La Voisin

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La Voisin, stampa del XVII secolo del suo ritratto tenuto da un diavolo alato.

La Voisin, nome con cui era comunemente conosciuta Catherine Deshayes vedova Montvoisin (Parigi, 1640[1]Parigi, 22 febbraio 1680), è stata un'avventuriera francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Catherine Monvoisin, o Montvoisin, nata Deshayes, nota come "La Voisin",[2] era una merciaia francese, un'avvelenatrice e una presunta maga, uno dei principali personaggi dell'affare dei veleni, durante il regno di Luigi XIV.
Per le sue attività è stata sospettata di aver ucciso tra le 1000 e le 2500 persone nelle messe nere.[3][4]
Catherine Deshayes era sposata con Antoine Monvoisin, un gioielliere con un negozio a Parigi sul Pont Marie.[2][5] Dopo che il marito finì in bancarotta, La Voisin, per sostenere la sua famiglia, iniziò a praticare la chiromanzia e la fisiognomica. Si occupò anche di medicina, in particolare l'ostetricia, aiutando a fare aborti.
Quanto alla sua pratica della chiaroveggenza, diceva che sviluppava il talento che Dio le aveva dato. Aveva imparato l'arte della chiromanzia all'età di nove anni e, dopo che il marito si fu rovinato, decise di trarre profitto da queste sue conoscenze. Studiò i moderni metodi della fisiologia e della lettura del futuro delle persone leggendo i loro volti e mani.
Spese grosse somme per creare un ambiente che potesse rendere i clienti più inclini a credere nelle sue profezie. Per esempio acquistò un abito speciale di velluto rosso cremisi ricamato con aquile in oro[6] per un prezzo di 1 500 sterline.
Nel 1665/66, la sua capacità di chiaroveggenza fu messa in dubbio dai sacerdoti dell'ordine di Saint Vincent de Paul, la Congregazione della Missione, ma La Voisin si difese con successo davanti ai professori dell'università della Sorbona.[7]

Durante il suo lavoro di veggente, notò le somiglianze dei desideri tra i suoi clienti riguardo al loro futuro: quasi tutti volevano avere qualcuno innamorato di loro, che qualcuno morisse in modo che potessero ereditare o che uno dei coniugi morisse in modo da poter sposare qualcun altro.
Inizialmente, diceva ai suoi clienti che i loro desideri si sarebbero realizzati se questa era anche la volontà di Dio.
Poi ha iniziato a raccomandare ai suoi clienti qualche azione che avrebbe realizzato i loro desideri. Queste azioni erano inizialmente di visitare la chiesa di un particolare santo; poi ha iniziato a vendere amuleti e raccomandare pratiche magiche di vario genere. Le ossa dei rospi, i denti delle talpe, le cantaridi officinali, limatura di ferro, il sangue umano e mummie, o la polvere di resti umani, erano tra i presunti ingredienti delle polveri d'amore elaborate dalla Voisin.
Infine, cominciò a vendere afrodisiaci a coloro che desideravano che una persona si innamorasse di loro e veleni per coloro che desideravano che qualcuno morisse.
La sua conoscenza dei veleni non era apparentemente così profonda quanto quella dei meno noti stregoni, o sarebbe difficile tenere conto dell'immunità di Louise de La Vallière.
L'arte dell'avvelenamento era diventata allora una scienza consolidata, essendo stata perfezionata, in parte, da Giulia Tofana, un'italiana avvelenatrice professionista, attiva solo qualche decennio prima della Voisin.

Organizzò messe nere, dove i clienti potevano pregare il diavolo per realizzare i loro desideri. Durante almeno alcune di queste messe, una donna si esibiva come altare, su cui era posata una ciotola: un bambino era tenuto sopra la ciotola, veniva sgozzato e il suo sangue veniva versato nella ciotola.
Aveva una vasta rete di colleghi e assistenti, tra cui Adam Lesage, che svolgeva attività presumibilmente magiche; i sacerdoti Étienne Guibourg e l'abate Mariotte, che officiava messe nere, e avvelenatori come Catherine Trianon.

