La distinzione. Critica sociale del gusto

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La distinzione.
Critica sociale del gusto
Titolo originaleLa distinction. Critique sociale du Jugement
AutorePierre Bourdieu
1ª ed. originale1979
Generesaggio
Sottogeneresociologico, antropologico
Lingua originalefrancese

Riassunto[modifica | modifica wikitesto]

La sociologia francese di impostazione marxista, sviluppatasi agli anni ’70, ha studiato il rapporto che intercorre tra l’individuo e la struttura sociale di cui fa parte.

Nel 1800 Marx riteneva che la società fosse determinata dal conflitto tra classi sociali, dal conflitto tra i capitalisti ( i proprietari dei mezzi di produzione, ricchi e istruiti ) e i proletari ( i lavoratori, poveri e incolti ). La società è quindi caratterizzata dallo sfruttamento dei proletari da parte dei capitalisti e queste due classi, che hanno valori e comportamenti nettamente diversi, sono sempre stati in conflitto nella storia. Nella sua previsione, la classe sfruttata avrebbe finito col ribellarsi e la rivoluzione avrebbe trasformato la società. Marx è un materialista e un determinista, perché crede che i valori e i comportamenti di un individuo siano determinati meccanicamente dalla sua nascita e dalla sua appartenenza a una delle due classi sociali, distinte soprattutto in base al loro capitale economico e ai rapporti economici tra gli agenti. Per i marxisti quindi le strutture economiche determinano gli individui in modo deterministico e non c’è spazio per la libertà d'azione individuale.

Il sociologo francese marxista Pierre Bourdieu appartiene allo strutturalismo critico e ritiene che le strutture sociali siano forze condizionanti, ma non sono determinanti; le strutture sociali determinano l'azione degli individui in modo probabilistico e gli individui hanno libertà d’azione.

Bourdieu scrive nel 1979 il libro “La distinzione”, che è una indagine sociologica sui consumi e sul gusto nella Francia del dopoguerra, condotta in gruppo con altri studiosi di sociologia. L'opera è il risultato di un grande lavoro di gruppo che Bourdieu e i suoi colleghi hanno condotto, raccogliendo una grande mole di dati statistici quantitivi e qualitativi. Questi sociologi hanno analizzato statistiche di enti statistici francesi e hanno raccolto molti dati, facendo interviste e sottoponendo questionari sui loro stili di vita e i loro consumi a una vasto campione di cittadini francesi di ogni classe e situazione sociale. Nella sua opera, Bourdieu afferma che ogni individuo sceglie certi beni di consumo e prodotti culturali e ogni individuo ha un gusto estetico che indirizza le sue scelte. Secondo Bourdieu, un individuo sceglie certi beni e ha un certo gusto a causa delle sue condizioni sociali ed economiche. Nella società, ogni individuo fa scelte di consumo in base alla sua classe sociale. Ogni individuo si inserisce nella classe dominante (ricca e istruita) o nella classe dominata (povera e incolta). Ogni individuo può stare in alto nella piramide sociale o in basso. Per Bourdieu, ogni individuo fa scelte di consumo in base alla posizione nella società. La posizione sociale di un individuo è determinata da tre variabili: capitale economico reddito e professione capitale culturale conoscenze acquisite grazie alla famiglia e alla scuola ( la scuola certifica le conoscenze date con il titolo di studio ) capitale sociale relazioni sociali che un individuo ha con altri individui (amici, colleghi di lavoro o studio), che possono essere usate dall'individuo per migliorare la sua condizione sociale o perseguire i suoi fini. Ogni individuo occupa una posizione sociale grazie a una combinazione specifica tra questi tre tipi di capitale. Queste tipi di capitale sono convertibili tra loro. Un individuo ricco (con capitale economico) potrà permettersi di studiare a scuola e di acquisire una grande cultura (capitale culturale). Un individuo istruito (con capitale culturale) potrà avere un lavoro prestigioso e avere un buono stipendio (capitale economico). Questi tipi di capitale sono anche contrapposti tra loro. Le classi dominanti (ricche e istruite) hanno vantaggi rispetto alle classi dominate (povere e incolte) e cercano di mantenerle sotto il loro dominio. Le classi dominate invece cercano di migliorare ed elevare il loro tenore di vita e il loro capitale economico e culturale. Bourdieu pensa che lo spazio sociale si possa suddividere in più classi sociali, divise al loro interno in frazioni di classi in base al potere culturale ed economico. Ci sono individui “ricchi e colti”, “ricchi e incolti”, “poveri e colti”, “poveri e incolti”. Basandosi sul livello di possesso del capitale economico e di quello culturale, Bourdieu ha costruito una mappa dello spazio sociale, ai cui estremi possiamo trovare, procedendo in senso orario e partendo dall'alto: molto capitale economico e molto economico culturale, molto capitale economico e poco capitale culturale, poco capitale economico e poco capitale culturale, poco capitale economico e molto capitale culturale.

