La Sinistra (quotidiano)

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la Sinistra
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàquotidiano (1979)
settimanale (1979-1981)
Generequotidiano politico
Formatotabloid
Fondazione9 febbraio 1979
Chiusura1981
SedeMilano
Tiratura50.000 copie (quotidiano)
DirettoreEnrico Bono
CondirettoreRaffaele De Grada
 

la Sinistra, quotidiano di opposizione, organo del Movimento Lavoratori per il Socialismo (MLS)[1][2], uscì in formato quotidiano dal 9 febbraio al 8 giugno 1979 ed in formato settimanale fino al maggio 1981, quando già da un anno l'MLS era confluito nel Partito di Unità Proletaria per il Comunismo. L'uscita fu preceduta dalla pubblicazione del numero 0 il 26 gennaio e del numero 0/0 il 2 febbraio. Direttore responsabile era Enrico Bono e condirettore Raffaele De Grada[3][4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita del quotidiano fu preceduta da ampia diffusione presso l'organo del partito Fronte Popolare nel quale da tempo era stata lanciata la sottoscrizione nei confronti dei militanti per la raccolta della somma necessaria alla sopravvivenza del nuovo giornale.

Nell'area cosiddetta "ultrasinistra" o "extraparlamentare", cioè alla sinistra del P.C.I., esistevano già tre quotidiani: il manifesto, nato nel 1971 (precedentemente, dal 1969 come mensile), Lotta Continua, nato nel 1972 (continuerà le pubblicazioni a stampa fino al 1982) e il Quotidiano dei Lavoratori, fondato nel 1974 (pubblicato come quotidiano fino al giugno 1979 e come settimanale fino al 1982). Nel 1979 uscirà, oltre a la Sinistra anche Ottobre[5], a partire dal 21 gennaio a Firenze, organo del Partito Comunista d'Italia (marxista-leninista), e cesserà le pubblicazioni dopo appena 30 numeri il 25/26 febbraio. In quell'anno uscirono in edicola ben cinque quotidiani con l'ambizione di rappresentare l'area rivoluzionaria e della nuova sinistra[3].

la Sinistra, nelle sue 16 pagine formato tabloid, con una tiratura di 50.000 copie con la previsione di venderne almeno 15.000, pubblicò articoli di militanti, giornalisti, esperti in varie materie e collaboratori a vario titolo, tra i quali: Michele Achilli, Mietta Albertini, Gianfranco Amendola, Paolo Aziani, Marco Bacci, Angelo Baracca, don Franco Barbero, Sandro Bastasi, Cristina Bay, Nino Bertoloni Meli, Milly Buonanno, Alberto Cadioli, Sandro Canestrini del Movimento nonviolento, Franco Catalano, Sandro Cerquetti, Roberto Cicciomessere, Giovanni Cominelli, Giovanni D'Agostino, Raffaele De Grada, Mario De Luca, Domenico De Masi, Rina Durante, Liliano Frattini, Vincenzo Gasparro, Filippo Gentiloni, Paolo Gentiloni, Giovanna Grignaffini, Fabio Guzzini, Ferruccio Marotti, Fawzia Mascheroni, Ernesto Mascitelli, Roberto Mutti, Gabriele Nissim, Ottavio Olita, Michele Pantaleone, Lorenzo Pellizzari, Leonardo Quaresima, Libero Riccardelli, Giuliana Sgrena, Marco Taradash, Franco Volpi[6].

Tra gli articoli di particolare rilievo, pubblicati nel giornale, possiamo citare:

  • Alla ricerca del nuovo volto della rivoluzione di Amedeo Vigorelli (ed. del 9 febbraio)
  • La crisi del folk di Pietro Clemente (ed. del 10 febbraio)
  • Mezzo secolo di Concordato con articoli di Marco Pannella, Emanuele Tortoreto e una intervista a Stefano Rodotà (ed. del 11 febbraio)
  • Gli irriducibili profeti dell'autonomia del politico di Luisa Bertolini e Ulianova Radice (ed. del 15 febbraio)
  • Gli intellettuali, la sinistra e la questione meridionale di Michele Pantaleone (ed. del 18 febbraio)
  • Quando la fantasia non vuole consolare. Gli indios, le Ande, la poesia di Antonio Melis (ed. del 21 febbraio)
  • Lo scandalo delle armi italiane vendute al Sudafrica di Alberto Tridente (ed. del 21 febbraio)
  • Filosofia e coscienza critica di Mario Dal Pra (ed. del 22 febbraio)
  • Lotta continua: il "male oscuro" della politica di Costanzo Preve (ed. del 23 febbraio)
  • A Praga il clima di occupazione è sempre più pesante di Jiří Pelikán (ed. del 24 febbraio)
  • Messer lo Diavolo ovvero l'altra faccia del Sacro, articoli di Pietro Clemente e Aldo Bodrato (ed. del 2 marzo)
  • Dove e come fa presa il potere di Pier Aldo Rovatti (ed. del 3 marzo)
  • Franco Pinna e il fotogiornalismo di Uliano Lucas (ed. del 16 marzo)