La Voisin ha avuto molti clienti tra l'aristocrazia e ha messo assieme una fortuna con la sua attività. Tra i suoi clienti noti c'erano Olimpia Mancini, contessa de Soissons; Maria Anna Mancini, duchessa de Bouillon; Elizabeth, contessa di Gramont ("la bella Hamilton"); François-Henri de Montmorency, duca di Luxembourg; la principessa Marie Louise Charlotte de Tingry; la marchesa Benigne d'Alluye; la contessa Claude Marie du Roure; il conte di Clermont-Lodéve; la contessa Jacqueline de Polignac; la duchessa Antoinette de Vivonne; il marchese Louis de Cessac; il marchese Antoine de Feuquieres e il maresciallo de la Ferthe. La Voisin risiedeva a Villeneuve-sur-Gravois,[8] dove riceveva i suoi clienti. Si occupava dei suoi clienti tutto il giorno e si divertiva a feste con musica di violini di notte nei suoi giardini, frequentate dalla migliore società parigina. La casa comprendeva anche una fornace per bruciare i corpi dei neonati morti, i loro resti venivano poi sepolti nel giardino. Frequentava regolarmente le funzioni presso la chiesa dell'abate giansenista de Sant-Amour, preside dell'Università di Parigi,[9] e la madrina di sua figlia era la nobile Roche-Guyon. Manteneva una famiglia di sei persone, tra cui la madre, e tra i suoi amanti c'erano il boia Andre Guillaume, Latour, il visconte de Cousserans,[10][11] il conte di Labatie, l'alchimista Blessis, l'architetto Fauchet e il mago Adam Lesage.[12]

Ad un certo punto, Adam Lesage ha cercato di indurla a uccidere sua moglie, ma si pentì del progetto e interruppe l'operazione.[9]

La Voisin era interessata alla scienza e all'alchimia e finanziò numerosi progetti e imprese private, alcuni dei quali concepiti da artisti che avevano cercato di ingannarla. In privato, ha sofferto di alcolismo, era apparentemente maltrattata da Latour e fu impegnata in gravi conflitti con la sua rivale, l'avvelenatrice Marie Bosse.

Rapporti con Madame de Montespan[modifica | modifica wikitesto]

L'abate Étienne Guibourg celebra una messa nera sul corpo di Madame de Montespan in presenza della Voisin. (incisione di Henry de Malvost del 1895)

La più importante cliente della Voisin era Madame de Montespan, amante regale ufficiale del re Luigi XIV di Francia. Il loro contatto è stato spesso tenuto attraverso il compagno della Montespan, Claude de Vin des Œillets. Nel 1667, la Montespan ingaggiò La Voisin per organizzare una massa nera. Questa messa fu celebrata in una casa in Rue de la Tannerie.[13] Adam Lesage e l'abate Mariotte officiarono, mentre la Montespan pregò per conquistare l'amore del re. Lo stesso anno, la Montespan divenne l'amante ufficiale del re, e da allora impiegò La Voisin ogni volta che si verificava un problema nel suo rapporto con il re. Nel 1673, quando l'interesse del re per la Montespan sembrava venir meno, la Montespan si rivolse ancora alla Voisin, che organizzò una serie di messe nere officiate da Étienne Guibourg. Almeno in un'occasione, la Montespan stessa partecipò come altare umano durante la messa. La Voisin ha anche fornito alla Montespan un afrodisiaco, con il quale la Montespan drogò il re. Durante la vicenda del Re con la Soubise, la Montespan usò un afrodisiaco fornito dal collega della Voisin Francoise Filastre e realizzato da Louis Galet in Normandia. Nel 1677, la Montespan chiarì che se il re l'avesse abbandonata, lo avrebbe ucciso. Quando il re avviò una relazione con Angélique de Fontanges nel 1679, la Montespan si rivolse alla Voisin e le chiese che fossero uccisi sia il re sia la Fontanges. La Voisin esitò, ma alla fine fu convinta ad accettare. Nella casa della sua collega, Catherine Trianon, La Voisin progettò un piano per uccidere il re insieme agli avvelenatori Catherine Trianon, Bertrand e Romani; quest'ultimo era fidanzato con sua figlia. La Trianon non voleva partecipare e tentò di farle cambiare idea, immaginando un epilogo drammatico, ma la Voisin si rifiutò di cambiare idea. Il gruppo decise di uccidere il re avvelenando una petizione, da consegnare nelle sue mani.[14]

