La Casa Ebraica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La Casa Ebraica
HaBayit HaYehudi
הבית היהודי
Bait-Yehudi-2013-poster-001.JPG
LeaderNaftali Bennett
StatoIsraele Israele
SedeGerusalemme Israele Israele
Fondazione1999
IdeologiaPro-Grande Israele[1][2]
Neosionismo
Sionismo Religioso
Nazionalismo religioso[1]
Conservatorismo religioso
Soluzione di uno stato unico
Protezione degli interessi degli ebrei ortodossi moderni
Interessi degli insediamenti israeliani
Liberalismo economico
CollocazioneDestra/Estrema destra[3][4][5][6]
Seggi Knesset
8 / 120
Iscritti28 112 (1º gennaio 2017)
Sito webwww.baityehudi.org

La Casa Ebraica (eb: הבית היהודי, HaBayit HaYehudi) è un partito politico sionista religioso in Israele, erede del partito nazionalista Mafdal. Nonostante si classifichi come partito di destra, alcuni mezzi di comunicazione occidentali e israeliani lo hanno descritto come "partito di estrema destra".

È stato originariamente creato dalla fusione di due partiti nazionalisti religiosi, Moledet e Tkuma, nel novembre 2008. Tuttavia, in seguito Moledet si staccò dal partito e creò una lista comune con Hatikva chiamato Unione Nazionale. Tkuma in seguito si ricongiunse con l'Unione Nazionale, mentre il partito Ahi ha aderito al Likud. Per le elezioni del 19° Knesset, La Casa Ebraica candidò il leader Naftali Bennett; La Casa Ebraica strinse poi un'alleanza con il Likud Beytenu (federazione tra Likud e Israel Beytenu), facendo al 2015 parte del governo guidato da Benjamin Netanyahu.

Naftali Bennett, il leader del partito viene accusato delle organisazioni LGBT di fare Pink Washing.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Campaigns struggle to impress as Israeli elections loom, BBC, 16 gennaio 2013. URL consultato il 19 gennaio 2013.
  2. ^ Paul Owen, Peace process dead if Netanyahu wins Israeli election, academics warn, in The Guardian, 15 gennaio 2013. URL consultato il 21 gennaio 2013.
  3. ^ 21 Knesset seats still up for grabs, Ynet, 13 gennaio 2013. URL consultato il 19 gennaio 2013.
  4. ^ Ruth Pollard, Far right spells danger for Netanyahu, in The Age, 10 gennaio 2013. URL consultato il 19 gennaio 2013.
  5. ^ Brent E Sasley, A Centrist Government in Israel?, The Daily Beast, 18 gennaio 2013. URL consultato il 19 gennaio 2013.
  6. ^ Nick Meo, Israel's new political star Naftali Bennett's Jewish Home party determined to stop Palestinian state, in The Daily Telegraph, 19 gennaio 2013. URL consultato il 19 gennaio 2013.
  7. ^ (EN) Italian gay rights group rejects anti-Israel ‘pinkwashing’ accusation. URL consultato il 10 maggio 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]