La colpa degli Egregori

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Gea (fumetto).

La colpa degli Egregori è un mito presente nel fumetto Gea di Luca Enoch, edito da Sergio Bonelli Editore. L'autore ha preso il mito religioso degli Egregori presente in diversi testi del tardo giudaismo e lo ha adattato alla peculiarità della storia narrata. Le citazioni dai testi antichi sotto riportate sono veritiere, le interpretazioni in relazione alla vicenda narrata sono frutto della fantasia dell'autore.

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta del mito della caduta degli angeli unitisi al genere umano, che essi iniziarono alla conoscenza delle arti, della tecnologia e dell'astrologia; tradizione rimasta nella Bibbia solo in un accenno mutilo di Gen 6, 1-4, ma il cui materiale è stato abbondantemente raccolto nella letteratura pseudoepigrafa enochiana (I Enoc 6-8). La Genesi (6,1-6) riporta che i beney Elohim, "i figli degli dei" o "di Dio", si accoppiarono alle figlie degli uomini in un tempo in cui la terra era popolata dai giganti Nephilim. Questi spiriti discesi dal cielo sono chiamati da Enoch ‘irin, termine tradotto con i Vigilanti o dal greco con Egrègori. Egrégoros in greco è un aggettivo che vuol dire "sveglio, vigile", e si trova usato per la prima volta dallo scrittore del IV secolo d.C., Adamanzio. La radice è quella del verbo egéiro, "sto sveglio", che si confronta con il sanscrito jagara (medesimo significato). Una delle tradizioni raccolte da Enoch riconosce in Azazel la prima stella caduta, un Principe del Male che scende a corrompere gli uomini prima degli Egregori e che fu castigato prima di loro. La sentenza che lo condanna non lascia dubbi sulla sua identità: l'arcangelo Raffaele ha l'ordine di "imputargli ogni peccato" e di incatenarlo "nel deserto che è in Dudael", precisamente a Beth Khaduda, il deserto di Azazel. Gli Egregori occupano il posto centrale del libro che diverrà il primo della raccolta etiopica dei libri di Enoch e che dona loro il suo nome, Libro dei Vigilanti:

« Egli giunse nel tempo in cui i figli degli uomini si moltiplicarono e che da loro nacquero delle figlie piacevoli e belle a vedersi. E i figli del cielo le videro e le desiderarono. E si dissero l'un l'altro: Andiamo, scegliamoci delle femmine tra le figlie degli uomini e generiamo dei bambini (…) Essi presero, ognuno per sé, delle donne fra tutte quelle che conobbero: e cominciarono ad avvicinarsi, a sporcarsi con loro, a insegnare loro le arti dei filtri, l'arte di legare con l'incanto, l'arte di tagliare le radici e mostravano loro le erbe, ed esse rimasero incinte a causa loro e partorirono dei giganti alti tremila cubiti (…) ed essi divorarono il lavoro degli uomini (…) ed essi cospirarono di massacrare gli uomini e di divorarli... »

La "colpa" degli Egregori equivale a una perturbazione cosmica. L'unione di spiriti celesti e di anime terrestri ha avuto come sanzione il ritiro del soffio divino.

« E così stravolsero l'ordine della sua natura coloro che furono maledetti al tempo del diluvio, quando a causa loro devastò la terra, annientando ogni frutto e ogni suo abitante »

(Testamento di Naphtali, III 2-IV-1)

