Kurfürstendamm

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Kurfürstendamm
Berlin Kurfürstendamm 118093a.jpg
Localizzazione
Stato Germania Germania
Città Berlino
Distretto Charlottenburg-Wilmersdorf
Quartiere Charlottenburg, Wilmersdorf, Halensee
Caratteristiche
Tipo strada urbana
Intitolazione ai principi elettori del Brandeburgo
Collegamenti
Inizio Breitscheidplatz
Fine Rathenauplatz
Trasporti stazione di Halensee; stazioni della metropolitana di Kurfürstendamm, Uhlandstraße e Adenauerplatz
Mappa
Mappa di localizzazione: Berlino
Kurfürstendamm
Kurfürstendamm

Coordinate: 52°30′03″N 13°18′46″E / 52.500833°N 13.312778°E52.500833; 13.312778

Il Kurfürstendamm (spesso abbreviato in Ku'damm) è un viale di Berlino.

Lungo 3,5 km, collega Breitscheidplatz a Rathenauplatz, attraversando i quartieri di Charlottenburg, Grunewald, Halensee e Wilmersdorf.

Le origini remote e recenti[modifica | modifica wikitesto]

Nome e origine remota[modifica | modifica wikitesto]

Dal nome del Kurfürstendamm si ricavano immediatamente informazioni relative alla funzione originaria di questa strada e alla tecnica che venne usata per la sua costruzione. Il primo documento che attesta la sua esistenza (ma non il nome) è una carta topografica, il Plan géometral de Berlin et des environs, dell'ingegner La Vigne (1685), dove una doppia linea indica l'esistenza di una strada che congiungeva il Tiergarten, grande riserva di caccia, alla foresta detta Grunewald (Bosco Verde). Questa è oggi inglobata nei confini di Berlino, ma allora era lontana dalla città, la cui estensione era molto inferiore a quella attuale. Il nome si trova invece attestato per la prima volta, nella forma Churfürstendamm, in un'altra carta di Berlino e dintorni, disegnata nel 1767 da Friedriech Wilhelm Carl von Schmettenau[1].

Questo nome è composto da due parole, “Kurfürst” e “Damm”. La prima, che vuol dire "principe elettore", è legata alla principale funzione che la strada ebbe per secoli. Essa infatti permetteva ai principi elettori del Brandeburgo, che dal XV secolo risiedevano a Berlino, di recarsi dalla loro residenza berlinese alla foresta di Grunewald e alla grande riserva di caccia che lì si trovava. Qui, nel 1542, Gioacchino II costruì un castello destinato a alloggiare lui e i suoi invitati durante le partite di caccia. Il castello fu anche per quasi vent'anni la residenza della sua amante, Anna Sydow. Kurfürst indica quindi tanto il fatto che la strada venne creata, o ingrandita, o migliorata da un principe elettore, quanto il fatto che essa era utilizzata soprattutto dai suoi successori per praticare il nobile sport della caccia. La seconda parte di questo nome, damm, è comune ad altre strade di Berlino e dintorni: si tratta di vie di comunicazione che attraversavano terreni paludosi ed erano perciò rinforzate con una fitta serie di putrelle di legno disposte perpendicolarmente alla direzione della strada. “damm” designa quindi la struttura costruttiva della strada, una “strada di tronchi”[2].

Strada di tronchi: tecnica costruttiva

La nascita del Kurfürstendamm moderno[modifica | modifica wikitesto]

L'espansione di Berlino alla fine dell'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Per più di tre secoli la funzione del Kurfürstendamm rimase invariata così come, probabilmente, il suo aspetto. Tutto cambiò a partire dal 1883. La Germania aveva da poco attraversato il processo di unificazione e i principi elettori del Brandenburgo, che nel Settecento avevano acquisito il titolo di Re di Prussia, erano diventati nel 1871 Imperatori di Germania. Dal 1850, il Paese aveva cominciato a industrializzarsi ed era entrato, dopo la guerra franco-prussiana del 1870, in una fase di intenso sviluppo economico, finanziario e industriale. Berlino divenne uno dei centri principali della nuova economia tedesca e la sua popolazione prese a crescere a un ritmo vertiginoso: se nel 1857 la città contava 450 mila abitanti, all'inizio del Novecento il loro numero superava i 2 milioni[3].

