L'avvocato del diavolo

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il romanzo di Morris West, vedi L'avvocato del diavolo (romanzo).
L'avvocato del diavolo
Titolo originaleThe Devil's Advocate
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1997
Durata144 min
Rapporto2,35: 1
Generedrammatico, thriller, orrore
RegiaTaylor Hackford
SoggettoAndrew Neiderman (romanzo)
SceneggiaturaTony Gilroy, Jonathan Lemkin
ProduttoreArnold Kopelson, Anne Kopelson, Arnon Milchan
Produttore esecutivoTaylor Hackford, Erwin Stoff, Michael Tadross, Steve White, Barry Bernardi
Casa di produzioneWarner Bros., Regency Enterprises
Distribuzione in italianoWarner Bros.
FotografiaAndrzej Bartkowiak
MontaggioMark Warner
Effetti specialiConnie Brink, Richard Greenberg, Stephanie Powell
MusicheJames Newton Howard
ScenografiaBruno Rubeo, Dennis Bradford, Roberta J. Holinko
CostumiJudianna Makovsky, Sarah Edwards
TruccoLuigi Rocchetti, Manlio Rocchetti, Neal Martz
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'avvocato del diavolo (The Devil's Advocate) è un film drammatico[1] e thriller di ispirazione horror[2][3] del 1997 diretto da Taylor Hackford, basato sull'omonimo romanzo di Andrew Neiderman.

Il titolo fa riferimento all'espressione idiomatica "avvocato del diavolo" e il nome del personaggio interpretato da Al Pacino, John Milton, è quello dell'autore del poema Paradiso perduto. Nonostante la trama sia tratta dall'omonimo romanzo di Andrew Neiderman, il film include alcune allusioni minori all'opera di Milton, per esempio alla famosa citazione "meglio regnare all'Inferno che servire in Paradiso" ("better to reign in Hell, than serve in Heaven,"), e alla fine del film vengono descritti i gironi ardenti concentrici come nella Divina Commedia di Dante.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

«Vanità, decisamente il mio peccato preferito.»

(John Milton / Al Pacino)

Kevin Lomax, un giovane e brillante avvocato difensore di Gainesville, in Florida, non ha mai perso un caso. Mentre difende un insegnante, Lloyd Gettys, contro l'accusa di molestie su minori, Kevin si rende conto tardivamente che il suo cliente è effettivamente colpevole, ma la sua abilità è tale da riuscire a scagionarlo, grazie ad un duro interrogatorio incrociato che distrugge la credibilità della vittima.

Dopo un'intervista con il giornalista Larry, un rappresentante di uno studio legale di New York offre a Kevin una grande somma di denaro per assistere alla selezione di una giuria. Dopo che la giuria ha emesso un verdetto di non colpevolezza, il capo dell'azienda, John Milton, offre a Kevin un cospicuo stipendio e un appartamento di lusso: Kevin accetta il lavoro, e lui e sua moglie Mary Ann si trasferiscono a Manhattan. Inizialmente tutto sembra andare per il meglio: Kevin è molto indaffarato a lavoro, trascorrendovi la maggioranza del suo tempo e Mary Ann impegna le giornate a scegliere decori e arredi per il loro appartamento. Col tempo Mary Ann inizia a soffrire di attacchi di panico e a sentirsi isolata. La situazione è aggravata dal fatto che Mary Ann vorrebbe avere un figlio, cosa che al momento appare impossibile dato il pochissimo tempo che il marito trascorre in casa. La madre di Kevin, Alice, una fondamentalista religiosa, visita New York e suggerisce che entrambi tornino in Florida, ma Kevin rifiuta.

Quando il miliardario Alex Cullen è accusato d'aver ucciso la moglie, il figliastro e una cameriera, Milton assegna il caso di alto profilo a Kevin. Ciò richiede più tempo a Kevin, separandolo ulteriormente da Mary Ann, il quale inizia a fantasticare sulla sua collega, Christabella. Mary Ann inizia ad avere visioni demoniache e di un bambino che gioca con le sue ovaie, incubo che si rivela una premonizione sulla sua sterilità. Mary Ann supplica Kevin di tornare a Gainesville, complice tra l'altro una crescente intolleranza verso l'ambiente circostante sempre più ostile; anche Milton suggerisce a Kevin di dimettersi dal processo per occuparsi di sua moglie, ma Kevin rifiuta temendo il risentimento per non aver portato a termine il caso.

Eddie Barzoon, amministratore delegato dell'azienda, è convinto che Kevin sia in competizione per il suo lavoro quando scopre il suo nome sulla carta dell'azienda. Sorpreso, Kevin nega qualsiasi conoscenza di ciò ed Eddie minaccia di informare l'ufficio del procuratore degli Stati Uniti sulle attività dello studio legale. Kevin racconta a Milton delle minacce di Eddie, ma Milton le respinge; Eddie viene ucciso da vagabondi con apparenze demoniache. Mary Ann ha delle visioni sull’accaduto che la disturbano ulteriormente.

Inizia il processo Cullen e Kevin interroga Melissa Black, segretaria di Cullen, per creargli un falso alibi. Questa si rivela una scelta vincente che gli consente di vincere quel processo e di scagionare il miliardario dall'accusa di omicidio. Terminato il processo Kevin va a cercare Mary Ann trovandola in una chiesa, nuda e avvolta in una coperta. Afferma che Milton l'ha violentata e ferita per tutta la durata dell'udienza, nonostante l'uomo si trovasse con Kevin in tribunale; Kevin presume quindi che Mary Ann si sia autolesionata e la affida a un istituto di cure mentali.

Alice, insieme a Kevin e Pam Garrety, il case manager dell'azienda, visitano Mary Ann presso l'istituto. Pam rivela la sua natura di demone a Mary Ann, che colpisce con uno specchietto e si barrica in stanza, suicidandosi con un frammento dello specchietto rotto tra le grida di Kevin. Alice rivela a Kevin che John Milton è suo padre: affrontatolo, l'uomo ammette di essere Satana in persona. Kevin lo incolpa di tutte le sue disgrazie e della violenza a Mary Ann; Milton afferma di aver solo agito di conseguenza alle sue azioni ("ho solo preparato il palcoscenico") e che lui stesso è stato la fonte delle sue sofferenze: la sua smisurata ambizione, il cinismo e l'egoismo. Milton rivela il suo piano, ovvero vuole che Kevin e Christabella, la sorellastra di Kevin, concepiscano un bambino, l'Anticristo. All'inizio Kevin sembra acconsentire, ma poi bruscamente cita il libero arbitrio e si spara alla testa.

Kevin si ritrova nella pausa del processo di Gettys. Scegliendo di fare la cosa giusta, Kevin annuncia che non può più rappresentare il suo cliente nonostante la minaccia di venire radiato dall’albo. Il giornalista Larry chiede un'intervista, promettendo di rendere Kevin una celebrità e questo, incoraggiato da Mary Ann, acconsente; dopo che se ne vanno, Larry si rivela essere Milton, che di nuovo trama di adescare Kevin con il peccato della vanità.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Alcune scene sono state girate nell'appartamento del miliardario (poi presidente degli Stati Uniti) Donald Trump a New York.[senza fonte] La sigla finale è Paint It Black dei Rolling Stones.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

L'avvocato del diavolo ha incassato $ 12.170.536 durante il suo weekend di apertura negli Stati Uniti, è al secondo posto agli incassi del 1997. Si è conclusa con un lordo nazionale complessiva di $ 60.944.660, e 92 milioni di dollari a livello internazionale.[senza fonte]

In totale incassò 152.944.660 dollari. Il costo del film fu di 57 milioni di dollari.[senza fonte]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante abbia diviso pubblico e critica, il film è diventato un cult e sono generalmente apprezzati i dialoghi e l'interpretazione di Pacino.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Laura Lisa, Morando Morandini, Il Morandini: Dizionario dei film, Zanichelli, 2007, p. 140.
  2. ^ (EN) The Devil's Advocate - Rotten Tomatoes, su rottentomatoes.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  3. ^ Rosemary Guiley, The Encyclopedia of Demons and Demonology, Infobase Publishing, 2009, p. 64.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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