La fattoria degli animali (film 1954)

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La fattoria degli animali
La fattoria degli animali.png
Scena del film
Titolo originale Animal Farm
Lingua originale inglese
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1954
Durata 80 min circa
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,37:1
Genere animazione, drammatico, satira
Regia John Halas, Joy Batchelor
Soggetto George Orwell (romanzo)
Sceneggiatura Philip Stapp
Produttore John Halas, Joy Batchelor
Musiche Matyas Seiber
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

La fattoria degli animali (Animal Farm) è un film d'animazione del 1954 diretto da John Halas e Joy Batchelor, basato sull'omonimo romanzo di George Orwell.

È il primo lungometraggio d'animazione britannico a distribuzione internazionale. Nel 1956 è stato nominato al premio BAFTA per il miglior film d'animazione.

Solo negli anni '80 venne pienamente alla luce il fatto che la CIA avesse contribuito in modo sostanzioso al finanziamento della produzione del film: furono versati 300.000 dollari come parte della offensiva culturale durante la guerra fredda, influenzando il modo in cui venivano presentate le idee di Orwell.[1][2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il Sig. Jones trascura la fattoria che possiede preferendo ubriacarsi nel circolo "Red Lion". Una notte è riunita un'assemblea degli animali della fattoria, dal Vecchio Maggiore, maiale molto anziano e rispettato. Egli fa capire ai suoi "compagni" la situazione in cui si vive e li esorta alla rivoluzione contro l'uomo. Dopo pochi secondi dalla fine del discorso muore. Dopo un po' di tempo, un giorno, gli animali non trovano la loro razione quotidiana. Così decidono di attaccare il sig. Jones, e sotto il comando dello strategico maiale Palladineve, conquistano la fattoria. Gli animali, dopo aver esplorato la casa dell'ex-padrone, riprendono le loro normali attività lavorative. Il sig. Jones però riunisce i suoi amici fattori e prova a riprendersi, invano, la fattoria. Gli animali riescono a resistere all'attacco. Palladineve, poco tempo dopo, riunisce gli animali per annunciare la creazione di un progetto. Un altro maiale, Napoleone, aizza dei cani trovati nella casa dell'ex-padrone contro Palladineve, che viene così sbranato dopo un lungo inseguimento. Napoleone fa però credere il tradimento dell'ormai ex-capo e prende possesso della situazione, appropriandosi del progetto iniziato dal suo predecessore (un mulino). Inizia a prendere una posizione di favore la classe dei maiali, i sette pilastri dell'animalismo vengono modificati secondo la convenienza del nuovo capo. Napoleone stringe trattative con un macellaio, barattando viveri con le uova delle galline, che dopo essersi ribellate, vengono sbranate dai cani, ormai guardie del corpo del capo Napoleone. Un nuovo attacco degli uomini viene sventato, ma il mulino da poco costruito viene fatto esplodere dal sig. Jones durante l'attacco. Ricomincia così la costruzione del mulino, ma durante essa il cavallo Gondrano, instancabile lavoratore, viene deabilitato a causa della caduta di una grossa pietra, poi viene barattato da Napoleone con il macellaio in cambio di whisky. Poco dopo, gli animali, ormai di livello molto sotto a quello dei maiali, scoprono che essi sono diventati antropomorfi e che hanno ormai preso il posto del vecchio padrone. Le regole della rivoluzione sono state completamente violate. A questo punto l'asina Berta incita gli animali a rivoltarsi contro i maiali, durante una riunione di questi ultimi nella casa del sig. Jones, ora loro sede. Gli animali così rovesciano il regime e Napoleone viene ucciso con gli altri maiali nell'attacco dopo una lapidaria citazione: "Padroni maiali, domani prosciutti."

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Vecchio Maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Il Vecchio Maggiore è un vecchio maiale di 10 anni (a differenza del libro, in cui ne ha 12), saggio e rispettato. È lui a incitare i "compagni" a rivoltarsi contro il signor Jones. Molte sue massime saranno citate nel film. Subito dopo l'assemblea dell'inizio del film muore, mentre nel libro muore tre giorni dopo.

Palla Di Neve[modifica | modifica wikitesto]

È un maiale che prende in mano la situazione dopo la morte del Vecchio Maggiore. È lui a coordinare i suoi compagni durante la "Battaglia del Chiuso delle Vacche". Gli animali vincono, gran parte del merito va a lui. A differenza di quello che sarà Napoleone in seguito, non è un dittatore e riesce a farsi stimare dai compagni. Non viene denotata una rivalità tra lui e Napoleone nel film, tant'è vero che qui non si parla di elezioni a differenza del libro. Palla Di Neve viene assalito, poco dopo aver annunciato la costruzione del mulino e la conseguente riduzione a un solo giorno lavorativo a settimana, e sbranato dai cani allevati da Napoleone.

