L'eredità di Thuban

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L'eredità di Thuban
Autore Licia Troisi
1ª ed. originale 2008
Genere romanzo
Sottogenere fantasy
Lingua originale italiano
Serie La ragazza drago
Seguito da L'albero di Idhunn

L'eredità di Thuban è il primo libro della saga La ragazza drago scritta da Licia Troisi, la prima pubblicazione in Italia è avvenuta il 15 aprile 2008.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sofia è un'orfana tredicenne con i capelli rossi e un neo di uno strano colore blu sulla fronte. Da sempre vive in un orfanotrofio di Roma, in cui passa le sue giornate sempre allo stesso modo, in maniera monotona ed emarginata dai compagni, convinta che non verrà mai nessuno ad adottarla. A causa di ciò, Sofia non crede in sè stessa ed ha sviluppato un carattere di rassegnazione: è convinta di essere una nullità e di non avere niente di speciale. Il suo destino cambia quando il professor Georg Schlafen decide di prenderla con sè. Schlafen è di origine tedesca, e sostiene di aver voluto adottare proprio lei perché in passato aveva conosciuto i suoi genitori. Vive in una villa nei pressi del Lago Albano in compagnia del fidato maggiordomo Thomas. Inizialmente la ragazza è molto contenta di questo trasferimento, ma dopo qualche giorno si rende conto che il professore non la lascia mai uscire da sola, e teme di vivere di nuovo una vita da segregata. Una sera Sofia e il suo tutore si recano al circo e fanno la conoscenza di Lidja, un'acrobata sicura di sè e molto capace che viene invitata a casa del professore generando le gelosie di Sofia.

Una notte Sofia esce di nascosto dalla villa per recarsi sulla riva del lago, e viene attaccata da un mostro. La ragazza inizia a scappare ed il mostro viene bloccato da alcune liane resistenti apparse dal nulla. Fortunatamente Schlafen interviene in suo soccorso e la riporta nella villa, dove le spiega tutto. Migliaia di anni prima la terra era governata dai draghi e dagli umani, che avevano come obbiettivo quello di proteggere l'albero del mondo, un arbusto millenario in grado di generare frutti speciali e di preservare la pace. Non tutti però erano d'accordo con questo concetto di pace. Le viverne, capeggiate da Nidhoggr, iniziarono infatti a minacciare l'albero del mondo, e ne seguì una guerra tra draghi e viverne che vide l'estinzione totale dei primi. Il combattimento finale vide Nidhoggr scontrarsi con Thuban, il più forte tra tutti i draghi. Thuban riuscì a imprigionare il suo avversario sottoterra, ma era arrivato allo stremo delle forze e si apprestava a morire. Fu allora che decise di trasferire la sua essenza all'interno di Lung, un essere umano. Thuban non fu l'unico drago ad utilizzare questa tecnica, e gli umani che avevano ricevuto l'essenza di un drago presero il nome di Draconiani. L'essenza del drago si sarebbe trasferita di generazione in generazione, per permettere alle creature di combattere nuovamente Nidhoggr una volta che il sigillo che lo imprigionava si fosse rotto. Sofia è una diretta discendente di Lung, ed al suo interno si celano i poteri di Thuban: è stato lui infatti a far apparire le liane nello scontro con il mostro. Anche Lidja è una draconiana ed è per questo che il professore l'ha invitata a casa sua. Schlafen è infatti un custode, che si è risvegliato a causa dell'imminente rottura del sigillo di Nidhoggr, ed ha lo scopo di trovare ed istruire le due Draconiane alla lotta finale contro la viverna.

