Kynodesme

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Un atleta mentre si applica un kynodesme rappresentato su uno psyktèr attribuito al pittore di Syriskos, ca. 480 a.C.

Un kynodesme (in greco κυνοδέσμη, letteralmente "guinzaglio da cani") era un cordoncino, una stringa o, a volte, una striscia di cuoio che veniva indossata da alcuni atleti e attori nell'antica Grecia, in Etruria e nell'antica Roma, per evitare l'esposizione pubblica del glande.

Utilizzo e storia[modifica | modifica wikitesto]

Il kynodesme veniva strettamente legato attorno all'akroposthion, cioè la parte del prepuzio che si estende oltre il glande (la parte di pelle che ricopre il glande era invece chiamata posthe), e veniva indossato durante le apparizioni pubbliche (come è noto, nell'antica Grecia gli atleti si esercitavano e gareggiavano nudi nella stragrande maggioranza delle discipline). Il kynodesme stesso poteva poi essere legato a un'altra fascetta legata in vita in modo da alzare il pene ed esporre lo scroto o essere legato alla base del pene, il che conferiva all'organo il tipico aspetto arricciato visibile in numerose statue.[1]

Il particolare di una statua del poeta greco Anacreonte (570 a.C - 485 a.C.) in cui si vede l'utilizzo del kynodesme legato alla base del pene dopo essere stato avvolto attorno all'akroposthion

Il motivo alla base dell'utilizzo del kynodesme era il fatto che l'esposizione pubblica del pene e soprattutto della sua testa era, per gli uomini adulti, vista come disonorevole e vergognosa da parte degli antichi Greci, una cosa degna solamente di schiavi e barbari. Per questo, la decenza esigeva che coloro i quali fossero tenuti a mostrarsi nudi in pubblico, come gli atleti o gli attori, indossassero qualcosa che evitasse almeno l'esposizione pubblica del glande.[2][3]

Per coloro che indossavano permanentemente il kynodesme, la continua trazione dell'akroposthion si tramutava in un allungamento del prepuzio, cosa molto desiderata dagli antichi Greci, per i quali un prepuzio ben proporzionato era molto lungo e con una caratteristica forma conica o tubolare.[4]

I due diversi modi nei qui veniva legato il kynodesme nell'antichità. Sopra: legato a una cordicella passante intorno alla vita, sotto: legato alla base del pene

Il primo riferimento in letteratura al kynodesme lo si ha nel dramma satiresco intitolato Gli spettatori o atleti ai giochi istmici scritto da Eschilo nel V secolo a.C., ma i primi esempi del suo utilizzo possono essere riscontrati su ceramiche greche antecedenti.

Il kynodesme era utilizzato anche da Etruschi e antichi Romani, i quali chiamano questa pratica ligatura praeputii[3] e che indicano il kynodesme con il termine fibula, termine che può indicare sia una stringa o un fodero di cuoio quale è il kynodesme, sia un anello utilizzato nell'infibulazione prepuziale, e da cui deriva il termine "infibulazione".[5][6]

Poiché secondo le antiche conoscenze mediche greche e romane, l'eccessiva produzione di sperma dovuta a continui rapporti sessuali poteva indebolire i maschi nonché rovinare la qualità mascolina delle loro voci, questa forma di infibulazione maschile[7] non chirurgica (esso non prevede infatti alcuna bucatura o mutilazione del prepuzio ed è completamente reversibile)[8] potrebbe essere stata utilizzata da molti cantanti e attori come pratica volta a preservare il proprio tono di voce.[9][10][11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ F. M. Hodges, The Ideal Prepuce in Ancient Greece and Rome: Male Genital Aesthetics and Their Relation to Lipodermos, Circumcision, Foreskin Reduction, ant the Kynodesme, in The Bulletin of the History of Medicine, vol. 75, 2001, pp. 375-405. URL consultato il 28 agosto 2017.
  2. ^ Paul Zanker, The Mask of Socrates: The Image of the Intellectual in Antiquity, University of California Press, 1995, pp. 28—30, ISBN 9780520201057.
  3. ^ a b Havelock Ellis, Studies in the Psychology of Sex, Volume 1, Butterworth-Heinemann, 2013, p. 33, ISBN 9781483225012.
  4. ^ Il prepuzio del buon cittadino, Gabriella Giudici, 15 giugno 2012. URL consultato il 28 agosto 2017.
  5. ^ Peter G. Toohey, Inventing Ancient Culture: Historicism, Periodization and the Ancient World, Psychology Press, 1997, p. 32. URL consultato il 30 giugno 2020.
  6. ^ Marziale, Libro 7 - Epigramma 82 - De Menophili, in Epigrammi, Utet Libri. URL consultato il 30 giugno 2020.
  7. ^ Per "infibulazione" si intende qualsiasi pratica, chirurgica o meno, reversibile o irreversibile, che prevede la modifica degli organi genitali di una persona, sia essa di genere maschile o femminile, e che aveva un tempo lo scopo di impedire o comunque ostacolare la pratica di atti sessuali (siano essi rapporti di coppia o atti masturbatori), scopo che spesso permane ancora oggi, è il caso ad esempio dell'infibulazione femminile, benché alcune forme abbiano nel tempo assunto significati solamente rituali, come nel caso della circoncisione.
  8. ^ Paul Chrystal, In Bed with the Ancient Greeks, Amberley Publishing Limited, 2016. URL consultato il 22 giugno 2020.
  9. ^ J. P. Sullivan, Martial, the Unexpected Classic, Cambridge University Press, 1991, p. 189.
  10. ^ Peter Schäfer, Judeophobia: Attitudes toward the Jews in the Ancient World, Harvard University Press, 1997, p. 101.
  11. ^ Peter J. Ucko, Penis Sheaths: A Comparative Study, in Material Culture: Critical Concepts in Social Sciences, Routledge, 2004, p. 260.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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