La compagnia della teppa

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La compagnia della teppa
Compagniadellateppa.jpg
María Denis e Nicoletta Parodi in una foto di scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1941
Durata70 min
Dati tecniciB/N
Genereavventura
RegiaCorrado D'Errico
SoggettoFerruccio Cerio, Alessandro De Stefani
SceneggiaturaFerruccio Cerio, Alessandro De Stefani
ProduttoreMichele Scalera, Salvatore Scalera
Casa di produzioneScalera Film
Distribuzione in italianoScalera Film
FotografiaMassimo Terzano
MontaggioEraldo Da Roma
MusicheGioacchino Rossini
ScenografiaGustavo Abel
Interpreti e personaggi

La compagnia della teppa è un film del 1941 diretto da Corrado D'Errico.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

A Milano, durante il dominio napoleonico, un gruppo di giovani di famiglie nobili costituisce una specie di setta che compie burle ai danni degli occupanti. Il capo del gruppo e una giovane cantante partecipano ad un'impresa ardita; stanno per cadere in mano alla polizia ma il Gonfaloniere di Milano, segretamente innamorato della ragazza, salva la coppia dei cospiratori e ne propizia l'unione.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Prodotto da Michele e Salvatore Scalera, il film girato negli studi della Scalera alla Circonvallazione Appia a Roma, uscì nelle sale in prima proiezione il 6 marzo 1941. Operatore alla macchina Mario Bava, direttore di produzione Max Calandri.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Dalle pagine di Cinema, del 1º aprile 1941, « Ciò che va soprattutto rilevato è la spontaneità e l'agilità di recitazione di Adriano Rimoldi, che con piacere abbiamo rivisto dopo il suo ottimo debutto in Addio giovinezza!. A parte questo, poco c'è da dire su un film, che vuol essere la presentazione di una burla all'italiana, ma che è nel suo complesso troppo debole di costruzione per raggiungere il fine desiderato. Talvolta inesattezze gravi vengono alla superficie come per esempio l'accusa fatta dai francesi, agli italiani di essere liberali, proprio in un momento in cui i francesi stessi si trovavano in Italia per portarvi le idee liberali. Buona la scenografia, per quanto venga posta spesso in cattiva luce la fotografia.».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. La città del cinema, Napoleone editore Roma 1979
  • Francesco Savio, Ma l'amore no, Sonzogno Milano 1975

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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