Dopo qualche esitazione, Sofia accetta la realtà e le responsabilità che ne derivano e decide di allenarsi, facendo infine amicizia con Lidja. Sofia riceve una visione su un frutto dell'albero del mondo e i tre partono alla sua ricerca in fondo al lago. Solo le due Draconiane possono raggiungere una bolla d'aria sul fondo. Grazie ai ricordi dei draghi, scoprono che un tempo lì c'erano la capitale dell'impero dei draghi, Draconia, e l'albero del mondo, che privato dei propri frutti era appassito. In quel luogo trovano una bussola magica che le aiuterà a trovare il frutto, ma che viene loro rubata durante uno scontro da un Assoggettato, un essere umano a cui vengono innestate sul collo delle ali di metallo. Prima del furto Lidja era riuscita a vedere dove si trovasse un frutto, e le due vanno a cercarlo. Giunte sul posto si scontrano con l'assoggettato e con una ragazza, Nidafjoll, che lancia fiamme nere. Sofia fugge con il frutto abbandonando Lidja.

Sofia guarisce dalle ultime ferite e il professore la perdona per aver abbandonato l'amica quando lei decide di andare a liberarla. Proprio quella sera trovano vicino al lago l'assoggettato che sta morendo a causa dell'impianto. Nidafjoll parla per suo tramite e propone a Sofia di scambiare Lidja per il frutto. Sofia toglie l'innesto all'assoggettato, lo salva e lo riporta alla sua famiglia. Quindi si reca all'appuntamento per lo scambio, dove le viene consegnata Lidja mentre cede soltanto una copia del frutto. Lidja è ora un'Assoggettata: le due si scontrano e Sofia ha la peggio, ma quando perde i sensi parla con Thuban e accetta definitivamente il proprio dono, risvegliando completamente i propri poteri. Aiutata da Thuban, Sofia riesce infine a liberare Lidja dall'innesto. Nidafjoll scopre l'inganno e manda un servitore a scontrarsi con Sofia e Lidja, che però sono ormai giunte alla casa e vengono protette da una barriera magica creata dal professore.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sofia: ha 13 anni ed è una ragazzina timida e un po' introversa. Ha i capelli ricci e rossi, due grandi occhi azzurro-verdi e svariate lentiggini attorno al naso e sulle guance. Anche se è molto timida e insicura di sé, quando vuole può diventare molto coraggiosa, e forte. Fin dal primo capitolo si dimostra la protagonista della storia. Ha una grande passione per i libri fantasy e quelli horror, anche se dentro l'orfanotrofio li doveva leggere di nascosto se non voleva essere punita dalle suore. Dentro di lei risiede lo spirito di Thuban, il più potente dei draghi guardiani, e l'ultimo a morire. Sofia ha il potere della vita: cioè di far crescere liane e piante da usare per immobilizzare gli avversari, o da usare come scudo. Il colore della sua gemma è verde

Lidja: ha 13 anni e fin dall'inizio si dimostra la più coraggiosa del gruppo. Ha lunghi capelli corvini e occhi scuri. È il completo contrario di Sofia. È una delle acrobate del circo è anche lei orfana, era stata cresciuta da sua nonna, che faceva la cartomante, e sapendo delle origini della nipote le aveva raccontato fin da piccola la storia di Draconia e dell'Albero del Mondo al posto delle favole. Lidja era vissuta con la nonna fino alla morte di quest'ultima. Dentro di lei risiede lo spirito di Rastaban, il migliore amico di Thuban, intelligente, saggio e mai impulsivo. Lidja ha il potere della telepatia e della telecinesi (anche se per combattere usa solo la seconda): cioè può sollevare gli oggetti con il pensiero e, in caso di necessità, lanciarli contro i nemici. Il colore della sua gemma è rossa

Il professore: È un eccentrico professore di storia tedesco trasferito a Roma per adottare Sofia in memoria di una promessa fatta al padre di quest'ultima. Ha i capelli bianchi e si veste sempre in stile antico, con il panciotto, l'orologio da tasca e il monocolo. In verità è la reincarnazione di un'antica casta di sacerdoti di Draconia. Risvegliato per ritrovare tutti i draconiani è farli aderire al loro dovere. Anche se l'ha dovuta adottare per dovere, ormai il professore si è affezionato a Sofia come una figlia.

Mattia: È un ragazzo buffo e paffutello. Viene terribilmente imbrogliato dalla falsa fata, seguace del cattivo, che gli promette un futuro in un corpo di un ragazzo bello e fortunato, totalmente il contrario di lui, alla fine si avvicina alla morte.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

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