L'assassino ti siede accanto

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L'assassino ti siede accanto
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Jason Voorhees (Warrington Gillette) in una scena del film
Titolo originaleFriday the 13th Part 2
Paese di produzioneUSA
Anno1981
Durata87 min
Rapporto1,78:1
Genereorrore
RegiaSteve Miner
SceneggiaturaRon Kurz
ProduttoreSteve Miner
FotografiaPeter Stein
MontaggioSusan E. Cunningham
Effetti specialiSteven Kirshoff
MusicheHarry Manfredini
ScenografiaVirginia Field
CostumiEllen Lutter
TruccoLisa Brozek, Carl Fullerton, Cecilia Verardi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'assassino ti siede accanto (Friday the 13th Part 2) è un film horror del 1981 diretto da Steve Miner, primo sequel del film Venerdì 13 (1980).

Riscosse molto successo al botteghino, incassando 21.7 milioni di dollari negli USA (le aspettative di incasso erano di 1 milione di dollari). Furono tagliati quarantotto secondi dall'MPAA per evitare l'X rating. Fra questi c'è la scena del doppio impalamento (quella presa da Reazione a catena di Mario Bava). La serie di omicidi iniziati in questo film continua nella parte terza e nella parte quarta; ognuno di questi sequel inizia esattamente dove finisce il precedente.

Il film è ambientato cinque anni dopo il primo episodio della saga a Packanack Lodge, un luogo vicino Camp Crystal Lake, e vicino alla casa di Jason Voorhees. In Italia è stato distribuito in un secondo momento con il titolo Venerdì 13 parte II - L'assassino ti siede accanto al fine di rendere più chiara l'appartenenza del film all'intera saga.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film inizia con Alice che due mesi dopo il massacro di Crystal Lake, cerca di rifarsi una vita. Una sera, dopo essersi fatta una doccia, trova nel suo frigo la testa di Pamela Voorhees, l'omicida che uccise i suoi amici convinta che fosse a causa loro che suo figlio Jason fosse morto. Intanto, un misterioso assassino con il volto coperto da un cappuccio la coglie alle spalle e le pianta un rompighiaccio nella tempia, uccidendola. Si tratta di Jason Voorhees, il figlio di Pamela.

Cinque anni dopo, un nuovo gruppo di Scout affitta una casa in un campeggio vicino a quello di Camp Crystal Lake (soprannominato dopo gli eventi del primo film "Campo di sangue"), Packanack Lodge, capeggiato dai direttori Ginnie e Paul, il quale racconta al resto degli animatori la leggenda di Jason che tuttavia, non è per niente inventata: Jason è vivo e la prima vittima che miete è un vecchietto di nome Ralph (già presente nel primo film). Nei preparativi per riaprirlo, Jeff e Sandra, incuriositi dalla storia di Jason, vanno ad esplorare il campo "maledetto", ma prima che Jason possa ucciderli, vengono scoperti da un poliziotto, il quale incita Paul a punirli. La loro punizione consiste nel rimanere a guardia del campo, mentre il resto degli animatori sarebbe andato ad un Night Club per divertirsi. Tuttavia, insieme a Jeff e Sandra decidono di rimanere a guardia del campo anche altri quattro compagni quali Terry, Scott, Vicky e Mark, un ragazzo invalido costretto a rimanere sulla sedia a rotelle. Nel frattempo anche il poliziotto, dopo aver raggiunto il rifugio di Jason, viene ucciso da quest’ultimo. Calata la notte gli altri rientrano, mentre Terry decide di farsi una nuotata, ma qualcuno le sottrae i vestiti. Uscita dall’acqua si accorge che si tratta di Scott, il quale, nel tentativo di restituirleli, rimane appeso ad una corda. Terry, a quel punto, va a cercare un coltello per liberarlo ma il ragazzo viene sgozzato da Jason, che poi tramortisce anche Terry, tornata ad aiutare Scott. Nel frattempo Jeff e Sandra consumano un rapporto sessuale mentre Vicky si appresta a fare lo stesso con Mark, che però rimane da solo poiché la ragazza si allontana per andare a sistemarsi. Jason ne approfitta ed uccide prima Mark, colpendolo in fronte col machete, e poi Jeff e Sandra, impalandoli insieme con una lancia. Anche Vicky, rientrata, viene pugnalata ed uccisa da Jason.

Ginny e Paul si apprestano quindi a tornare alla residenza, mentre gli altri animatori rimangono al night club. I due scoprono però con orrore della morte dei sei rimasti al campo e vengono attaccati da Jason. Dopo un'animata lotta, Jason riesce a colpire Paul con il suo coltello e si appresta all'inseguimento di Ginny, che dopo una lunga corsa nei boschi, riesce a raggiungere un vecchio rifugio in disuso. Una volta entratavi, la ragazza si ritrova davanti un terribile spettacolo: la testa di Pamela Voorhees circondata da candele e fiori, probabilmente un santuario che lo stesso Jason ha costruito per la madre

Jason riesce però a seguirla e nei pochi minuti a lei a disposizione, Ginnie elabora un piano piuttosto ingegnoso: secondo lei infatti Jason non uccide perché lo vuole ma come vendetta nei confronti della madre, che ha visto venire decapitata, la quale era l’unica persona che egli amava veramente. Ginnie indossa quindi il maglione di Pamela e finge di essere lei, in modo da abbindolare Jason per farlo inginocchiare e, in quel modo, colpirlo con un machete, ma un movimento brusco della ragazza mostra a Jason la testa della madre. Jason quindi capisce il piano architettato da Ginnie e si accinge ad ucciderla, ma viene fermato da Paul, ancora vivo. Approfittando del momento, Ginny riesce a colpire violentemente Jason alla spalla con un machete facendogli perdere i sensi. Ma quando lei e il suo ragazzo si riposano in una casetta dopo lo scontro, l'uomo le riappare alle spalle e la trascina via. Tuttavia, la mattina successiva, Ginnie si risveglia sana e salva all’interno di in ambulanza.