Il crimine degli Egregori fu di lasciare il loro luogo di origine per discendere su una terra guidata da leggi differenti, quelle del desiderio sessuale e della mortalità. Essi trasgredirono dunque l'ordine impresso da Dio nella sua Opera, come dice Enoch nel Libro degli Egregori. Il Male è introdotto nel Mondo dalla discesa degli Angeli Ribelli (non dalla caduta di Lucifero e della sua schiera di Angeli, questa è un'altra cosa, metafora della Grande Guerra) in un particolare momento della Storia; esso sarà quindi destinato a percorrere le vicende umane fino alla fine dei tempi quando, in un terrificante crescendo, s'impadronirà completamente della Terra e l'Anticristo sorgerà per preannunciare l'ultimo evento storico. Il crimine dei Vigilanti è triplo: sono "decaduti" nel senso proprio, abbandonando il dominio di Dio che aveva loro offerto il cielo, disertando il posto di guide delle stelle per discendere sulla terra, verso la "carne"; hanno ceduto alla concupiscenza delle donne "piacevoli alla vista" e poiché il loro stato era quello di corpi luminosi, essi si sono "sporcati" mescolandosi a corpi grossolani; hanno insegnato la magia che la religione condanna perché contrasta la gestione del mondo da parte di Dio. Questi "angeli" hanno così svolto il ruolo che i Mesopotamici avevano attribuito ai loro saggi civilizzatori discesi dal cielo. Essi contravvennero alla legge dei Superni, che vietava di rivelare i segreti del libero movimento tra i diversi universi. Ma essi "discesero dal cielo" e "si mescolarono con le figlie degli uomini" e "rivelarono loro i segreti della magia". Una donna, Esterah, che aveva indebitamente appreso da Semhazai, uno degli angeli scesi sulla terra, il Nome ineffabile, osò pronunciarlo e, tramutata in astro, salì al cielo dove risplende tra le Pleiadi. Ovvero imparò l'arte di spostarsi tra gli universi e abbandonò questo piano di esistenza. Come il mito di Prometeo che ruba il segreto del fuoco agli dei per farne dono ai mortali e per questa disobbedienza viene punito. In questo senso il crimine degli Egregori equivale a una perturbazione cosmica; la discesa degli Angeli Vigilanti provoca tutta una serie di gravissime infrazioni all'ordine cosmico. L'Armata dei Vigilanti (altro nome con cui sono conosciuti gli Egregori) che si stacca dal cielo rimanda a una catastrofe siderale in cui è violata la cinematica dello Zodiaco, ovvero l'ordine del Tutto: il libero accesso ai vari universi provocò conflitti tra le razze venute a contatto, infatti la progenie degli Egregori e delle figlie degli uomini, i Giganti, è assimilata all'immagine dei demoni babilonesi che "bevono il sangue senza mai saziarsi" e "divorano la carne", facendo colare il "sangue dalle vene". "E tu vedi che le donne hanno generato dei Giganti, per mezzo dei quali la distruzione degli uomini si è sparsa sulla terra, e la terra intera è stata colmata di sangue e iniquità" - Enoch, 9,9 - nel Libro dei Giubilei, Enoch fa a dire a Noè:

« essi generarono i Naphidim, che differiscono gli uni dagli altri, e che si divorano l'un l'altro; i Giganti uccisero i Naphil, e i Naphil uccisero gli Elyo, e gli Elyo la gente umana, e ogni uomo un altro. Ognuno di loro commette iniquità, cosparge il sangue, e la terra fu piena di iniquità »

(Libro dei Giubilei, 22-25)

Ciò provocò anche la formazione dei "nodi", che sono strozzature del flusso di energia dimensionale che scorre lungo i Meridiani Astrali, i quali a loro volta costituiscono l'armatura della struttura del Tutto:

« Tu vedi tutto ciò che ha fatto ‘Asa'el, ciò che ha insegnato e apportato di ingiustizia e di peccato sulla terra secca; poiché ha divulgato i segreti eterni che sono guardati nei cieli, infine che coloro che sono abili, fra i figli degli uomini, possano praticarli »

(Enoch,9,6)

