La corsa più pazza del mondo

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La corsa più pazza del mondo
Titolo originaleThe Gumball Rally
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneUSA
Anno1976
Durata109 min
Rapporto2.35:1
Generecommedia
RegiaChuck Bail
SoggettoChuck Bail, Leon Capetanos
SceneggiaturaLeon Capetanos
ProduttoreLeon Capetanos
Produttore esecutivoChuck Bail
Casa di produzioneFirst Artist
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La corsa più pazza del mondo (The Gumball Rally) è un film del 1976, diretto da Chuck Bail; il film è ispirato ad una corsa semiclandestina, la Cannonball Baker (detta anche Cannonball Run o solamente Cannonball) realmente esistita. La storia ruota attorno ad un gruppo di persone che decidono di organizzare una corsa privata in barba alle autorità e al codice stradale, per il puro e semplice divertimento e la sfida che rappresenta; un ufficiale di polizia farà di tutto per fermarli.

La locandina americana del film recita così:

(EN)

« It's a hilarious coast-to-coast, 180 mile-an-hour, go-for-broke, outrageous road race with the world's most expensive cars. And it's all just for glory and a gumball machine »

(IT)

« È una rombante corsa su strada, a 180 miglia all'ora, da costa a costa, tutto o niente, con le macchine più costose del mondo. E tutto solo per la gloria e un distributore di Gumball »

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York. Il giovane uomo d'affari Michael Bannon spedisce inviti e fa telefonate che contengono spesso una sola parola: Gumball. Si tratta di un segnale convenuto che mette in moto una serie di strani personaggi da tutta l'America, molti dei quali arrivano con potenti auto sportive; il primo a ricevere l'avviso è il miliardario californiano Steve Smith detto Smitty; mentre va all'aeroporto è tallonato da un poliziotto, il tenente Roscoe di Los Angeles; sempre da qui partono Kandinsky e Avila, due poliziotti della stradale, e a New York Smitty è raggiunto da Franco Bertollini, pilota professionista italiano con la passione delle belle donne; alla compagnia si uniscono Jane e Alice, casalinghe mature con famiglia; Barney Donahue e Andy McAllister, due gentiluomini inglesi di campagna; il pilota texano Asso Preston detto Mister Fegato con il suo meccanico Gibson; Lapchick, un ungherese con gli occhi spalancati e lo sguardo da pazzo, ed altri ancora. Bannon convince di persona il titubante Samuel Graves, professore di psicologia a Boston.

Tutti i partecipanti si riuniscono in una sala privata di un albergo a Manhattan, con Roscoe sempre dietro; qui Bannon e Smith presentano il Gumball Rally, una corsa illegale perché non autorizzata, in cui conta innanzitutto riuscire ad arrivare al traguardo, ignorando il limite di 80 km/h. Unica regola evitare incidenti per non attirare l'attenzione; la partenza è fissata alle 6 del mattino dal garage dell'hotel, dopodiché i partecipanti dovranno percorrere circa 2.900 miglia fino a Los Angeles per raggiungere l'ormeggio della nave Queen Mary al porto. La prima automobile partirà alle sei in punto e il modello verrà comunicato via telefono a Los Angeles, poi via via le altre con uno scarto di 10 secondi.

Mentre Roscoe sorveglia da fuori dentro un'auto civetta, il garage dell'albergo diventa un'officina per mettere a punto i motori; Smitty ha addirittura assoldato un team di meccanici dei campionati professionali, e corre con Franco al volante di una Ferrari 365 Daytona; Bannon e Graves hanno scelto una Shelby Cobra; Avila e Kandinsky hanno truccato una Dodge con sirena e stemmi di tutte le polizie degli stati che attraverseranno, e hanno perfino le uniformi! Jane e Alice installano sulla loro Porsche una radio modificata per ricevere le frequenze della polizia; Lapchick ha una moto Kawasaki; Donahue e McAllister una Mercedes (di cui il secondo non voleva sbarazzarsi in contrasto con la moglie, e fa notare che la Mercedes è durata più della moglie); Preston e Gibson hanno trasportato, mimetizzata dentro un rimorchio a forma di roulotte, una Chevrolet Camaro del 1974.