Sig. Jones[modifica | modifica wikitesto]

È il proprietario della fattoria primo antagonista principale del film prima del maiale Napoleone. Alcolista, brutale e poco interessato alla propria fattoria, finge di essere in brutte condizioni economiche per ingannare gli animali, mascherando il suo disinteresse verso la fattoria. Egli suscita nel Vecchio Maggiore l'indignazione e l'ispirazione per convocare l'assemblea e spingere gli animali alla rivoluzione. Viene scacciato dagli animali insorti, poi con i fattori avventori del Leone Rosso prova a riprendersi la fattoria, senza successo. Dopo la costruzione del mulino e dopo le trattative tra Napoleone e Whymper, i fattori tornano alla carica. Jones, completamente sbronzo, non è più in grado di fare come loro, ma si vendica comunque facendo esplodere con della dinamite il mulino. Viene considerato dagli animali, dopo la Rivoluzione, cospiratore assieme a Palla Di Neve, in realtà morto quando i cani lo attaccarono. Rispetto al romanzo, il signor Jones non è sposato e non ha quindi i tre figli. Inoltre, dopo l'esplosione del mulino (qui evento non ripetuto), non viene più visto, non si sa che fine faccia (nel romanzo muore in una casa di riabilitazione per alcolizzati), ma alla fine Berta vede in Napoleone abbastanza similitudine per paragonarlo a Jones.

Napoleone[modifica | modifica wikitesto]

È il secondo antagonista principale del film dopo il signor Jones. Maiale dotato di concretezza ma un po' meno intelligente del compagno Palla Di Neve, diventa capo-dittatore nella Fattoria degli Animali dopo la morte del primo. Alla fine, assieme agli altri maiali, è ancora più antropomorfizzato di quanto non fosse già nel libro. Viene comunque ucciso dalla nuova ribellione degli animali.

Clarino[modifica | modifica wikitesto]

Chiamato nel libro "Piffero" o "Clarinetto", ha una voce possente, benché giovane. Nel film ha sempre il ruolo di propagandista di Napoleone ma non è così convincente come oratore rispetto al libro: basti pensare che la scusa con cui cerca di giustificare la morte di Gondrano è un "sacrificio spontaneo" del cavallo per il bene della Fattoria. Berta non ci crede e continua a ragliare, costringendo Clarino a chiamare i cani per farla tacere.

Gondrano[modifica | modifica wikitesto]

Nel film non parla mai. È un cavallo molto portato verso il lavoro, assolutamente instancabile. Come nel libro la sua partner è Berta. Rispetto al libro, il suo operato è premiato da un'alta considerazione da parte di Napoleone, che però non esiterà a condurlo al macello dopo l'incidente al mulino. Inspiegabilmente, alla fine del film riappare assieme agli animali che hanno rovesciato il potere dei maiali.

Berta[modifica | modifica wikitesto]

Nel film è un'asina, mentre nel libro era una cavalla. Non è parlato dei suoi quattro figli. Prende completamente il posto dell'asino Benjamin (nella versione originale invece è Benjamin a sostituire Berta). Quindi il suo ruolo è molto più esteso: non è molto portata verso il lavoro (a volte sbadiglia), ma è sempre sospettosa verso Napoleone. Capisce che egli ha venduto il compagno Gondrano alla macelleria, è lei la prima a scoprire il tradimento dei maiali verso gli antichi capisaldi della Rivoluzione (e non Benjamin come nel libro). Capeggia addirittura un insorgimento degli animali contro i maiali, portando alla morte di questi ultimi.

Sig. Whymper[modifica | modifica wikitesto]

Nel film è un macellaio, descritto ironicamente con un "cuor d'oro". Viene stravolto il suo ruolo: non fa più da mediatore tra Napoleone e le fattorie contigue, ma è lui a fornire viveri alla Fattoria degli Animali, in cambio di uova.

Cani[modifica | modifica wikitesto]

I cani Jessie, Morsetto e Lilla non ci sono nel film. Appare solo un cane, abbattuto dopo il primo attacco dei fattori (nel romanzo muore una pecora). Comunque Napoleone nel film trova dei cuccioli appartenenti a Jones, e li alleva segretamente. Questi uccideranno Palla Di Neve e diventeranno le sue guardie. Inizialmente terribilmente spietati, alla fine sono completamente sbronzati dall'alcool, tanto che quando Napoleone li chiama, essi non gli rispondono.