Non è che gli Egregori e le donne degli uomini abbiano realmente generato una razza di Giganti ma il loro incontro e la rivelazione dei segreti di accesso agli altri continuum provocò scompensi dimensionali e la formazione abnorme di Nodi, all'interno di uno dei quali la Terra si trova da millenni. Da quell'Abisso, che era stato testimone dell'alito primigenio del Dio Creatore, erano uscite tutte le creature della Notte, un Bestiario che aveva riempito l'immaginazione di innumerevoli generazioni di uomini. Le raffigurazioni tremende di Ugarit e Babilonia, gli invincibili leviatani dei racconti biblici, i terrificanti geni dell'altro mondo dell'Egitto faraonico, le mostruose creature zoomorfe dei miti greco-latini, hanno continuato a popolare la terra proprio perché la loro dimora nell'Abisso non era mai stata definitivamente sigillata e separate dal mondo degli uomini, né questo aveva potuto essere interdetto all'inarrestabile teoria di Mostri che, di tanto in tanto, erano riusciti ad affacciarsi dalle soglie della Notte. Gli Egregori, gruppo eretico dei Vigilanti, rivendicavano il diritto di errare liberamente tra i continuum e di insegnare alle razze che li abitano l'arte del viaggio spazio temporale, per una sorta di "fratellanza" universale, senza considerare il fatto che insieme ai "buoni" avrebbero viaggiato anche i "cattivi" e soprattutto sottovalutando pericolosamente i gravi squilibri che tutto ciò avrebbe comportato. Essi penetrano nel nostro continuum quando l'umanità era ancora primitiva e insegnano agli uomini, che li venerano come dei, le arti della metallurgia, la conoscenza delle erbe, la farmacopea magica, l'astronomia, l'astrologia, fino alla capacità di creare e sfruttare le "soglie" tra gli universi. Nel quarto libro di Enoch di Qumran c'è una lista dei venti "capi di dozzina" degli angeli ribelli: Il capo Semihazah "il mio nome ha visto", Ar'taqoph "la terra è potenza", Ramt'el "ustione di Dio", Kokab'el "stella di Dio", ecc. L'espressione beney Elohim "figli degli dei" o "di Dio", è riservata da Giobbe nei Salmi a un contesto definito: quello di un'assemblea celeste, Consiglio dell'alto, delle "armate dei cieli" che lega direttamente l'idea di una certa categoria di angeli all'immagine delle stelle. L'assemblea dei "figli degli dei", bn'ilm, attorno al saggio El di Ugarit è servita da modello. La discesa sulla terra dei figli degli dei significa diserzione e ribellione all'ordine costituito. L'arcangelo Uriel è incaricato di imprigionare "gli angeli che si sono accoppiati con le donne". Per il loro crimine, la disobbedienza alle leggi del cielo astrale, ovvero l'errare disordinato fuori dal cosmo, essi vennero esiliati in terre remote. Raffaele è incaricato di incatenare Asa'el per un crimine che non fu quello di "insozzarsi con le donne", ma di aver insegnato l'iniquità, il peccato e "ogni astuzia" mostrando agli uomini come mettere in pratica i "segreti del cielo".

« [il Signore disse a Raffaele:] "Salva la terra che gli angeli hanno corrotto, e annuncia il risanamento della piaga, e non periscano tutti i figli degli uomini a causa del grande mistero, che gli Egregori hanno diffuso e insegnato ai loro figli…". [Il Signore disse a Michele:] "Annienta gli spiriti dei reprobi e i figli degli Egregori, perché si sono comportati scorrettamente con gli uomini…" Ecco, i Vigilanti del grande Santo chiamarono me, Enoc lo scriba, e mi dissero: "Enoc, scriba di giustizia, va, annuncia ai Vigilanti del cielo che hanno abbandonato l'alto cielo, le eterne sante dimore, e si sono corrotti con le donne, si sono presi moglie e sono caduti in grave corruzione sulla terra: non troveranno nessuna pace né perdono" »

(Libro Etiopico di Enoc VI-X)