e le interviste:

  • Africo o del Meridione, a colloquio con Corrado Stajano di Nando Dalla Chiesa (ed. del 9 febbraio)
  • I mass-media e l'effetto fiaba, intervista a Umberto Eco di Gianni Barbacetto (ed. del 16 febbraio)
  • L'economia socialista, intervista a Charles Bettelheim di Giovanna Fabbri (ed. del 18 febbraio)
  • La responsabilità della musica, colloquio con Luciano Berio di Alessandro Melchiorre (ed. del 20 febbraio)
  • Potenzialità e caratteri del movimento del '77, intervista a Salvatore Sechi di Pier Francesco Bernardi e Davide Ferrari (ed. del 11 marzo)
  • Nel Numero zero era presente un'intervista ad Umberto Eco, allora al DAMS di Bologna.

Il giornale, in versione quotidiano, che fu peraltro criticato sia dai militanti che da vari intellettuali perché, nel formato ed in taluni contenuti, pareva la brutta copia de La Repubblica, chiuse dopo 100 numeri[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nuova sinistra in Italia: gruppi e partiti, in Zanichelli Digitale Più. URL consultato il 29 novembre 2018.
  2. ^ Vic (Flavio Guidi), Appunti per una storia della sinistra rivoluzionaria (1973-77), in Brescia anticapitalista, 27 aprile 2016. URL consultato il 29 novembre 2018.
  3. ^ a b Carlo Onofrio Gori, La Sinistra (1979): vita effimera di un quotidiano "militante", in Goriblogstoria360, 1º dicembre 2012. URL consultato il 29 novembre 2018.
  4. ^ Cosimo Pecere, Movimento Lavoratori per il Socialismo di Ostuni (MLS), in Ostuni ribelle. URL consultato il 29 novembre 2018.
  5. ^ Carlo Onofrio Gori, "Ottobre" (1979), vita effimera di un altro quotidiano della sinistra., in Goriblogstoria360, 23 dicembre 2012. URL consultato il 29 novembre 2018.
  6. ^ Gianni Barbacetto, in collaborazione con Sergio Vicario, La sera andavamo in Santo Stefano. Quelli del Movimento Studentesco della Statale di Milano, in Iskra, 14 marzo 2016. URL consultato il 29 novembre 2018.
  7. ^ Carlo Onofrio Gori, La Sinistra" (1979): vita effimera di un quotidiano "militante, in Goriblogstoria360, 1º dicembre 2012. URL consultato il 29 novembre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Vettori, La sinistra extraparlamentare in Italia, Newton Compton 1975;
  • Aldo Garzia, Da Natta a Natta. Storia del Manifesto e del PdUP, Dedalo ed. 1985 - EAN 9788822060495;
  • Livio Maitan, La strada percorsa, Massari ed. 2002 - EAN 9788845701801;
  • Rossana Rossanda, La ragazza del secolo scorso, Einaudi 2005 - EAN 9788806143756;
  • Mario Capanna, Formidabili quegli anni!, Baldini & Castoldi 2005 - EAN 9788811147879;
  • Matteo Pucciarelli, Gli ultimi mohicani. Una storia di Democrazia Proletaria, Alegre ed. 2011 - EAN 9788889772591;
  • William Gambetta, Democrazia proletaria. La nuova sinistra tra piazze e palazzi, Punto Rosso ed. 2011 - EAN 9788883511417;
  • L'altro Novecento. Comunismo eretico e pensiero critico. Vol. 2: Il sistema e i movimenti (1945-1989), a cura di Pier Paolo Poggio, Jaca Book 2011 - EAN 9788816409026.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]