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L'astronave dei dannati

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L'astronave dei dannati
Titolo originaleShip of Fools
AutoreRichard Paul Russo
1ª ed. originale2001
Genereromanzo
Sottogenerefantascienza, space opera, orrore
Lingua originaleinglese
ProtagonistiBartolomeo Aguilera

L'astronave dei dannati (Ship of Fools) è un romanzo di fantascienza di Richard Paul Russo del 2001,[1] vincitore del premio Philip K. Dick.[2]

Storia editoriale

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La prima edizione statunitense è apparsa presso Ace Books nel 2001.[3] L'edizione italiana, con il titolo L'astronave dei dannati, è stata pubblicata nel 2002 nella collana «Urania» di Arnoldo Mondadori, traduzione di Antonio Bellomi.[4] Nel 2003 Orbit (Hachette UK) ne ha pubblicato una riedizione con il titolo Unto Leviathan.[5]

Ambientazione

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L'Argonos è un'astronave generazionale che ospita da secoli una comunità umana organizzata in classi sociali rigide e con un duplice potere, politico (Consiglio esecutivo e capitano Nikos Costa) e religioso (vescovo Bernard Soldano).[6] La missione originaria e persino il pianeta d'origine sono dimenticati, e la vita a bordo si regge su ecosistemi artificiali e su una forte stratificazione tra ponti inferiori e superiori, quadro che fa da sfondo ai conflitti politici e morali narrati nel romanzo.[7]

Da generazioni l'Argonos, immensa nave generazionale con a bordo migliaia di persone, attraversa lo spazio senza più memoria certa dell'origine né una meta condivisa; nel tempo, sulla nave si è stratificata una società rigida, con un Consiglio esecutivo guidato dal capitano Nikos Costa e una Chiesa rappresentata dal vescovo Bernard Soldano che pesa nelle decisioni politiche. Bartolomeo Aguilera, narratore in prima persona, è il consigliere del capitano: nato con gravi menomazioni fisiche compensate da innesti e protesi, osserva con lucidità le crepe dell'ordine sociale mentre l'Argonos capta un segnale radio stabile proveniente da un mondo sconosciuto.

Il vescovo battezza il pianeta Antioch. Una squadra mista di militari, tecnici e civili scende in ricognizione; l'ambiente è respirabile e mostra resti di antichi insediamenti umani deserti da decenni, forse secoli. All'esterno dei complessi urbani si trovano ossa sbiancate senza segni evidenti di morte violenta, ma in una struttura di vetro la squadra rinviene un accesso a un vasto vano sotterraneo dove sono appesi a ganci e catene migliaia di corpi umani macellati, compresi bambini: una prova di sterminio metodico che costringe all'immediata evacuazione. Mentre l'Argonos si prepara a lasciare l'orbita, tra le classi inferiori monta il desiderio di restare sul pianeta per sottrarsi alla vita di lavoro infinito nei ponti bassi. Un gruppo organizza un tentativo di ammutinamento per impadronirsi dei mezzi di discesa; per lealtà e insofferenza verso l'immobilismo, Bartolomeo li aiuta fornendo codici d'accesso, ma l'azione fallisce e i rivoltosi, lui compreso, vengono arrestati. Mesi dopo, il capitano concede un'amnistia e reintegra Bartolomeo nel suo ruolo.

Nel frattempo, un fatto taciuto a chi era sceso su Antioch viene rivelato a Bartolomeo: l'ingresso nella struttura sotterranea ha attivato un impulso direzionale puntato nello spazio profondo. Seguendone la traiettoria, l'Argonos ha raggiunto un colossale relitto alieno immobile nel vuoto, nero e smisurato, più grande della stessa nave umana. Le prime esplorazioni riportano corridoi ciclopici, compartimenti muti, materiali indecifrabili e una serie crescente di incidenti mortali. Bartolomeo assume il coordinamento delle missioni e proprio allora, in un settore inspiegabilmente dotato di gravità e aria respirabile, viene trovata un'anziana che si fa chiamare Sarah: parla in modo confuso, sostiene di essere sopravvissuta su Antioch e di essere stata "salvata" dagli alieni.

