Kurfürstendamm

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Kurfürstendamm
CharlottenburgU-BahnhofUhlandstraße.JPG
Localizzazione
Stato Germania Germania
Città Berlino
Distretto Charlottenburg-Wilmersdorf
Quartiere Charlottenburg, Wilmersdorf, Halensee
Caratteristiche
Tipo strada urbana
Intitolazione ai principi elettori del Brandeburgo
Collegamenti
Inizio Breitscheidplatz
Fine Rathenauplatz
Trasporti stazione di Halensee; stazioni della metropolitana di Kurfürstendamm, Uhlandstraße e Adenauerplatz
Mappa
Mappa di localizzazione: Berlino
Kurfürstendamm
Kurfürstendamm

Coordinate: 52°30′03″N 13°18′46″E / 52.500833°N 13.312778°E52.500833; 13.312778

Il Kurfürstendamm (abbreviazione popolare: Ku'damm) è un viale di Berlino.

Lungo 3,5 km, collega Breitscheidplatz a Rathenauplatz, attraversando il municipio (Bezirk) di Charlottenburg-Wilmersdorf. Oggi strada commerciale lussuosa, il Kurfürstendamm ha vissuto, tra il 1900 e l'avvento del III Reich, un periodo di tale splendore da conservare un forte valore simbolico nell'immaginario popolare.

Sul Kurfürstendamm si concentravano caffè di lusso e locali popolari, gallerie d'arte e balere, teatri seri e sale di varietà; cinema, giostre, circhi equestri ed altre, stravaganti, attrazioni. Inoltre su di esso si trovavano quei caffè letterari che furono il principale luogo di incontro delle avanguardie intellettuali e artistiche berlinesi durante il primo trentennio del XX secolo.

Dopo la seconda guerra mondiale, nei quarant'anni in cui la città fu divisa in Berlino Est e Berlino Ovest, il Kurfürstendamm tornò ad avere un certo splendore, pur perdendo il suo ruolo culturale. Fu la principale via dei divertimenti e dei bei negozi della metà occidentale. Grazie alla sua fama esso ebbe, in quegli anni, anche un ruolo simbolico di grande importanza. La Germania Federale era, in un certo senso, uno stato privo di capitale, poiché le sue istituzioni politiche stavano nella piccola e appartata Bonn. In quel periodo, il Kurfürstendamm fu il luogo che rappresentò l'intero paese.[senza fonte] La visita al Kurfürstendamm era una tappa obbligata per i capi di Stato stranieri.[senza fonte] Le manifestazioni di protesta dei più importanti movimenti di opposizione lo prediligevano come scenario per i loro cortei.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Kurfürstendamm.
Il Kurfürstendamm nel 1916 - La chiesa in fondo è la Kaiser-Wilhelm, che segna l'estremità est del Ku'damm. La foto è quindi presa con la macchina orientata verso Est. La grande strada che il viale incrocia è la Joachimtaler Straße

La costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il Kurfürstendamm venne costruito nel 1882-85, ampliando una strada di campagna che collegava il limite occidentale del Tiergarten (il grande parco ad Ovest della Porta del Brandeburgo) con la foresta di Grunewald. Il progetto risaliva al 1873[1]. Bismarck, che (1) prevedeva una crescita della popolazione di Berlino simile a quella che era avvenuta a Parigi nella prima metà del secolo e (2) riteneva necessario dare a Berlino, da poco diventata capitale dell´impero tedesco, delle infrastrutture che avessero un carattere monumentale, ispirato alla capitale francese. Nelle sue intenzioni, Grunevald sarebbe diventata il Bois de Boulogne di Berlino, e il Kurfürstendamm l´avenue des Champs-Élysées della capitale tedesca.[2]

Con l'industrializzazione, la popolazione di Berlino effettivamente aumentò, passando da 450 mila abitanti nel 1850 a 3 milioni e 700 mila nel 1910. I comuni alle porte della città diventarono a loro volta centri urbani densamente popolati e vennero poi aggregati, nel 1920, in un'unica entità che comprendeva anche Berlino. Nelle zone ad Ovest e a Sud-Ovest, tra cui quelle attraversate dal vecchio Kurfürstendamm (Charlottenburg, Wilmersdorf e Halensee) diventarono i nuovi quartieri dell'alta borghesia. Il progetto di Bismarck venne attuato contemporaneamente a questa espansione di Berlino[3].

