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La Fidélité

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La Fidélité
Sophie Marceau in una scena del film
Titolo originaleLa fidélité
Lingua originalefrancese
Paese di produzioneFrancia
Anno2000
Durata159 min
Rapporto1,85 : 1
Generedrammatico
RegiaAndrzej Żuławski
SoggettoMadame de La Fayette (romanzo La principessa di Clèves)
SceneggiaturaAndrzej Żuławski
ProduttorePaulo Branco
Casa di produzioneGemini Films, France 3 Cinéma
FotografiaPatrick Blossier
MontaggioMarie-Sophie Dubus
Effetti specialiPhilippe Hubin
MusicheAndrzej Korzyński
ScenografiaJean-Vincent Puzos
CostumiCaroline de Vivaise
TruccoFabienne Robineau, Sylvie Greco, Ghislaine Tortereau, Nurith Barkan, Christophe Chabenet
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La Fidélité è un film del 2000 diretto da Andrzej Żuławski.

Il soggetto è liberamente tratto dal romanzo La principessa di Clèves di Madame de La Fayette.

Clelia, giovane e bella fotografa, porta sua madre anziana con sé a Parigi per poterla assistere meglio. Insieme ad altri suoi colleghi ha iniziato da poco a lavorare per un giornale scandalistico di proprietà del canadese MacRoi, un individuo senza scrupoli che la corteggia in modo invadente, senza tener conto della differenza di età e del fatto che era già stato l'amante di sua madre. Passeggiando per la città, incontra Clève, trentacinquenne affascinante, piccolo editore che sta per sposare la figlia di MacRoi per salvare la sua famiglia dal disastro finanziario e che sta per vendere al futuro suocero la sua casa editrice. Tra i due nasce una intensa passione, lui getta alle ortiche i suoi progetti futuri e il fidanzamento e sposa Clelia.

Durante un weekend in cui la coppia si reca in visita da amici, la madre di Clelia muore. Il dolore per la perdita della madre rende la donna nervosa e irrequieta. Nemo, un fotoreporter dai modi spicci e volgari, le cui foto sensazionalistiche hanno fatto aumentare la tiratura del giornale, attira la sua attenzione: entrambi hanno la stessa smisurata passione per le immagini. Clève intuisce che c'è un altro uomo nella sua vita e lei, rivolgendosi in tono formale al marito, ammette di desiderare un altro, ma spiega che non c'è stato nulla di fisico. Clève, pur profondamente ferito, è pronto a lasciarla libera per vederla felice. Clelia lo ha sposato per stima e ammirazione (non per amore), ma per lei è vincolante il dovere matrimoniale e rimane con lui.

Alle nozze di Julia, figlia di MacRoi, è presente anche Nemo. Clève sospetta che sia lui l'uomo che insidia sua moglie, perde la calma per la gelosia e scoppia in lacrime: non riesce a credere che non ci siano stati contatti sessuali tra i due, nonostante Clelia abbia sempre affermato di essergli rimasta fedele. Clève si sente non amato e, deluso, parte per un viaggio ma nel frattempo fa seguire sua moglie e riceve una foto che la mostra in una situazione intima e affettuosa. In realtà Clelia sta respingendo Nemo per sempre.

Nemo è sulle tracce di un traffico internazionale di organi e, nonostante si trovi più volte in pericolo di vita, consegna a MacRoi i risultati dell'indagine. L'editore pubblica l'inchiesta-choc di Nemo, ma viene assassinato. Julia, ex fidanzata di Clève, assume la direzione dell'azienda. In una riunione del personale annuncia che la già spericolata attività giornalistica sarà ancora più audace in futuro e coglie l'occasione per licenziare Clève. Quest'ultimo lascia gli uffici in preda all'angoscia, cade da una rampa di scale e, durante il tragitto verso l'ospedale, muore tra le braccia di Clelia.

Dopo il funerale, Clelia scompare da Parigi. È andata a vivere in montagna, nell'isolamento di un monastero, continua a scattare fotografie perseguitata dai ricordi di Clève. Una sera, mentre si trova nel salone del monastero, appare in televisione il titolo di un film: «La principessa di Clève, diretto da Fernand Némo».

Distribuzione

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Data di uscita

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Il film è uscito nelle sale francesi il 5 aprile 2000, mentre in Italia è arrivato il 17 maggio 2002, presentato al Torino Film Festival.[1].

Titoli con cui è stato distribuito

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  • Il dizionario Morandini attribuisce al film un giudizio di tre stelle su cinque e, nell'ambito di una dissertazione critica articolata, con apprezzamenti, lo definisce anche «un melodramma eccessivo in tutto: passioni (...) violenza (...) cattivo gusto».[2][3]
  • Il dizionario Farinotti gli assegna due stelle su cinque. Come per grande parte dei film analizzati, il Farinotti omette giudizi critici anche per La Fidélité.[4]

Riconoscimenti

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  1. Data di uscita su imdb.it
  2. M. Morandini, Il Morandini 2003, Zanichelli 2002 - pag. 506
  3. Commento de Il Morandini su Mymovies.it
  4. Pino Farinotti, Il Farinotti 2009, Newton Compton Editori 2008 - pag.765

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Collegamenti esterni

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