L'italiano/Sarà

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L'italiano/Sarà
Artista Toto Cutugno
Tipo album Singolo
Pubblicazione febbraio 1983
Durata 3 min: 53 s
Album di provenienza L'italiano
Dischi 1
Tracce 2
Genere Pop
Etichetta Carosello, CI 20513
Formati vinile
Toto Cutugno - cronologia
Singolo precedente
La mia musica
(1981)
Singolo successivo
Un'estate con te
(1983)
« Buongiorno, Italia
gli spaghetti al dente
e un partigiano come presidente »
(L'italiano, 1983)

L'italiano/Sarà è un 45 giri di Toto Cutugno, pubblicato nel 1983 dalla Carosello.

Entrambe le canzoni sono scritte da Cristiano Minellono per il testo e dallo stesso Cutugno per la musica, sono edite dalle edizioni musicali Curci, sono arrangiate da Pinuccio Pirazzoli e sono state inserite nell'album L'italiano, pubblicato nello stesso anno[1].

L'italiano[modifica | modifica wikitesto]

L'italiano è una canzone famosa in tutto il mondo[2][3][4][5][6], incisa da Toto Cutugno nel 1983 e presentata nella 33ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo (edizione vinta da Tiziana Rivale con Sarà quel che sarà), dove giunse quinta[7], ma trionfò nella speciale classifica Totip "Cantanti & vincenti"[3][4][8].

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

La canzone, la cui composizione risale al novembre del 1981, inizialmente era stata pensata per Adriano Celentano, ma l'anno successivo il cantante milanese non accettò di inciderla.[2]

L'ipotesi, ventilata dagli addetti ai lavori, secondo cui il brano sarebbe stato scritto all'indomani della vittoria della nazionale italiana ai Mondiali di calcio in Spagna del 1982, fu smentita dallo stesso Toto Cutugno.[2]

La canzone al Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Con L'italiano, Toto Cutugno si presentò ad un Festival di Sanremo (dove tornava dopo tre anni) per la quarta volta, la seconda da solista dopo la vittoriosa partecipazione al Festival di Sanremo del 1980 con Solo noi (prima ancora, vi aveva partecipato per due volte, nel 1976 e nel 1977, con il gruppo degli Albatros).[5]

Nel Festival del playback[4][9], Toto Cutugno fu - insieme a Gianni Morandi (La mia nemica amatissima), Gianni Nazzaro (Mi sono innamorato di mia moglie) ed Amii Stewart (Working Late Tonight ) - uno dei pochi ad esibirsi dal vivo.[2]

Toto Cutugno eseguì il brano per la prima volta venerdì 4 febbraio 1983, nella seconda serata del Festival: fu il diciassettesimo su diciotto cantanti a salire sul palco.[10]. Appartenendo al gruppo B, ovvero quello dei Big, il brano era qualificato di diritto alla finalissima, finalissima a cui, in quell'anno, accedevano anche le novità, concorrendo assieme ai Big alla vittoria finale.[7]

Nella serata finale, che si svolse sabato 5 febbraio, Cutugno fu invece il settimo ad esibirsi tra i Big.[2] Il brano ottenne 2.869 voti e si qualificò per il girone finale in virtù del secondo posto tra i Big.[8] Assieme a Toto Cutugno, passarono il turno anche i Matia Bazar con Vacanze romane e Dori Ghezzi con Margherita non lo sa tra i Big e Tiziana Rivale (Sarà quel che sarà; 3.208 voti), Donatella Milani (Volevo dirti; 3.002 voti) e Fiordaliso (Oramai; 2.650 voti) tra le novità.[8]

Nel girone finale, L'italiano ottenne 2.659 voti e giunse soltanto quinto su sei brani, dietro a Tiziana Rivale (vincitrice con 2.981 voti), Donatella Milani (2.942 voti), Dori Ghezzi (2.912 voti) e i Matia Bazar (2.831 voti) e davanti a Fiordaliso (2.574 voti).[7]

Cutugno, acclamato dal pubblico dell'Ariston durante la proclamazione dei vincitori, si consolò con la vittoria assegnatagli dagli italiani da casa con il concorso Totip "Cantanti e vincenti"[3][4][6][8]: in questa speciale classifica, L'italiano fu primo con 548.085 voti davanti a La mia nemica amatissima di Gianni Morandi (seconda per un soffio, con 538.398 voti) e ad Avrò di Giorgia Fiorio (321.046 voti).[3]

I risultati del concorso vennero annunciati il giorno seguente nel corso di Domenica in[8]

L'italiano si piazzò invece al secondo posto nella classifica del premio della critica assegnato dai giornalisti, dietro a Vacanze romane dei Matia Bazar e davanti a 1950 di Amedeo Minghi (brano che non aveva raggiunto la finale[10][11]).[4][8]

Dopo il Festival[modifica | modifica wikitesto]

La classifica del premio della critica rispecchiò, relativamente ai primi due posti, anche l'esito delle vendite in Italia: L'italiano risultò infatti il secondo disco più venduto tra quelli del Festival, superato anche in questo caso soltanto da Vacanze romane dei Matia Bazar[3], che in assoluto fu il quarto singolo più venduto[12] in Italia nel 1983, raggiungendo anche la prima posizione delle classifiche[12] (ad eccezione di quella di TV Sorrisi & Canzoni , che, tra le canzoni del Festival, attribuì tale primato soltanto ad Abbracciami amore mio di Christian[3]).

