L'uomo disintegrato

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L'uomo disintegrato
Titolo originale The Demolished Man
Altri titoli Anime cieche
Autore Alfred Bester
1ª ed. originale 1952
1ª ed. italiana 1953
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza
Lingua originale inglese
Protagonisti Ben Reich

L'uomo disintegrato (The Demolished Man) è un romanzo di fantascienza del 1953 scritto da Alfred Bester. È stato vincitore della prima edizione del Premio Hugo come miglior romanzo nel 1953. In Italia è stato pubblicato a puntate in appendice a 13 numeri della collana Il Giallo Mondadori, col titolo Anime cieche, ed è uscito nella collana di fantascienza Urania solo dieci anni dopo. Nel 2006 ne è stata fatta una nuova traduzione integrale, pubblicata nella collana Urania Collezione.

È ambientato in un futuro dove parte dell'umanità è costituita da telepati (esper), divisi in classi a seconda dell'ampiezza dei loro poteri (la classe 3 può leggere solo la mente conscia, la classe 2 ha accesso al preconscio e la classe 1 all'inconscio) ed organizzati in una Lega volta alla protezione dell'umanità e dotata di un rigido codice morale.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Ben Reich, ultimo erede delle imprese di famiglia, ritiene di aver perso la sfida che si tramanda di generazione in generazione contro le imprese D'Courtney, ed è assillato da incubi che riguardano l'Uomo senza Volto, che egli identifica con il suo avversario. Decide quindi di proporre un accordo storico di fusione fra le due aziende, usando un antico codice cifrato di uso commerciale, a cui segue un rifiuto.

Reich giunge quindi alla determinazione di uccidere il proprio rivale; dovrà allestire un piano in grado di resistere alle indagini nella iper-sofisticata struttura sociale del XXIV secolo, gestita da telepati esperti e con un forte senso della moralità: è quasi impossibile nascondere un delitto quando vi è un ordine professionale capace di leggere nella mente.

Reich assolda un telepate di classe 1 che lo copra durante l'esecuzione dell'omicidio e lo aiuti nelle fasi successive delle indagini, informandolo e consentendo il depistaggio. Durante una festa riesce ad allontanarsi inosservato ed uccidere un vecchissimo e malato Craye D'Courtney, sotto gli occhi della giovane figlia Barbara, che ne rimane sconvolta e fugge.

Delle indagini viene incaricato prefetto di polizia Lincoln[1] Powell, telepate di prima classe, che intuisce la colpevolezza di Reich ma deve trovarne le prove oggettive in un sistema legale che non considera tale la lettura del pensiero. Fra i due si scatena un duello su più fronti; Powell metterà in campo le forze di polizia e la Lega dei telepati, Reich il ricatto, i telepati corrotti, la malavita organizzata. I due cercheranno di infiltrare l'uno le file dell'altro, senza successo; anche il ritrovamento di Barbara D'Courtney nei bassifondi sarà infruttuoso, perché la giovane è in stato catatonico, e potrà riprendersi solo dopo un trattamento di regressione all'infanzia (l'immaginario déjà éprouvé) che dura circa tre settimane.

Infine Preston riesce a raccogliere prove schiaccianti della colpevolezza di Reich, la confessione dei telepati corrotti, l'arma del delitto, i dettagli del piano. Ma sottoposto il tutto al Calcolatore Legale di Accuse, una sorta di giudice per le indagini preliminari elettronico, l'accusa crolla: la risposta in codice alla richiesta di fusione delle aziende, una volta decifrata, era risultata positiva; non esiste quindi più il movente.

Reich, profondamente convinto di aver ricevuto un rifiuto e non un'accettazione, è libero ma incredulo; i suoi incubi con l'Uomo senza Volto diventano più frequenti ed assillanti, e viene preso da manie di persecuzione. Preston convince la Lega ad usarlo come vettore per una "Azione di Massa" telepatica contro Reich, durante la quale riuscirà a costringerlo ad affrontare i propri incubi. Reich così apprenderà ciò che inconsciamente già sapeva: che Craye D'Courtney, l'Uomo senza Volto e la vittima del suo omicidio, era in realtà suo padre.

Ben Reich sarà quindi sottoposto alla pena prevista per omicidio: la disintegrazione della personalità e della memoria, dalla quale rinascerà dopo un anno di cure reintegrato alla società.

Non manca il lieto fine con Lincoln Powell e Barbara D'Courtney che si innamorano, scoprendo al contempo che lei è una telepate latente, divenuta attiva per il trauma.

Temi[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo è un classico del tema delle percezioni extrasensoriali, soprattutto per la ricerca delle implicazioni sociali che la comparsa della telepatia in un elevato numero di esseri umani porrebbe inevitabilmente. Ma questa analisi viene svolta mettendola alla prova in situazioni dinamiche (come il telepate corrotto bandito dalla Lega che confronta i non telepati ai sordomuti) ed il romanzo scorre molto speditamente con una trama da libro giallo ed avvince il lettore, anche grazie ai molti ed imprevisti colpi di scena.

Da non sottovalutare l'aspetto peculiare assunto dal giudizio sulla criminalità che viene vista come valore da recuperare invece che punire[2]: «Un criminale è un ammalato. Naturale che lo si porti in ospedale e gli si mandino regali. In che altro modo si potrebbero trattare i criminali?».

Il libro si distingue anche per un uso particolare del segno grafico: non solo nella rappresentazione delle conversazioni telepatiche (in cui le parole vengono disposte sulla pagina in modo da formare immagini), ma anche nell'ortografia dei nomi (per esempio, Atkins e Wyget vengono scritti rispettivamente @kins e Wyg&)[3].

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Alfred Bester, The Demolished Man, 1952.
  • Alfred Bester, Anime cieche, traduzione di Marisa Salmi, collana Il Giallo Mondadori n° 216 - 228 (in appendice), Arnoldo Mondadori Editore, 1953.
  • Alfred Bester, L'uomo disintegrato, traduzione di Marisa Salmi, collana Uranian° 312, Arnoldo Mondadori Editore, 1963, pp. 224.
  • Alfred Bester, L'uomo disintegrato, traduzione di Marisa Salmi, collana Classici Fantascienza n° 34, Arnoldo Mondadori Editore, 1980, pp. 224.
  • Alfred Bester, L'uomo disintegrato, traduzione di Giuseppe Lippi e Laura Serra, collana Urania n° 42, Arnoldo Mondadori Editore, 2006, pp. 292. ISSN 1721-6427.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Preston nella traduzione Marisa Salmi
  2. ^ Daniele Barbieri, Fanta-giustizia fra presente e futuro prossimo
  3. ^ Quest'ultima caratteristica non è presente nella traduzione del 1963.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]