LSD: Dream Emulator

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LSD: Dream Emulator
videogioco
LSD Dream Emulator Menu.PNG
Screenshot del menù di gioco
PiattaformaPlayStation
Data di pubblicazioneGiappone 22 ottobre 1998
GenereAvventura grafica
OrigineGiappone
PubblicazioneAsmik Ace Entertainment
DesignOsamu Sato
Modalità di giocoGiocatore singolo
SupportoCD-ROM

LSD: Dream Emulator (a volte abbreviato LSD) è un videogioco di esplorazione sviluppato da Asmik Ace Entertainment per PlayStation e pubblicato per il solo Giappone il 22 ottobre 1998. In esso il giocatore esplora ambienti surreali senza alcun obiettivo predefinito e può soltanto muoversi e toccare oggetti. LSD: Dream Emulator è stato concepito dall'artista giapponese Osamu Sato, che ha respinto l'idea di creare un vero e proprio videogioco e ha voluto utilizzare la piattaforma PlayStation come mezzo per creare arte contemporanea. Le ambientazioni del gioco si ispirano a quanto scritto nel diario dei sogni posseduto per più di un decennio da Hiroko Nishikawa, una dipendente della Asmik Ace.

LSD: Dream Emulator è stato pubblicato in tiratura limitata nel solo Giappone insieme a una colonna sonora e a un libro contenente estratti del diario dei sogni a cui si ispira. Sebbene sia stato rapidamente dimenticato, ha nuovamente fatto parlare di sé con l'emersione di Internet a causa della sua eccentricità, divenendo oggetto di discussione su diversi blog umoristici e diventando protagonista di vari Let's Play virtuali. I critici hanno elogiato le qualità stravaganti di questo titolo e lo hanno definito uno dei videogiochi più "snervanti", "sperimentali" e "imprevedibili" di tutti i tempi. LSD: Dream Emulator è stato ripubblicato, a grande richiesta, su PlayStation Network nel 2010 per il solo Giappone.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

LSD: Dream Emulator è un gioco di esplorazione in prima persona che è stato definito un "sogno giocabile"[1][2] dove il giocatore esplora ambienti onirici e surreali senza obiettivi precisi.[1][2][3] Ogniqualvolta il giocatore tocca gli oggetti sparsi nei vari ambienti oppure si addentra in determinati luoghi, viene trasportato in un'area diversa. Fra gli ambienti presenti in LSD: Dream Emulator vi sono un villaggio giapponese, una città, un campo all'aperto, una casa e altri.[3] Ogni partita termina dopo dieci minuti, oppure quando il giocatore interagisce con particolari oggetti o cade in un precipizio.[1]

Ogniqualvolta un giocatore termina un "sogno", ovvero una partita intera la cui durata corrisponderebbe a un intero giorno di tempo nella vita reale, esso viene classificato "superiore", "inferiore", "statico" o "dinamico" a seconda di come si è mosso il protagonista. Maggiore è il numero di partite che vengono fatte a LSD: Dream Emulator e maggiore è il numero di texture adoperate negli ambienti, che divengono in questo modo sempre più surreali e psichedelici.[1] Le collocazioni degli oggetti cambiano al termine di ogni sogno. A volte, quando si inizia una nuova partita, viene riprodotto un filmato. Dopo 20 giorni virtuali, nel menu principale appare un'opzione "flashback", che consente al giocatore di rivivere una versione abbreviata dell'ultimo sogno che ha giocato. In questa modalità vi è un uomo che vaga per i vari ambienti e che, quando viene toccato dal giocatore, quest'ultimo non può più usare l'opzione "flashback" al termine del sogno che sta giocando.[1]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

LSD: Dream Emulator è nato da un'idea del poliedrico artista giapponese Osamu Sato,[4] che ha iniziato la sua carriera artistica nella fotografia e nella composizione di musica negli anni ottanta, prima di dedicarsi alla progettazione grafica digitale e alla computer art.[5] Negli anni '90, ha iniziato a sperimentare la tecnologia dei CD-ROM, creando video animati e interattivi in 3D. Sebbene questi progetti assomigliassero ai videogiochi, l'intento di Sato non era quello di creare giochi, ma di utilizzare le console come mezzo per creare opere d'arte contemporanea.[4] Il primo progetto di Sato, finanziato da Sony Music Entertainment Japan e pubblicato nel 1994, si intitola Eastern Mind: The Lost Souls di Tong-Nou ed è uscito per i soli mercati giapponesi e statunitensi.[4][5] Grazie ai riconoscimenti ottenuti da Eastern Mind, Sato è stato in grado di reperire fondi sufficienti per il seguente progetto, ovvero LSD: Dream Emulator.[5]