Poco prima della partenza, Bannon sabota gomme e radio dell'auto di Roscoe, poi cominciano i preparativi finali; estratti a sorte i numeri di partenza, i piloti entrano in macchina e partono mentre José comunica ora ed auto via telefono; Roscoe non può far niente e deve farsi venire a prendere da un agente; José parte per ultimo e passa a prelevare la sua ragazza Angie, che vuole sfondare ad Hollywood.

I corridori lottano contro le forze dell'ordine e contro se stessi; Roscoe non riesce mai a trovare il modo di arrestarli e finisce per tornarsene a Los Angeles; qui circa 35 ore dopo Bannon e Graves superano di poco Smitty e Franco, vincendo la coppa, una macchina distributrice di gumball, cioè dei chewing gum sferici; gli altri arrivano alla spicciolata, a parte alcuni che hanno avuto incidenti sul percorso e si sono dovuti ritirare.

A tarda sera fa capolino il tenente Roscoe, mogio per la batosta presa; quando Bannon tenta di consolarlo invitandolo amichevolmente a bere qualcosa tra i piloti, Roscoe fa la sua mossa; le macchine sono parcheggiate al molo illegalmente, perché sono passate le 23:00; una serie di volanti e carri attrezzi arriva e confisca i mezzi, e Roscoe se ne va contento per la sua rivincita. Bannon e Smith parlano e ad un certo punto cala il silenzio; un'idea si fa strada nelle loro menti: riprendersi illegalmente le auto e gareggiare nel ritorno a New York.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il regista Chuck Bail aveva iniziato a lavorare nel cinema come coordinatore degli stunt.
  • La pellicola fu capostipite di un nuovo filone, quello delle corse illegali, che ebbe parecchio successo tra la fine degli anni '70 e gli anni '80; caduto in disgrazia nel decennio successivo, tornò alla ribalta con la serie Fast and Furious.
  • La sequenza del fiume dove la Cobra e la Ferrari si affrontano è diventata un'icona, ripresa negli anni da altre pellicole, come Fuori in 60 secondi, dove Nicholas Cage scappa dalla polizia girando tutta la città.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989 uscì un film dal titolo La corsa più pazza del mondo 2, ma si tratta di un errore dovuto alla distribuzione italiana; il titolo originale era Cannonball Fever (in alcune nazioni è noto come Speed Zone), e sia la trama che l'atmosfera sono più simili ad un altro film del 1982, La corsa più pazza d'America, e al suo sequel. Nel 1976 uscì in America anche il film Cannonball con David Carradine, inedito in Italia; in questo film Carradine è un pilota soprannominato Cannonball che partecipa ad una corsa insieme ad un gruppo di amici che usa la stessa tuta e la stessa auto per impedire alla polizia di riconoscerlo e arrestarlo; in questo caso si tratta di un film d'azione e non una commedia; sempre del 1976 è Il bandito e la "Madama" (Smokey & the Bandit), con Burt Reynolds e Sallie Field, storia di un contrabbandiere che accetta per scommessa di correre per quattro stati trasportando un carico illegale.

La vera gara[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le pellicole traggono spunto dalla corsa nota come Cannonball Baker Sea-To-Shining-Sea Memorial Trophy Dash, organizzata negli anni 70; tra i partecipanti anche il pilota professionista Dan Gurney, già vincitore della 24 ore di Le Mans, che arrivò primo nel 1972 con una Ferrari 365 Daytona; il personaggio di Steve Smith è forse ispirato all'omonimo editore della rivista Car and Driver, che sponsorizzò la corsa e partecipò al viaggio inaugurale fatto per verificare la possibilità che la competizione fosse possibile; la Cannonball fu disputata solo 4 volte, ma ha avuto diverse imitazioni non autorizzate anche fuori dagli Stati Uniti, e nel 1999 ha ispirato una nuova corsa, la Gumball 3000, molto famosa e non competitiva (ai piloti viene chiesto di rispettare il codice dei paesi attraversati), che ogni estate si svolge su un diverso percorso; attori, attrici, stilisti, conduttori TV, campioni sportivi come il pilota di Formula 1 Damon Hill, l'asso dello skateboard Tony Hawk, il campione di motocross Travis Pastrana, ed altre celebrità americane ed europee hanno partecipato alle edizioni; nel 2008 la corsa si è svolta per lo più in Asia, terminando a Pechino dove venivano inaugurati i Giochi olimpici

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