La famiglia Addams (film 1991)

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La famiglia Addams
Fester.png
Christopher Lloyd e Anjelica Huston in una scena
Titolo originaleThe Addams Family
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1991
Durata99 min
Generecommedia, fantastico
RegiaBarry Sonnenfeld
SceneggiaturaCaroline Thompson,
Larry Wilson
ProduttoreScott Rudin
Produttore esecutivoGraham Place
FotografiaOwen Roizman
MontaggioDede Allen,
Jim Miller
Effetti specialiChuck Gaspar
MusicheMarc Shaiman
ScenografiaRichard MacDonald
CostumiRuth Myers
TruccoFern Buchner
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La famiglia Addams (The Addams Family) è un film del 1991 diretto da Barry Sonnenfeld.

Il film è un adattamento delle vignette di Charles Addams con protagonisti i personaggi della famiglia Addams, rifacendosi direttamente principalmente a esse e in misura molto minore al telefilm degli anni sessanta.[1]

Nel 1993 è stato distribuito il squel La famiglia Addams 2 (Addams Family Values), sempre diretto da Sonnenfeld.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Addams è composta da persone assai sinistre ma simpatiche, dalla bellissima Morticia all'impenitente giocherellone Gomez, fino a Mano e i due bambini Mercoledì e Pugsley, accompagnati dalla Nonna strega e dal cadaverico maggiordomo Lurch. Da venticinque anni, tra di loro manca Fester, il fratello scomparso di Gomez. Tra i due era scoppiata una lite per una coppia di gemelle siamesi, Flora e Fauna, e Fester, amareggiato, se n'era andato senza lasciare traccia di sé. Ogni anno i familiari tentano una seduta spiritica per contattarlo nell'Aldilà, ma ogni volta non ottengono risposta.

L'avvocato degli Addams, Tully Alford, si trova a dover saldare un grosso debito con la malandrina signora Abigail Craven, madre del terrificante Gordon Craven (che ha tutta l'aria d'uno zombie). Minacciato di subire le peggiori conseguenze, Tully pensa di procurarsi i soldi compiendo un grosso furto nei ricchi forzieri degli Addams servendosi di Gordon, nel quale riscontra una singolare somiglianza con Fester, l'Addams scomparso. Per una stranissima coincidenza, Tully è stato invitato alla venticinquesima seduta spiritica, e progetta di introdurre Gordon nello spettrale maniero di famiglia proprio approfittando dell'occasione.

Durante la cerimonia, Gordon si presenta travestito da Fester, e l'intera famiglia è felicemente convinta di aver ritrovato il parente perduto. Gordon assiste alle stranezze della famiglia, condite ciascuna da magia nera, spiritualità sinistra, singolarità sacrilega, destando però sospetti nella sola Morticia, a cui, presto, si unisce la figlia Mercoledì. Per assicurarsi che il figlio compia il suo dovere di infiltrato nel modo giusto, la signora Craven si presenta alla famiglia come la dottoressa Greta Pinder Shloss, un'androgina dottoressa tedesca tutrice legale di Fester.

Gordon inizia a legare sinceramente con gli Addams, soprattutto con Mano e i bambini, scoprendo una inspiegabile e piacevole familiarità con essi. Ma la pedante e ossessiva madre preme perché trovi i dobloni custoditi nei forzieri segreti. Una sera, Morticia illustra a Gordon i propri antenati, cosicché lui possa capire l'affetto e la stima che essi provano, e lui in seguito, colpito dalle numerose attenzioni della famiglia, andrà a vedere una recita scolastica di Mercoledì e del fratello di lei Pugsley.

A seguito di una festa da ballo per "Fester" a cui partecipano i più bizzarri, originali e sinistri fenomeni da baraccone, Tully Alford, per forzare la mano a Gordon e alla madre, corrompe il giudice, vicino di casa degli Addams, dei quali è da anni e anni stufo, affinché con una sentenza sfratti la famiglia dal maniero. Il progetto funziona, e Gomez e famiglia si sistemano affranti in un motel, mentre Gordon li guarda dalla finestra allontanarsi con espressione dispiaciuta.