L'espansione della città avvenne “a macchia d'olio”, investendo tutte le direzioni che si irradiavano dal centro verso l'esterno; tuttavia la popolazione che si insediò nelle diverse direttrici aveva caratteristiche sociali diverse. I quartieri operai e industriali chiusero il centro di Berlino in una morsa a forma di ferro di cavallo, che partiva da Nord-Ovest, si estendeva ad Est a inglobava il Sud-Est. Questo fu dovuto alla vicinanza delle fabbriche e alla lontananza di queste zone dal centro elegante della città (Unter den Linden, Leipziger Straße, Gendarmenmarkt). Questo ferro di cavallo si apriva verso l'Ovest, una direttrice lungo la quale già nei secoli scorsi si erano insediate le famiglie più facoltose (nei quartieri compresi tra il Lustgarten, il Tiergarten e l'attuale Potsdamer Platz)[4]. Fu in questo settore, lungo il lato meridionale del Tiergarten, che sorsero le prime residenze della nuova borghesia berlinese: ville e condomini di commercianti facoltosi, professionisti di successo, alti funzionari statali. Esponenti di questo ceto sociale cominciarono a stabilirsi anche al di là del Tiergarten, nelle cittadine ancora agresti di Charlottenburg e Wilmersorf. Qui sarebbero quindi sorti i viali, le strade e le piazze che ancora oggi strutturano l'habitat prevalentemente lussuoso di questi quartieri[5]. Uno di questi viali seguì più o meno il tracciato del preesistente Kurfürstendamm e ne riprese il nome. Lo distinguono però dagli altri la sua ampiezza e la sua struttura eccezionali, grazie alle quali esso assunse in futuro una funzione unica nella storia sociale e urbanistica della città di Berlino e nell'immaginario tedesco.

La sua ampiezza e la sua struttura non si spiegano solo con la necessità di favorire l'espansione della città verso Ovest, bensì corrispondono a un preciso progetto urbanistico.

Bismarck e il modello di Parigi[modifica | modifica wikitesto]

Questo progetto fu ideato da uno degli uomini più influenti della storia tedesca, il cancelliere Bismarck. Sensibile al fascino di Parigi, Bismarck rifletté sulla possibilità di creare, vicino a Berlino, un viale e un quartiere che fossero gli Champs Élysées della capitale tedesca. Esiste una sua lettera del 1873 al Consigliere Segreto von Wilmowski, in cui appaiono chiaramente tanto la sua preveggenza urbanistica, quanto il suo desiderio di dare a Berlino uno splendore simile a quello di Parigi. Nel 1861 e nel 1871 Bismarck aveva infatti fatto due soggiorni nella città francese, la prima volta in qualità di ambasciatore e la seconda in occasione della proclamazione dell'Impero tedesco. “Se si pensa al ritmo di crescita di Berlino,” scrisse, “è chiaro che la sua popolazione raddoppierà presto, così come Parigi è passata da 800.000 abitanti a 2.000.000.” E: “La proprietà pubblica offre l'occasione eccezionale di realizzare strade più larghe e più belle [delle altre]. Il Kurfürstendamm diventerà in questa prospettiva una strada troppo piccola, poiché non può diventare una via di passeggiata per carrozze e cavalieri. […] Il Grunewald diventerà come il Bois de Boulogne per Parigi e la strada che ivi condurrà dovrebbe essere altrettanto larga degli Champs Élysées.[6]

L'avénue des Champs-Élysées a Parigi prima del 1897

Il modello era dunque Parigi, la “capitale del XIX secolo”, come la chiamerà pochi anni dopo Walther Benjamin[7], e in particolare il grande e lussuoso boulevard, in cui le carrozze e i cavalieri dell'aristocrazia parigina facevano mostra di sé, ammirati da una folla di pedoni che passeggiavano sui larghi marciapiedi, davanti a una serie ininterrotta di belle dimore, ristoranti lussuosi, teatri e luoghi di divertimento. Proust ci dà descrizioni molto vive di questo traffico diurno, soprattutto domenicale, così come del traffico notturno di carrozze che si recavano nei luoghi di piacere del Bois de Boulogne.

La realizzazione del progetto di Bismarck[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il progetto fosse ispirato e voluto da Bismarck, esso venne realizzato solo 10 anni dopo, a partire dal 1883. Solo allora fu costituita, sotto l´egida della Deutsche Bank, la “Kurfürstendamm-Gesellschaft” (“Compagnia del Kurfürstendamm”), che affrontò i costi necessari a trasformare il viale di campagna in un boulevard à la Champs Elysées. Essa escogitò il modo di rendere sicuramente redditizia l'operazione. Infatti, in cambio dell'impegno a costruire il nuovo viale, essa ottenne il diritto di comprare un vasto terreno nella foresta di Grunewald. Qui realizzò un complesso di ville grandi e lussuose, rese particolarmente attraenti grazie a una serie di esenzioni fiscali garantite ai loro acquirenti. Nacque così quella che i berlinesi chiamarono la “Colonia de Milionari” (“Millionärskolonie”). Vi si installarono banchieri, industriali, editori, nonché alcuni intellettuali facoltosi. La Compagnia effettuò un duplice investimento, nella costruzione delle ville e nella trasformazione del viale, con la prospettiva di un duplice guadagno, che sarebbe venuto in parte dalla vendita delle ville, e in parte da quella dei terreni edificabili che fiancheggiavano il Kurfürstendamm. D´altra parte, il fatto che il viale non sarebbe finito in un bosco, ma in un insediamento prestigioso, rendeva molto più facile la vendita di questi terreni.[8]

Struttura del boulevard e punti di riferimento[modifica | modifica wikitesto]

La struttura del boulevard[modifica | modifica wikitesto]