Il 5 marzo 1679, La Voisin visitò la corte reale a Saint-Germain per consegnare la petizione. Quel giorno però c'erano troppi richiedenti e il re non prese in mano le loro petizioni, cosa che mondò all'aria il suo piano. Al suo ritorno alla sua casa a Parigi, fu giudicata severamente da un gruppo di monaci. Diede la petizione a sua figlia e le chiese di bruciarla, cosa che lei fece. Il giorno successivo, pensò di visitare Catherine Trianon dopo la messa, per pianificare il prossimo tentativo di omicidio di Luigi XIV.

Indagine ed esecuzione[modifica | modifica wikitesto]

La morte della suocera del re, la duchessa d'Orléans, era stata erroneamente attribuita a veleno e ai crimini di Madame de Brinvilliers (eseguiti nel 1676) e i suoi complici erano ancora freschi nella mente pubblica. Parallelamente, avvenne un tumulto in cui la gente accusava delle streghe di rapimento di bambini per le messe nere e i sacerdoti riferirono che un numero crescente di persone stava confessando avvelenamenti nelle loro confessioni. Nel 1677 la chiromante Magdelaine de La Grange (o Magdeleine de La Grange[15]) fu arrestata per aver avvelenato una persona e sostenne di avere informazioni su crimini di grande importanza. L'arresto delle veggenti e avvelenatrici Marie Bosse e Marie Vigoreux nel gennaio 1679 rendeva la polizia consapevole che esisteva a Parigi una rete di veggenti che si occupavano della distribuzione del veleno. Il 12 marzo 1679, La Voisin fu arrestata fuori della Notre-Dame de Bonne-Nouvelle dopo che aveva sentito la messa, proprio prima che incontrasse Catherine Trianon. Nell'aprile del 1679, una commissione incaricata di indagare sull'argomento e di perseguire i criminali si riuniva per la prima volta. I suoi atti, inclusi quelli soppressi nei registri ufficiali, sono conservati nelle note di uno dei giornalisti ufficiali di corte, Gabriel Nicolas de la Reynie. All'arresto della Voisin, la sua domestica Margot dichiarò che l'arresto avrebbe significato la fine per diverse persone a tutti i livelli della società. L'arresto della Voisin fu seguito dall'arresto di sua figlia Marguerite Monvoisin, Guibourg, Lesage, Bertrand, Romain e il resto della sua rete di collaboratori. La Voisin fu imprigionata a Vincennes, dove fu sottoposta a interrogatori. Il 27 dicembre 1679, Luigi XIV emanò un ordine affinché l'intera rete venisse sterminata con tutti i metodi indipendentemente dal rango, dal sesso o dall'età. La Voisin confessò i crimini di cui era stata accusata e descrisse lo sviluppo della sua carriera. Non è mai stata sottoposta a tortura: è stato emesso un ordine formale che dava il permesso all'uso della tortura, ma è stato chiarito che l'ordine non doveva essere messo in atto e di conseguenza non fu mai messo in pratica. Il motivo era che per paura avrebbe confessato i nomi di persone influenti se fosse stata interrogata sotto tortura. La Voisin non ha mai citato i nomi di nessuno dei suoi clienti durante gli interrogatori. Una volta ha raccontato alle guardie che la questione che temeva di più era che le avrebbero chiesto informazioni sulle sue visite alla corte reale. È probabile che si riferisse alla Montespan come sua cliente e al suo tentativo di assassinare il re e che temeva che una tale confessione avrebbe portato alla sua esecuzione per regicidio. La sua lista di clienti, l'organizzazione delle messe nere, il suo rapporto con la Montespan e il tentativo di uccisione del re furono rivelati solo dopo la sua morte, quando furono narrati dalla figlia e confermati da testimonianze incontaminate di altri accusati.
La Voisin fu condannata per stregoneria e fu bruciata in pubblico nella Place de Grève di Parigi (ora Place de l'Hôtel-de-Ville) il 22 febbraio 1680. Nel mese di luglio, sua figlia Marguerite Monvoisin rivelò la sua connessione con la Montespan, confermata dalle dichiarazioni degli altri accusati. Ciò indusse il re a chiudere l'inchiesta, sigillare le testimonianze e mettere i rimanenti accusati al di fuori del sistema pubblico di giustizia imprigionandoli con una Lettre de cachet.