Quando Morticia ritorna al maniero per affrontare i due truffatori, viene fatta prigioniera e torturata con la ruota dalla spietata signora Craven. Mano accorre ad avvertire Gomez, il quale irrompe nel maniero e affronta Tully in un duello alla spada. Quando la signora Craven però, offende Gordon, questi si ribella alla orribile madre, prendendo tra le mani un libro magico, "Hurricane Irene", che, una volta aperto, sprigiona un uragano violentissimo che spedisce Tully e la signora Craven nel cimitero, proprio in due bare aperte custodite in due fosse scavate sul momento da Mercoledì e Pugsley.

Proprio durante l'uragano proveniente dal libro, un fulmine colpisce Gordon nel cervello, e recupera miracolosamente la memoria: egli è proprio il vero Fester, che Abigail Craven aveva recuperato in una rete per tonni, colpito da amnesia, nel tetro e famigerato Triangolo delle Bermude. Fester si riconcilia finalmente con il fratello Gomez ("Carissimo fratello mio") e aiuta i due nipoti al cimitero nel gioco proposto dal Cugino Itt (che nel frattempo si è sposato con Margaret, l'ex moglie di Tully) e Morticia: "Sveglia il morto".

Dopo aver seguito il congiunto e i figli, Morticia mostra a Gomez un piccolo maglione con tre gambe facendo capire al marito di aspettare un bambino e successivamente i due si baciano appassionatamente all'ingresso; nel frattempo Fester aiuta Mercoledì e Pugsley a dissotterrare i cadaveri putrefatti degli antenati, come prevede il gioco.

L'ultima scena inquadra in lontananza il maniero, con i tre che giocano in giardino, fino a dissolversi nel buio per far iniziare a scorrere i titoli di coda.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu originariamente sviluppato dalla Orion Pictures (che al momento deteneva i diritti di proprietà della serie televisiva degli anni sessanta).[senza fonte] Tuttavia, a causa di problemi finanziari dello studio, la Paramount ha iniziato a co-produrre il film e ha finito poi con il distribuirlo negli Stati Uniti, mentre la Orion mantenne i diritti di distribuzione internazionali.[senza fonte]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 il produttore Scott Rudin comincia a formulare l'idea di realizzare un film con protagonista la famiglia Addams, dopo aver riscoperto le vignette originali di Charles Addams e venendo attratto dall'umorismo che le caratterizza, basato sullo stile di vita completamente fuori dagli schemi dei loro protagonisti, convinto che ne sarebbe risultato un grande film.[1] Rudin lavora sodo, impiegando tempo ed energie, per ottenere i diritti dalla vedova di Addams e per convincerla dell'uso che avrebbe fatto dei personaggi, contestualizzati in un film contemporaneo che ne avrebbe messo in risalto le caratteristiche.[1]

Rudin era inoltre del parere che la serie televisiva degli anni sessanta non avesse reso giustizia al lavoro di Addams, che trovava triviale, sciocca e camp, rispetto alle vignette originali, molto più sofisticate e intelligenti rispetto alla loro prima trasposizione televisiva.[1] Per trasporre sul grande schermo l'opera di Charles Addams, Rudin ingaggia i due sceneggiatori Larry Wilson e Caroline Thompson, già responsabili della sceneggiatura di film diretti da Tim Burton, rispettivamente Beetlejuice e Edward mani di forbice, convinto che ne avrebbero saputo cogliere il giusto spirito, grazie alla loro sensibilità che egli definiva "realismo suburbano" e al fatto di aver lavorato già con opere bizzarre come lo erano quelle di Tim Burton.[1]

Per la Thompson il lavoro presentava alcune difficoltà, in quanto non era abituata a scrivere in coppia e non era sicura che un film mainstream potesse rendere giustizia ai personaggi ideati da Charles Addams.[1] Ma su insistenza di Rudin, alla fine lei e Wilson riuscirono a trovare una certa complementarietà e dopo diversi mesi di incontri la sceneggiatura scaturì quasi da sola.[1] La Thompson vedeva la storia della famiglia Addams più come uno studio sull'aristocrazia WASP del New England, che come una farsa, riconoscendo che gli Addams non sono cattivi, solo amano il tetro e il macabro.[1] Wilson dichiarò inoltre che l'unica indicazione che ebbero da Rudin fu di lasciar correre liberamente la loro immaginazione, mantenendo come tematica base il fatto che la famiglia Addams ha solidi legami affettivi, che Morticia è realmente la madre ideale che tutti vorremmo avere e che a essere corrotta e decadente è invece la società "normale".[1]