Pilkington e Frederick[modifica | modifica wikitesto]

Jones è sempre seduto con loro all'osteria "Leone Rosso". Capeggiano un attacco contro la Fattoria a metà film (nel libro era il solo Frederick), e con altri fattori danno vita a una cruenta battaglia. Del resto, non fanno trattative con Napoleone rispetto al libro.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte della promozione del film prima della sua distribuzione nel Regno Unito puntava sul fatto che il film d'animazione fosse di realizzazione britannica, anziché un prodotto degli studio di Hollywood. Il critico cinematografico C. A. Lejeune scrisse in quei tempi: «Saluto La fattoria degli animali come un buon lavoro... [i produttori] hanno realizzato un film per l'occhio, l'orecchio, il cuore e la mente».[3] La partitura di Matyas Seiber e il talento vocale di Maurice Denham sono stati particolarmente lodati (Denham ha dato voce a tutti gli animali del film). Lo stile dell'animazione è stato descritto come una "Disney che si fa seria" ("Disney-turned-serious").[4]

Qualche critica è stata mossa al finale diverso rispetto all'opera di Orwell. Un articolo riporta: «Orwell non avrebbe voluto questo cambiamento, con la sostituzione di una banale propaganda alla sua satira reticente e malinconica».[4]

In concomitanza con l'uscita del film, venne serializzata sui quotidiani una versione a fumetti de La fattoria degli animali, disegnata da Harold Whitaker, uno degli animatori del film.

Differenze tra libro e film[modifica | modifica wikitesto]

Sono numerose le differenze tra il romanzo e il film :

  • Ad eccezione di alcuni animali, come i maiali e Benjamin, la maggior parte degli abitanti della fattoria sono analfabeti, mentre nel film tutti gli animali sono in grado di leggere le scritte sul muro riguardanti i punti principali dell'Animalismo.
  • In primo luogo la cavalla Berta non è presente (nella versione inglese c'è solo l'asino Benjamin, mentre nel doppiaggio italiano esso viene fatto passare per una femmina, di nome Berta, appunto).Non viene nemmeno mostrata Mollie, l'altra cavalla del libro. Non compaiono neanche topi e conigli, che nel romanzo, pur ricoprendo un ruolo marginalissimo, servivano a rappresentare i ladri e gli esponenti più poveri della società. Nel film appare, come comparsa in determinate scene, ma senza un ruolo specifico, un corvo, che potrebbe rappresentare Moses, il corvo domestico di Jones, che rappresenta la Chiesa Ortodossa. Assente è anche il maiale Minimus e le scrofe.
  • Nel romanzo il mulino a vento viene distrutto con dell'esplosivo da Frederik, e non da Jones come viene fatto vedere.
  • Nella scena del discorso del Vecchio Maggiore, l'anziano maiale muore la sera stessa, subito dopo aver cantato Bestie d'Inghilterra, a differenza della versione cartacea, dove spira tre giorni dopo.
  • Il libro si chiude con una scena in cui gli animali scoprono, all'interno della fattoria, maiali ed umani che festeggiano e celebrano lo sfruttamento degli animali/classi inferiori. Nella metafora di Orwell, questo sottolinea la sostanziale identità tra le ingiustizie perpetrate dalle gerarchie sovietiche e quelle che si verificavano dal lato capitalista.

Questa scena problematica e poco consona agli intenti propagandistici del film viene alterata significativamente: in primo luogo, all'interno dell'edificio ci sono solo i maiali; inoltre, gli altri animali si vendicano sui maiali, trucidandoli e rovesciando il regime,

Errori[modifica | modifica wikitesto]

  • Alla fine del film, dopo la morte dei maiali, quando appaiono tutti gli animali che si sono ribellati, c'è anche Gondrano, che era morto precedentemente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frances Stonor Saunders, The Cultural Cold War: The CIA and the World of Arts and Letters, ISBN 156584596X
  2. ^ Daniel J. Leab, Orwell Subverted, Pennsylvania State Press, 2007 p.xiii-xiv ISBN 978-0-271-02979-5
  3. ^ Lejeune, C. A. "At the films: Pig Business", The Observer, January 1955.
  4. ^ a b Author unknown, "Animal Farm" on the screen", The Manchester Guardian, 1955.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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