Nell'illusione di poterla consegnare a comunità umane meglio attrezzate per gli studi, il Consiglio decide di rimorchiare il relitto agganciandolo all'Argonos. La scelta si rivela fatale: la nave aliena mostra una volontà propria e un'attrazione che trascina lentamente il convoglio, mentre aumentano episodi di instabilità tra i membri delle squadre. Un ragazzo si intrufola clandestinamente su una navetta e raggiunge un compartimento rimasto inaccessibile; Bartolomeo lo insegue e, oltre una porta che prima non si apriva, i due scoprono una sala frigorifera immane stipata di corpi umani mutilati, conservati nel ghiaccio in quantità ancor maggiore rispetto a Antioch. L'evidenza lega il genocidio del pianeta al vascello: chi ha compiuto lo sterminio è a bordo o ne ha fatto lo strumento della caccia.

Bartolomeo intuisce un dettaglio rivelatore: come ha fatto l'anziana a sapere che la spedizione ha chiamato il pianeta Antioch con quel nome? Sarah non è umana. Quando il personale medico prova a isolarla, la donna muta momentaneamente forma e manifesta una forza sovrumana; viene sedata e infine espulsa nello spazio, ma l'Argonos non riesce più a liberarsi dell'aggancio del relitto. Ogni tentativo di separazione fallisce, le armi non hanno effetto e il panico cresce. Nikos elabora allora un piano estremo: stipare popolazione e rifornimenti su navette e mietitrici per fare rotta di ritorno verso Antioch, mentre lui con pochi fidati resterà a bordo per effettuare un salto casuale nello spazio profondo trascinandosi dietro la nave aliena.

L'evacuazione parte tra concitazione e perdite; le navette si allontanano mentre i due colossi, ancora agganciati, svaniscono in un salto di cui nessuno vede l'esito. Il romanzo si chiude con il convoglio umano in viaggio verso Antioch: Bartolomeo, consapevole del prezzo pagato e dell'orrore scoperto, affida alla pagina la speranza che su quel mondo abbandonato sia possibile ricominciare senza riprodurre le follie dell'Argonos, pur sapendo che il mistero del relitto e dei suoi artefici resta irrisolto.

Bartolomeo Aguilera
Narratore in prima persona e consigliere del capitano del'Argonos, con disabilità motoria compensata da un esoscheletro.[8]
Nikos Costa
Capitano del'Argonos in equilibrio fra pressioni politiche interne e autorità religiosa.[8]
Bernard Soldano
Vescovo e membro del Consiglio esecutivo della nave, figura di primo piano nei contrasti di potere.[8]

Accoglienza e critica

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La critica accademica ha letto il romanzo come una rielaborazione in chiave non mimetica del topos della «nave dei folli», con forti componenti di inquietudine e orrore legate alla scoperta del relitto alieno e alla crisi morale dell'equipaggio.[8] Caroti sottolinea inoltre la centralità del conflitto tra potere politico e autorità religiosa a bordo e l'uso della nave generazionale come micro-società allegorica.[8]

  1. (EN) Ship of Fools, su WorldCat (OCLC 45772927). URL consultato il 30 agosto 2025.
  2. 1 2 (EN) Philip K. Dick Award – Past Winners, su Norwescon. URL consultato il 30 agosto 2025.
  3. (EN) Ship of Fools (print ed.), su WorldCat (OCLC 45772927). URL consultato il 30 agosto 2025.
  4. L'astronave dei dannati / Richard Paul Russo ; traduzione di Antonio Bellomi, su OPAC SBN – ICCU. URL consultato il 30 agosto 2025.
  5. (EN) Unto Leviathan, su Orbit Books (Hachette UK). URL consultato il 30 agosto 2025.
  6. Caroti 2013, pp. 33–36
  7. Caroti 2013, pp. 36–41
  8. 1 2 3 4 5 Caroti 2013, pp. 33–41

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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