Il loro crimine è la causa prima dell'attuale situazione che Gea e gli altri Baluardi si trovano a fronteggiare, ovvero la formazione del nodo intorno alla terra, e il costante pericolo rappresentato dalla Razza Nemica. Questo evento primordiale ha assunto nelle varie mitologie la natura di "peccato originale", di "origine del Male" e non a caso la caduta degli Egregori del racconto di Enoch si è evoluta nella caduta di Lucifero e dei suoi angeli ribelli e la loro trasformazione in demoni, metafora della Grande guerra tra al Razza nemica e il genere umano. Siamo davanti a una tradizione parzialmente occultata che mette in scena un disordine primordiale del cosmo, per una qualche ribellione astrale. Un crimine anteriore alla storia umana. Nei frammenti del Libro di Lamech, che i cristiani hanno condannato come eretico e di cui si credeva perduta ogni traccia, spicca la figura di Kasbeel, "infedele a Dio", che carpì il segreto del "giuramento". Questo "giuramento", il patto che lega gli astri per garantire la regolarità dei cicli cosmici, Dio l'aveva depositato nelle mani di Michele. Con l'inganno Kasbeel ottenne che gli fosse rivelato il "Nome Segreto", cioè l'Arte di penetrare il continuum, di muoversi tra gli universi. L'Egregore fu colpevole di svelare il Nome ineffabile a una donna, Esterah, che pronunciandolo salì al firmamento, per porsi in mezzo alle Pleiadi, ovvero uscì dal nostro universo per penetrare in un altro.

Una corrente di gnostici egiziani riconosce nel tremendo dio dell'Antico Testamento il costruttore demiurgico di un mondo spaventoso, un cattivo creatore che avrebbe proibito all'essere umano di guardare la gloria del vero Dio. Eva, però, assaporando il frutto proibito dell'albero della Conoscenza, ne avrebbe contemplato la gloria. Il serpente, principio del Bene, l'avrebbe aiutata in quell'impresa liberatoria. Nell'Apocalisse di Adamo, un papiro copto citato da Heydecker in "Sorelle di venere" (Schwestern der Venus), Adamo riceve da Eva insegnamenti divini. Dopo che Adamo ha goduto dell'albero della Conoscenza, vaga insieme a lei in una beatitudine che lei aveva visto e confessa a suo figlio Set: "Mi ha insegnato una parola della conoscenza di Dio, l'Eterno. E noi somigliamo ai grandi angeli eterni. Noi infatti eravamo più grandi del Dio che ci ha creati e delle forze che erano con lui e che noi non conoscevamo". Vista nella nostra ottica, è un'altra testimonianza della consapevolezza della antica rivelazione degli Egregori agli uomini. Il Male è introdotto nel mondo in un particolare momento della Storia, dalla discesa degli Angeli Ribelli; esso sarà quindi destinato a percorrere le vicende umane fino alla notte dei tempi quando, in un terrificante crescendo, s'impadronirà completamente della Terra e l'Anticristo sorgerà per preannunciare l'ultimo evento storico. Metafora del ritorno della Razza Nemica e del suo definitivo trionfo.

Dove si collocarono gli elohim con le donne umane? La tradizione racconta, e le narrazioni del Gran Libro spiegano, che molto prima dell'età storica, nelle regioni oggi chiamate Tibet, Mongolia e Grande Tartaria, dove adesso si trovano solo laghi salati e desolato deserto, vi era un vasto mare interno che si estendeva sull'Asia centrale, a nord della catena montuosa dell'Himalaya. Un'isola, che per la sua bellezza non aveva rivali al mondo, era abitata dagli ultimi residui della razza che precedette la nostra. Questa razza poteva vivere egualmente nell'acqua, nell'aria e nel fuoco, perché aveva un illimitato controllo sugli elementi. Erano i "Figli di Dio", gli Elohim, che impartirono agli uomini i più misteriosi segreti della natura e rivelarono loro la Parola Ineffabile, oggi perduta.

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