L'allenatore nel pallone 2

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'allenatore nel pallone 2
L'allenatore nel pallone 2.png s.png
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2008
Durata101 min
Generecommedia, sportivo
RegiaSergio Martino
SoggettoLuca Biglione, Romolo Guerrieri, Sergio Martino, Luciano Martino, Franco Verucci
SceneggiaturaLino Banfi, Luca Biglione, Riccardo Cassini, Romolo Guerrieri, Sergio Martino, Franco Verucci
ProduttoreMino Loy, Luciano Martino, Marco Poccioni, Marco Valsania
Casa di produzioneDania Film
Distribuzione (Italia)Medusa
FotografiaBruno Cascio e Giancarlo Ferrando
MontaggioAlberto Moriani, Eugenio Alabiso, Alessandro Cerquetti
Effetti specialiPasquale Di Viccaro, Stefano Marinoni, Federica Nisi, Paola Trisoglio
MusicheAmedeo Minghi
ScenografiaFabio Vitale
CostumiValentina Di Palma
Interpreti e personaggi

L'allenatore nel pallone 2 è un film commedia italiano del 2008 diretto da Sergio Martino con Lino Banfi e Biagio Izzo

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Oronzo Canà, ritiratosi molti anni prima dal mondo del calcio, gestisce ora un'azienda olearia insieme alla moglie Mara e alla figlia Michelina, che, sposatasi con Fedele, gli ha dato il nipote Oronzino, genio dell'informatica. La Longobarda, vecchia squadra del tecnico, ritorna in Serie A dopo molti anni e per l'occasione Canà è invitato, come ospite, a "Sky Calcio Show", con Ilaria D'Amico: qui l'allenatore, dopo aver ricevuto la notizia della morte di Crisantemi, calciatore della Longobarda ai tempi d'oro, rivela il motivo per cui, anni prima, venne esonerato pur avendo salvato la squadra dalla retrocessione in Serie B: raggiungendo la salvezza, aveva disubbidito all'ordine dell'allora presidente, il Commendator Borlotti, che sperava nella retrocessione, poiché i costi di gestione della società in massima serie erano troppo elevati. La dichiarazione getta fango su Willy Borlotti, figlio del commendatore e nuovo presidente, il quale, per ritrovare un'immagine onesta, assume nuovamente Canà come allenatore.

Le azioni della società aumentano di valore, ma i dirigenti, dopo aver millantato l'acquisto di una serie di campioni senza poi concludere nulla, acquistano solamente il giapponese Kiku (il cui nome, in lingua giapponese, significa "portatore di crisantemi"), che si rivela un autentico imbranato. Il nipponico debutta con un'autorete - di pregevole fattura - nella sconfitta con la Roma: i giallorossi, che Canà aveva affrontato all'esordio assoluto in A, vincono stavolta per 6-0. La Longobarda perde anche con l'Inter (subendo almeno un gol da calcio d'angolo), il Milan (per 4-2, dopo essere andata sul doppio vantaggio) e la Juventus: Kiku segna nella porta giusta contro i rossoneri, ma sbaglia nuovamente con i torinesi. La situazione è aggravata dai problemi familiari, con Fedele che, a dispetto del nome, tradisce più volte la moglie Michelina con una loro collaboratrice domestica; durante la pausa natalizia, il presidente e il suo socio russo Ramenko partono per la Russia, con la promessa di "sbloccare dei capitali" per costruire un nuovo stadio e dei nuovi spazi societari, e lasciano la squadra in mano a Canà.

Dopo essere stato frodato da Salvatore, un amico di Fedele che lo aveva fatto venire in Germania promettendogli l'acquisto di Luca Toni, al quale in realtà ha fatto firmare un contratto per l'affitto di una casa, l'allenatore ritrova Andrea Bergonzoni, un suo vecchio amico e osservatore di fiducia: grazie ai suoi consigli, Oronzo riesce ad acquistare Brambilla e Pagnotta, due vecchi calciatori ancora in forma, e il giovane brasiliano Caninho, venuto in Italia per cercare suo padre, che sa essere un allenatore sportivo italiano. La Longobarda si rende quindi protagonista di una risalita in classifica, che la porta temporaneamente in cima alla colonna di destra. Oronzo, tuttavia, scopre che potrebbe essere lui stesso il padre di Caninho: il brasiliano è figlio di Estella, una ballerina conosciuta anni prima durante un viaggio in Brasile, con la quale Canà aveva avuto una tresca. La notizia attira l'interesse dell'invadente giornalista Gioia Desideri, la quale strappa una confessione a Canà e pubblica lo scoop: il rendimento di Caninho ne risente, e la moglie Mara accusa Oronzo di averla tradita.

A risolvere le polemiche è l'intervento di Estella, la quale rivela che Caninho è sì figlio di un allenatore italiano, ma di pallacanestro, e che non ha mai avuto rapporti con il tecnico pugliese. All'ultima giornata di campionato la Longobarda affronta la Marchigiana, altra squadra neopromossa, con la necessità di vincere per conquistare la salvezza. All'intervallo, la Marchigiana è in vantaggio per 2-0 (con una doppietta di Kiku, che, in quanto alla Longobarda non riusciva ad esprimere buone prestazioni, era stato ceduto durante il calciomercato invernale alla Marchigiana, dove invece era diventato un campione); a questo punto Canà scopre che i due giocatori Eliot e Renda hanno venduto la partita e, infuriato, li sostituisce con Brambilla e Caninho. Nel secondo tempo il brasiliano realizza una tripletta che porta la Longobarda a rimontare, a vincere l'incontro e a salvarsi: Canà è quindi portato in trionfo da amici, tifosi e parenti, proprio come tanti anni prima.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Lino Banfi torna al cinema dopo vent'anni di assenza, nel ruolo dell'allenatore di calcio Oronzo Canà. Partecipano inoltre numerosi personaggi del calcio italiano, tra i quali: Francesco Totti, Alessandro Del Piero, Gianluigi Buffon, Luca Toni, Marco Amelia, Fabio Galante, Giancarlo Antognoni, Roberto Pruzzo e Ciccio Graziani (questi ultimi due già apparsi nel primo film assieme a Carlo Ancelotti). Il massaggiatore della Longobarda è lo stesso attore (Dino Cassio) che nel film originale del 1984 interpretava la parte del capostazione nella scena in cui Aristoteles decide di tornare in Brasile.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film, uscito nelle sale l'11 gennaio 2008, ha incassato in tutto 7.648.000 euro.[1]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film è stata composta da Amedeo Minghi. Minghi e Lino Banfi hanno inciso insieme la canzone La marcia di Oronzo, che accompagna i titoli di testa. Questa canzone è presente nell'album di Minghi 40 anni di me con voi.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]