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La leggenda del serpente bianco

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La leggenda del serpente bianco
La leggenda del serpente bianco.jpg
Copertina del DVD italiano
Titolo originale白蛇伝
Hakujaden
Lingua originalegiapponese
Paese di produzioneGiappone
Anno1958
Durata78 min
Rapporto1,37:1
Genereanimazione, fantastico
RegiaTaiji Yabushita
SceneggiaturaTaiji Yabushita, Shin Uehara
ProduttoreHiroshi Ōkawa
Casa di produzioneToei Dōga
Distribuzione (Italia)Rai
FotografiaTakamitsu Tsukahara, Mitsuaki Ishikawa
MontaggioShintarō Miyamoto
MusicheChūji Kinoshita, Masayoshi Ikeda, Hajime Kabura
Art directorKazuhiko Okabe, Kiyoshi Hashimoto
AnimatoriAkira Daikuhara, Yasuji Mori
SfondiKazuo Kusano, Kōichi Maeba
Doppiatori originali

La leggenda del serpente bianco (白蛇伝 Hakujaden?) è un film del 1958 diretto da Taiji Yabushita. Si tratta del primo lungometraggio anime a colori, prodotto dalla Toei Dōga e distribuito in Giappone il 22 ottobre 1958 dalla Toei Company. Il film è basato su una celebre leggenda cinese della dinastia Song.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Bai Niang e Xu Xian in una scena del film

Il ragazzo Xu Xian acquista al mercato una femmina di serpente bianco, perché gli piace molto. Ma poiché tutti gli dicono che il serpente è malvagio, lui l'abbandona. Il serpente bianco, che in realtà ha poteri magici, durante un temporale si trasforma in una donna giovane e bella, Bai Niang. Poi trasforma una pesciolina in una sua serva, Shao Qing. Insieme ritrovano Xu Xian, che ora è un giovane uomo amico dei due panda Panda e Mimi. Bai Niang e Xu Xian si innamorano, ma il monaco Fa Hai riconosce la natura di Bai Niang e teme che lei sia uno spirito maligno. Dopo che i due panda e Shao Qing rubano dei gioielli dal tesoro statale, Fa Hai fa incolpare Bai Niang e Xu Xian, che viene condannato ai lavori forzati.

Anche nella città lontana in cui è stato bandito, Xu Xian viene trovato da Panda e Mimi. Ma in essa si trovano anche una banda di altri animali che vivono di furti. Dopo una lotta, essi si alleano con i due panda. Quando Xu Xian e Bai Niang si ritrovano, Fa Hai si mette nuovamente tra di loro e impegna Bai Niang in una battaglia magica, vincendo. Xu Xian muore, cadendo da una rupe, quando gli appare lo spirito di Bai Niang che gli dice addio.

Per salvare il suo innamorato, Bai Niang fa visita al Dio Drago. In cambio dei suoi poteri magici, la ragazza riceve da lui il Fiore della Vita, con cui può resuscitare Xu Xian. Nel frattempo Fa Hai porta il corpo di Xu Xian nel suo tempio su un'isola, e gli animali lo seguono. Mentre Bai Niang si avvicina all'isola, Fa Hai la allontana con la magia. Con l'aiuto di Shao Qing e dei suoi amici pesci, gli animali riescono a portare il Fiore della Vita a Xu Xian. Quando egli risorge, Fa Hai si rende finalmente conto che Bai Niang ha dato la sua magia per la vita di Xu Xian. I due innamorati possono così andarsene dall'isola insieme e felici, mentre gli animali rimangono con Fa Hai.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Shin Uehara adattò la leggenda mantenendo l'etnia cinese dei personaggi. La decisione di utilizzare una storia cinese come soggetto venne dal presidente della Toei Dōga Hiroshi Ōkawa, che voleva fare un tentativo di riconciliazione con i vicini asiatici.[2]

Data l'epoca di produzione, il film spinse al limite la tecnologia di animazione giapponese. Il film fu un grande progetto su larga scala, con 214.154 disegni, un costo astronomico di 40 milioni di yen e venti mesi di produzione. Per l'animazione dei personaggi umani venne usata la tecnica del rotoscope. Storicamente, questo film segnò il primo tentativo della Toei di seguire l'esempio degli studi d'animazione americani, diventando la cosiddetta "Disney d'Oriente".[3]

Rintarō, che sarebbe poi diventato un regista ben noto e rispettato di animazione giapponese, ebbe il suo primo lavoro nel settore dell'animazione a 17 anni come intercalatore in questo film.[4]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Immagini del film sulla mappa della stazione di Nerima. A Nerima si trova la sede della Toei.

La leggenda del serpente bianco fu il primo film anime ad essere stato distribuito fuori dal Giappone, e uno dei primi tre distribuiti negli Stati Uniti. La versione statunitense apportò delle modifiche al film, ad esempio spacciando il piccolo panda minore Mimi per un gatto.[5] Inoltre, tutti i nomi del team di produzione giapponese vennero rimossi dai titoli di testa. La versione italiana fu trasmessa direttamente in televisione il 12 dicembre 1970 su Rai 2, all'interno del programma Mille e una sera.[6]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Le date di uscita internazionali sono state:

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Chinese Mythology." Bilingual Book Explanation of Legend of the White Snake. Retrieved on 2006-12-08.
  2. ^ "Anipages Daily." Anipages Daily. Retrieved on 2006-12-08.
  3. ^ Guido Tavassi, Storia dell'animazione giapponese, Latina, Tunué, 2012, pp. 74-75, ISBN 978-88-97165-51-4.
  4. ^ Jeff Berkwits, Interview: Animation legend Rintaro reinvents the city to build a better Metropolis, Sci Fi.com Science Fiction Weekly, 22 gennaio 2002. URL consultato il 22 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2008).
  5. ^ (EN) Jonathan Clements e Helen McCarthy, The Anime Encyclopedia, 3ª ed., Berkeley, Stone Bridge Press, 2014, ISBN 978-1-61172-018-1.
  6. ^ Ugo Buzzolan, Il varietà di Jerry Lewis spettacolo per i bambini, in La Stampa, 12 dicembre 1970. URL consultato il 29 aprile 2014.
  7. ^ Annali 1959 - Premi, su asac.labiennale.org, ASAC. URL consultato il 23 aprile 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]