L'amore delle tre melarance

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L'amore delle tre melarance
Titolo originale Ljubov' k trëm apel'sinam (Любовь к трём апельсинам)
Lingua originale russo
Musica Sergej Prokof'ev
Libretto Sergej Prokof'ev
Fonti letterarie L'amore delle tre melarance, commedia di Carlo Gozzi
Atti 1 prologo, 4 atti e 10 quadri
Epoca di composizione 1919
Prima rappr. 30 dicembre 1921
Teatro Chicago, Auditorium Theatre
Prima rappr. italiana 30 dicembre 1947
Teatro Milano, Teatro alla Scala
Personaggi
  • Il re di Coppe (basso)
  • Il principe Tartaglia, suo figlio (tenore)
  • Leandro, primo ministro (baritono)
  • La principessa Clarice, nipote del re (mezzosoprano)
  • Pantalone, cortigiano favorito del re (baritono)
  • Truffaldino, menestrello di corte (tenore)
  • Celio, mago e genio protettore del re (basso)
  • La fata Morgana, maga e genio protettore di Leandro (soprano)
  • Smeraldina, servitrice della fata Morgana (mezzosoprano)
  • La maga Creonta, sotto le spoglie di una cuoca (basso)
  • Farfarello, diavolo (basso)
  • Linetta (soprano),
  • Nicoletta (mezzosoprano) e
  • Ninetta (contralto), principesse delle melarance
  • Un messaggero (basso)
  • Il Maestro di cerimonie (tenore)
  • Spettatori: i Tragici, i Comici, i Lirici, gli Scervellati, gli Originali; diavoli e diavoletti, medici di corte

L'amore delle tre melarance (Ljubov k trëm apel'sinam / Любовь к трём апельсинам), Op. 33, è un'opera di Sergej Prokof'ev, su libretto del compositore medesimo, tratto dalla commedia L'amore delle tre melarance di Carlo Gozzi, a sua volta basata sulla fiaba di Giambattista Basile, contenuta ne Lo cunto de li cunti.

L'opera venne commissionata a Prokof'ev durante la fortunata tournée di questi negli Stati Uniti nel 1918, dopo una serie di concerti di successo a Chicago (dove aveva eseguito fra le altre cose la sua prima Sinfonia e il Concerto per pianoforte n. 3), dal direttore della Chicago Opera Association, l'italiano Cleofonte Campanini. Prokof'ev disponeva già di un abbozzo di libretto redatto durante il viaggio e basato sulla commedia di Gozzi, adattato dalla traduzione in russo di Vsevolod Mejerchol'd, che modernizzava alcune delle influenze del genere della commedia dell'arte e introduceva alcuni elementi legati alla poetica surrealista. A causa della scarsa conoscenza di Prokof'ev della lingua inglese, e visto che un'opera in russo all'epoca rischiava di risultare inaccettabile per il pubblico americano, la prima versione venne messa in scena in francese, forse con l'aiuto del soprano Vera Janacopoulos, col titolo L'amour des trois oranges[1].

La prima rappresentazione ebbe luogo il 30 dicembre 1921 all'Auditorium Theatre di Chicago, sotto la direzione dello stesso compositore. La prima esecuzione in lingua originale avvenne a Leningrado (oggi San Pietroburgo) il 18 febbraio 1926.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

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I Tragici, i Comici, i Lirici e gli Scervellati (interpretati da diverse sezioni del coro) discutono animatamente su quale genere teatrale sia il migliore, e ognuno fa valere la sua opinione in base ai suoi gusti. A un certo punto intervengono gli Originali, che annunciano che ciò che sta per andare in scena non è nulla di ciò di cui gli altri parlavano, ma è L'amore delle tre melarance, uno spettacolo che probabilmente li soddisferà tutti. I personaggi del Prologo rimangono quindi ai lati della scena, e spesso commenteranno quanto avviene o interverranno direttamente.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Il re di Coppe e il suo cortigiano e consigliere Pantalone si dolgono delle innumerevoli malattie del principe Tartaglia, causate dal suo eccessivo amore per la poesia tragica. I medici di corte informano il re che l'ipocondria di suo figlio guarirà se egli riuscirà a ridere, quindi Pantalone convoca il menestrello Truffaldino perché faccia divertire i presenti, assieme al primo ministro Leandro, che però segretamente trama contro il re per metterlo fuori combattimento e succedergli.

Il mago Celio, schierato dalla parte del re, e la fata Morgana, protettrice di Leandro e Clarice (principessa nipote del re e amante di Leandro, che spera fortemente che il principe muoia), si sfidano a carte per stabilire chi avrà la meglio: Celio perde per tre volte di fila.