Il compito degli sceneggiatori fu quello di costruire la sceneggiatura basandosi principalmente sulle vignette di Charles Addams, mutuandone lo spirito e alcune scenette, riproposte talvolta quasi identiche, ma sono stati mutuati in parte anche alcuni elementi dalla serie televisiva degli anni sessanta, della quale molti degli spettatori dei primi anni novanta avevano ancora cari ricordi.[1] Dalla serie televisiva sono stati presi, per esempio, il tappeto di pelle d'orso che ruggisce e il modo fluente di parlare di Gomez.[1] Un vistoso cambiamento è riguardato invece il personaggio di Mano, che, a differenza della serie televisiva, per cui è stato creato, si muove liberamente in giro per la casa come una sorta di cagnolino.[1]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

Per la regia venne scelto l'ex direttore della fotografia Barry Sonnenfeld, in questo film al suo debutto come regista, il cui stile cinetico della cinepresa era già stato applicato a pellicole come Blood Simple - Sangue facile (Blood Simple, 1984), Arizona Junior (Raising Arizona, 1987) e Misery non deve morire (Misery, 1990). Sonnenfeld preferì rinunciare al totale controllo delle luci e degli effetti visuali, affidandone la direzione ad Alan Munro (anch'egli precedentemente coinvolto nella produzione di Beetlejuice), così da potersi concentrare completamente sulla direzione degli attori.[1]

Anche Sonnenfeld, nel girare un film con protagonista la famiglia Addams, ha dichiarato che l'intento era quello di essere molto più vicino alle vignette originali, in termini di umorismo e di aspetto, che non agli altri adattamenti precedentemente girati per il piccolo schermo.[1] Per Sonnenfeld la famiglia Addams è un clan eccentrico, ma con i soldi, il che gli permette di essere ciò che desiderano.[1]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Scegliere il cast è stato un processo particolarmente delicato, portato a termine congiuntamente dal produttore Scott Rudin e dal regista Barry Sonnenfeld, che da subito vollero Raul Julia per la parte di Gomez e Anjelica Huston per quella di Morticia, aggiungendo via via il resto del cast strada facendo.[1] In particolare l'esperienza teatrale di Rudin è stata molto utile nel trovare Judith Malina, già cofondatrice del Living Theatre, per la parte della Nonna.[1]

Scenografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Casa Addams.

Anche per quanto riguarda la casa degli Addams, la produzione ha voluto intraprendere una nuova strada rispetto a quanto fatto con la serie televisiva degli anni sessanta, ripartendo direttamente dalle vignette di Charles Addams.[2] Il design della nuova casa degli Addams è stato affidato a Richard MacDonald, che ha voluto imprimere alla casa un tono realistico e maggiormente aristocratico, rispetto alla casa presente nel telefilm, e di sapore tipicamente East Coast, la dimora degli Addams è infatti dotata di un ampio atrio privo di mobili, da cui si accede alle stanze della casa.[2]

MacDonald ha scelto di usare solamente colori scuri, principalmente sfumature marrone, per dare alla casa un aspetto tetro, il luogo ideale in cui potessero vivere dei personaggi altrettanto tetri.[2] Disegnare gli esterni della casa si è dimostrato maggiormente complesso, dato che nei disegni originali di Addams la casa non ha mai lo stesso aspetto due volte, MacDonald ha deciso così di dare all'esterno dell'abitazione un aspetto che potesse ricordare lo stile delle vignette di Addams.[2] La casa è stata costruita nello Stought Park di Burbank, Los Angeles, per permettere così a Barry Sonnenfeld di girare gli esterni con lo sfondo del cielo.[2]

L'auto utilizzata dalla Famiglia Addams è una Packard Twin Six del 1932, che è utilizzata anche nel film del 1993[3][4]. L'auto utilizzata dal Cugino Itt è una Messerschmitt KR 175 del 1953[3].