Il Kurfürstendamm nel 1916

Il Kurfürstendamm era lungo 4,5 km. Cominciava al Corneliusbrücke, ponte sul Landswehrkanal situato nella parte sudoccidentale del Tiergarten, e finiva a Grunewald, nella attuale Rathenauplatz. La sua struttura e le sue dimensioni seguivano quasi alla lettera le indicazioni date da Bismarck. Da palazzo a palazzo, il viale era largo 53 metri. Davanti ad ogni edificio era previsto un giardino profondo 7,5 m. I marciapiedi che separavano i giardini dalla carreggiata erano profondi 4 m. La carreggiata era divisa in due parti di 10 m ciascuna, separate da una corsia centrale, che comportava una zona per il passeggio e una pista per cavalieri (che venne presto sostituita dalle rotaie di un tram a vapore, poi elettrificato nel 1899). Su ognuno dei due marciapiedi si ergeva un filare di platani. Altri due filari bordavano la passeggiata centrale[9]. I larghi marciapiedi, i giardini, gli alberi e la corsia centrale davano al viale un aspetto particolarmente elegante. Pur essendo meno largo del modello parigino, il boulevard berlinese lo superava in eleganza.

E' da notare che il tratto di circa 1 km che andava dal Corneliusbrücke alla attuale Breidscheidtplatz venne ribattezzato nel 1925 Budapester Straße, così che oggi il Kurfürstendamm ha una lunghezza di 3,5 e non più di 4,5 km (e i suoi numeri civici cominciano dall'11 e non dall'1).

L´attuale Breidscheidplatz ebbe nel corso della sua storia diversi nomi: il primo fu Gutenbergplatz, ricevuto nel 1862, il secondo fu Auguste-Viktoria-Platz, con cui nel 1892 si intese onorare la moglie del Kaiser Guglielmo II. Venne infine ribattezzata nel 1947 Breitscheidplatz, in ricordo del dirigente socialdemocratico Rudolf Breidscheid, arrestato dalla Gestapo in Francia e ucciso dai nazisti a Buchenwald.

Punti di riferimento[modifica | modifica wikitesto]

Percorso del Kurfürstendamm

Il Kufürstendamm si dirama in direzione Ovest dalla Breidscheidtplatz, divergendo da altre due grandi strade, sorte anche esse alla fine del XIX secolo: la Kantstraße e la Hardenbergstraße. A Est della Breidscheidtplatz, oggi, la sua continuazione visiva è la Tauentzienstraße, che porta a Wittenbergplatz, dove si trova il grande magazzino KaDeWe. Prima della II guerra mondiale invece si vedeva chiaramente che il suo proseguimento verso Est era la Budapester Straße, che all´origine era il primo tratto del Kurfürstendamm. Nel suo percorso verso Ovest, esso incrocia subito una grossa arteria Nord-Sud, la Joachimtaler Straße dove, appena più a Nord, si trova la stazione ferroviaria detta "del giardino zoologico". Lo zoo è in effetti lì accanto, nascosto dagli edifici che si sviluppano lungo il lato Nord della Breidscheidtplatz.

Proseguendo verso Ovest, il Kurfürstendamm incrocia una serie di strade di Charlottenburg, eleganti e ricche di storia : Fasanenstraße, Uhlandstraße, Bleibetreustraße, Knesebeckstraße. Vengono poi la Olivaerplatz e la Adenauerplatz. Nel primo tratto del viale (tra la Joachimtaler Straße e Adenauerplatz) si trovano ancora oggi molti degli edifici sfarzosi che lo caratterizzarono all´epoca della sua costruzione. Prima della guerra, qui si trovavano anche molti dei teatri, varietà e gallerie d´arte il cui pubblico animava i numerosissimi caffè e ristoranti che facevano del viale berlinese un vivacissimo boulevard. Oggi vi si trovano soprattutto negozi di grandi catene internazionali (come nel boulevard degli Champs Elysées di Parigi, che fu il modello del Kurfürstendamm).

Ad Ovest della Adenauerplatz il boulevard perde ogni traccia del suo storico carattere eccezionale ad eccezione della Lehniner Platz, dove si trova un complesso di edifici degli anni 1920, opera in parte di Erich Mendelsohn, molto rappresentativa dell´architettura moderna. Spingendosi più ad est si passa sopra a un´autostrada urbana e si arriva a Halensee, luogo dove il Kurfürstendamm entrava nella foresta di Grunewald e dove oggi sfocia nella Rathenauplatz. Il nome della piazza ricorda uno dei più celebri abitanti di Grunevald, il ministro degli esteri Walther Rathenau, che venne ucciso in un attentato nei pressi della piazza stessa nel 1922.