Vittime[modifica | modifica wikitesto]

  1. Ralph: sgozzato;
  2. Poliziotto: piccone in testa;
  3. Scott: sgozzato;
  4. Terry: tramortita;
  5. Mark: colpo machete in faccia;
  6. Jeff e Sandra: impalati da una lancia;
  7. Vicky: pugnalata più volte.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La scena finale dove Jason sfonda la finestra venne considerata come uno dei momenti classici nella storia del cinema horror. Questa, così come la scena in cui Jason alza il coltello prima di uccidere Vicky, sono state descritte nella 82ª edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar.

La famosa maschera da hockey utilizzata da Jason non apparirà fino al terzo film. Qui Jason usa un sacco di iuta per coprirsi il volto, come nel film del 1976 La città che aveva paura.

Si pensa che Warrington Gillette interpreti Jason, ma in realtà lui ha recitato in quel ruolo solo quando si vede il volto di Jason senza maschera. Nelle altre scene è interpretato da Steve Dash (al secolo lo stuntman Steve Daskawisz) che ha riportato alcune ferite durante le riprese. Secondo quanto detto da Amy Steel, durante una scena dove lei avrebbe dovuto tentare di colpirlo, lei avrebbe sbagliato i tempi e colpito l'attore ad un dito con un machete. L'attore dovette andare all'ospedale e ricevette tredici punti di sutura. Infine, coprirono il dito ricucito con un pezzo di gomma e lui e Steel rifecero la scena. Nella scena in cui Daskawiz indossa il cappuccio, parte del cappuccio continuava a spostarsi dagli occhi così fu usato del nastro dentro la zona degli occhi per evitare che il sacco di iuta si muovesse. Quando Daskawisz si toglie il sacco, il nastro che fermava il cappuccio gli procurò delle bruciature intorno agli occhi.

Nella scena finale si vede la testa mummificata della signora Voorhees e appare chiaro che si tratta della testa vera di un'attrice con su un pesante makeup. La ripresa finale è un close-up di questa testa che termina con un fermoimmagine. Originariamente la ripresa si concludeva con la Voorhees che apriva gli occhi e sorrideva ma all'ultimo minuto Miner decise che questo effetto togliesse impatto al film.

Il finale del film è stata una fonte di confusione per i fan. Lo sceneggiatore Ron Kurz ha dichiarato che il salto di Jason attraverso la finestra fu inteso per essere posta in realtà e che Paul fosse ucciso fuori campo[1]. Comunque, l'inizio del terzo capitolo della saga Week-end di terrore riutilizzò un filmato dalla fine de L'assassino ti siede accanto, ma invece di mostrare Jason che sfonda la finestra per attaccare Ginny, un nuovo filmato mostra Jason che tira fuori il machete dalla sua spalla e che striscia via mentre Ginny e Paul lo lasciano morire nel fienile, facendo un retcon della scena in cui Jason sfonda la finestra nel sogno. Delle dicerie dicono che John Furey lasciò la produzione prima che il film venne completato e che il suo personaggio non appaia alla fine del film. In realtà il suo personaggio non doveva apparire alla fine. Una scena finale mai stata usata, dopo che Ginny domanda dove sia Paul, la scena si sposta sulla testa di Pamela Voorhees, la quale poi apre gli occhi e sorride, indicando che Jason abbia ucciso Paul.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al successo di Venerdì 13 nel 1980, la Paramount Pictures iniziò a pianificare un sequel. Prima dell'acquisizione dei diritti di distribuzione mondiale, Frank Macuso Sr. dichiarò: "Volevamo che fosse un evento, dove gli adolescenti si affollano nei cinema in quella notte di venerdì a vedere l'ultimo episodio.". Le prime idee per un sequel coinvolgevano il titolo Venerdì 13 che sarebbe stato utilizzato per una serie di film, distribuiti uno ogni anno, che non avrebbero avuto una diretta continuità con gli altri, ma dovevano essere "film spaventosi" separati dei loro predecessori. Phil Scuderi, uno dei tre proprietari degli Esquire Theatres, insieme a Steve Minasian e Bob Barsamian, che produssero il film originale, insistettero che il sequel doveva avere Jason Voorhees, il figlio di Pamela Voorhees, sebbene la sua apparizione nel primo film doveva essere solo uno scherzo. Steve Miner, produttore esecutivo del primo film, credette nell'idea e avrebbe continuato a dirigere i primi due sequel, dopo che Cunnigham scelse di non tornare alla sedia del regista. Miner avrebbe utilizzato molti membri della stessa crew del primo film[1].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Come il primo film, L'assassino ti siede accanto fu un grande successo commerciale, ma venne deriso dalla critica.

Roger Ebert del Chicago Sun-Times diede al film la metà di una stella su quattro, affermando: Questo film è un incrocio tra i generi Mad Slasher e Dead teenager; circa due dozzine di film l'anno sono caratterizzati da un pazzo assassino che uccide ferocemente, e sono tutti pessimi come questo. Alcuni hanno un po' più di trama, altri ne hanno un po' di meno[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ^ a b Peter Brack (2006-10-11). Crystal Lake Memories. United Kingdom: Titan Books. pp. 50–52. ISBN 1845763432.
  2. ^ (EN) Friday the 13th, Part 2

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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