La Fata dai capelli turchini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fata dai Capelli Turchini
Gina Lollobrigida in una foto de Le avventure di Pinocchio, sceneggiato televisivo di Luigi Comencini
Gina Lollobrigida in una foto de Le avventure di Pinocchio, sceneggiato televisivo di Luigi Comencini
Lingua orig. Italiano
Autore Carlo Collodi
1ª app. 1883
Voce orig. Lucrezia Marricchi in Pinocchio (film del 2012 di Enzo D'Alò)
Specie umana - spirito
Sesso Femmina

La Fata dai capelli turchini o Fata turchina è un personaggio del romanzo per ragazzi Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi. Nell'adattamento cinematografico di Walt Disney si chiama Fata azzurra (Blue Fairy).

Insieme al Grillo Parlante e a Mastro Geppetto, la Fata è uno dei personaggi positivi della storia di Collodi, e svolge un ruolo determinante nell'educazione di Pinocchio.

Ruolo nella storia[modifica | modifica sorgente]

La Fata Turchina con Pinocchio in un'illustrazione originale del libro

La Fata, «una bella bambina, coi capelli turchini e il viso bianco come un’immagine di cera, gli occhi chiusi e le mani incrociate sul petto», fa la sua prima apparizione nel capitolo XV alla finestra della sua casa nel bosco, quando Pinocchio tenta disperatamente di sfuggire al Gatto e la Volpe travestiti da assassini. «Con una vocina che pareva venisse dall’altro mondo», dice al burattino che erano tutti morti in quella casa, compresa lei, e che aspettava la bara per essere portata via (nel prossimo capitolo sarà spiegato che la Bambina era in realtà «una buonissima Fata, che da più di mill’anni abitava nelle vicinanze di quel bosco»). S'impietosisce alla vista di Pinocchio impiccato alla Quercia grande, così ordina ad un falco di liberare il burattino dal nodo scorsoio e ordina al Can-barbone Medoro di portarlo alla sua casa con una carrozza. In seguito la Fata consulta tre medici stimati (il Corvo, la Civetta e il Grillo-parlante) per sapere le condizioni del burattino: il Grillo-parlante riesce a farlo rinvenire e la Fata, appena si accorge che Pinocchio è febbricitante, gli porge un bicchiere d'acqua con dentro una medicina, ma che il burattino si rifiuta di bere poiché amara; allora prova a convincerlo offrendogli una pallina di zucchero e Pinocchio continua a rifiutare, ma si spaventa quando la Fata fa entrare quattro conigli neri con una bara per portarlo via e accetta. Una volta guarito, Pinocchio racconta alla Fata le sue peripezie, e il suo naso comincia improvvisamente ad allungarsi per la moltitudine di bugie: infatti la Fata afferma che «Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito! perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo: la tua per l’appunto è di quelle che hanno il naso lungo.» Dopo aver lasciato piangere il burattino una mezz'ora per la lezione avuta, la Fata chiama un migliaio di picchi per ridurre le dimensioni del naso, e gli annuncia che Geppetto era stato avvertito di dove si trovava e che sarebbe arrivato a momenti. Pinocchio è al colmo della felicità e decide di correre incontro al babbo nel bosco, ma incontra il Gatto e la Volpe che lo convincono a seguirli, facendogli credere che dagli zecchini d'oro che possiede possa far crescere un albero pieno di monete per poterglieli rubare.

Nel capitolo XXIII Pinocchio torna da una prigionia di quattro mesi e al posto della Casina bianca della Fata trova una piccola pietra di marmo su cui è scritto è morta di dolore per essere stata abbandonata da Pinocchio.

Nel capitolo seguente Pinocchio giunge a nuoto assetato e affamato nell'isola del paese delle Api industriose e accetta di portare una brocca d'acqua a casa di una «buona donnina» che gli ha promesso come ricompensa «un bel piatto di cavolfiore condito coll'olio e coll'aceto» e «un bel confetto pieno di rosolio». Giunto a casa, dopo essersi sfamato, riconosce improvvisamente nella buona donnina la Fata dai capelli turchini, che si era finta morta e che da bambina si era fatta improvvisamente donna. il burattino, che ora considera la Fata come una mamma, e non più come una sorellina, le promette di diventare un buon ragazzo e di frequentare la scuola, e lei accetta di adottarlo.

Successivamente la Fata, nel capitolo XXIX punisce Pinocchio che aveva marinato la scuola e aveva rischiato di finire in prigione o mangiato dal pescatore verde, e rimasto per tutta la notte con un piede incastrato nella porta di casa mentre rientrava, con una colazione composta da cibi di gesso, cartone ed alabastro. In seguito lo perdona e, alla fine dell'anno scolastico, quando risulta il più bravo della scuola, gli annuncia che l'indomani sarebbe diventato un ragazzo come gli altri. Per festeggiare l'avvenimento la Fata organizza una festa per tutti gli amici e i compagni di scuola di Pinocchio, il quale però, mentre si reca ad invitare tutti gli amici, viene convinto da Lucignolo, il più scapestrato dei compagni di Pinocchio, a fuggire nel Paese dei balocchi.

