La Bottega dell'Arte

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La Bottega dell'Arte
Paese d'origineItalia Italia
GenerePop
Periodo di attività musicale1974 – 1985
2018 – in attività
EtichettaEMI Italiana
Album pubblicati5
Studio5
Sito ufficiale

La Bottega dell'Arte è un gruppo musicale italiano, attivo dal 1974.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1974-1976[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso viene fondato nei primi anni settanta, quando i fratelli Piero e Massimo Calabrese si uniscono a tre amici di infanzia (Fernando Ciucci, Romano Musumarra e Alberto Bartoli) per formare una band, sulla scia dei tanti sodalizi dello stesso tipo emergenti della musica leggera italiana, nati dopo gli exploit in classifica di band come i Pooh.

Lo stile de La Bottega Dell'Arte rifletteva le tipiche tendenze musicali in voga negli anni settanta, ovvero: prevalenza di sapienti incroci di tastiere analogiche sulle chitarre, uso del flauto, melodie rarefatte, testi ispirati ad un romanticismo fiabesco. Si può dire che il suo genere fosse una sorta di "progressive rock", espresso in chiave melodica ed italiana.

Dopo il primo singolo pubblicato nel 1974 per una piccola etichetta romana, il complesso ottiene un contratto con la EMI Italiana, ed incide il secondo 45 giri, che si rivela un successo da classifica, infatti Come due bambini arriva nei primi 5 posti della classifica dei dischi più venduti e si conferma uno dei brani più interessanti e apprezzati del 1975. Nello stesso anno, la band pubblica anche il primo album, intitolato semplicemente La Bottega dell'Arte, apprezzato da pubblico e critica, dal quale però non vengono estratti altri singoli di successo.

Nel 1976 la EMI licenzia il singolo Amore nei ricordi e la band partecipa al Festivalbar del 1976 classificandosi al secondo posto; il retro del 45, Mare nostrum è un brano strumentale nel quale i musicisti de La Bottega Dell'Arte dimostrano di possedere qualità compositive e strumentali che vanno ben oltre le semplici canzoni "easy" che servono solo a dare notorietà alle produzioni di maniera.

1977-1979[modifica | modifica wikitesto]

Sulla scia dei fortunati esordi, nel 1977 la EMI pubblica il singolo Che dolce lei che ottiene buoni livelli di vendita e spiana la strada al successivo Long Playng intitolato Dentro[1], considerato da molti come il lavoro più completo che la band sia riuscita a portare all'attenzione del pubblico.

Ne segue un singolo, Bella sarai, pubblicato nel 1978, che si rivela il prodotto commerciale che porta il complesso all'apice della popolarità. Nel 1979 la Emi pubblica un singolo ed un album e un singolo intitolati entrambi L'avventura, un cambio di stile repentino e, per una band passata dalle tematiche e sonorità anni settanta ad un funky e rhythm and blues si rivela ancor di più la grande abilità strumentale dei 5 componenti[2].

1980-1985[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso de La Bottega Dell'Arte, legato indissolubilmente ai successi iniziali, partecipa al Festival di Sanremo 1980 con Più di una canzone, brano con il quale non riesce a salire sul podio dei vincitori (quella edizione vide il successo di Toto Cutugno). La Emi pubblica La Bottega dell'Arte Special, una antologia celebrativa che include il brano presentato al Festival.

Nel 1981, dopo la pubblicazione del singolo Vecchio rock ed una fortunata tournée in Finlandia, Fernando Ciucci lascia la formazione per motivi riconducibili a scelte personali, segnando di fatto la fine di un'epoca, essendo la sua l'impronta vocale in tutti i maggiori successi de La Bottega Dell'Arte. Nonostante la canzone sia passata quasi inosservata in Italia, essa diviene un successo nei paesi scandinavi, uno dei pochi casi nei quali il complesso riesce ad esportare la propria musica fuori dai confini italiani.

Nel corso dei primi anni ottanta, sulla scia di un pop-rock di tendenza, assolti gli obblighi contrattuali con la Emi, La Bottega Dell'Arte pubblica in Italia Nelle stelle, nel vento e No stop to America, singoli di scarso successo, il secondo dei quali, però, sarà scelto nel 1983 come sigla dal programma di Raiuno Fresco fresco.

