La crisi della democrazia. Rapporto sulla governabilità delle democrazie alla Commissione trilaterale

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La crisi della democrazia. Rapporto sulla governabilità delle democrazie alla Commissione trilaterale
Titolo originaleThe Crisis of Democracy: On the Governability of Democracies
AutoreMichel Crozier, Samuel P. Huntington, Joji Watanuki
1ª ed. originale1975
Generesaggio
Lingua originale inglese

La crisi della democrazia. Rapporto sulla governabilità delle democrazie alla Commissione trilaterale (The Crisis of Democracy: On the Governability of Democracies) fu uno studio del 1975 scritto da Michel Crozier, Samuel P. Huntington e Joji Watanuki e commissionato dalla Commissione Trilaterale e pubblicato nello stesso anno come libro[1].

L'edizione italiana fu invece curata nel 1977[2] e pubblicata con la prefazione di Gianni Agnelli.

Contenuti e tesi[modifica | modifica wikitesto]

Lo studio osservava la condizione politica degli Stati Uniti, dell'Europa e del Giappone, affermando che negli Stati Uniti i problemi di governabilità "nascono da un eccesso di democrazia" e sostenendo "il ripristino del prestigio e dell'autorità delle istituzioni del governo centrale"[3]. Al di là della sistematizzazione della tesi e del conio di termini originali (la parola "governabilità" da allora entrò nel linguaggio politologico[4] ed anche in quello legale[5]), in realtà "già Schumpeter stabiliva che tra le condizioni per il funzionamento corretto della democrazia vi fosse l’«autocontrollo democratico», cioè la rinuncia, da parte dei cittadini elettori, a tentare di influire attraverso manifestazioni, petizioni o pressioni di altro tipo, sull’operato degli eletti"[6].

Questo report fu un punto di partenza per tutti gli studi successivi che mettono in evidenza una supposta crisi contemporanea delle democrazie da risolvere con l'introduzione di tecnocrazie[7].

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Lo studio sostiene che negli anni '60 i governi dell'Europa occidentale erano "stracarichi di partecipanti e richieste" che i sistemi burocratico-politici erano incapaci di gestire, con la conseguenza di rendere le loro società ingovernabili. Questo generò una decisione politica presa dalla Francia in "semisegreto, senza un dibattito politico aperto, ma con una quantità tremenda di incitamento e di conflitto intrabureaucratico"[8].

Ne è discesa la tesi della necessaria inerenza del segreto alla politica, di cui l’uomo, animale politico, deve accettare le leggi essenziali[9]; anche il rafforzamento dell'Esecutivo era un insegnamento tratto di frequente da quel tipo di approccio[10]. In realtà, "il predominio dell’esecutivo, grazie al surplus di sovranità di cui esso strutturalmente dispone grazie al potere di segretazione, sposta in suo favore quell’equilibrio che, nella forma di governo parlamentare, dovrebbe sempre sussistere tra Parlamento e Governo, e quindi tra rappresentatività e governabilità "[11].

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Lo studio sostiene che i problemi dagli Stati Uniti negli anni '60 derivavano dall'"impulso della democrazia ... che rendeva il governo meno potente e più dinamico, per un aumento delle sue funzioni ed una diminuzione della sua autorità" concludendo che tali richieste erano contraddittorie.

È una paradigma "che riflette tendenze più generali (la crisi del keynesismo e del welfare state nel nuovo contesto definito dai processi di globalizzazione) e che al tempo stesso rappresenta l’esito di quel “conflitto di cittadinanza” che negli anni settanta aveva visto contrapporsi da un lato spinte all’inclusione sociale e alla redistribuzione di poteri e risorse materiali e, dall’altro, la denuncia dell’eccesso di domanda proveniente dalla società, del sovraccarico della democrazia e della crisi della governabilità"[12].

Le reazioni[modifica | modifica wikitesto]

È stato osservato da alcuni critici che molti membri della Commissione Trilaterale ebbero successivamente ruoli di primo piano nell'amministrazione Carter che fu fortemente influenzata da questo studio[13]. In particolar modo Zbigniew Brzezinski ripresentò le conclusioni di The Crisis Of Democracy in un op-ed per il St. Petersburg Times.[14]. Noam Chomsky citò questo studio come esempio delle politiche oligarchiche e reazionarie[15] sviluppate dal "vento liberista delle élite dello stato capitalista"[13].

