La legge (Frédéric Bastiat)

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La legge
Titolo originale La loi
Autore Frédéric Bastiat
1ª ed. originale 1850
Genere Saggio
Sottogenere politica
Lingua originale francese

La legge (La loi) è un saggio dell'economista e politico francese Frédéric Bastiat, scritto nel giugno 1850 a Mugron, pochi mesi prima della sua morte a Roma.

In quest'opera Bastiat afferma la propria totale adesione al giusnaturalismo, cioè alla piena affermazione dei diritti naturali individuali, (Vita, Libertà, Proprietà) contro ogni diritto positivo che distrugge ogni libertà e qualsiasi iniziativa e creatività umana, riprendendo con ciò, e dando nuovi e originali sviluppi, ai principi che furono di Ugo Grozio, John Locke, Tommaso d'Aquino e dai filosofi della Scuola di Salamanca.

LA LEGGE PERVERTITA! Così inizia il pamphlet "la legge" di Frederic Bastiat. La legge come strumento di corruzione, privilegio, prevaricazione, e non come mezzo e fine per la giustizia degli uomini. Su questo filo conduttore il libro di bastiat si dipana in una disamina della perversione della legge del suo tempo, ma che potrebbe benissimo essere applicata alla nostra contemporaneità.

"La legge pervertita! La legge- e dopo essa tutte le forze collettive della nazione- la legge, dico, non solamente sviata dal suo scopo, ma applicata a perseguire uno scopo direttamente contrario! La legge divenuta strumento di tutte le cupidige, invece di esserne il freno! La legge che compie essa stessa l'iniquità che aveva la missione di punire!."

Nessuna società può esistere se il rispetto delle leggi non vi regna in qualche grado; ma la cosa più sicura, affinché le leggi siano rispettate, è che siano rispettabili. Quando la legge e la morale sono in contraddizione, il cittadino si trova nella crudele alternativa o di perdere la nozione di morale o di perdere il rispetto della legge, due disgrazie altrettanto grandi e tra le quali è difficile scegliere.

...Non è perché gli uomini hanno emanato delle leggi che la Personalità, la Libertà e la Proprietà esistono. Al contrario,è perché la Personalità, la Libertà e la Proprietà preesistono che gli uomini fanno le leggi.

"Esistenza, Facoltà, Assimilazione - in altri termini, Personalità, Libertà, Proprietà, - ecco l'uomo."

"Ciascuno di noi riceve certamente dalla natura, da Dio, il diritto di difendere la sua persona, la sua Libertà, la sua Proprietà, poiché sono i tre elementi costitutivi o conservativi della vita, elementi che si completano l'un l'altro. Poiché cosa sono le nostre Facoltà se non un prolungamento della nostra Personalità, e cosa è la Proprietà se non un prolungamento delle nostre Facoltà?"

"con la legge di Bastiat, l'individuo viene riconsegnato a se stesso, alla sua sovranità individuale e autorità morale, responsabile delle sue scelte, e libero di realizzare i suoi obbiettivi, nel rispetto e nell'osservanza reciproca dei diritti degli altri."

"in sostanza secondo bastiat sono i diritti individuali naturali, che segnando i confini della nostra sovranità, autonomia, e giurisdizione morale, ci consentono di agire nella piena legittimità morale".

Definì il principio di Proprietà e Spoliazione in questi termini. "L'uomo non può vivere e godere che attraverso un'assimilazione, un'appropriazione perpetua, cioè attraverso una perpetua applicazione delle sue facoltà alle cose, o attraverso il lavoro. Da qui la Proprietà. Ma,in effetti, egli può vivere e godere assimilando e appropriandosi del prodotto delle facoltà del suo simile. Da qui la Spoliazione".

In questo pamphlet, Bastiat risponde alle seguenti domande: «Cos'è la legge? Cosa dev'essere? Qual è il suo dominio? Quali sono i suoi limiti? Dove si fermano, di conseguenza, i poteri del Legislatore?»

Egli definì la legge come «la forza comune organizzata per fare ostacolo all'Ingiustizia», «l'organizzazione collettiva del Diritto individuale di legittima difesa». Ne concluse che «la Legge è la Giustizia», la «Giustizia organizzata».

"la legge nelle intenzioni di Bastiat, deve garantire l'agentita' morale, e perche questa agientita' sia possibile deve esistere uno spazio, una nostra sfera di giurisdizione morale. Entro i confini di questa sfera si è responsabili delle proprie azioni e delle relative conseguenze (buone o cattive). E se questa sfera viene invasa dall'esterno la nostra responsabilità morale ne viene oscurata e ne consegue l'arbitrio, la sopraffazione e l'ingiustizia.

Testo che ha avuto e continua tuttora ad avere un ruolo di primaria importanza nel consolidamento delle idee liberali negli Stati Uniti d'America (fin da quando, nel 1950, la Foundation For Economic Education ne promosse un'edizione destinata ad una diffusione che ormai, ha superato il milione di copie).

In Italia la prima traduzione de La legge avviene solo nel 2001, in occasione del bicentenario della nascita dell'autore, dall'editore indipendente Leonardo Facco. Purtroppo stampata in pochissime copie, è oggi diventata una rarità bibliografica, praticamente introvabile.

Contemporanei citati nel saggio[modifica | modifica wikitesto]

Positivamente[modifica | modifica wikitesto]

Negativamente[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia in lingua italiana[modifica | modifica wikitesto]

(All'interno sono presenti i pamphlet) "ciò che si vede e ciò che non si vede" "proprietà e legge" "giustizia e fraternità" "la legge" "lo stato" "spoliazione e legge" "guerra alle cattedre di economia politica" "capitale e rendita" "maledetto denaro". Rubbettino editore. 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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