L'uccello di fuoco (balletto)

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L'uccello di fuoco
CompositoreIgor' Stravinskij
Tipo di composizioneballetto
Epoca di composizione1910
Prima esecuzione25 giugno 1910
Dedicaalla memoria di Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov
Durata media45 min. circa
Organicoorchestra sinfonica
Movimenti

vedi sotto

L'uccello di fuoco (francese: L'Oiseau de feu; russo: Жар-птица, Žar-ptica) è un balletto in un atto e due scene rappresentato per la prima volta il 25 giugno 1910 all'Opéra di Parigi. Gli interpreti principali furono Tamara Karsavina, Mikhail Fokine, Vera Fokina, Alexei Bulgakov. Fu uno dei cavalli di battaglia dei Balletti Russi di Djaghilev.

La musica è di Igor' Stravinskij, la coreografia di Mikhail Fokine, le scene di Alexandre Golovine, i costumi di Leon Bakst e la direzione di Gabriel Pierné.

La partitura doveva essere scritta, in un primo tempo, da Liadov, ma egli desistette lasciando il posto a Stravinskij. In un primo tempo fu scritta a San Pietroburgo la partitura per pianoforte e in seguito venne orchestrata dal compositore nell'aprile del 1910. L'opera è dedicata a Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov[1].

È il primo grande balletto del musicista russo, seguito di lì a poco da Petruška nel 1911 e da La sagra della primavera nel 1913, anch'essi commissionati da Diaghilev. Il balletto venne riscritto dallo stesso autore in forma di suite sinfonica nel 1911, riorchestrandola nel 1919 e poi in una nuova versione nel 1945.[2]

L'Uccello di fuoco ha un ruolo storico determinante nella storia del balletto. Quest'opera, per il suo grande valore musicale, ha dato novello vigore ad un genere che tentennava[3] tra opere non proprio concepite per la danza come Sheherazade e altre, anche se notevoli, che avevano un carattere più folcloristico come le Danze dal Principe Igor.

Disegno di Leon Bakst per i costumi di una ballerina nell'Uccello di fuoco

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ispirata a una fiaba russa, la storia vede lo scontro tra due elementi antitetici: un mago immortale di nome Kašej simbolo del male e l'Uccello di Fuoco che rappresenta la forza del bene.

Il principe Ivan capita nel giardino incantato appartenente all'infernale Kašej, mago che pietrifica gli uomini ed imprigiona le donne. Nel giardino Ivan riesce a catturare uno splendido uccello dalle piume rosso oro per poi subito liberarlo ricevendo in cambio una penna d'oro. Durante la notte escono dal castello tredici principesse prigioniere, il principe avvicina una di esse e se ne innamora. Quando coraggiosamente tenta di seguirla, viene catturato dai demoni servitori del mago. Ivan agita la penna d'oro davanti a Kašej richiamando così l'Uccello di fuoco che trascina i malvagi in una danza infernale annientandoli. Su indicazione dell'uccello, il principe trova il grosso uovo che contiene l'anima del mago e lo distrugge, ponendo così fine ad ogni incantesimo, alla vita di Kašej e riunendosi alla principessa.

La musica[modifica | modifica wikitesto]

La musica dell'Uccello di fuoco deve molto a Ciaikovskij e Rimskij-Korsakov; la novità e l'arditezza del linguaggio stravinskiano ne fanno però un'opera che si discosta da qualunque modello; per la potenza del discorso musicale, per l'autonomia del ritmo, per l'uso inconsueto dei timbri puri degli strumenti e per l'arditezza armonica si può ben dire che "Stravinskij ha acceso la prima esca nella compagine strumentale dell'orchestra ottocentesca" (R.Vlad). Ne L'Uccello di fuoco troviamo violoncelli e contrabbassi che intonano in sordina un tema cupo, poi le terzine veloci degli archi e i legni che preannunciano la comparsa dell'uccello di fuoco. A detta dell'autore, la danza della creatura benefica sarebbe il pezzo più riuscito dell'opera, quando cioè il corteo delle principesse viene reso con lenta maestà dagli archi.

Il tema della principessa è mesto (clarinetti, flauti e violino a solo o in gruppo). Un crescendo di fagotti e tromboni annuncia la venuta di Kasej, mentre la "danza infernale dei sudditi di Kasej" rappresenta le tenebre attraverso un'orchestra d'archi in flautando coadiuvata da rulli di grancassa, archi, legni e tremolo di timpani.

Svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

  • Introduzione
  • Scena 1
    • Il giardino incantato di Kascej
    • Apparizione dell'Uccello di fuoco seguito dal principe Ivan
    • Danza dell'Uccello di fuoco
    • Cattura dell'Uccello di fuoco da parte del principe Ivan
    • Suppliche dell'Uccello di fuoco – apparizione delle tredici principesse prigioniere
    • Gioco delle principesse con il pomo d'oro
    • Brusca apparizione del principe Ivan
    • Khorovod (rondò) delle principesse
    • Alba – Il principe Ivan entra nel palazzo di Kascej
    • Carillon magico – apparizione dei mostri-guardiano di Kascej - cattura del principe Ivan – intercessione delle principesse
    • Danza della suite di Kascej incantato dall'Uccello di fuoco
    • Danza infernale di tutti i sudditi di Kascej
    • Berceuse (l'Uccello di fuoco) – risveglio di Kascej – morte di Kascej – Tenebre profonde
  • Scena 2
    • Sparizione del palazzo e dei sortilegi di Kascej – animazione dei cavalieri pietrificati – allegria generale

Altre versioni coreografiche[modifica | modifica wikitesto]

George Balanchine, New York City Ballet, 27 novembre 1949, scene di Marc Chagall, interpreti Maria Tallchief e Francisco Moncion

John Neumeier, Balletto di Francoforte, 1970. Rivisitazione in stile fantascienza dove Kašej diventa un robot con la testa a forma di televisore e il Principe Ivan un eroe dello spazio.

Maurice Bejart, Ballet du XXe siècle, Parigi, Palais des Sports, 31 ottobre 1970. Rivisitato in chiave moderna, l'Uccello di fuoco diventa una sorta di apologia della libertà. Un eroe partigiano muore in battaglia con i suoi soldati, ma rinascono tutti simili alla Fenice a simboleggiare l'invincibilità della rivoluzione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Igor Stravinskij, Chroniques de ma vie, Parigi, Editions Danoel, 1935.
  2. ^ Roman Vlad, Strawinsky, Torino, Einaudi, 1958.
  3. ^ Robert Siohan, Stravinsky, Parigi, Editions du Seuil, 1959.

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