La Finestra editrice

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La Finestra editrice
Stato Italia Italia
Fondazione 1998 a Lavis
Fondata da Marco Albertazzi
Sede principale piazza Giuseppe Grazioli 12, 38015 Lavis
Settore editoriale
Sito web www.la-finestra.com

La Finestra editrice è una casa editrice di Lavis (Trento), fondata nel 1998 da Marco Albertazzi.

Il nome e la progettualità[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione "La Finestra" prende le mosse da un passaggio dell'opera del letterato e filosofo russo Pavel Aleksandrovič Florenskij Le porte regali, laddove dice: «Una finestra è una finestra in quanto attraverso essa si diffonde il dominio della luce, e allora la stessa finestra che ci dà luce è luce, non è somigliante alla luce, non è collegata per un'associazione soggettiva a una nozione di luce soggettivamente escogitata, ma è la luce stessa nella sua identità ontologica, quella stessa luce indivisibile in sé e non divisibile dal sole che splende nel nostro spazio. Ma in se stessa, fuor dal rapporto con la luce, fuor dalla sua funzione, la finestra è come inesistente, morta.»[1] Il che in qualche modo equipara l'editore ai suoi libri e al loro contenuto o, estremizzando, alla sapienza stessa.[2]

Dal punto di vista finanziario la casa editrice è autonoma nel panorama dell'editoria internazionale.[senza fonte] Dal punto di vista culturale, essa collabora con altri editori, associazioni e varie istituzioni sia italiane che straniere per la scoperta di testi inediti e per la riproposizione di opere rare, sempre corredate da studi critici; come i progetti per la riproduzione dei manoscritti della Biblioteca comunale degli Intronati di Siena e della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.[3]

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La Finestra editrice è specializzata nella ricostruzione filologica ed ermeneutica di testi "anticlassici" della tradizione letteraria e culturale sia italiana che europea, il suo catalogo (oltre 160 titoli in 14 anni di attività) è articolato in 17 collane, raggruppate in otto grandi aree tematiche:

  • Medioevo - in cui figurano le "summe" già citate (tra cui l'enciclopedica Philosophia di Guglielmo di Conches) e opere "restaurate" come L'Acerba di Cecco d'Ascoli[4] o i Documenti d'Amore di Francesco da Barberino,[5] riportate in auge dopo ben sette secoli di ostracismo;
  • Barocco - con la specifica collana "Marino Edition" che, contro il pregiudizio antibarocco[non chiaro], propone l'intero corpus delle opere di Giambattista Marino;
  • Settecento e Ottocento - che include una cospicua antologia leibniziana ricca di testi rari in italiano o in latino;
  • Novecento - con la riscoperta di poeti come Piero Bigongiari o Arturo Onofri col suo Ciclo lirico della Terrestrità del sole[6] e, nella collana "Antologie", quella «marea di poeti obliterati dalla cultura ufficiale», definiti «gli ostaggi di Montale e Ungaretti»[senza fonte] e riproposti nella raccolta Gli Invisibili;
  • Saggi - con titoli di autori moderni o contemporanei, come Artisti toscani del primo Novecento di Alessandro Parronchi gli epistolari e carteggi di Ernst Robert Curtius, da The figurative castle di Roberta Cornelius allo studio Per la storia del problema dell'amore nel Medioevo di Pierre Rousselot o alla trilogia di Oreste Macrì; per la collana è uscito il volume di Marco Albertazzi intitolato Enciclopedie medievali. Storia e stili di un genere, L'Europe contro le patries di Pierre Drieu la Rochelle e L'esteta armato di Maurizio Serra.
  • Quaderni - in cui la collana "Tridentum", realizzata in collaborazione con la Regione Trentino-Alto Adige, con testi poco noti, come quelli di Cesare Battisti, dei poeti Giovanni Prati e Marco Pola, di Antonio Rosmini e di Benito Mussolini;
  • "Multa paucis" - collana di opere rare e inedite in sinergia con la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze,[3] avviata nel 2005 con le ristampe anastatiche del primo grande lessico simbolico-enciclopedico europeo, i cinquecenteschi Commentaria symbolica del bresciano Antonio Ricciardi, e i cinque tomi dell'Iconologia di Cesare Ripa;[7]
  • "Littera" - con alcuni testi della letteratura latina come Le satire di Giovenale e gli Epigrammi di Marziale, curate entrambe da Guido Ceronetti,[8] e della poetica secentesca come le Scintille poetiche con le Prediche quaresimali di Giacomo Lubrano.[9]
  • "Coliseum", diretta da Marco Albertazzi e Nanni Cagnone, propone opere di autori da tutto il mondo (Eschilo, Gerard Hopkins, Pierre Drieu la Rochelle, Lorenzo Giusso, Rune Christiansen) in edizione bilingue.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pavel Aleksandrovič Florenskij, Le porte regali. Saggio sull'icona (1921-1922) (a cura di Elémire Zolla), Milano, Adelphi, 1977, p. 34. ISBN 88-459-0195-5.
  2. ^ Su questa interpretazione della "finestra" florenskiana, si può vedere sia il cenno divulgativo di Pietrangelo Buttafuoco in Cabaret Voltaire. L'Islam, il sacro, l'Occidente, Milano, Bompiani, 2008, ISBN 978-88-452-6175-6, sia soprattutto il saggio di Chiara Cantelli, "L'icona come metafisica concreta. Neoplatonismo e magia nella concezione dell'arte di Pavel Florenskij", in Aesthetica Preprint, n. 92, agosto 2011, pp. 41-42, 51-54, 63 e 73-74 (consultabile anche on line). Del resto, l'analogia fra icona e libro è evidenziata dallo stesso Florenskij in un altro suo saggio, "Sul nome di Dio" (in Il valore magico della parola, Milano, Medusa, 2001, p. 82. ISBN 88-88130-01-2), in cui, dopo aver distinto il lato "basso, materiale" del libro (pagine, rilegatura, carta, inchiostro ecc.) dalla sua anima o concetto (cioè il suo essere mezzo "per esprimere e fissare il pensiero umano"), afferma che: «Il nesso tra il senso, da un lato, e la carta e l’inchiostro, dall’altro, è inspiegabile, ma evidentemente non si può dubitare che esso sussista, altrimenti non potrebbe essere un libro. Qui lo strato ontologico inferiore è unito organicamente a quello superiore, e ciò avviene in un modo che, se noi distruggessimo quello inferiore, verrebbe distrutto anche quello superiore.»
  3. ^ a b Silvia Alessandri, "Multa paucis. Una collana che nasce con il concorso della BNCF", in Biblioteche Oggi, gennaio-febbraio 2006, pp. 72-73 (consultabile anche on line).
  4. ^ Cecco d'Ascoli [Francesco Stabili], L'Acerba [Acerba etas] (a cura di Marco Albertazzi), Lavis, La Finestra, 2002. ISBN 88-88097-21-X. Parzialmente consultabile su Google Libri.
    L'edizione è stata recensita da: Carlo Ossola, "Finì sul rogo per eccesso di ragione", in Il Sole 24 ORE del 29 dicembre 2002; Alfredo Cattabiani, "L'Acerba o della divina sapienza", in Smerilliana, n. 2, 2003, pp. 348-349 (pubblicato anche, in forma ridotta e con il titolo "Ma «L'Acerba» non era eretica", su Avvenire dell'8 febbraio 2003); Eleonora Lucchetti, "Cecco d'Ascoli poeta da bruciare", in la Repubblica del 2 luglio 2003, p. 36; Sandro Premici, "Qui non si canta al modo delle rane", in Marche, n. 7-8-9, 2003, pp. 24-27; Mario Marti, in Giornale storico della letteratura italiana, n. 589, 2003, p. 153; Massimo Sannelli sul sito Airesis; sulla rivista Filologia e critica, n. 1, gennaio-aprile 2003; su Medioevo Latino, XXIV, 2003; (EN) Iolanda Ventura, "Cecco d'Ascoli", in Thomas Glick, Steven J. Livesey e Faith Wallis (a cura di), Medieval Science, Technology, and Medicine. An Encyclopedia, New York, Routledge, 2005, p. 123, ISBN 0-415-96930-1 (consultabile su Google Libri); Ida Giovanna Rao, "L'Acerba: note codicologiche sul Pluteo 40.52 della Laurenziana", in Antonio Rigon (a cura di), Cecco d'Ascoli. Cultura, scienza e politica nell'Italia del Trecento (atti del convegno, Ascoli Piceno, 2-3 dicembre 2005), Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2007.
  5. ^ Cfr. le recensioni di: Stefano Chemelli, "I documenti d'Amore di messer Francesco", in l'Adige del 5 gennaio 2010; Piero Boitani, "Codice d'amore maschile", in Il Sole 24 ORE del 17 gennaio 2010, p. 34; (EN) Michael Papio per Dino S. Cervigni e Anne Tordi (a cura di), "Italian Bookshelf", in Annali d'Italianistica, n. 28, 2010, pp. 499-501; (EN) John C. Barnes, "I documenti d'Amore [Documenta Amoris]", in The Modern Language Review, n. 2, 2010, pp. 573-574.
  6. ^ La Finestra editrice è nata proprio con la ripubblicazione delle opere di Arturo Onofri.
  7. ^ Nuccio Ordine, "Cari artisti, il catalogo è questo", in Corriere della Sera del 18 settembre 2011, p. 42.
  8. ^ Oddone Camerana, "Se il traduttore è un riscrittore", in La Stampa del 24 maggio 2007.
  9. ^ Cfr. le recensioni di: Rolando Damiani, "Le rime vertiginose di Giacomo Lubrano", in Il Gazzettino del 22 dicembre 2002; A. Martini, "Un Mallarmé in antico", in il manifesto del 18 gennaio 2003; Alessandra Ruffino, "Nebbie edificate in mondi. Note su Iacopo Lubrano", in Critica letteraria, n. 2, 2003, pp. 359-366.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Piccioni, Il viaggiatore letterario, in QT, 31/12/2006 (consultabile on line).
  • Francesco Suomela Girardi, "Grandi opere alla Finestra", in il Trentino, n. 297, marzo 2010, pp. 50-51 (consultabile on line).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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