Sato rifiutò nuovamente l'idea di realizzare un videogioco e volle utilizzare la PlayStation come mezzo per creare arte e musica.[5] Ha affermato di aver scelto la console PlayStation come piattaforma perché sosteneva che la Sony, proprietaria dell'apparecchio, stava già abbracciando concetti elaborati mentre sentiva che la Sega e la Nintendo avessero una reputazione più alta come società di giocattoli.[4] Sato ha concepito LSD: Dream Emulator dopo aver fatto alcune partite ad alcuni giochi di corsa, che reputava difficili e noiosi dal momento che non si considerava un abile giocatore: ciò lo spinse a immaginare le possibilità di distruggere le macchine virtuali che guidava contro una parete in modo da trasportare il giocatore in un'altra dimensione. Pensò che questo sarebbe stato più piacevole per giocatori come lui che non erano esperti in altri giochi.[4][5] Da lì, ebbe l'idea di creare un mondo immaginario irrazionale e facilmente dimenticabile come quello dei sogni. Sato non avrebbe dato al gioco alcun obiettivo perché, secondo lui, non sono essenziali nei videogiochi dal momento che "anche l'esistenza umana naturale non può essere ridotta a semplici obiettivi".[4] Per ispirazione, l'artista si ispirò a un diario dei sogni posseduto per oltre dieci anni da Hiroko Nishikawa, una collega della Asmik Ace Entertainment.[1][3] Sato ha anche inserito molti espedienti nel gioco, quali degli improvvisi game over, video e testi inusuali, e altri dettagli da far "digerire" ai giocatori.[5]

La musica è stata composta dallo stesso Sato,[4][5] che ha usato i campionamenti ripresi da circa 500 pattern musicali; sosteneva che questo approccio somigliasse al "caos di uno stato onirico che va in contrasto con le melodie ben definite".[1][4][5] Si ispirò specialmente alla musica dell'etichetta Warp Records. Inizialmente avrebbe incluso scale pentatoniche e melodie particolari per dare al gioco un tocco asiatico, ma si rese conto che non era necessario dopo aver visto il successo internazionale di produttori giapponesi quali Ken Ishii, che in seguito è stato autore di un remix di un brano della colonna sonora del gioco.[5]

L'"LSD" del titolo è un riferimento all'omonima droga: scelta nata dal bisogno di catturare l'attenzione delle sottoculture hippie e psichedeliche del periodo.[5] All'acronimo sono state date varie interpretazioni quali "in Life, the Sensuous Dream" ("nella vita, il suono sensuale") e "in Limbo, the Silent Dream" ("nel limbo, il suono silenzioso"). Sato sentì che questo titolo simboleggiasse il caos e la confusione dei sogni.[4] Secondo Sato, il movimento psichedelico si intrecciava con la cultura del personal computer nella West Coast degli Stati Uniti, un pubblico che aveva in mente da quando sviluppava LSD: Dream Emulator e Eastern Mind.[5]

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Sato aveva sperato in un'uscita americana come era accaduto con Eastern Mind, ma il gioco venne pubblicato nel solo Giappone il 22 ottobre 1998. Non sarebbero seguiti altri capitoli.[4][5][6] LSD: Dream Emulator è stato pubblicato come gioco indipendente e in un set in edizione limitata, distribuito con un CD di techno psichedelica intitolato Lucy in the Sky with Dynamites e un libretto intitolato Lovely Sweet Dream che contiene estratti del diario dei sogni di Nishikawa nonché traduzioni in lingua inglese di molti sogni e illustrazioni forniti da una grande varietà di artisti.[1][7] Sato non ha mai voluto pubblicare una colonna sonora a parte e volle che una compilation della musica del gioco, intitolata LSD and Remixes, includente i remix di Ken Ishii, Jimi Tenor, μ-Ziq e Morgan Geist, tra gli altri, uscisse insieme al gioco.[4][8]

LSD: Dream Emulator ha venduto poche copie ed è divenuto un prodotto raro e costoso.[1][2] Anni più tardi, un'alta domanda da parte dei fan della Sony ha spinto quest'ultima a ripubblicarlo su PlayStation Network l'11 agosto 2010 per il solo Giappone.[1][9]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