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il lavoro delle riprese si è rivelato particolarmente complesso e uno dei più complicati mai affrontati da Alan Munro, che coinvolse oltre 200 riprese separate che comprendevano matte painting, rotoscope e chroma key.[1] Tra i lavori maggiormente complessi vi fu l'animazione di Mano, interpretata dal prestigiatore Christopher Hart, per la quale furono impiegati numerosi trucchi visivi, camuffando il braccio dell'attore e aggiungendo un polso fasullo e sovrapponendolo all'immagine del set con il rotoscope.[1] Una scena particolarmente complessa da girare fu inoltre quella finale della libreria, con il vortice dell'uragano, che comprendeva il far volare gli attori e gli oggetti e per realizzare la quale fu ricostruito un set in miniatura, così da rendere possibile rendere maggiormente violento l'uragano scatenato in casa.[1]

Le riprese si sono svolte dal 26 novembre 1990 al 16 aprile 1991.[senza fonte]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: The Addams Family (Motion Picture Soundtrack).

La colonna sonora del film è costituita dalle musiche originali composte da Marc Shaiman, che in alcuni brani (Deck The Halls/Main Title, The Rescue e Finale), ha riarrangiato l'originale The Addams Family Theme composto da Vic Mizzy per la serie televisiva degli anni sessanta.[5] La colonna sonora è stata pubblicata nell'album The Addams Family (Motion Picture Soundtrack) dall'etichetta discografica Capitol Records nel 1991 in formato LP, CD e musicassetta.[5][6][7]

Per i titoli di coda del film il rapper statunitense MC Hammer ha composto il brano Addams Groove assieme a Felton C. Pilate II, che nel 1991 è stato pubblicato in un singolo, anch'esso su etichetta Capitol Records, in formato CD, 12", 7", musicassetta e in una VHS contenente il videoclip. La canzone non è stata inclusa nell'album contenente la colonna sonora.[5][6][7] Con Addams Groove MC Hammer si è aggiudicato, sempre nello stesso 1991, il Razzie Awards quale peggior canzone originale.[8][9]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito negli Stati Uniti d'America il 22 novembre 1991.[senza fonte]

Le date di uscita internazionali sono state[senza fonte]:

  • 13 dicembre 1991 nel Regno Unito, Irlanda e Svezia (Familjen Addams)
  • 20 dicembre 1991 in Brasile (A Família Addams), Finlandia (Addams Family - perhe Addams) e Paesi Bassi
  • 25 dicembre 1991 in Colombia
  • 26 dicembre 1991 in Australia
  • 9 gennaio 1992 in Argentina (Los locos Addams)
  • 23 gennaio 1992 Germania (Die Addams Family)
  • 24 gennaio 1992 Turchia (Addams Ailesi)
  • 31 gennaio 1992 Danimarca (Familien Addams)
  • 13 marzo 1992 Ungheria (Addams Family - A galád család o Az Addams family)
  • 10 aprile 1992 Spagna (La familia Addams)
  • 15 aprile 1992 Francia (La famille Addams)
  • 17 aprile 1992 Portogallo (A Família Addams)
  • 25 aprile 1992 Giappone
  • 10 gennaio 2016 Spagna (ridistribuzione)
  • 25 ottobre 2017 Francia (ridistribuzione della versione restaurata)

Le date di uscita in home video sono state:

  • 7 maggio 1993 Grecia (Οικογένεια Ανταμς, video premiere)
  • 23 gennaio 2014 Italia (La famiglia Addams, pubblicazione in Blu-ray)[10]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Addams ha incassato $113.502.246 negli Stati Uniti e $191,502,246 nel resto del mondo, ottenendo così un grande profitto contro i $30 milioni spesi nella produzione del film.[11]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante La famiglia Addams abbia ottenuto un gran successo al botteghino, le critiche ricevute furono piuttosto discordanti. All'uscita del film, Kenneth Turan del Los Angeles Times, nonostante sostenne che il film «è senza dubbio qualcosa da vedere», rimproverò al film alcune carenze: «[...] tutto questo splendore serve solo a sottolineare quante siano le mancanze per catturare il nostro interesse»[12]