Il Kurfürstendamm dalla creazione all'avvento del nazionalsocialismo: lusso, divertimenti e cultura[modifica | modifica wikitesto]

I lavori cominciarono nel 1883. Il 5 maggio 1886, in quella che Metzger considera come la data in cui il Kurfürstendamm “nasce alla sua nuova vita di boulevard”, venne messo in funzione il tram a vapore che portava dallo Zoo allo Halensee e che sostituì la pista riservata ai cavalieri. Nei primi anni, lungo il nuovo viale vennero costruite lussuosissime ville, come quella del commerciante Raussendorff[10]. Queste vennero presto nascoste dai palazzi di cinque piani che sorsero sui due lati del Kurfürstendamm. Dopo circa vent'anni il nuovo viale risultava quasi completamente costruito[11]: in effetti, nello stesso periodo si compiva la trasformazione di Charlottenburg da borgo raccolto intorno al castello che gli dava il nome in vera e propria città. Il cosiddetto ”esodo vero Ovest” dei berlinesi risultò facilitato dalle ferrovie della Schnellbahn e alla Ringsbahn (oggi entrambe riunite nel sistema della S-Bahn), che fin dagli anni 1880 collegarono il nuovo abitato a Berlino[12]: nel 1850 Charlottenburg aveva appena 10 mila abitanti, nel 1893 ne contava più di 100 mila e, nel 1900 182 mila[13].

Man mano che crebbe il numero delle abitazioni, nel nuovo viale sorsero naturalmente caffè e ristoranti. Ad essi si aggiunsero presto anche luoghi di spettacolo e divertimento. Dopo una pausa dovuta alla Prima guerra mondiale, nel Kurfürstendamm e nelle strade vicine si moltiplicheranno i caffè concerto, le sale da ballo, i cabaret, i cinema e i teatri: seri e di varietà. Nelle vicinanze erano intanto sorti ben due teatri d´opera. Negli anni 1920, le guide turistiche di tutto il mondo indicheranno il Kurfürstendamm, come uno dei punti di maggior attrazione d'Europa per i locali, la vita culturale e i divertimenti. Questa fame resterà a lungo nella memoria tedesca, se è vero che ancora negli anni 1970, quando i tedeschi si recavano in visita a Berlino Ovest, il Kurfürstendamm faceva ancora parte delle loro mete più desiderate, anche se ormai era diventato solo l'ombra di sé stesso.

Nel Kurfürstendamm sorsero i caffè letterari dove si incontravano quotidianamente i più noti intellettuali berlinesi, in specie quelli che si riconoscevano nelle avanguardie letterarie e artistiche, dagli espressionisti a Brecht. Ma il viale offriva anche intrattenimenti di carattere popolare: balere, spettacoli di varietà, cabaret. Negli spazi che durante i primi anni rimanevano provvisoriamente liberi tra un palazzo e l'altro si installavano circhi (come il quello di Buffalo Bill nel 1890 o il circo Barnum nel 1900) o stravaganti esposizioni-spettacolo, come la “Fine di Pompei” o quella che nel 1904 mostrava, nella Lehniner Platz appositamente allagata, rifacimenti di battaglie navali. La più colossale di queste installazioni – che ebbe, diversamente dalle altre, carattere stabile - fu il “Luna Park”, un grandioso parco di attrazioni gigantesche e stravaganti, ispirato dall'omonimo complesso di Coney Island.

Questi divertimenti, così come le balere, i cabaret e i varietà, spingevano verso il Kurfürstendamm un pubblico diverso da quello attratto dai teatri seri, dalle gallerie d'arte, dai caffè letterari o dai caffè eleganti. “Nel Kurfürstendamm – dice Metzger- si svolgevano insieme, in un modo che risultava caratteristico del quartiere, la vita letteraria più raffinata e spettacoli per il pubblico di massa. La City-Filiale era elegante, cara e raffinata, ma era anche popolare. I signori e i loro camerieri sedevano gli uni accanto agli altri nel cinema Gloria-Palast, nel varietà Nelson-Revue o nella taverna della Zigeunerkeller (Cantina degli zingari) e andavano a vedere le stesse attrazioni del Luna Park[14].

L'edilizia di lusso del Kurfürstendamm[modifica | modifica wikitesto]

Edificio in stile eclettico - Bleibtreustraße vicino al Kurfürstendamm

Con lo sviluppo dell'Ovest berlinese, Charlottenburg crebbe fino a diventare una vera e propria città e, poiché la popolazione che vi si installò era in genere benestante, questa nuova città risultò ben presto quella più ricca di tutta la Germania. Lungo il Kurfürstendamm furono costruiti i palazzi più lussuosi di Charlottenburg. I loro appartamenti erano vasti, avevano 10, 15, talora 20 stanze. Le facciate ostentavano un gran lusso,ma erano spesso un po' pacchiane. Questa architettura “alla Kurfürstendamm” attirò infatti non solo ricchi acquirenti, ma anche critiche e scherni. Si raccontava, ad esempio, che costruiti i muri maestri, i costruttori chiedessero ai committenti: “[E la facciata,] in che stile la vuole?”[15] Se ne trovavano infatti in stile neoromanico, neorinascimentale, fiammingo o in pastiches di vari stili storici. Quelle che si limitavano allo stile diffuso nella Germania dell'epoca non erano più sobrie delle altre, ma erano sovraccariche di decorazioni, con cariatidi o colonne di finto marmo che sottolineavano logge e ingressi[16].

