Gavras. Al banchetto il tribuno conosce l'attraente namdalena Helvis, ma sfortunatamente per Marcus scopre ella è sposata con il capo dei mercenari namdaleni Hemond, con il quale il tribuno ha stretto amicizia. Durante la serata il generale romano rovescia per errore del vino sulla tunica dell'inviato degli yezda, Avshar, il quale, infuriato, lo sfida a duello. Durante lo scontro Avshar, essendo un potente stregone, compie diverse magie per vincere, ma Marcus, grazie alla spada druidica, non ne risente, e riesce a vincere il duello e risparmia la vita all'avversario in quanto svenuto durante il combattimento.

Il duello fa immediatamente diventare famoso il tribuno, visto come un eroe da tutti i videssiani, in quanto erano terrorizzati da Avshar, che era stato inviato come ambasciatore a Videssos dagli yedza, per farsi beffe dei locali. L'imperatore riceve personalmente al suo cospetto Marcus, per così congratularsi con questi per la vittoria ottenuta sul perfido nemico. Avshar umiliato prova a vendicarsi inviando un nomade kharmoth ad assassinare Marcus negli alloggiamenti dei romani, ma quest'ultimo lo sorprende e lo cattura. Si scopre che il nomade è drogato, allora il tribuno chiama uno dei più potenti maghi di Videssos, il prete Nepos, suo personale amico, che riesce a scoprire che chi ha inviato il kharmoth è Avshar. Marcus allora avvisa il più alto generale videssiano, Nephon Khoumnos, nonché suo amico, questi allora organizza un gruppo di soldati videssiani e namdaleni comandati da Hemond per catturare Avshar. I soldati entrati nell'appartamento del diplomatico non lo trovano, ma in cambio scovano una mappa che indica il persocrso della sua fuga già progettata giorni prima, ma questa si svela una trappola, Avshar attraverso la magia fa combattere i soldati contro delle armi stregate, nello scontro perde la vita Hemond. Il gruppo di soldati riesce a tirarsi fuori dai pasticci solo grazie alla spada magica di Marcus, che toccando con la sua lama quelle stregate, queste ultime perdono il loro potere e cadono a terra, ma ormai Avshar è riuscito ad abbandonare la città. Marcus secondo la tradizione namdalena porta la spada del marito morto ad Helivis, di cui il tribuno ora scopre che ella con Hemond aveva anche un figlio, il bambino di tre anni Malric.

Saputo dell'accaduto l'imperatore raduna la popolazione nell'ippodromo dove annuncia che l'impero muoverà guerra contro Yezd, visto le continue scorrerie sui confini dell'impero e l'atto di Avshar è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. I videssiani sono entusiasti e inneggiano alla guerra, mentre Mavrikios inizia i preparativi per radunare più truppe che può a Videssos, per iniziare la sua campagna, chiedendo anche l'aiuto agli stati vicini.

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