LSD: Dream Emulator è stato presto dimenticato dopo l'uscita a causa della sua disponibilità limitata e a causa della sua natura eccentrica. Ciò lo portò ad ottenere un culto accanito negli anni seguenti.[1][2][3] Il suo interesse rinnovato tra il pubblico occidentale avvenuto anni dopo la sua uscita è un mistero per Sato. Motherboard ha scritto che la sua popolarità è dovuta a Internet, principalmente grazie alle sue apparizioni in blog umoristici, quali Cracked.com, e nei vari Let's Play di YouTube, in cui gli utenti si sono nutriti delle qualità eccentriche del gioco.[2] Hardcore Gaming 101 ha concluso che la popolarità di LSD: Dream Emulator è un "testamento per la domanda dei consumatori di giochi allucinogeni ed esperienziali".[1] Sato ha affermato che un pubblico giovanile sia andato a vedere le sue mostre d'arte grazie alla popolarità ottenuta dal videogioco.[5] La band degli Alt-J ebbe il permesso di utilizzare un'istantanea schermo di LSD: Dream Emulator per la copertina del loro album Relaxer (2017).[5][10] Nel 2011, un fan del gioco sviluppò un remake non ufficiale e per personal computer di LSD: Dream Emulator adottando il motore grafico Unity. Esso venne pubblicato in versione alfa nel 2014.[11][12]

Per quanto riguarda la qualità artistica del gioco, Kill Screen ha definito LSD: Dream Emulator "uno dei giochi più strani e imprevedibili mai realizzati".[3] Hardcore Gaming 101 ha dichiarato che "non c'è mai stato un altro videogioco che abbia conferito in modo così efficace la sensazione di un sogno reale", sostenendo anche che, sebbene fosse un po' datato, vale comunque la pena provarlo. Il titolo della Asmik Ace è stato paragonato alla serie a fumetti Little Nemo e Sandman, al film Sogni e al romanzo Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie in quanto sarebbe un'opera d'arte progettata per emulare i sogni.[1] La Red Bull Music Academy lo ha definito uno dei titoli più "sperimentali" di sempre.[5]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Le tracce che seguono sono quelle dei CD allegati a LSD: Dream Emulator ovvero LSD and Remixes e Lucy in the Sky with Dynamites. I brani sono tutti attribuiti a Osamu Sato.

LSD and Remixes[modifica | modifica wikitesto]

CD 1[modifica | modifica wikitesto]

  1. Funky Solution (LSD) – 5:50
  2. Long Tall Eyelash – 5:41
  3. TV River – 5:40
  4. Professional Problem – 4:57
  5. Oriental Grill – 4:18
  6. Come on and – 6:49
  7. Fax Factory – 4:40
  8. Fried Banana – 5:18
  9. Say Cheeze – 6:02

Durata totale: 49:15

CD 2[modifica | modifica wikitesto]

  1. Long Tall Eyelash (Ken Ishii Mix) – 5:50
  2. Funky Solution (Jimi Tenor Mix) – 6:32
  3. Long Tall Eyelash (µ-Ziq Mix) – 8:11
  4. TV River (Morgan Geist Mix) – 6:20
  5. Professional Problem (Pantune Music Mix) – 7:21
  6. Oriental Grill (M.P.D. Mix) – 9:01
  7. Come on and (Out Ass Mao Mix) – 8:15

Durata totale: 51:30

Lucy in the Sky with Dynamites[modifica | modifica wikitesto]

  1. Lucy in the Sky with Dynamites – 60:00

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) LSD Dream Emulator, su hardcoregaming101.net. URL consultato il 30 marzo 2018.
  2. ^ a b c d e (EN) The Elusive Creator of the Most Terrifying Video Games, su motherboard.vice.com. URL consultato il 30 marzo 2018.
  3. ^ a b c d e (EN) REMAKING THE NOTORIOUS PS1 FREAKOUT LSD: DREAM EMULATOR, su killscreen.com. URL consultato il 30 marzo 2018.
  4. ^ a b c d e f g h i j k Autori vari, PlayStation Anthology, Geeks Line, 2014, pp. 118-121.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o (EN) Interview: Osamu Sato, su daily.redbullmusicacademy.com. URL consultato il 30 marzo 2018.
  6. ^ (EN) Pubblicità di LSD: Dream Emulator, su youtube.com. URL consultato il 30 marzo 2018.
  7. ^ (JA) Raburī suīto dorīmu : LSD, su worldcat.org. URL consultato il 30 marzo 2018.
  8. ^ Autori vari, LSD instruction manual, Asmik Ace Entertainment, 1998.
  9. ^ (JA) LSD, su store.playstation.com. URL consultato il 30 marzo 2018.
  10. ^ (EN) The bizarre inspiration behind Alt-J’s creepy new artwork, su tonedeaf.com.au. URL consultato il 30 marzo 2018.
  11. ^ (EN) Fan Remake Of LSD: Dream Emulator Is Now Playable Read more at http://www.siliconera.com/2014/12/28/fan-remake-of-lsd-dream-emulator-is-now-playable/#iE52smVB16mD0EWx.99, su siliconera.com. URL consultato il 30 marzo 2018.
  12. ^ (EN) This awesome son-of-a-gun is remaking LSD: Dream Emulator, su destructoid.com. URL consultato il 30 marzo 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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