Sullo spazio della mappa sono collocate delle combinazioni con quantità intermedie dei due tipi di capitale, ma sono collocati degli esempi di come le condizioni degli individui in termini di tipi di capitale posseduto possono trasformarsi in scelte relative a beni di consumo e prodotti culturali. Gli individui, in base a reddito e istruzione, scelgono beni di consumo e prodotti culturali in base al loro gusto e alla loro estetica. Il gusto o l'estetica si realizza quando un individuo ha una idea astratta della bellezza, vede un oggetto concreto ed esprime il suo giudizio dicendo se questo oggetto è bello o no, in base alla sua idea astratta di bellezza. La classe alta e la classe bassa sono in conflitto e hanno due tipi di cultura e due modi di vedere il bello, in forte conflitto. C’è una cultura alta: gli individui ricchi e colti non hanno problemi materiali. Essi scelgono beni che sono belli perché dimostrano la loro potenza e prestigio nella società. Le elites prediligono idee astratte, la bellezza formale e hanno un atteggiamento distaccato e razionale verso il mondo. C’è una cultura bassa: gli individui poveri e poco colti hanno una vita segnata dai problemi materiali. Essi scelgono beni che sono “belli” perché sono pratici e funzionali, per affrontare questi problemi. Essi scelgono beni che diano divertimento immediato, piacere fisico e sensuale, emozioni forti. Esempio: alle classi ricche e istruite piaceranno l'arte astratta (che deve essere capita grazie alla cultura), musica classica bella formalmente film intellettuale. Le classi popolari disprezzeranno tutto questo, giudicandolo incomprensibile. Le classi popolari apprezzeranno un’arte semplice che commuove lo spettatore ( un bel paesaggio, un bel gatto ). Musiche da discoteca o musiche d'amore, film di intrattenimento, che emozionano lo spettatore e non lo fanno pensare. Questi due tipi di estetica e di cultura sono contrapposti e rispecchiano la divisione della società in elites sociali e classi popolari, che rifiutano l'estetica dell'altra. Per Bourdieu, quindi è importante sia ciò che scegliamo, sia ciò che non scegliamo. Noi ci definiamo in opposizione a ciò che non ci piace; il gusto per una cosa implica automaticamente il disgusto per un’altra cosa. L'individuo sceglie beni e prodotti culturali in base al suo gusto, dettato da motivazioni coscienti, ma anche da motivazioni inconsce e irrazionali. Per Bourdieu, l'individuo fa scelte, in base al suo gusto e a causa dell'habitus. Crescendo nella nostra famiglia e andando a scuola, acquisiamo delle conoscenze e dei modelli di comportamento, che memorizziamo e diventano inconsci; applichiamo questi modelli senza rendercene conto. Queste conoscenze e i modelli che abbiamo imparato e che applichiamo senza rendercene conto sono l'habitus. L'individuo vede il mondo in un certo modo, si comporta e fa scelte grazie all’ habitus. L'habitus è un principio che guida le nostre pratiche in ogni ambito della vita. Noi scegliamo grazie a strategie non razionali beni di consumo, arredamento, abbigliamento, linguaggio e cura del corpo. Grazie all’ habitus noi facciamo pratiche e scelte in questi ambiti, e grazie all’ habitus abbiamo la facoltà di giudicare e valutare queste opere e pratiche. La facoltà di emettere giudizi su pratiche e opere culturali è il “gusto”. L'habitus è legato alla classe sociale. Ad esempio, un individuo ricco e