I primi sviluppi[modifica | modifica wikitesto]

Sui terreni edificabili ai due lati del Kurfürstendamm vennero costruiti, nell'arco di venti anni, palazzi di abitazione particolarmente lussuosi. Gli appartamenti erano costituiti da 10, 12, talvolta 15 o addirittura 20 stanze. Le facciate erano decorate da stucchi nella moda dell'epoca, oppure imitavano stili del passato: medioevo, Rinascimento, barocco, ecc. (storicismo architettonico)[4].

Nei terreni che durante quegli anni erano ancora vuoti, si installarono provvisoriamente circhi, giostre, un velodromo, o attrazioni stravaganti come “La mostra del Transwaal”, “Gli ultimi giorni di Pompei” o i “Flottenspiele”. All'estermità ovest venne allestito il “Luna Park”, un grande parco di attrazioni simile a quello di Coney Iland a New York[5].

Prima del Nazionalsocialismoː l'epoca d'oro del Kurfürstendamm[modifica | modifica wikitesto]

Il Kurfürstendamm visse un periodo di grande splendore tra la fine dell'Ottocento e il 1933. Vi si trovavano ristoranti e caffè lussuosi ed eleganti, ma anche birrerie, osterie, e balere che accoglievano un pubblico molto popolare. Diventò luogo di commerci particolarmente eleganti.

Esso ebbe un ruolo importantissimo anche per la vita culturale di Berlino. Su di esso si trovavano diversi teatri, vi sorsero negli anni 1910 i primi cinema e negli anni 1920 le grandi e lussuosissime sale in cui case produttrici presentavano i loro film in anteprima. Anche le gallerie che esponevano le opere degli artisti di avanguardia, ribelli rispetto ai canoni del periodo (tanto da incorrere nella riprovazione dello stesso imperatore) si trovavano sul Kurfürstendamm.

Questi artisti frequentavano i ristoranti e i caffè del viale, dove incontravano altri esponenti delle avanguardie e del dissenso politico. Scrittori e poeti (tra cui gli espressionisti), giornalisti e pubblicisti di orientamento anarchico, socialista o liberale. Gli esponenti dell'autoproclamata bohème berlinese..

Tra i caffè letterari, due divennero particolarmente noti e importanti come fucine di nuove idee: il Café des Westens, tra la fine dell'Ottocento e la prima guerra mondiale, e il Romanisches Café nel corso degli anni 1920. Da segnalare il fatto che anche Pirandello, durante il suo soggiorno berlinese del 1928-1930, aveva un tavolo fisso al Romanisches Café.[6][7]

Il Kurfürstendamm durante la dittatura nazionalsocialista[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo d'oro finì, in parte, con l'avvento al potere di Hitler e dei Nazionalsocialisti. Infatti la maggior parte delle persone che tenevano vivo il Kurfürstendamm (i commercianti, i proprietari dei caffè e ristoranti, gli impresari teatrali) erano ebrei, vennero espropriati e, nel migliore dei casi, abbandonarono la Germania. La maggior parte degli esercizi commerciali arianizzati non sopravvisse a lungo. Anche tra gli artisti e gli intellettuali molti erano ebrei; altri erano invisi al regime per ragioni politiche, essendo comunisti, socialdemocratici, liberali o semplicemente non disposti ad allinearsi. La loro scomparsa, dovuta alle persecuzioni a cui furono sottoposti, tolse molto splendore al Kurfürstendamm, anche se a loro si sostituirono le nuove vedettes della Germania nazista, come Gustav Gründgens, Zarah Leander o Leni Riefenstahl[8].

