Kunta Kinte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il singolo di Daniele Silvestri, vedi Kunta Kinte (singolo).

Kunta Kinte è il protagonista del romanzo Radici (Roots in lingua inglese) di Alex Haley, e della miniserie televisiva omonima ad esso ispirata. Radici è riconosciuto come un misto di realtà e finzione.

Kunta Kinte era un mandingo. Fu catturato in Africa e trasportato ad Annapolis dove fu venduto ad un proprietario terriero di Contea di Spotsylvania, Virginia.

Vi è un monumento dedicato a Kunta Kinte ad Annapolis, uno dei pochi al mondo a portare il nome di uno schiavo africano. La targa fu rubata 48 ore dopo la sua installazione, nel 1991, probabilmente da parte del Ku Klux Klan. Non è mai stata ritrovata ed è stata sostituita due mesi dopo.

Storia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda ha inizio nel 1750 in Africa, precisamente a Juffureh in Gambia, con la nascita del protagonista, primo dei quattro figli del guerriero Omoro e di Binta Kebba. Haley descrive la severa educazione di Kunta e il rigore della formazione.

A diciassette anni, mentre si trova lontano dal villaggio per cercare legna per realizzare un tamburo, Kunta è aggredito, catturato e fatto prigioniero da schiavisti bianchi. Lo scrittore descrive le umiliazioni che deve sopportare il giovane guerriero, tra le quali la marcatura a fuoco. Kunta viene rinchiuso in una nave insieme ad altri 139 schiavi e portato in America. Dopo un viaggio di tre mesi, che solo 98 schiavi partiti dalla costa africana portano a termine, Kunta giunge in Maryland, dove è venduto a un grande coltivatore, che gli cambia il nome in Toby.

Per il resto della sua vita Kunta non abbandona mai i suoi sogni di libertà e l'idea di fuggire. Sposa Bell Waller - anche lei schiava - e ha una figlia di nome Kizzy, che viene venduta pochi anni dopo per aver scritto una falsa autorizzazione di viaggio per un giovane schiavo di cui lei è innamorata.

Il resto del libro racconta la storia delle quattro generazioni tra Kizzy e Alex Haley, descrivendo la loro sofferenza in America.

Kunta Kinte: personaggio storico o inventato?[modifica | modifica wikitesto]

Nel romanzo i personaggi e la genealogia sono presentati come realmente esistiti, a partire dal più affascinante, Kunta Kinte. Dato che fu sempre pressoché impossibile avere dettagli sulla vita di uno schiavo (tramandati oralmente o da documenti), molti di questi dettagli sono inventati, ma ciò da solo non ne metterebbe in dubbio la storicità (uno dei motivi del successo del libro). Inoltre Haley illustrò i suoi metodi di ricerca basati sull'analisi di documenti trovati in decine di biblioteche e altri archivi. Dopo la morte di Haley si poté cercare tra le sue carte: non si trovarono conferme proprio su Kunta Kinte, che quindi era un'invenzione letteraria. L'articolo che svelava la magagna fu pubblicato nel 1993 da Philip Nobile sulla rivista The Village Voice con il titolo Uncovering roots[1]. Radici aveva subito violente critiche di molti storici fin dall'uscita, ma non solo: Haley fu condannato nel 1978 per plagio. Risultò che aveva copiato 81 passaggi dal romanzo di Harold Courlander The African. Haley, che aveva già scritto una bellissima autobiografia di Malcom X, fu in qualche modo protetto dai giudici e se la cavò con una multa di 650 mila dollari: cifra enorme, che gli permetteva però di salvare la reputazione e di continuare a vendere milioni di copie del suo bestseller.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

A Kunta Kinte Daniele Silvestri ha dedicato la canzone Kunta Kinte del suo live Livre trânsito.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kunta kinte è un'invenzione (La Repubblica, articolo del 26 febbraio 1993), ricerca.repubblica.it. URL consultato il 10 gennaio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura