La freccia nel fianco (film)

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La freccia nel fianco
Alanova Cesare Barbetti.jpg
Alanova e Cesare Barbetti
Titolo originale La freccia nel fianco
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1945
Durata 90 min
Dati tecnici B/N
rapporto: 1,37:1
Genere drammatico
Regia Alberto Lattuada
Soggetto Luciano Zuccoli
Sceneggiatura Ennio Flaiano, Cesare Zavattini, Alberto Lattuada, Carlo Musso, Alberto Moravia, Ivo Perilli
Produttore Carlo Ponti per A.T.A. Milano
Distribuzione (Italia) Lux Film (1945)
Fotografia Massimo Terzano
Montaggio Gisa Radicchi Levi
Musiche Nino Rota
Scenografia Gastone Medin
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

La freccia nel fianco è un film del 1945 diretto da Alberto Lattuada, tratto dal romanzo omonimo di Luciano Zuccoli,

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nicoletta, sposata con l'ingegner Barbano, ad un concerto, ritrova nel pianista Bruno Traldi, un suo amore di gioventù, finito per la separazione dei due, questo ritrovarsi dopo anni riaccende nella donna antiche passioni, cosa che non sfugge al marito, che colpito all'improvviso da una dolorosa gelosia, decide di partire lasciando la moglie al suo destino.

Per Nicoletta, apparentemente libera è come tornare al vecchio amore accanto a Bruno,come se gli anni non fossero mai passati, i due decidono di allontanarsi dalla città per un lungo viaggio, ma gli impegni del pianista presto lo fanno cadere in uno stato di incertezza che lo spinge a liberarsi di Nicoletta diventata un impedimento per la sua carriera.

Bruno spinto dalla donna riprende la sua vita di musicista in giro per il mondo, mentre Nicoletta presa da rimorsi insopportabili nei confronti del marito, decide di porre fine alla sua esistenza.

La critica[modifica | modifica wikitesto]

«Il film di Lattuada cerca di rispettare, nella sua semplice esteriorità, la trama del racconto, ma è una regia scupolosa e meticolosa, tutta piena di sottolineature filosofiche sostenute da un ritmo che non si può davvero considerare agile. La tecnica è sapiente ma la sostanza narrativa è diluita in un seguito di sequenze elaborate in bello stile e quindi statiche. Ad ogni modo il racconto si segue. Se non diverte non annoia...» Fabrizio Sarazani ne Il Tempo del 17 ottobre 1945.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Prodotto da Carlo Ponti e girato per gli interni a Cinecittà, le riprese furono interrotte il 10 settembre 1943, per essere riprese dopo la liberazione di Roma nel 1944; fu Mario Costa a dirigere le ultime parti del film, che uscì nelle sale solo nell'estate del 1945.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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