L'Eremita

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L'eremita

L'Eremita è la nona carta degli Arcani Maggiori dei Tarocchi.

Altri suoi nomi sono: il Vecchio, il Vegliardo, il Saggio, Diogene, l'Osservatore.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Un vecchio saggio, con una lunga barba bianca in un ambiente buio e senza stelle (né sole) sorreggendosi ad un bastone o a una canna.

L'ambiente buio indica che l'Eremita è colui che si è distaccato dai comuni riferimenti (luoghi comuni mai realmente compresi-analizzati dai più ma comunemente considerate "verità" di riferimento). Mentre l'uomo comune ha vie rischiarate dai "neon pubblicitari" dei luoghi comuni, l'Eremita, distaccatosi da questo, procede (osserva e ricerca) indipendentemente alla ricerca della "vera luce" della Conoscenza (attraverso il proprio esperire). Tale "processo-percorso" di ricerca viene "assolto" (o accompagnato) dalla "fiamma-fuoco" della “lanterna” (che indica la Simbiosi della Fiamma-Fuoco Primordiale con il genere umano) nella (della) sua mano "destra" (= cervello sinistro) che indica una continua ed attenta analisi consapevole (ad ogni passo).

È la fiamma della lanterna che permette di illuminare e di mettere a fuoco e ciò dice delle capacità dell'Attenzione da dirigere per illuminare e da mettere a fuoco per comprendere.

Nella mano sinistra regge un "bastone" ed indica la capacità di "tastare" il terreno attraverso l'esperire … e attraverso (anche) l'esperienza (memorie ed intuizione interiore ma anche Coscienza degli esperito) acquisito lungo il percorso (evolutivo) già acquisito.

L'Eremita è avvolto da un mantello al fine di non "disperdere" (senza motivo) la "luce interiore" (del Cuore-Anima) che egli già ha. Luce interiore (che fa diretto riferimento all' Anima) che "gli altri" comunque non potrebbero comprendere e "mal giudicherebbero".

Tale mantello , con l' "ambiente buio" indica anche del procedere solitario dell'Eremita che si è isolato dagli "altri", dai comuni luoghi comuni e dalla "normale" società.

Per ultimo ma certamente non per ordine rivelativo vi è la posizione in piedi dell'Eremita. Tale posizione eretta indica uno stato attivo di osservazione e ricerca.

Nulla indica invece se l'Eremita stia camminando o sia fermo.

Significati generali[modifica | modifica wikitesto]

Rappresenta l'osservazione, la ricerca e la comprensione e, di conseguenza , la sapienza e l'ascesi .

Per alcuni l'Eremita rappresenta (tradizionalmente) la cautela e la prudenza (Eliphas Lévi ed altri) ma nell'osservazione della IX carta degli Arcani Maggiori nulla indica tali caratteristiche e certamente il “buio” non comporta per l'Eremita né incertezza né timore visto che l'allontanarsi dalle “luci comuni dei luoghi comuni” (le verità superficiali) è il presupposto stesso all'essere Eremita. L'Eremita quindi indica la ricerca mirata e la filosofia analitica attraverso l'attenta osservazione cosciente.

Per Wirth è l'esperienza. È colui che da solo cerca la conoscenza e il sapere.

È dunque Il saggio, lo studioso o ancor meglio il "filosofo delle verità" celate nelle profondità (oltre le superficialità apparenti e dei saperi solo “meccanicistici”) e indica indirettamente anche lo Stato di Consapevolezza.

  • carta diritta: è una carta che dice del dover "procedere" attraverso una propria (nuova) ricerca e al di la dei "solchi" dei "luoghi comuni" o del proprio "obsoleto" sapere (punti di riferimento). Viene richiesto, per procedere "oltre" di saper-poter "accedere" a nuove Logiche interpretative (della realtà e di se stessi nel "mondo") per ri-nascere a “se stessi”. Indica anche che ciò può essere fatto solo attraverso una (nuova) scoperta della "simbiosi" con la "Fiamma-Fuoco" primordiale che corrisponde ad un "allineamento" dell' "io" (psicologico) alla propria Anima. Nel Buddismo sarebbe rappresentato come la fase di “apprendimento” per poter procedere oltre a Maya.
  • carta rovesciata: è una carta che, indica "superficialità” e “dipendenza" a riferimenti personali obsoleti (per la propria crescita evolutiva ...), a riferimenti "mai realmente analizzati-interpretati" (= luoghi comuni) che sono una vera e propria "prigione" (psicologica) dalla quale bisogna (necessariamente) uscire. Indica quindi anche egoismo ed egocentrismo.

Curiosità e analogie[modifica | modifica wikitesto]

  • in alchimia, alcuni assimilano l'Eremita alla Putrefazione ma in realtà tale "Putrefatio" è solo la parte o fase “precedente” o preliminare per accedere allo “Stato di Eremita”
  • in astrologia, per alcuni è Giove in Sagittario o Giove in Leone
  • nella cabala ebraica, corrisponde alla lettera TH (ebraico teth)
  • ne I Ching, corrispondenza con il segno LXI La verità intrinseca e in, senso negativo, con il segno XXXVI L'ottenebramento della luce.
  • in magia, è l'ascesi magica ma anche il segreto da non rivelare e sopra tutto l'apprendimento di “… tanto potere a chi NON lo usa … “

Simbolismo generale[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni vi hanno visto il grande Maestro, lo "Svelatore delle Verità", che, celato, aiuta coloro che si sono persi e che si fidano di lui. È considerato anche la verità velata, che solo un Filosofo Spirituale è in grado di "svelare" e "rivelare" . Per alcuni, è l'essere (prima perso nella "materialità) che diviene alla spiritualità e alla evoluzione (numero 9 ovvero fine di un ciclo).

Riferimenti storici e iconografici[modifica | modifica wikitesto]

Per la sua incessante ricerca è paragonato al filosofo Diogene. Per l'età, a Matusalemme. Per gli aspetti magici, a Apollonio di Tiana, mago e taumaturgo. Non mancano gli aspetti che lo avvicinano al cieco Tiresia, profeta e indovino, che si dice visse sette generazioni umane. Nella dietrologia, è il Grande Vecchio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giordano Berti, Storia dei Tarocchi, Milano, Mondadori, marzo 2007.
  • Giordano Berti e Ram (a cura di), Il grande libro dei Tarocchi, Milano, RCS Libri S.p.A., aprile 2007.
  • Diego Meldi, Tarocchi. Il manuale completo, Firenze, Giunti Demetra, novembre 2007.
  • G. van Rijnberk, I Tarocchi. Storia, Iconografia, Esoterismo, Roma, Stile Regina, aprile 1989.
  • Oswald Wirth, I Tarocchi, Roma, Mediterranee, novembre 1973.
  • Papus, I Tarocchi, Roma, Napoleone, novembre 1972.
  • Link relativo all' autore della stesura (atelierricercaartistica.altervista.org)

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