L'eterno riposo

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L'Eterno riposo (in latino, Requiem aeternam) è una preghiera della tradizione cattolica rivolta a Dio per la pace delle anime dei defunti.

Liber choralis S.Leonardi (MCM), LXXIV Requiem aeternam.JPG

È derivata dall'antica preghiera cristiana del Requiescat in pace, dove la parola "dormizione" ("riposo") si trova nei tre Vangeli sinottici, e in Giovanni.
Il tema è presente anche nell'apocrifo Apocalisse di Esdra (III secolo).

La Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa d'Oriente celebrano tutte le anime del Paradiso nella Solennità di Ognissanti, comprendendo fra le anime sante non solo quelle del calendario liturgico, ma tutte quelle salvate (note e ignote), che vivono già in comunione con il Dio Uno e Trino, e con gli angeli santi.

Il giorno seguente, la Commemorazione dei Defunti ricorda tutte le anime dei morti, anche quelle del Purgatorio e dell'Inferno[senza fonte].

Testo[modifica | modifica wikitesto]

(LA) « 

Rèquiem aetèrnam,
dona eis, Domine,
et lux perpètua lùceat eis.
Requiéscant in pace.
Amen.

 »
(IT) « 

L'eterno riposo,
dona loro, o Signore,
e splenda ad essi la Luce perpetua.
Riposino in pace.
Amen.

 »

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Nel caso di una singola persona si usa il verbo al singolare "requiescat" e i pronomi maschile o femminile singolari: "ei" oppure "ea" al posto di "eis".

Vangeli[modifica | modifica wikitesto]

Nella narrazione evangelica della resurrezione della figlia di Giairo, Gesù stesso esplicitamente dice che:

« la fanciulla non è morta, ma dorme »

(Matteo 9,24; Marco 5,39; Luca 8,52)

La parola "dormizione" è chiaramente usata per far comprendere che la morte non è la fine di tutto, ma è vinta dalla resurrezione dai morti, così come al sonno segue il risveglio.
La religione cattolica intende la dormizione ("riposo") come dormizione del corpo, mentre la resurrezione ("risveglio") è intesa come resurrezione della carne, professando in questo modo che subito dopo la morte l'anima, separata dal corpo, non cessi mai di vivere, ma continui ad essere, in uno di questi tre stati: Paradiso (Comunione dei santi), Purgatorio, oppure all'Inferno (Catechismo della Chiesa Cattolica 1030-1032).

Ecclesia mllitans, Ecclesia poenitens et Ecclesia triumphans, affresco di Andrea da Firenze, Basilica di Santa Maria Novella, c. A.D. 1365

In modo analogo, il Vangelo di Giovanni:

« Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita, e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. »

(Giovanni 5,29)

Storia liturgica[modifica | modifica wikitesto]

Nella liturgia cattolica, è previsto che in presenza dell'infermo, se questi lo richiede, il sacerdote è obbligato ad amministrare il Sacramento dell'Estrema Unzione[senza fonte].

Fino al Concilio Vaticano II, e in un certo numero di casi selezionati, ancora oggi, il rituale romano era la pronuncia delle Preci Latine: Litanie Lauretane, seguite dall’Ordo Commendationis Animae:

« Proficiscere anima christiana de hoc mundo... [...]Constitua te Christus, Filius Dei vivi, intra paradisi sui semper amoena virentia, et inter oves suas te verus ille Pastor agnoscat. Ille ab omnibus peccatis tuis te absolvat, atque ad dexteram suam in electorum suorum te sorte constituat. Redemptorem tuum facie ad faciem videas, et, praesens semper assistens, manifestissimam beatis oculis aspicias veritatem. Constitutus igitur inter agmina beatorum, contemplationis divinae dulcedine potiaris in saecula saecolurom. Amen »

(Ordo commendationis animae, (precedente il Vaticano II))

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