istruito sarà portato ad avere un certo stile di vita, le cui pratiche sono unificate dal principio dell'habitus. Un individuo ricco sceglierà beni di consumo che mostrano il suo prestigio sociale (macchine costose e villa), si vestirà alla moda per presentarsi bene in società, sarà abile ed educato conversatore, avrà una alimentazione sana e leggera e avrà cura del corpo facendo sport. Un individuo della classe popolare avrà un habitus diverso, vestendosi in modo sciatto e funzionale, parlando in modo spontaneo e schietto, avendo una alimentazione più economica e calorica e avendo cura del corpo per avere una certa forza fisica indispensabile per il suo lavoro. Il gusto è quindi campo di una lotta simbolica: la classe alta e la classe popolare sono in lotta tra loro e cercano di distinguersi l'una dall'altra, adottando habitus e gusti diversi, contrari a quelli dell'altra classe con cui sono in lotta. La classe elevata, ricca e istruita, opera una “violenza simbolica”, perché vuole imporre i suoi gusti e habitus a tutta la società attraverso le istituzioni come le scuole. Le scuole inculcano conoscenze e modelli di comportamento della classe dominante agli studenti di tutte le classi sociali. Le scuole insegnano un linguaggio proprio delle classi elevate agli studenti e si limitano all’insegnamento dei canoni della cultura legittima (arte, letteratura, pittura, scultura) che è amata dalla classe dominante. Il gusto funziona come “senso dell'orientamento sociale”, perché noi possiamo capire la posizione sociale delle persone sulla base delle loro pratiche e dei loro gusti . Es. se una persona gesticola e parla in modo spontaneo e dialettale, è della classe popolare. Il gusto è un elemento che permette la riproduzione della società. La società è un sistema in cui c’è una precisa struttura: ci sono le classi dominanti e le classi dominate. Questa struttura gerarchica tende a riprodursi e mantenersi nel tempo. Nella struttura sociale ogni individuo occupa una certa posizione sociale, dovuta al suo capitale culturale ed economico, al suo reddito e alla sua istruzione. Gli individui cercano di migliorare il proprio tenore di vita, cercando di aumentare il loro capitale economico e culturale, cercano di mantenere vantaggi che hanno già. Il tentativo di molti individui di migliorare la propria condizione potrebbe indurre cambiamenti nella struttura sociale, ma la società anche se cambia mantiene una struttura gerarchica. Anche se le classi dominate si arricchiscono di capitale culturale ed economico, le classi dominanti tendono ad arricchirsi ancora di più di capitale e mantenere così la loro posizione di dominio. La società quindi continua a rimanere divisa tra dominati e dominanti e questa divisione continua a riprodursi nel tempo. Esistono delle strategie che garantiscono la riproduzione della società: 1. AFFINITA’ ELETTIVE: il capitale culturale ed economico di una persona, legati all’ habitus, sono subito visibili . Si può capire il reddito e l'istruzione di un individuo vedendone gli abiti, la forma fisica, il linguaggio. Le amicizie e le relazioni si basano sulla decifrazione inconscia di questi segnali espressivi che indicano l'appartenenza di classe. Le persone di una certa classe sociale tendono a frequentarsi e aiutarsi tra loro, escludendo gli altri non della stessa classe sociale ( i ricchi si aiutano tra loro e non aiutano i poveri ).