Dopoguerra, divisione della città e riunificazione[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della seconda guerra mondiale più di una metà degli edifici del Kurfürstendamm era totalmente o parzialmente distrutta. Tuttavia gli spettacoli, i commerci e le attività di caffè e ristoranti ripresero con sorprendente rapidità, anche se con mezzi di fortuna. La ricostruzione fu invece lenta, e comportò l'inserimento nel vecchio tessuto urbano, di edifici molto più grandi, che in genere vennero progettati senza tener conto delle costruzioni preesistenti. In seguito alla divisione di Berlino nei due settori, Est e Ovest; e soprattutto dopo la costruzione del muro, il Kurfürstendamm diventò il centro simbolico di Berlino Ovest, il luogo in cui venivano regolarmente portati i politici stranieri in visita o in cui, al contrario, si svolgevano le manifestazioni di protesta.[9]

Questo ruolo risultò determinante per l'architettura del Kurfürstendamm. Gli architetti vollero esprimere il suo prestigio attraverso costruzioni sempre più grandi e ispirate alla modernità architettonica delle città statunitensi – un'architettura di città senza storia[10]. Per parecchi anni i cinema contribuirono all'atmosfera del viale in un modo che ricordava i gloriosi anni 1920. Ma, a Berlino come altrove, il cinema perse di importanza e molte delle sale, così come quasi tutti in vecchi ristoranti e caffè, sono stati sostituiti da centri commerciali, alberghi e uffici. Nella maggior parte delle vecchie case – molte ne rimangono ancora come erano all'inizio del Novecento – non ci sono quasi più appartamenti, ma solo studi di notai, avvocati o commercialisti.

Edifici notevoli[modifica | modifica wikitesto]

Sul lato destro:

Sul lato sinistro:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regina Stürickow, pp. 62-69
  2. ^ Karl-Heinz Metzger,, Der Kurfürstendamm - Boulevard und Symbol, a cura di Bezirksamt Charlottenburg-Wilmersdorf, berlin.de, 2004. URL consultato il 7/4/2016..
  3. ^ Ribbe e Schmeidecke, p. 119
  4. ^ cfr. Metzger e Dunker
  5. ^ Cfr. Stürikow
  6. ^ Schebera, Jürgen, Damals im Romanischen Café, Lipsia, Westermann, 1988.
  7. ^ Zivier, Georg, Das romanische Café, Berlino, Haude & Spenersche Verlagsbuchhandlung, 1965, pp. 34-35.
  8. ^ Metzger e Dunker, pp. 157-193
  9. ^ Metzger e Duker, pp. 193-263
  10. ^ (DE) Kuhrau, Sven, Sehnsucht nach Stadt. Eine Baugeschichte der Parzelle Lurfürtendamm 227, in Zajonz, 2010, pp. 11-24.
  11. ^ a b Architekturführer Berlin, p. 164
  12. ^ a b Architekturführer Berlin, p. 165
  13. ^ Architekturführer Berlin, p. 167
  14. ^ a b Das neue Gesicht Berlins, tavola 17
  15. ^ Architekturführer Berlin, p. 169
  16. ^ Architekturführer Berlin, p. 163
  17. ^ Architekturführer Berlin, p. 168
  18. ^ Architekturführer Berlin, p. 237

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) AA.VV., Architekturführer Berlin, 6ª ed., Berlino, Dietrich Reimer Verlag, 2001, ISBN 3-496-01211-0.
  • (DE) Michael Bienert, Elke Linda Buchholz, Die Zwanziger Jahre in Berlin, Berlino, Berlin Story Verlag, 2012.
  • (DE) Helmut Engel, Charlottenburg, Berlino, Stapp Verlag, 1993.
  • (DE) Otto Hagemann, Das neue Gesicht Berlins, Berlino, Arani Verlagsgesellschaft, 1957.
  • (DE) Hartmut Häuserman, Andreas Kapphan, Berlin, von der geteilten zur gespaltenen Stadt, Berlino, Leske und Budrich, 2012.
  • (DE) Sven Kuhrau, MIchael Zajonz, Heimweh nach dem Kurfürstendamm, Petersberg, Michael Imhof Verlag, 2010.
  • (DE) Karl-Heinz Metzger, Ulrich Dunkel, Der Kurfürstendamm. Leben und Mythos des Boulevards in 100 Jahren deutscher Geschichte, Berlino, Konopka, 1087.
  • (DE) Wolfgang Ribbe, Jürgen Schmeidecke, Kleine Geschichte Berlins, 3ª ed., Stapp Verlag, Konopka, 1994.
  • (DE) Regina Stürikow, "Vom Feldweg zum Boulevard", in Damals, nº 1, Leinfelden-Echterdingen, Konradin Medien GmbH, gennaio 2013.
  • (DE) Michael Zajonz, Sven Kuhrau (a cura di), Heimweh nach dem Kurfürstendamm, Petersberg, Michael Imhof, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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