Leandro e Clarissa discutono allora su come uccidere il principe: Leandro suggerisce di declamargli un'ennesima poesia tragica per aggravarne la malattia, suscitando l'approvazione dei Tragici, ma Clarice e gli Originali preferirebbero metodi più spicci, come l'uso di un veleno. Interviene Smeraldina, che rivela loro di essere al servizio della fata Morgana, quindi di parteggiare anche lei per Leandro.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i tentativi di far ridere il principe, nonostante gli incitamenti dei Comici, stanno fallendo miseramente, finché la fata Morgana, che era sopraggiunta travestita da vecchia, viene riconosciuta da Truffaldino, che la fa inciampare. Il principe, vedendo questa scena, scoppia finalmente a ridere, e così fanno anche tutti gli altri presenti, tranne Leandro e Clarice. Morgana allora maledice il principe: da quel momento sarà ossessionato dall'amore per tre melarance, prigioniere della maga Creonta, e per riuscire a trovare pace dovrà trovarle e liberarle. Il principe parte assieme a Truffaldino per cercarle.

Atto III[modifica | modifica wikitesto]

Celio comunica ai suoi due protetti, Tartaglia e Truffaldino, dove si trovano le tre melarance, e li avvisa di aprirle solo se avranno acqua a disposizione sul momento. Anche se, avendo perso a carte, i suoi poteri sono inefficaci, come gli ricorda il diavolo Farfarello, dà a Truffaldino un anello magico da usare contro la maga, che appare come una spaventosa cuoca che punisce gli intrusi prendendoli a mestolate. Con l'aiuto di Farfarello, i due arrivano in volo fino al palazzo, riescono a distrarre la cuoca, rubano le melarance e fuggono nel deserto. Mentre il principe dorme, Truffaldino, assetato, apre una delle melarance, pensando che contenesse succo da poter bere, e invece ne esce la principessa Linetta, terribilmente assetata, che, chiedendo e non trovando nulla da bere, muore. Truffaldino apre la seconda melarancia, da cui esce la principessa Nicoletta, ma anch'ella di lì a poco muore di sete prima che Truffaldino possa aiutarla. Spaventato, Truffaldino scappa, mentre il principe si risveglia. Egli apre la terza melarancia, da cui esce la bellissima principessa Ninetta, e i due subito si innamorano. Anche Ninetta rischia di morire, ma intervengono gli Originali a portare un secchio d'acqua per salvarla. Il principe, che ha chiesto a Ninetta di sposarlo, si allontana per un attimo per cercarle dei vestiti adatti per presentarsi al castello del re, ma durante la sua assenza arriva la fata Morgana, che trasforma la ragazza in un grosso ratto. Smeraldina prende il suo posto: quando Tartaglia torna, naturalmente si rifiuta di sposarla, ma il padre lo obbliga a mantenere la promessa fatta.

Atto IV[modifica | modifica wikitesto]

Al palazzo reale, dove il principe Tartaglia si sta a malincuore preparando a sposare Smeraldina, Celio e la fata Morgana litigano di nuovo, accusandosi l'un l'altro di aver imbrogliato, ma in aiuto del mago intervengono gli Originali, che scacciano la fata. Celio ritrova i suoi poteri e restituisce a Ninetta le sue fattezze, così la giovane può sposare il principe. La congiura di Leandro e Clarice viene scoperta e il re li condanna a morte, ma la fata Morgana li aiuta a scappare. L'opera si conclude con i festeggiamenti per le nozze tra Tartaglia e Ninetta.

Suite[modifica | modifica wikitesto]

Prokof'ev compose una suite orchestrale (Op. 33bis) tratta dall'opera. La suite dura circa 15-20 minuti, ed è in sei movimenti:

  1. Gli Scervellati
  2. Il mago Celio e la fata Morgana giocano a carte (Scena infernale)
  3. Marcia
  4. Scherzo
  5. Il principe e la principessa
  6. La fuga

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pisani (1997), p. 490 e n. 13.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marina Frolova-Walker, "11. Russian opera; Two anti-operas: The Love for Three Oranges and The Nose", in: Mervyn Cooke, The Cambridge Companion to Twentieth-Century Opera, London, Cambridge University Press, 2005, pp. 182–186. ISBN 0-521-78393-3.
  • Michael V. Pisani, A Kapustnik in the American Opera House: Modernism and Prokofiev's Love for Three Oranges, in: "The Musical Quarterly", vol. 81, no. 4 (1997), pp. 487-515.
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