Successo e stile si estesero a tutta la zona solcata del boulevard (Uhlandstraße, Fasanerstraße, Auguste-Viktoria-Platz, Tauentzienstraße, Kurfürstenstraße) e, per far posto ai palazzi, vennero demolite anche le ville che erano state costruite pochi anni prima. Di queste, resta solo qualche esemplare, come la villa neorinascimentale dove si trova il Caffè Einstein (Kurfürstenstraße 58) o quella dove ha sede il liceo francese (Derfflingerstraße 7).

Esempio di architettura "alla Kurfürstendamm" a Uhlandstrasse

Nella piazza Auguste-Viktoria fu eretta la chiesa-monumento, intitolata alla memoria dell'imperatore Guglielmo I. Guglielmo II, che la fece costruire, scelse come architetto Franz Schwechten, già noto nella Berlino imperiale per i suoi edifici in stile neoromanico, come la stazione Anhalter Bahnhof o la facciata dell'Accademia Militare prussiana. La chiesa fu anche essa neoromanica, fu imponente e risultò ben visibile da ogni strada che si dirigeva verso la piazza. Schwechten fu successivamente incaricato di costruire nella stessa piazza due grandi stabili che la chiudevano a Est e a Ovest: altri due esempi di architettura neoromanica, che furono soprannominati Erstes Romanischer Haus (prima casa romanica - 1894-96) e Zweites Romanisches Haus (seconda casa romanica - 1900). La piazza ne trasse il vantaggio di una certa unità stilistica, anche se di gusto non proprio moderno.

Il cinema Universum - oggi Schaubühne - a Lehniner Platz

Carattere completamente diverso ha il complesso di edifici che si trova a Lehniner Platz. Esso venne realizzato negli anni 1920, in un periodo in cui l'architettura piena di orpelli della Belle Epoque era passata di moda e si sperimentavano soluzioni nuove tanto nel design quanto nei materiali. Questo complesso fu progettato da Jürgen Bachmann e, soprattutto, da Erich Mendelsohn, uno dei più importanti architetti del Novecento. Esso è una testimonianza dell'architettura moderna, così come la chiesa e gli edifici di Schwechtner testimoniavano il gusto della fine del secolo XIX. Di quel complesso fa parte l'odierno teatro della Schaubühne, concepito da Mendelsohn come cinema (cinema Universum).

La seconda "Casa romanica" col "Caffè romanico"

La “City-Filiale”: il commercio di lusso intorno al Kurfürstendamm[modifica | modifica wikitesto]

Il Ka De We nel 1907

Le case sfarzose attrassero dunque una popolazione benestante; la popolazione benestante attrasse a sua volta commerci eleganti. Le più note case commerciali del centro di Berlino, quelle in cui Effi Briest aveva comprato il suo prezioso corredo,

aprirono delle filiali sul Kurfürstendamm o nelle strade vicine. Ancora oggi queste i commerci che cercano a Berlino una sede prestigiosa si installano sul Kurfürstendamm o nella Taentienstraße, anche se oggi non sono più la ditte raffinate dell'epoca di Theodor Fontane, ma l'Applesotore o Benetton. Il pioniere del commercio di lusso nella zona del Kurfürstendamm fu una ditta ancora oggi ben presente col suo grande magazzino di Wittenberg Platz: il KaDeWe, il “Kaufhaus des Westens” ovvero “Grande Magazzino dell'Ovest”. Quest'ultima parola, che durante la Guerra Fredda venne spesso interpretata come “mondo occidentale” o “Germania dell'Ovest”, si riferisce in realtà all'Ovest berlinese dove, nel 1907, Adolf Jandorf creò questo quasi-Harrods, che ha ancora oggi, in particolare, un impressionante reparto di generi alimentari. Questo si vanta di proporre ben 1800 diversi tipi di salsicce insieme a un'impressionante varietà di leccornie provenienti dal mondo intero.

Negli anni Venti e Trenta aprirono filiali sul Kurfürstendamm anche il ristorante Kempinski (1926) e il caffè Kranzler (1932), due noti locali berlinesi.

Il successo del KdW e degli altri commerci fu tale, che si cominciò a parlare della zona costituita dal Kurfürstendamm, Viktoria-Luise-Platz, Tauentzienstraße e Wittenbergplatz come “City-Filiale”, “City-West”, “Berlin-W“.[17]

Concerto sul Ku'damm

Il boulevard come spettacolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Kurfürstendamm si riempì, abbiamo accennato, di teatri e attrazioni, ma il primo spettacolo era offerto dal boulevard stesso e dai suoi frequentatori. Nei mesi primaverili ed estivi le terrazze dei caffè si riempivano di signore eleganti ed uomini distinti. Ufficiali e altri cavalieri, che si pavoneggiavano sulla corsia centrale, si offrivano alla loro ammirazione. Come negli Champs Elysées, la domenica le carrozze delle famiglie nobili o percorrevano a lentamente su e giù le carreggiate. Le carrozze vennero successivamente sostituite dalle automobili, i cui proprietari si incontravano per sfoggiare le loro vetture percorrendo il boulevard avanti e indietro[18]. Una variopinta piccola borghesia si univa agli impiegati dei negozi e ai camerieri delle case eleganti per camminare sui marciapiedi ed ammirare lo spettacolo che offrivano loro i caffè e i veicoli. Questa folla costituiva essa stessa, naturalmente, una parte dello spettacolo offerto dal boulevard[19].