La Voisin nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La Voisin e la sua organizzazione sono stati descritti in diverse opere letterarie:

  • W. Branch Johnson: L'età dell'arsenico. È un resoconto della vita, del processo e dell'esecuzione di Catherine Montvoison, conosciuta come La Voison, e dei suoi spregevoli collaboratori e clienti creduloni sia di alto livello che di basso rango: insieme alla relazione dei loro vari affari di veleni, aborti e messe nere o sataniche, con altri dettagli riguardanti vari modi e abitudini del tempo e con pochi moralismi su di essi: il tutto compresa la vicenda curiosa e importante sul regno del re Luigi XIV di Francia (1932)
  • Brad Stieger: The Hypnotist (1979)
  • Judith Merkle Riley: The Oracle Glass (1994)
  • Anne en Serge Golon: Angélique en de koning
  • La parte di La Voisin nel film Marquise del 1997 è stata interpretata da Anémone (vero nome Anne Bourguignon).
  • ボ ア ザ ン (Boazan), di Takatoo Rui, è un manga parzialmente basato sulla vicenda della Voisin.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Non tutte le fonti danno per certo l'anno di nascita 1640.
  2. ^ a b Jean-Christian Petitfils
  3. ^ Angela Cerinotti e Davide Sala
  4. ^ The Black Masses of La Voisin
  5. ^ Charles Williams, Witchcraft, p. 264
  6. ^ Rafael Sabatini, The historical nights' entertainment, p. 193
  7. ^ Gerald Brosseau Gardner, The Meaning of Witchcraft, Boston, Weiser Books, 2004, p. 184, ISBN 1578633095, OCLC 56436836.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: The Meaning of Witchcraft, Weiser Books, pp. 184.
  8. ^ Oggi è un quartiere di Parigi: Quartier de Bonne-Nouvelle. Coordinate geografiche approssimative: 48°52′00″N 2°21′00″E / 48.866667°N 2.35°E48.866667; 2.35
  9. ^ a b Tina Bell, Werewolf and Starfish
  10. ^ (EN) Lynn Wood Mollenauer, Strange revelations : magic, poison, and sacrilege in Louis XIV's France, University Park - Pennsylvania, Pennsylvania State University Press, 2007, p. 146, ISBN 0271029153, OCLC 920154548.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: Strange revelations : magic, poison, and sacrilege in Louis XIV's France, Pennsylvania State University Press, pp. 146.
  11. ^ O Couserans: (FR) Ivan Gobry, Le roman de Louis XIV, Monaco, Éditions du Rocher, 2014, ISBN 2268082962, OCLC 991379858.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: Le roman de Louis XIV, Éditions du Rocher.
  12. ^ (EN) Tina Bell, Happy Curse of the Huli Jing (part 1), Tina Bell.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: Happy Curse of the Huli Jing (part 1), Tina Bell.
  13. ^ Rue de la Tannerie è una vecchia strada di Parigi.
  14. ^ (EN) Jay Robert Nash, Look for the woman : a narrative encyclopedia of female poisoners, kidnappers, thieves, extortionists, terrorists, swindlers, and spies, from Elizabethan times to the present, Lanham, Rowman & Littlefield, 1981, ISBN 1461747724, OCLC 911001827.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: Look for the Woman: A Narrative Encyclopedia of Female Prisoners, Kidnappers, Thieves, Extortionists, Terrorists, Swindlers and Spies from Elizabethan Times to the Present, Rowman & Littlefield, pp. 122.
  15. ^ Benedetta Craveri, il caso che travolse la corte del re sole, la Repubblica, 28 luglio 2004. URL consultato il 22 luglio 2017.
  16. ^ (EN) Voisin (Japanese: ボアザン), MyAnimeList.net. URL consultato il 19 luglio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Tina Bell, Werewolf and Starfish, Tina Bell, ISBN 1311679987.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: Werewolf and Starfish, Tina Bell.
  • (EN) Rafael Sabatini, The historical nights' entertainment. First series, Auckland, The Floating Press, 2011, p. 193, ISBN 1775458016, OCLC 799766101.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: The historical nights' entertainment. First series, The Floating Press, pp. 193.