Secondo Paolo Barnard nel rapporto alla Commissione Trilaterale si trovano i germi del progetto di svuotamento della democrazia: "La massa dei cittadini che in seguito a due secoli di lotte dal basso aveva appena imparato a divenire partecipativa, è stata ridotta a spettatori inerti, appunto consumatori, spettatori, piccoli investitori. L’involucro della democrazia fu salvato, il suo contenuto fu annientato"[16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per la New York University Press (ISBN 978-0814713655).
  2. ^ da http://www.francoangeli.it/
  3. ^ .The Crisis of Democracy Trilateral Commission Report, p. 113, 170
  4. ^ Alessandro Campi, L'ombra lunga di Weimar: Carl Schmitt nella cultura politica italiana tra terrorismo e crisi della partitocrazia, Rivista di politica: trimestrale di studi, analisi e commenti, 2, 2011, p. 98, Soveria Mannelli (Catanzaro): Rubbettino, 2011: "governabilità. Concetto quest’ultimo che comincia a diffondersi nella cultura politica italiana a partire dalla pubblicazione, nel 1977, del celebre rapporto della Commissione Trilaterale dedicato per l’appunto alla governabilità delle democrazie contemporanee".
  5. ^ Corte costituzionale della Repubblica italiana, sentenza n. 1 del 2014: per una critica alla "penna bulimica dei giudici costituzionali" che l'hanno "più volte evocato come «valore» da perseguire", v. Domenico Cacopardo, I due moncherini della Consulta, ItaliaOggi, 14 settembre 2017.
  6. ^ Pazè Valentina, Norberto Bobbio e le promesse non mantenute della democrazia. Vent'anni dopo, Teoria politica, 2005, Fascicolo 1, nota 25, Milano: Franco Angeli, 2005.
  7. ^ Ercan, S.A and Gagnon J-P. (2014) The Crisis of Democracy: Which Crisis? Which Democracy?, Democratic Theory, Volume 1, Number 2, Winter 2014, pp. 1-10(10).
  8. ^ The Crisis of Democracy Trilateral Commission Report
  9. ^ v. Gianfranco Miglio, Il segreto politico, in AA.VV., Il segreto nella realtà giuridica italiana, Atti del convegno nazionale tenuto a Roma il 26-28 ottobre 1981, Padova 1981, 167 ss., 172
  10. ^ Sergio Fabbrini, La 'norteamericanización' del ejecutivo en europa ¿un proceso irreversible?, Desarrollo Económico, Vol. 49, No. 194 (Julío-Settembre 2009), pp. 203-219.
  11. ^ Alessandro Pace, Stato costituzionale e segreto di stato: una coesistenza problematica, Giurisprudenza Costituzionale 2015, pag. 1719, fasc. 5.
  12. ^ Gagliardi Alessio, Rileggendo gli anni ottanta, e oltre, Italia contemporanea, 279, 3, 2015, p. 588.
  13. ^ a b "The Carter Administration: Myth and Reality," Noam Chomsky
  14. ^ "Examining the crisis of democracy"Aug 2, 1974, St. Petersburg Times
  15. ^ Di reazione parla anche Claudio De Fiores, Le ragioni di un revisionismo progressivo, Democrazia e diritto n. 2, 2016, p. 104 (Milano: Franco Angeli, 2016), secondo cui "a cavallo fra gli anni settanta e gli anni ottanta, con la vittoria prima della Thatcher nel Regno Unito (1979) e poi di Reagan negli Usa (1980), la reazione capitalista torna prepotentemente in campo in tutto l’Occidente (..) un nesso lega il rapporto della Trilateral al dogma della governabilità (divenuto in questi anni la matrice ideologica pressoché esclusiva del “nuovismo” costituzionale italiano); la lettera Draghi-Trichet (5 agosto 2011) all’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione; la nota della Jp Morgan contro le costituzioni antifasciste (maggio 2013)".
  16. ^ Ecco come moriremo" di Paolo Barnard

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]