Sul sito Rotten Tomatoes il film ha ottenuto il 65% di gradimento su 43 recensioni, con una valutazione media di 5.7/10.[13] Il consenso critico del sito web recita: "Il film è disseminato di divertenti gag miracolose e battute, ma la sceneggiatura sconnessa non è coerente con il resto".[13]

In Italia, all'uscita del film, Segnalazioni Cinematografiche, stigmatizza il lavoro registico di Sonnenfeld: «[...] il regista Barry Sonnenfeld, pur avendo a disposizione larghi mezzi e una serie di attori di valore, come Raul Julia (Gomez), Christopher Lloyd (Fester) ed Anjelica Huston (Morticia) non ha raggiunto che raramente i momenti divertenti che un grottesco tanto esasperato avrebbe dovuto avere, anche per colpa della carente sceneggiatura.»[14] Anche FilmTv.it critica la regia di Sonnenfeld: «Purtroppo Sonnenfeld, celebrato direttore della fotografia, al suo esordio alla regia non mostra grande personalità.».[15]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Anthony C. Ferrante e Bill Warren, 1991Bringing The Addams Family to Death, p. 18-21
  2. ^ a b c d e Anthony C. Ferrante e Bill Warren, 1991Shock the House, p.56-58
  3. ^ a b (EN) The Addams Family, Movie, 1991, su Internet Movie Cars Data Base.
  4. ^ (EN) Addams Family Values, Movie, 1993, su Internet Movie Cars Data Base.
  5. ^ a b c (EN) Note di copertina di The Addams Family (Motion Picture Soundtrack), Marc Shaiman, Capitol Records, CDP 7 98172 2, CD (x1), 1991.
  6. ^ a b (EN) Note di copertina di The Addams Family (Motion Picture Soundtrack), Marc Shaiman, Capitol Records, 79 8172 1, LP (x1), 1991.
  7. ^ a b (EN) Note di copertina di The Addams Family (Motion Picture Soundtrack), Marc Shaiman, Capitol Records, C4-98172, MC (x1), 1991.
  8. ^ a b (EN) Matt Brunson, 15 Stars You Didn't Know Won Razzie Awards, su ScreenRant, 8 novembre 2015. URL consultato il 17 maggio 2019.
  9. ^ a b (EN) Kyle Anderson, Where Are The Razzie Awards For Worst Music?, su MTV, 24 gennaio 2011. URL consultato il 17 maggio 2019.
  10. ^ Antonello Rodio, Il Blu-ray de La famiglia Addams, su Movieplayer.it, 24 gennaio 2014.
  11. ^ (EN) The Addams Family, su Box Office Mojo. URL consultato il 12 aprile 2019.
  12. ^ (EN) Kenneth Turan, Movie reviews: 'The Addams Family': Kooky, Spooky--Creaky, in Los Angeles Times, 22 novembre 1991. URL consultato il 17 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2019).
  13. ^ a b (EN) The Addams Family, in Rotten Tomatoes, Flixster Inc. URL consultato il 17 maggio 2019.
  14. ^ La famiglia Addams, su CineDataBase, Rivista del cinematografo. URL consultato il 17 marzo 2019.
  15. ^ La famiglia Addams, su FilmTv.it, Arnoldo Mondadori Editore. URL consultato il 17 maggio 2019.
  16. ^ 3rd Annual Horror Hall of Fame Telecast, 1991
  17. ^ Premi e nomination di Anjelica Huston, su MYmovies.it, Mo-Net Srl.. URL consultato il 17 maggio 2019.
  18. ^ The 64th Academy Awards - 1992, su Premio Oscar. URL consultato il 17 maggio 2019.
  19. ^ (EN) The Addams Family, su Internet Pinball Database. URL consultato il 12 aprile 2019.
  20. ^ The Addams Family, su Tilt.it. URL consultato il 3 maggio 2019.
  21. ^ (EN) Seth Porges, Top 8 Most Innovative Pinball Machines of All Time, in Popular Mechanics, 5 agosto 2008. URL consultato il 9 giugno 2015.
  22. ^ (EN) Release Information for The Addams Family, su Moby Games.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Anthony C. Ferrante e Bill Warren, The Addams Family - Official Addams Family Magazine, in Fangoria Presents, #3, Fangoria, 25 febbraio 1992.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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