Il Kurfürstendamm luogo di cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nel lungo periodo che va dalla fine dell'Ottocento all'avvento al potere del nazionalsocialismo il Kurfürstendamm fu il più fervido luogo di incontro degli intellettuali berlinesi, in particolare di quelli che partecipavano alle avanguardie, elaboravano nuove forme di arte e letteratura e aderivano a ideali politici progressisti o addirittura rivoluzionari. “Indsustriegebiet der Intelligenz” (“distretto industriale dell'intelligenza”) lo definì Erich Mühsam[20], lo sventurato pubblicista anarchico che fu tra le prime vittime dei nazisti. Tanto negli anni della monarchia militarista e autoritaria, quanto negli anni della Repubblica di Weimar, il Kurfürstendamm, coi suoi caffè, le sue gallerie d'arte, i suoi teatri, fu il principale luogo di incontro e lavoro, a Berlino, degli scrittori e degli artisti più innovativi. Qui, prima della guerra, Max Liebermann e la Secessione, qui Max Reinhardt, qui Frank Wedekind. Qui, negli anni Venti, gli espressionisti, Erich Kaestner, Gottfried Benn, Else Lasker-Schüler, Bertholt Brecht. In breve: qui si filavano idee e si tessevano relazioni, qui gli scrittori incontravano i loro editori, i pittori i loro mecenati, gli attori e i commediografi i loro impresari, qui i pubblicisti politici discutevano le loro idee.

Quelli che potremmo chiamare i “centri direzionali” di questa attività furono soprattutto due caffè, uno prediletto dagli intellettuali prima della Grande guerra, l'altro, luogo di fervidi incontri durante gli anni della Repubblica di Weimar: il “Cafè des Westens”e il "Romanisches Café" (rispettivamente "Caffè dell'Ovest" e “Caffè romanico”).

Gli anni del Café des Westens (1899-1913)[modifica | modifica wikitesto]

L'odierno Caffè Kranzler

Café des Westens” fu il nome che prese nel 1899 quello che era stato primo caffè sorto nel nuovo quartiere, il “Kleines Café”, creato nel 1895 all'angolo del Kurfürstendamm e della Joachimstaler Straße, là dove oggi si trova il caffè Kranzler. Forse grazie alla qualità della sua cucina, il “Café des Westens” (“Caffè dell'Ovest”) ebbe una rapida fortuna. Cominciarono infatti a venirci regolarmente non solo persone che abitavano a Charlottenburg, bensì anche, e soprattutto, intellettuali ed artisti che risiedevano nel centro di Berlino. La loro presenza funse da catalizzatore per la fortuna del caffè, poiché “in certe cerchie diventò chic poter raccontare il fatto che si frequentava quel caffè, il cui pubblico era considerato stravagante”[21]. Il locale venne in effetti soprannominato, con intenzione di scherno, “Café Großenwahn” : “il caffè dei megalomani”. “Ma – ci dice il suo futuro proprietario, Ernst Pauly – il caffè si onorava di avere quel soprannome” [22]. Questa fierezza non era priva fondamento. Il caffè ebbe fama internazionale e tra i suoi clienti si trovavano Frank Wedekind, Richard Strauss, Alfred Kerr, (all'epoca notissimo critico letterario), Maximilian Harden, Max Reinhardt, attore, regista e impresario, uno di maggiori innovatori del teatro del suo tempo.

Un esempio dell'importanza che il Café des Westens ebbe nella storia culturale della Germania è la nascita del cabaret alla tedesca, quella forma di di varietà, in cui canzoni e sketch sviluppano contenuti morali e politici spesso satirici. Furono Max Reinhardt ed Ernst von Wolzogen, un altro frequentatore del Café des Westens, a creare i due primi esempi di cabaret tedesco, la “Schall und Rauch Bühne” e l'”Überbrettl”, ispirandosi al modello di Parigi, dove allo “Chat noir” si esibivano Aristide Bruant, Erik Satie e Yvette Guilbert. Il genere ebbe un successo enorme e duraturo in Germania, dove divenne una forma d'arte nazionale. Ai tavoli del Café des Westens Reinhardt e von Wolzogen discussero ed elaborarono i loro progetti; lì trovarono i primi finanziatori per i loro rispettivi locali, che vennero inaugurati nel 1901[23].

La pittura postespimpressionista di Max Liebermann era fortemente osteggiata dall'accademia tedesca

Il Café des Westens fu frequentato assiduamente anche dagli artisti della “Secessione” berlinese, la cui galleria si trovava poco distante, anche essa sul Kurfürstendamm: Max Liebermann, Lovis Corinth, Käthe Kollwitz e tanti altri. Negli ultimi anni prima della guerra il Café des Westens fu anche il luogo di incontro degli artisti e dei teorici che si riconoscevano nel movimento espressionista. Fu nelle sale del caffè che Herwarth Walden fondò la rivista espressionista “Der Sturm” (“L'assalto”) e concepì l'idea dell'omonima galleria; e fu ancora nel caffè che nacque un'altra importante rivista del movimento espressionista, “Die Aktion” (“L'Azione”, che aveva anche una forte posizione politica antimilitarista). Tra i frequentatori del caffè figuravano anche la poetessa e drammaturga Else Lasker Schüler, legata a Walden e fortemente influenzata dall'espressionismo.