Nel 1984 i quattro componenti rimasti, pur avendo già da tempo intrapreso proficue carriere soliste come produttori o session-man «di lusso», decidono di dare alle stampe un ultimo lavoro sotto l'intestazione che li ha resi famosi nella seconda metà degli anni settanta. Il frutto di questa ultima prova porterà il titolo Forza 4, un album passato quasi inosservato, pubblicato in pochissime copie, delle quali le restanti furono mandate al macero dopo il fallimento della piccola società alla quale era stata affidata la distribuzione.

Nonostante la grande delusione per una fine così sottotono, due brani del disco vengono estrapolati dal contesto per diventare sigle televisive e di una telenovela molto seguita in Sudamerica.

Conclusa definitivamente l'esperienza artistica Fernando Ciucci apre con la moglie un vivaio a Roma; Romano Musumarra si dedica all'attività di produttore discografico (tra i tanti dischi, anche del 45 giri inciso dalla principessa Stéphanie di Monaco, Ouragan) e session man (lavorando anche con Mario Castelnuovo, Mango), Piero Calabrese (che ha scritto brani per artisti come Alex Baroni, Jeanne Mas Giorgia, Zero Assoluto, Erredieffe, Julia Lenti e Marco Mengoni; Franco Califano, Tiziana Rivale, Dee D. Jackson) apre uno studio di registrazione e suo fratello Massimo Calabrese si dedica all'attività di autore e produttore lanciando tra gli altri Giorgia, Alex Baroni e Marco Mengoni.

Alberto Bartoli lavora in studio e dal vivo, suonando la batteria, tra gli altri, per Mia Martini, Luca Barbarossa, Giorgia, Paola Turci, Luciano Pavarotti, dando vita in seguito insieme con Massimo Calabrese alla «fortunatissima» band R&B "Vorrei la Pelle Nera".

Massimo Calabrese e Romano Musumarra sono a tutt'oggi degli affermati autori e produttori di importanti artisti.

Dal 1985 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

A cavallo degli anni 80 e 90 Alberto Bartoli e Massimo Calabrese ridanno vita alla "Bottega" insieme con un due elementi del gruppo Italo-Disco, Twilight (Fabio Sinigallia chitarre e voce e Massimo Zuccaroli tastiere e

voce) suonando in più di 100 concerti in Italia (dal 1988 al 92.) Nel 2007 nuova tournee questa volta sempre insieme ad Alberto Bartoli e Massimo Calabrese troviamo Marco D'Angelo voce, Luciano Ciccaglioni chitarre e Stefano Senesi tastiere.(2007).

Oggi, dopo qualche anno di silenzio, ha preso corpo un progetto con la seguente formazione:

  • Alberto Bartoli: batteria percussioni e voce
  • Massimo Calabrese: basso, chitarre e voce
  • Saverio Pietropaolo: chitarre e voce
  • Claudio Zitti: tastiere e voce

Nel concerto La Bottega ripropone tutti i suoi grandi successi con i quali ha venduto nel mondo circa 3.000.000 di dischi. Si passa da COME DUE BAMBINI ad AMORE NEI RICORDI da CHE DOLCE LEI a BELLA SARAI da L'AVVENTURA a VECCHIO ROCK e MARE NOSTRUM; oltre a questo il concerto diventa un vero e proprio compendio di storia della musica moderna italiana ed internazionale, passando dal canto gregoriano rivisitato in chiave progressive, a citazioni dei Genesis, Yes, Santana, di Lucio Battisti, Puccini, Trovajoli, senza dimenticare i grandi classici del R&B (visti i tanti anni di militanza di alcuni elementi nel gruppo storico GLI IO VORREI LA PELLE NERA), ed i grandi successi scritti dalla Bottega, per Giorgia, Alex Baroni, Marco Mengoni

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

33 giri pubblicati fuori dall'Italia[modifica | modifica wikitesto]

45 giri pubblicati fuori dall'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alfredo Saitto, La Bottega dell'Arte (intervista), in Nuovo Sound, Editrice Sopi, #10 - 1977.
  2. ^ Klaus, La Bottega dell'Arte. "Non siamo più un gruppo da 45 giri" (intervista), in Nuovo Sound, Editrice Sopi, #7 - 1979.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Bottega dell'Arte, La
  • Davide Motta Fré, Promesse d'amore, 2006; alla voce La Bottega dell'Arte, pagg. 27-29

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN155012972 · ISNI (EN0000 0001 0371 1834 · WorldCat Identities (ENviaf-155012972
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