Nel cap. XXXIII Pinocchio, trasformato in ciuchino, intravede tra il pubblico del Circo dove si esibisce, «una bella signora, che aveva al collo una grossa collana d'oro, dalla quale pendeva un medaglione. Nel medaglione c'era dipinto il ritratto d'un burattino». Riconoscendo la Fata, Pinocchio prova a chiamarla, ma dalla bocca gli esce soltanto un raglio asinino; il direttore gli dà una bacchettata sul muso. per il dolore Pinocchio si distrae un attimo, e quando riguarda tra il pubblico si accorge che la Fata è sparita.

Nel capitolo XXXIV Pinocchio, ancora ciuchino, viene gettato in mare perché, una volta affogato, la sua pelle venga utilizzata come membrana di tamburo, quando invece riemerge tornato burattino, racconta al suo sbigottito compratore che la Fata aveva mandato un branco di pesci voraci per liberarlo dall'involucro asinino che lo rivestiva. Si getta in mare per sfuggire al compratore che lo vuole vendere al mercato per fare legna da ardere, e vede su uno scoglio bianco una caprettina dal manto azzurro che gli fa segno di avvicinarsi. Pinocchio la riconosce come la Fata, ma sfortunatamente poco prima di raggiungerla viene inghiottito dal Pesce-cane.

Nel capitolo XXXVI Pinocchio e Geppetto, appena fuggiti dal ventre del Pesce-cane e approdati a terra, si rifugiano in una capanna di paglia e scoprono che il proprietario della stessa è il Grillo-parlante: infatti una capretta dal pelo turchino gliela aveva regalata il giorno prima, dicendo: «Povero Pinocchio... oramai non lo rivedrò più... il Pesce-cane a quest'ora l'avrà bell'e divorato!...». Da queste parole Pinocchio capisce che la caprettina era realmente la sua cara Fata. Cinque mesi dopo, mentre si reca al mercato per comprare dei vestiti, Pinocchio incontra la Lumaca, cameriera della Fata, che lo informa delle pessime condizioni (di salute ed economiche) della stessa. Pinocchio le dona tutti i suoi soldi affinché li porti alla Fata e si ripromette di aiutarla ancora. Quella stessa notte la Fata appare in sogno a Pinocchio, «tutta bella e sorridente», che dopo avergli dato un bacio, gli dice: «Bravo Pinocchio! In grazia del tuo buon cuore, io ti perdono tutte le monellerie che hai fatto fino a oggi. I ragazzi che assistono amorosamente i propri genitori nelle loro miserie e nelle loro infermità, meritano sempre gran lode e grande affetto, anche se non possono esser citati come modelli d’ubbidienza e di buona condotta. Metti giudizio per l'avvenire, e sarai felice.» Appena si sveglia, Pinocchio si accorge di essere diventato un ragazzo in carne ed ossa, e in un portamonete d'avorio che si trova in tasca legge che la Fata restituisce i quaranta soldi e lo ringrazia della sua bontà, ma al posto dei quaranta soldi di rame, che Pinocchio aveva affidato alla Lumaca, si trova nel portamonete quaranta monete d'oro.

Nella cinematografia[modifica | modifica sorgente]

Nel film Disney Pinocchio la Fata è molto differente rispetto al libro, e nell'originale il suo nome è Blue Fairy (tradotto nell'edizione italiana del film come "Fata Azzurra"). Infatti nel film dà vita a Pinocchio, e ha molto meno importanza nell'educazione del burattino, avendo affidato il compito al Grillo Parlante. Inoltre viene mostrata con un vestito azzurro ma con i capelli biondi piuttosto che turchini. Nello sceneggiato televisivo del 1972, la Fata (Gina Lollobrigida) ha i capelli viola e si viene a sapere che era la moglie del falegname Geppetto, che, essendo morta da molti anni, è diventata uno spirito-fata che abita in una splendida casa sul lago, una specie di bellissima anticamera del Paradiso, la quale può anche svanire quando lei, già morta, viene per un po' richiamata completamente in Paradiso, per poi tornare sulla Terra come spirito-fata, ed inoltre, come magia bianca, sa aprire le porte chiuse a chiave, quando lo fece a casa di Geppetto che dormiva e facendo finire anche la tormenta di neve.

Nella musica[modifica | modifica sorgente]

Edoardo Bennato in Burattino senza fili ha dedicato La Fata, il 3° brano del disco, alla femminilità

E forse è per vendetta/e forse è per paura/o solo per pazzia/ma da sempre/tu sei quella che paga di più/Se vuoi volare ti tirano giù/E se comincia la caccia alle streghe,/la strega sei tu...

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Collodi, Le Avventure di Pinocchio, in Opere a cura di D.Marcheschi, 2006, Milano, Mondadori.
  • Michele Capitani, Pinocchio. Le ragioni di un successo, pagg. 49-61, 2010, Civitavecchia, editrice Prospettiva.
  • Elsa Guggino, Fate, sibille e altre strane donne, 2006, Sellerio, Palermo.
  • Claudio Risé, Moidi Paregger, Donne selvatiche, 2002, Milano, Frassinelli.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]