La cultura negli anni Venti e il Romanisches Café[modifica | modifica wikitesto]

Il Café des Westens si “suicidò” nel 1913, quando il proprietario, Ernst Pauly mise in pratica l'idea azzardata di trasferirlo in un nuovo edificio in Auguste-Viktoria-Platz. I clienti non lo seguirono: il caffè sopravvisse, ma il pubblico cambiò. Passata la guerra, la vita mondana e intellettuale di Charlottenburg riprese, ma fu un altro caffè della stessa piazza ad attirare gli intellettuali: il “Romanisches Café” ("Caffè romanico"), situato al piano terra di una delle due “Romanischen Häuser” di Schwechtner[24].

La Germania era profondamente cambiata. Essa era ormai una repubblica e una democrazia, il Kaiser era andato in esilio, e il potere non era più (almeno nei primi anni della Repubblica) nelle mani dei partiti nazionalisti e della casta dei militari. Alcuni rappresentanti di quella che prima della guerra era una cultura di opposizione, ora dirigevano le istituzioni contro cui si erano battuti. Era per esempio il caso di Max Liebermann, già ispiratore e presidente della Secessione, ora presidente dell'Accademia delle Belle Arti, che grazie a lui si aprì ai rappresentanti delle correnti più innovative.

Se alcuni degli oppositori di un tempo erano ormai i dirigenti di oggi, altri oppositori apparivano, che parlavano volentieri di rivoluzione e comunismo, e cercavano di collegare il loro fuoco artistico o poetico alla fiamma delle lotte politiche dell'estrema sinistra. Divenne abitudine di questi, come di tanti intellettuali meno polemici, incontrarsi nel nuovo caffè dell'intelligezija. Gli incontri che si potevano fare in questo locale potevano del resto rivelarsi veramente importanti per la carriera di un giovane intellettuale, tanto che Erich Kaestner lo battezzò scherzosamente “la sala d'attesa dei talenti”.

Rispetto all'epoca del Café des Westens nuovi tipi di avventori. In Germania, il cinema cominciava a vivere la sua grande stagione; e nel pubblico del Romanisches troviamo attrici come Asta Nielsen e Elisabeth Bregner; oppure registi come Ernst Lubitsch, Fritz Lang, Max Siodmak e Billy Wilder. Accanto agli intellettuali, sedeva abitualmente un grande compositore di canzoni, Rudolf Nelson, impresario della Nelson Revue. Nel 1926, probabilmente, frequentò il Romanisches la vedette di questo teatro, Josephine Baker. Tra gli altri frequentatori c'è una lista ragguardevole di pittori e grafici: Otto Dix, Georg Grosz, Heinrich Zille, Emil Orlik, John Höxter, Max Slevogt, John Heartfid. Ci sarebbe poi da citare una lunga serie di scrittori: Gottfried Benn e Else Lasker-Schüler, Heinrich Mann, Erich Kaestner, Joseph Roth, Kurt Tucholsky, Alfred Kerr, il celebre editore, Ernst Rohwolt. Ci sono innovatori del teatro, come Erwin Piskator e Leopold Jessner. E c'è un giovane drammaturgo di talento, molto orientato a sinistra, che nel corso degli anni Venti acquista solida fama: Bertholt Brecht.[25]

La storia successiva[modifica | modifica wikitesto]

Con i suoi bei palazzi il viale si trasformò velocemente in importante e lussuoso centro commerciale con numerosi e famosi caffè (Café des Westens, Café Schillin, Café Kranzler - punti di incontro per scrittori, attori, intellettuali), teatri, cabaret (Kabarett der Komiker, Nelson-Theater, Kabarett Größenwahn), Varietés e Cinema. Diventò in pratica un punto di incontro rinomato negli anni venti e trenta.

Dopo aver subìto gravi danni durante la seconda guerra mondiale, a partire dal 1948, con la divisione della città, la zona intorno al Kurfürstendamm si configurò come il centro di Berlino Ovest. Vennero costruiti nuovi edifici, uffici, grandi magazzini e il Kurfürstendamm assunse la funzione di "vetrina del capitalismo", contrapposta alla Berlino Est socialista. Con la costruzione del muro di Berlino (1961), però, questa funzione venne a cessare. Il Kurfürstendamm perse parecchio del suo splendore, grazie anche all'invasione di ristoranti fast food e di negozietti di chincaglierie.

Dal 1990, con la caduta del muro, il Kurfürstendamm ha dovuto affrontare la concorrenza del centro storico Mitte, e in particolare della Friedrichstraße. Tuttavia, la presenza di numerose firme del mondo della moda, di alberghi di lusso e di nuovi complessi architettonici hanno permesso al viale di conservare il suo primato di prima strada commerciale berlinese.