2. RIPRODUZIONE PER TRASLAZIONE: ci sono usanze e oggetti culturali che sono in uso presso le classi elevate, diventando il modo per le classi elevate di mostrare il loro status sociale. Sono usanze per distinguersi dalle classi inferiori. Queste usanze tendono a diffondersi dalle classi elevate anche alle classi sottostanti, che vogliono imitare le classi elevate per avere l'illusione di avere il loro status.

Quando queste pratiche si sono diffuse anche in classi inferiori nella gerarchia sociale, questa pratica non funziona più come modo di distinzione sociale. Le classi elevate, che rischiano di perdere un simbolo del loro status sociale, cercano quindi nuove pratiche che gli permettano di distinguersi dalle classi inferiori e di dominarle. Es. un tempo solo le classi più ricche potevano permettersi di mandare i loro figli all’ università, distinguendosi dalle classi popolari che non potevano mandare figli all’ università. All'epoca, la laurea era un titolo di studio prestigioso, che garantiva lavori redditizi solo ai figli delle famiglie ricche. Quando le masse popolari hanno potuto mandare i figli all’ università ( scolarizzazione di massa ), c’è stata una grande quantità di laureati sul mercato del lavoro e il titolo di studio si è svalutato ( la laurea non è più un titolo di studio prestigioso che garantisce lavori redditizi come prima ). Le classi ricche hanno reagito mandando i loro figli in università di elite, che sono più prestigiose e garantiscono l'accesso a posizione di potere economico e politico.

La traslazione assomiglia a una corsa: tutto si sposta in avanti. I gruppi dominanti sono sempre in testa, perché mantengono sempre un grande vantaggio sulle classi dominate, anche se esse salgono nella gerarchia sociale.

3. PROTEZIONISMO I gruppi dominanti tendono a tenere alto il valore di ciò che possiedono, impedendo ad altri gruppi di possederlo. Es. le università mettono un NUMERO CHIUSO PER CERTE PROFESSIONI PRESTIGIOSE E QUALIFICATE ( come professioni mediche ), mettendo test di ingresso per limitare il numero di studenti e di futuri lavoratori sul mercato. Se ci saranno pochi laureati nelle professioni mediche, il titolo avrà un grande valore sul mercato!

La lotta per il potere riguarda anche le classi elevate, in cui esistono elites che hanno un potere economico (imprenditori ricchi) ed elites che hanno un potere culturale (intellettuali e artisti). Le elites economiche hanno il potere, mentre le elites culturali sono dominate; le elites culturali disprezzano le elites economiche. La lotta tra le elites economiche e culturali verte sul principio di quale capitale debba garantire il dominio sulla società, cioè se debbano comandare i più ricchi o i più colti.

Bourdieu è stato il primo sociologo che abbia tentato una mappatura dello spazio sociale, in modo da rappresentare la popolazione dei consumatori su un piano cartesiano in base ad alcuni parametri considerati. Egli ha anche scoperto che il gusto, che permette di formulare giudizi estetici e di fare scelte di consumo, non è una caratteristica innata di un individuo, ma è un elemento della sua personalità influenzato dal contesto sociale in cui cresce e dalla sua condizione socio – economica.

Bourdieu è stato il primo sociologo che abbia tentato una mappatura dello spazio sociale, in modo da rappresentare la popolazione dei consumatori su un piano cartesiano in base ad alcuni parametri considerati. Egli ha anche scoperto che il gusto, che permette di formulare giudizi estetici e di fare scelte di consumo, non è una caratteristica innata di un individuo, ma è un elemento della sua personalità influenzato dal contesto sociale in cui cresce e dalla sua condizione socio – economica.

Bourdieu è stato il precursore delle attuali ricerche di mercato. Esse sono effettuate da appositi enti statistici che raccolgono dati quantitativi e qualitativi, sottoponendo questionari a campioni di migliaia di persone di ogni classe sociale, con in fine di comprendere le loro scelte di consumo e i loro stili di vita. Rielaborando i dati raccolti con le tecniche di analisi e raccolta dei dati, questi enti realizzano una segmentazione della popolazione dei consumatori, delineando le varie categorie di clienti in cui si divide la popolazione complessiva e le loro scelte di consumo, che si possono rappresentare graficamente su un piano cartesiano considerando alcuni parametri. La segmentazione del mercato dei consumatori permette alle aziende di conoscere i vari gruppi possibili di clienti, distinguendo a quali gruppi sottoporre i loro prodotti e differenziando le strategie pubblicitarie in base al segmento di clienti a cui la specifica azienda si rivolge. Il lavoro di Bourdieu è stato criticato, perché strettamente legato alle caratteristiche della società francese degli anni ’60 e ’70, senza tenere in considerazione la rilevanza degli specifici contesti e tradizioni nazionali.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]