La breve vita felice di Francis Macomber

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La breve vita felice di Francis Macomber
Titolo originaleThe Short Happy Life of Francis Macomber
AutoreErnest Hemingway
1ª ed. originale1936
Genereracconto
Lingua originale inglese

La breve vita felice di Francis Macomber (The Short Happy Life of Francis Macomber) è un racconto che fa parte della raccolta I quarantanove racconti scritti tra il 1925 e il 1936 da Ernest Hemingway.

Ambientato in Africa, fu pubblicato nel numero di settembre 1936 della rivista Cosmopolitan assieme a Le nevi del Chilimangiaro. La storia fu adattata per il grande schermo da Zoltan Korda nel film Passione selvaggia (The Macomber Affair, 1947).

Era uno dei racconti prediletti dell'autore e resta uno dei suoi più rappresentativi[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Africa. Un ricco americano va ad un safari accompagnato dalla bella moglie e da Wilson, la guida bianca.

Al ritorno all'accampamento dopo la caccia al leone, emerge che nel momento cruciale l'uomo ha avuto paura ed è fuggito davanti al leone. La moglie lo tratta in modo sarcastico mentre Wilson cerca di ridimensionare l'episodio per non rovinare il safari.

Il matrimonio fra il ricco e la bella regge fra alti e bassi da undici anni sulla base di una duplice attrazione - di lei per i soldi e di lui per la bellezza. La moglie non si fa peraltro scrupolo di tradire il marito pauroso con la guida. Ma a un certo punto del racconto Macomber si rinfranca, ammazza dei bufali pericolosi, e riacquista visibilmente una nuova fiducia in se stesso. La donna percepisce questa riacquistata sicurezza come un rischio per la propria posizione coniugale. Nel momento in cui Macomber affronta a pie' fermo un bufalo ferito che lo sta caricando, la moglie imbraccia il fucile e spara, colpendo Macomber alla base del cranio.

Wilson sistema le cose per far passare la cosa come un incidente di caccia, ma nel suo animo è convinto che lei, impaurita dalla trasformazione dell'uomo abbia deciso di ucciderlo coscientemente.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La breve vita felice di Francis Macomber si riferisce alla breve vita da uomo vero che non ha paura della propria morte, il rapporto diretto con la natura e la morte trova la propria identità di essere umano. Macomber muore avendo assaporato solo qualche breve istante di felicità e rinascita.

Significativo è il momento in cui Wilson (probabilmente alter ego di Ernest Hemingway) cita le parole di Shakespeare In fede mia, non m'importa; un uomo non può morire che una volta; una morte dobbiamo a Dio e vada come vuole, chi muore quest'anno non dovrà farlo quello successivo., e successivamente si imbarazza per aver rivelato la sua regola di vita.

Trasposizione cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

La storia è stata adattata per il grande schermo nel film di Zoltan Korda intitolato Passione selvaggia (The Macomber Affair, 1947) con Gregory Peck e Joan Bennett. Nel 1978 Luciano Salce ne ottenne invece una versione caricaturale, Sì, buana, con Paolo Villaggio (secondo segmento del film a episodi Dove vai in vacanza?).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ prefazione dell'autore a I quarantanove racconti, I edizione Oscar Mondadori luglio 1966 pag.49
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