  • (EN) Natalia Klimczak, The Black Masses of La Voisin: How a Fortune Teller Became a Murderess in the French Royal Court, Ancient Origins, 5 novembre 2016. URL consultato il 17 luglio 2017.
    «It is believed that she was involved in the death of between 1000 – 2500 people».
  • Angela Cerinotti e Davide Sala, Il diavolo. L'avversario: angelo ribelle, principe delle tenebre, seduttore, Colognola ai Colli, Verona, Demetra, 2000, p. 80.
  • Ramsland, Katherine (2005) Il predatore umano.Il Berkley Publishing Group, New York City.
  • Geografia della stregoneria di Montague Summers (1927; ristampa Kessinger Publishing, 2003)
  • Chisholm, Hugh, ed.2 606 " La Voisin ". Encyclopædia Britannica ( undicesima edizione). Cambridge University Press.
  • Anne Somerset - L'affare dei veleni: omicidio, infanticidio e satanismo alla Corte di Louis XIV (St. Martin's Press (12 ottobre 2003) ISBN 0-312-33017-0 )
  • Estratti dai documenti di prova di Bastille di Guibourg e LaVoisin (traduzione francese e inglese)
  • Frantz Funck-Brentano: principi e veleni o studi della Corte di Louis XIV
  • (EN) H. Noel Williams, Madame de Montespan and Louis XIV, London, New York, Harper & Bros, 1910, OCLC 3183410.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: Madame de Montespan and Louis XIV, books.google.it.
  • Giulio Perrotta, Criminologia esoterica, Padova, Primiceri Editore, 2012, p. 32, ISBN 8898212984, OCLC 986972314.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: Criminologia esoterica, Primiceri Editore.
  • (FR) Henri Pigaillem, Dictionnaire des favorites, Parigi, Pygmalion, 2010, ISBN 2756404454, OCLC 937868061.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: (FR) Dictionnaire des favorites, Pygmalion. URL consultato il 15 luglio 2017.
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  • (EN) Charles Williams, Witchcraft, Eugene, Wipf and Stock Publishers, 2016, p. 264, ISBN 1498294685, OCLC 952154904.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: (EN) Witchcraft, Wipf and Stock Publishers. URL consultato il 15 luglio 2017.
  • (FR) Jean-Christian Petitfils, L'affaire des Poisons, Parigi, Perrin, 2013, ISBN 9782262041816.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: L'affaire des Poisons, Perrin.
  • Nicoletta Policek, Catherine Deshaye, su Enciclopedia delle Donne. URL consultato il 1º luglio 2017 (archiviato il 27 agosto 2016).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

  • Madame de Montespan
  • Marie-Josephte Corriveau, una donna canadese condannata per omicidio nel 1763, in seguito ha aggiunto una leggenda e un confronto con La Voisin.
  • Giulia Tofana, un'altra avvelenatrice, italiana, attiva solo un decennio prima della Voisin.
  • Marie-Anne de La Ville; nel mese di ottobre del 1702, fu arrestata per aver creato una nuova organizzazione simile a quella della Voisin, ma a causa dell'Affare dei veleni, lei e i suoi colleghi non sono mai stati portati in giudizio, ma imprigionati senza processo con una Lettre de cachet.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • La Voisin, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  • Nicoletta Policek, Catherine Deshaye, su Enciclopedia delle Donne. URL consultato il 1º luglio 2017 (archiviato il 27 agosto 2016).
  • Stefania Bonura, Le 101 donne più malvagie della storia, Roma, Newton Compton, 2011.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: Le 101 donne più malvagie della storia, Newton Compton. URL consultato il 10 giugno 2017.
  • La Voisin e le messe nere, Vampiri.net. URL consultato il 1º luglio 2017 (archiviato il 19 marzo 2016).
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