L'italiano si dovette invece "accontentare" del diciottesimo posto tra i dischi più venduti in Italia e del secondo posto come posizione massima raggiunta in classifica.[12] A livello internazionale, fu invece il brano di maggior successo del Festival di Sanremo 1983.[3]

Nel Festival di Sanremo 2013 viene dato il premio per L'italiano a Toto Cutugno.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

La canzone parla di vizi, virtù e stereotipi del "Bel Paese", un Paese a cui vengono imputati, ad esempio, un eccessivo americanismo (si dice: con troppa America sui manifesti) e, forse, anche una crescente crisi di vocazione religiosa oppure una certa "disinvoltura" a livello sessuale (queste potrebbero essere le interpretazioni della frase con più donne sempre meno suore)[senza fonte], ma pur sempre un Paese al quale si è fieri di appartenere, tanto da voler esprimere in canzone tale orgoglio patriottico.

Nel testo, vi sono, tra l'altro, riferimenti alla religione cristiana (oltre a parlare di "donne sempre meno suore", vi è una sorta di invocazione a Dio) e alla passione degli italiani per il calcio, sport in cui l'estate precedente la nazionale italiana vinse il mondiale in Spagna (si parla della moviola della domenica e di una bandiera da portare in tintoria). Viene inoltre citato l'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini (in carica dal 1978 al 1985): è il partigiano come presidente

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Il brano è tradizionalmente accompagnato dal suono di una chitarra, come sottolineato, del resto, dal testo stesso.

Cover[modifica | modifica wikitesto]

  • Nello stesso 1983 il noto cantante finlandese Kari Tapio ne ha inciso una cover nella sua lingua madre, intitolata Olen suomalainen (ovvero Sono finlandese), inserita nell'album omonimo.
  • Il cantante José Augusto ha inciso una cover in portoghese, intitolata Faz de Conta.
  • Nel 1984, Doron Mazar, un cantante israeliano, ha realizzato una versione in ebraico intitolata "Ani Hozer HaBayta" ("Sto tornando a casa").
  • Nel 1985 il supergruppo Ro.Bo.T. parteciparono a Premiatissima con questo brano e la incisero nell'album Le più belle canzoni di Sanremo.
  • Nel 1992 i Ricchi e Poveri realizzano una nuova versione del brano e la inseriscono nell'album di cover intitolato Allegro Italiano.
  • Nell'estate del 2003 anche il noto violinista olandese André Rieu si cimentò dal vivo (nella piazza di Cortona, in Toscana) in una particolarissima cover strumentale di questo pezzo, assieme alla sua "Johann Strauss Orchestra".
  • Patrizio Buanne ha inciso una sua versione nel suo album di cover The Italian, pubblicato nel 2005[13].
  • Nel 2007 il cantante Simone Cristicchi inserisce una cover di questo pezzo come prima traccia del suo album Dall'altra parte del cancello. In questa cover alcune parole del testo sono modificate in modo da accenturare l'idea, già presente nel testo originale, di una critica agli stereotipi italiani e ad una deriva verso la mediocrità dell'Italia. Il pezzo si apre con una strofa di Bella ciao cantata da un ex degente di una struttura manicomiale e si chiude con la frase "Sono un italiano nero".
  • Nel 2010 il cantante Al Bano l'ha incisa nel suo album The Great Italian Songbook per il mercato Gas in duetto con Toto Cutugno
  • Durante il Festival di Sanremo 2011 in occasione della serata in onore dei 150 anni dell'Unità d'Italia, Toto Cutugno torna a cantare sul palco del teatro Ariston la sua canzone, con un nuovo arrangiamento e in duetto con Tricarico.
  • Nel 2015 lo stesso Cutugno ne incide una cover in lingua cinese (con relativo video, il primo del cantante toscano ambientato a Milano) come promo del programma Italiani made in China in onda su Real Time.
  • Nel 2015 il crooner Matteo Brancaleoni ne incide in duetto con Rosario Fiorello e il trombettista Fabrizio Bosso una versione swing nel suo disco "Made In Italy".

La canzone nel cinema e nelle fiction[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  • Lato A
  1. L'italiano – 4:19 (testo: Cristiano Minellono – musica: Toto Cutugno)
  • Lato B
  1. Sarà – 3:40 (testo: Cristiano Minellono – musica: Toto Cutugno)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.discogs.com/Toto-Cutugno-LItaliano/release/2705595
  2. ^ a b c d e Anselmi, Eddy, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, Panini, Modena, 2009, p. 336
  3. ^ a b c d e f g Anselmi, Eddy, op. cit., p. 338
  4. ^ a b c d e Viva Sanremo - La storia: 1983
  5. ^ a b Anselmi, Eddy, op. cit., p. 661
  6. ^ a b Sanremo. Tutto sul Festival: 1983
  7. ^ a b c Anselmi, Eddy, op. cit., p. 332
  8. ^ a b c d e f Anselmi, Eddy, op. cit., p. 337
  9. ^ Anselmi, Eddy, op. cit., p. 333
  10. ^ a b Anselmi, Eddy, op. cit., p. 335
  11. ^ Anselmi, Eddy, op. cit., p. 797
  12. ^ a b c Hit Parade Italia: I singoli più venduti del 1983
  13. ^ cfr. p. es. All Music Guide: The Italian - Patrizio Buanne
  14. ^ cfr. p. es. Hit Parade Italia Hit Parade Italia > Storia del Festival di Sanremo > 1983: Lasciateci intrallazzare... siamo discografici veri!, a cura di Mario Bonatti
  15. ^ a b Anselmi, Eddy, op. cit., p. 303 e p. 881
  16. ^ Anselmi, Eddy, op. cit., p. 954
  17. ^ Viva Sanremo: La storia > L'anno 1980
  18. ^ Sanremo - Tutto sul Festival: 1980

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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