Edifici notevoli[modifica | modifica wikitesto]

Sul lato destro:

Sul lato sinistro:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regina Stürickow, Vom Feldweg zum Boulevard, pp. 62-69.
  2. ^ Regina Stürickow, Vom Feldweg zum Boulevard, pp. 62-69.
  3. ^ Wolfgang Ribbe, Jürgen Schmädecke, Kleine Berlin-Geschichte, 1994, p. 106.
  4. ^ Regina Stürickow, Vom Feldweg zum Boulevard, pp. 62-69.
  5. ^ Hartmut Häusermann, Andreas Kapphan, Berlin, von der geteilten zur gespaltenen Stadt, pp. 31-42.
  6. ^ Karl-Heinz Metzger, Der Kurfürstendamm - Boulevard und Symbol.
  7. ^ Walther Beniamin, Paris, Hauptstad des XIX Jahrhunderts, in Illuminationen, Francoforte, Suhrkamp, 1955.
  8. ^ Karl-Heinz Metzger, Der Kurfürstendamm – Boulevard und Symbol.
  9. ^ Regina Stürickow, Vom Feldweg zum Boulevard.
  10. ^ Villa Raussendorff (JPG), Bezirkamt Charlottenburg-Wilmersdorf. URL consultato il 16 aprile 2013.
  11. ^ Karl-Heinz Metzger e Ulrich Dunker, Der Kurfürstendamm.
  12. ^ Helmut Engel, Charlottenburg, p. 77.
  13. ^ Charlottenburg, Bezirksamt Charlottenburg-Wilhelmsdorf. URL consultato il 16 aprile 2016.
  14. ^ Karl-Heinz Metzger, Der Kurfürstendamm - Boulevard und Symbol.
  15. ^ Karl-Heinz Metzger, Der Kurfürstendamm – Boulevard und Symbol.
  16. ^ Hinnerk Dreppenstedt, Klaus Esche, Ganz Berlin, Berlino, Nicolai, 2007, p. 228.
  17. ^ Kar-Heinz Metzger, Der Kurfürstendamm - Boulevard und Symbol.
  18. ^ MIchael Bienert e Elke Linda Buchholz, Die Zwanziger Jahre in Berlin, p. 235.
  19. ^ Karl-Heinz Metzger, Der Kurfürstendamm - Boulevard und Szmbol.
  20. ^ Michael Bienert e Elke Linda Buchholz, Die Zwanziger Jahre in Berlin, p. 230.
  21. ^ Karlheinz Metzger e Ulrich Dunker, Der Kurfürstendamm, p. 46.
  22. ^ Ernst Pauly, Zwanzig Jahre, p. 46.
  23. ^ Karl Heiny Metzger e Ulrich Dunker, Der Kurfürstendamm, p. 48.
  24. ^ Vedi sopra: "L'edilizia di lusso del Kurfürstendamm"
  25. ^ Karl Heinz Metzger, Der Kurfürstendamm - Boulevard und Symbol.
  26. ^ a b Architekturführer Berlin, p. 164
  27. ^ a b Architekturführer Berlin, p. 165
  28. ^ Architekturführer Berlin, p. 167
  29. ^ a b Das neue Gesicht Berlins, tavola 17
  30. ^ Architekturführer Berlin, p. 169
  31. ^ Architekturführer Berlin, p. 163
  32. ^ Architekturführer Berlin, p. 168
  33. ^ Architekturführer Berlin, p. 237

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Das neue Gesicht Berlins, Berlino, Arani Verlagsgesellschaft, 1957, ISBN non esistente.
  • (DE) AA.VV., Architekturführer Berlin, 6ª ed., Berlino, Dietrich Reimer Verlag, 2001, ISBN 3-496-01211-0.
  • (DE) Michael Bienert e Elke Linda Buchcholz, Die Zwanziger Jahre in Berlin, Berlino, Berlin Story Verlag, 2012
  • (DE) Helmut Engel, Charlottenburg, Berlino, Stapp-Verlag, 1993
  • (DE) Hartmut Häuserman, Andreas Kapphan, Berlin, von der geteilten zur gespaltenen Stadt, Opladen, Leske und Budrich, 2012.
  • (DE) Karl-Heinz Metzger e Ulrich Dunker, Der Kurfürstendamm, Berlino, Konopka, 1986
  • (DE) Karl-Heinz Metzger, Der Kurfürstendamm - Boulevard und Symbol, in Sito Web del Bezirksamt Charlottenburg-Wilmersdorf, 2004, https://www.berlin.de/ba-charlottenburg-wilmersdorf/ueber-den-bezirk/geschichte/literatur/artikel.223121.php, consultato il 7/4/2016.
  • (DE) Ernst Pauly (a cura di), Zwanzig Jahre Café des Westens. Erinnerungen vom Kurfürstendamm, Berlino, 1913
  • (DE) Wolfgang Ribbe e Jürgen Schmädecke, Kleine Berlin-Geschichte, Berlino, Stapp Verlag, 1994
  • (DE) Regina Stürickow, "Vom Feldweg zum Boulevard", in Damals Vol. 45 n°1, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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